Salvini: “Ci siamo opposti e ci opporremo alla riforma del catasto”

(Marco Cremonesi – il Corriere della Sera) – «Ci siamo opposti e ci opporremo». Matteo Salvini non arretra. La riforma del catasto, contro cui il centrodestra ha votato l’altro giorno, potrebbe tornare ad essere la scintilla che dà il via alla crisi politica: martedì, infatti, l’argomento tornerà in commissione Finanze, con un altro emendamento soppressivo. Il governo di unità nazionale sarà dunque nuovamente esposto a vistose fibrillazioni. Il suo perché, Salvini lo ha spiegato ieri a un convegno organizzato da «Destra Liberale Italiana»: «Riformare il catasto per aumentare le tasse sulla casa è qualcosa di cui non si sente assolutamente il bisogno».

Secondo il leader leghista, infatti, «in Italia la casa è già tassata per 50 miliardi di euro, mettere le mani nelle tasche dei contribuenti con una revisione degli estimi catastali che fa pagare di più, in un momento di difficoltà economica, non ha niente e che fare con le riforme o con il Pnrr». La precisazione sul Piano di ripresa non è casuale: Salvini dice in sostanza di sentirsi libero, visto che la riforma non sarebbe tra i temi su cui è nato il governo. Ancora più chiaro: «Di tutto c’è bisogno fuorché prendere soldi agli italiani».

Di qui, la nuova puntura al premier: «C’è una struttura elefantiaca e burocratica su cui il governo non è ancora intervenuto con la necessaria forza rivedendo il codice dei contratti e degli appalti. Su questo mi aspettavo e mi aspetto di più». Il fatto è che il leader del Carroccio legge l’irrigidimento di Draghi sulla questione degli estimi come un nuovo episodio della guerriglia contro la Lega. Ancora ieri Salvini attendeva dal premier la risposta a un suo messaggio in cui chiedeva un incontro dopo il patatrac in commissione.

«Ci accusano di fare i guastatori del governo – sbuffa un salviniano storico -, quando la verità è che si cerca di continuo di metterci in difficoltà. Nessuno vede l’urgenza di un provvedimento che entrerà in vigore, semmai lo sarà, nel 2026. Quando sugli estimi i sindaci hanno peraltro già la possibilità di intervenire». Insomma, nel partito si comincia a pensare che Salvini possa essere un comodo capro espiatorio in caso di crisi: «Non si spiegherebbero – rimugina il deputato salviniano – certe sortite in un momento come questo: il rilancio della Bolkenstein, il rilancio dello ius soli e del Mes».

La prova del nove sarebbe anche «il fatto che il centrodestra ha votato compatto contro la riforma degli estimi, ma sembra che Salvini lo abbia fatto da solo». Che un tentativo di aggiustare le cose il centrodestra lo abbia fatto lo testimonia il capogruppo azzurro in commissione finanze, Antonio Martino: «Noi la mediazione l’abbiamo tentata» e lunedì «faremo una valutazione tecnica sull’emendamento proponendo soluzioni accettabili. Non ci sono decisioni aprioristiche».

E se, di certo, «non possiamo aprire a nuove tasse sulla casa», questo «è il nostro governo» e «noi speriamo sempre che la politica riprenda il suo primato». E intanto, una scritta minatoria contro il segretario è apparsa sulla saracinesca della sede del partito a Cassano Magnago: «Non sparate a salve, sparate a Salvini». Che ha commentato sui social: «Noi lavoriamo per tornare alla Pace, lasciamo ai cretini parole e pensieri di guerra».

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13 replies

  1. 3) Questo testo tratta solo marginalmente di queste giustificazioni della guerra. Qui vi chiediamo solo di sospendere per qualche minuto la domanda su chi è buono o cattivo e di chiedere semplicemente: cosa sta succedendo? Successivamente, puoi tornare alle domande per cui vuoi fare il tifo – spoiler, ti consigliamo: Nessuno.
    Cosa chiede la Russia, cosa chiede “l’Occidente”?
    I protagonisti si raccontano quello che vogliono l’uno dall’altro. Queste richieste e le relative risposte sono elencate qui all’inizio, in primo luogo per delineare la portata di tutto ciò che svolge un ruolo e in secondo luogo per chiarire che nessuna di queste richieste è nuova, sono note da molto tempo. Questo è importante da notare perché spiega che le potenziali ragioni della guerra sono più profonde di qualsiasi evento concreto nella primavera del 2022.

