Alessandro Di Battista: “Di Maio pensa al potere”

L’ex che molti vorrebbero richiamare in servizio osserva la guerra a 5 Stelle stando a qualche passo di lato, e di questi tempi ha il telefono caldo. “Dal Movimento mi hanno chiamato molti che non sentivo da tempo. Io li ascolto: non serbo rancore, però conservo la memoria”. Alessandro Di Battista ricorda parecchie cose. E altre ha da dirne.

(DI LUCA DE CAROLIS – IL FATTO QUOTIDIANO) – L’ex che molti vorrebbero richiamare in servizio osserva la guerra a 5 Stelle stando a qualche passo di lato, e di questi tempi ha il telefono caldo. “Dal Movimento mi hanno chiamato molti che non sentivo da tempo. Io li ascolto: non serbo rancore, però conservo la memoria”. Alessandro Di Battista ricorda parecchie cose. E altre ha da dirne.

Giuseppe Conte ha detto che la stima e che vorrebbe “riaprire un dialogo” con lei.

Sono contento, perché lo reputo una brava persona. Ma Conte sa che io non rinuncerò mai a determinate posizioni e ai miei convincimenti politici.

Ultimamente vi siete sentiti?

Sì, anche in questi giorni. Ma con lui ho iniziato a sentirmi più spesso da quando è stato cacciato dal suo governo, perché a Palazzo Chigi venisse messo un banchiere.

Logico chiederle se pensa di rientrare nel M5S, allora…

Adesso la sola cosa che mi interessa è supportare i referendum popolari. E proseguire nella de-santificazione del messia Mario Draghi.

Perché questo scontro tra Conte e Di Maio? Era inevitabile, vista la situazione?

Credo che a Luigi interessi più salvaguardare il suo potere personale che la salute del Movimento.

Il M5S sta precipitando verso una scissione?

O si arriva a una resa di conti, o faranno prima a cambiare il nome del M5S in Udeur. I 5Stelle che mi chiamano sono preoccupati. Ma ciò che sta accadendo io lo avevo già previsto due anni fa.

In un post lei ha scritto che è “vigliacco mettere Conte sul banco degli imputati”. Ma è il capo, e come tutti i leader deve rispondere del suo operato, non crede?

Conte è l’ultimo arrivato nel M5S, per così dire. Se il capo politico fosse stato Di Maio Draghi sarebbe stato il presidente della Repubblica. E io che non avrei votato Mattarella, proprio come hanno fatto gli ex del M5S, reputavo Draghi al Colle lo scenario peggiore.

Conte puntava su Elisabetta Belloni. Ma ieri a Mezz’ora in più il segretario del Pd Enrico Letta ha parlato di cortocircuito mediatico tra Lega e M5S sulla direttrice del Dis. A suo dire mancava un accordo condiviso tra Conte e Salvini quando venerdì hanno parlato di una presidente donna. Forse l’ex premier ha sbagliato qualcosa?

Io mi chiedo: se la Belloni è stata davvero elogiata da Letta, perché non ha dato il via libera al votarla in Aula?

Insisto: Conte non ha sbagliato nulla?

Sì: a mio avviso avrebbe dovuto far votare la Belloni in Aula, a qualunque costo.

Conte potrebbe risponderle che non voleva rompere l’alleanza con il Pd.

Ripeto: se c’era davvero l’accordo tra Pd e M5S su quel nome, non vedo il problema. La verità è che il Pdl, cioè il partito dei Letta, Gianni ed Enrico, voleva Draghi.

Eleggere la direttrice dei Servizi al Quirinale, al di là della persona, a molti sembrava un precedente pericoloso. Era un’obiezione così insensata?

Io avrei preferito altre soluzioni. Ma certamente Belloni avrebbe rappresentato un segnale di discontinuità in un Paese gattopardesco.

Però Draghi non è stato eletto al Colle. È andata come lei sperava…

Per adesso.

Va bene. Ma i partiti hanno saputo resistere, no?

Conte, Salvini, Giorgia Meloni e gli ex 5Stelle si sono opposti, e ciò va riconosciuto. Ma anche un pezzo del Pd ha fatto muro, e pure questo va detto.

Però le coalizioni sembrano evaporate. Cosa racconta questo?

Io non ho mai creduto al bipolarismo, l’ho sempre definito una fregatura.

Quindi ora cosa si dovrebbe fare?

Io vorrei una legge elettorale proporzionale, con le preferenze. Così avremmo un sistema più democratico.