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  2. 9) Nato: “non cerca il confronto”.
    Quindi nemmeno la NATO vuole una guerra, ma vuole “difendere” molto, e questo con un chiaro slancio in avanti. Qui, tuttavia, anche le posizioni all’interno della NATO divergono un po’.
    Nessuno vuole attaccare la Russia adesso. Ma gli Stati Uniti, la Polonia e gli stati baltici stanno lavorando duramente per riarmare l’Europa orientale, compresi i nuovi stati della NATO in modo che a un certo punto possano uscire da uno stallo nucleare con la Russia e renderla la guerra realisticamente vincibile attraverso sistemi d’arma superiori e senza immensi danni collaterali. Tutti gli stati europei stanno lavorando su questo, ma per alcuni con i freni un po’ inseriti – ne parleremo tra poco.
    L’Ucraina è felice di essere riarmata dai suoi sperati partner della NATO. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e gli Stati baltici sono ansiosi di conformarsi. Altri paesi sono più cauti – di nuovo, vedi sotto.

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  3. 11) La NATO sta rispondendo alle richieste della Russia di “smetterla di armare l’Europa orientale” con un dispiegamento aggiuntivo unito e dimostrativo di truppe in queste aree. Quasi tutti i poteri sono impegnati in questo.
    Per quale tipo di pace tutte le parti sono pronte a fare una guerra o, attualmente, sono pronte a lasciare che l’Ucraina ne faccia una?
    Sia la Russia che la NATO si occupano nientemeno che dell’ordine di pace in Europa. Entrambi lo identificano con una “architettura di sicurezza”. La pace può essere raggiunta solo se la forza militare mobilitata da tutte le parti è adeguatamente coordinata e correttamente dispiegata. Qui, ciò che è “corretto” è una questione di posizioni divergenti basate su interessi nazionali. Ci sono differenze considerevoli tra la Russia e la NATO in linea di principio, ma anche tra gli stessi paesi della NATO.

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  4. 12) Non poche guerre recenti sono state legittimate dall’Occidente con i diritti umani, sulla falsariga che alcune persone devono essere sostenute e difese contro un dittatore o un regime ingiusto. Contro queste guerre, la Russia ha sempre sostenuto il diritto dei popoli all’autodeterminazione (Jugoslavia, Siria). Nella battaglia per la legittimità sull’attuale ordine di pace in Europa, la NATO, d’altra parte, mette in evidenza il diritto dei popoli all’autodeterminazione quando chiedono alla Russia che le decisioni dei governi di aderire alla NATO debbano essere rispettate.
    I diritti umani o il diritto dei popoli all’autodeterminazione non sono formule vuote, sono anzi principi dell’ordine mondiale internazionale. Ma gli accordi internazionali o sono rispettati dagli Stati oppure no. Alla fine, dipende dal potere economico e militare degli stati coinvolti se si applica l’uno o l’altro principio. In ogni caso, i principi sono adatti a mostrare una guerra come buona o cattiva.

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  5. 13) Per quanto riguarda l’ordine in Europa, la Russia non è necessariamente d’accordo con il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Nei luoghi in cui una rivolta, come quella di Maidan, ha deposto il vecchio governo, la Russia non riconosce quello nuovo. In secondo luogo, nega che un governo possa fare tutto ciò che vuole in termini di politica di sicurezza senza tener conto degli interessi di sicurezza della Russia. Ha usato i suoi mezzi militari per gettare un freno ai lavori della pacifica espansione verso est della NATO nel caso dell’Ucraina. In Moldova e Georgia, la Russia sostiene da tempo le province che si ribellano a un orientamento occidentale.

    Per chiarire la situazione, ha senso iniziare con l’UE.

    L’UE e il pacifico allargamento ad Est.

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  6. 14) Lo scioglimento dell’Unione Sovietica ha comportato la creazione di molti nuovi stati e il distacco dei vecchi stati del blocco orientale dai vecchi obblighi. Nei calcoli dei vari partiti comunisti e di altri nuovi partiti, soprattutto in Russia, le vecchie regole economiche interstatali dei paesi socialisti (Consiglio per la mutua assistenza economica – CMEA) erano considerate pesi morti per i loro nuovi programmi di risveglio nazionale a orientamento capitalista. Allo stesso tempo, le vecchie interdipendenze economiche sono state speculate nel modo in cui ci si aspetta che facciano gli stati a orientamento capitalista: sono materiali per estrarre vantaggi per l’economia nazionale, se necessario a spese dell’altra nazione.
    Questo e la conversione della precedente economia pianificata in una capitalista hanno distrutto molte economie nazionali. Di recente fondazione o liberati dai vecchi obblighi, questi stati sono diventati casi per il FMI.

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  7. 18) In questa situazione mista si sono verificate le cosiddette “insurrezioni popolari”, che l’Occidente ha riconosciuto come giustificate, sostenute con infrastrutture e, appena al potere, con denaro e infine con forniture di armi. Qui la Russia è intervenuta militarmente più volte. Ha sostenuto militarmente quelle parti del paese che si sono posizionate più filo-russe. Nel caso della Bielorussia, la Russia sostiene il governo. Ogni allargamento dell’UE è stato un drenaggio economico per gli interessi della Russia. Sempre più stati hanno rotto le sue consuete relazioni economiche e commerciali. Questo è un motivo sufficiente per la Russia per respingere l’allargamento verso est dell’UE. Tuttavia, un motivo ancora più forte per il rifiuto è il collegamento UE=NATO.
    Fornendo supporto militare ad alcune regioni di stati, la Russia ha quindi chiarito quanto segue:

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  8. 22) A questo proposito, dopo la scomparsa dell’ex blocco orientale, c’era una visione completamente diversa sugli sforzi di allargamento dell’UE in Europa: sono positivi perché aiutano a indebolire un importante fattore dirompente: la potenza militare mondiale Russia, attualmente l’unico paese che ha ancora così tanta capacità militare che una guerra contro di essa non potrebbe essere vinta senza immensi danni collaterali. Nota a margine sulle diverse politiche dei presidenti degli Stati Uniti:
    Obama ha definito la Russia una “potenza regionale”. Questa, ovviamente, non era una vera affermazione, ma esprimeva un’affermazione su quello che dovrebbe essere lo status giusto per la Russia; uno status che gli Stati Uniti dovrebbero ottenere.
    Trump aveva una visione diversa. Per lui l’UE, e la Germania in particolare, erano un avversario perché non avrebbero riprodotto senza difficoltà la superiorità economica degli Stati Uniti, ma l’avrebbero indebolita.

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  9. 24) In linea di principio, tuttavia, l’UE è sempre stata intesa come un mezzo per gli Stati membri (soprattutto le potenze centrali Germania e Francia) per emanciparsi a lungo termine dagli Stati Uniti. A questo proposito, c’è attualmente un lato spiacevole per Germania e Francia: non appena l’allargamento dell’UE coinvolge questioni militari contro la Russia, la capacità di agire è interamente degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti poi dettano il ritmo: questo era evidente con Trump e ora è evidente con Biden.
    Sotto il progetto congiunto – nessun compromesso con la Russia sull’allargamento verso est dell’Ue – si cela l’inconveniente: il controllo sull’escalation con la Russia non è affatto nelle mani degli europei.
    Questa contraddizione del progetto dell’UE dà quindi origine ai relativi disaccordi nell’alleanza NATO:

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  10. Non avete il diritto di rimanere cosi’ ignoranti. Leggo che amate riferire le parole dei generali un tanto al chilo che parlano di Putin come capace di “ridare amor proprio”, e sono l’unico a vomitare, questi consulenti un tanto al chilo, questi don Chisciotte, questi antidiplomatici che razzolano come dopati pronti a punt<are il ditino per prendere piu' clicchete.

    Zappe!!! https://www.jacobinmag.com/2022/03/donbas-donetsk-luhansk-ukraine-russia-putin

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  11. ahahahahahaha grazie salvini, mi serviva una risata… altro che grillo, trump o zelensky, come comico ti batte solo francesco toscano

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  12. Noennio hai per caso sbagliato articolo sotto cui postare?
    Nel merito di questo:
    Questo storico è ipocrita Figlio di Pootteen è il solito mistificatore che trova ascolto tra l’ignoranza diffusa del suo bobbolo acefalo.
    Si parla di RIFORMA del catasto e REVISIONE degli estimi a fini contributivi.
    Per il suo partito abituato a coltivarsi la feccia parassita degli evasori a botte di condoni sarebbe un tradimento nei loro confronti.
    E parliamo di qualche milione di voti pronti a prostituirsi verso soggetti più sciacalli di lui.
    A destra fra i sovranari No €uro, No EU, NOVAX, NO GREEN PASS, NO NATO E SI POOTTEEN, tali carogne abbondano.

    Poi, era il caso di pubblicare questo articolo con un passaggio alle dichiarazioni di Antonio Martino? Ma non è morto un paio di giorni fa?
    Lo trovo inopportuno citarlo come se fosse ancora in vita.
    Ma li rileggono i pezzi prima di pubblicarli?

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