Il governo Draghi andrà avanti?

Non lo so. Ma se continuano a parlare solo in politichese il disagio sociale aumenterà.

In questo scenario lei valuta ancora di creare un suo partito?

Prima vengono le battaglie politiche. Poi vedremo.

52 replies

  1. Dibba, il “poi vedremo” non esiste più.
    Non c’è più tempo, un anno passa in fretta.
    C’è da riallacciare i rapporti con Casaleggio, perché il suo supporto sul web sarebbe strategico.
    C’è da portare dalla propria parte quelle che sono delle vere e proprie bandiere sui territori e/o i portatori sani di quelle idee che hanno spinto milioni di persone a votarvi, i/le Morra, Lezzi, Raggi, Appendino, Castaldo, Lannutti, Giarrusso, i Costa e tanti altri, e anche i Pizzarotti, se serve.
    C’è da aprire la porta a Conte, ma solo a determinate condizioni.
    C’è poi da aprirsi alla società civile ed alle menti pensanti di questo Paese, e Tommaso Montanari e Salvatore Borsellino mi sembrano un ottimo punto di partenza; si parta da qui, da gente che per anni si è distinta sul campo per le proprie idee e per il proprio lavoro, e si lascino fuori i peones, quelli che hanno ancora il cartellino con il prezzo sul costume comprato un tanto al chilo.
    C’è da recuperare i meetup e gli attivisti, che non chiedono altro che un centro-stella che gli aggreghi.
    E infine c’è da fare un nuovo, gigantesco V-Day contro i ladri di consenso, i truffatori di speranze, gli estorsori di futuro, contro i mentitori seriali che hanno aperto la scatoletta di tonno, ci si sono infilati, e si sono sigillati dentro.
    Il lavoro è immane e il tempo è poco, ma non è possibile prendersi la responsabilità di lasciare questo Paese con il culo nella morsa della bancocrazia di sinistra (sic!), e delle mafie destrorse.

    Detto questo, già sogno la prossima campagna elettorale, con Dimma sul palco a fare comizi circondato da guardie del corpo, e Dibba sotto il palco a contestarlo, manganellato dai celerini.

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      • @Lucapas
        Ho capito che sei passato ARMI e BAGAGLI dal M5S a quello che dovrebbe essere la sua Araba Fenice, Di Battista e amici.

        Ma sappi che è un piccione, non un’ Araba Fenice.
        E tu insieme a tutti i propagandisti come te, farete (con il vostro tifo squallido) del nuovo M5S quello che è diventato ora il vecchio.

        Ti salvi solo perché non c’è memoria di tutte le stronzate che hai scritto e di tutte le leccate ai leader che hai dato, Di Maio incluso.

        L’alternativa al PROPORZIONALE CON PREFERENZE non è la DITTATURA.

        Anche se te lo ha detto Di Battista.
        Che è una brava persona ma non capisce un cazzo di politica.

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      • Mi sa che il vero propagandista sei proprio tu, perché non riesci proprio a ragionare senza pregiudizi. La Legge di cui parla Dibba è stata votata a maggioranza in un percorso fatto con Giannuli durato 6 mesi e al quale ho partecipato. Ti assicuro che non sono fanatico di niente e valuto semplicemente i fatti. E per me invece sei proprio tu ad essere prevenuto su tutto bravo solo a mettere etichette a questo e quello.

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    • Eh già!
      Roba da matti, ma prima del referendum del 1993 che rovinò la legge elettorale era così, dissero che bisognava cambiarla per migliorare la governabilità ed eliminare i piccoli partiti, la governabilità non è migliorata i partitini sono un’infinità, ci hanno fregato perché da allora non abbiamo più avuto una legge elettorale seria.

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      • No, non è così.
        Il maggioritario funzionava eccome.
        Tra l’altro è stato deciso da un referendum popolare, poi calpestato dalla portata di Calderoli.
        Il maggioritario non piaceva ai ladroni del Lega e a B, in primis.
        Non piaceva ai politici! Capito?
        Perché avevano nero potere nella scelta dei candidati.
        Discorso lungo.
        Il sistema che piace al Dibba è il più schifoso mercato delle vacche, altroché democrazia.

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  2. Dibba, non farti fregare, gli itaGGliani, in larga, anzi in larghissima maggioranza non meritano nulla, ne hai una prova provata anche tra questi tre commenti.

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  3. Il Dibba che non merita gli italiani.
    E stikatsi!!!!

    Oramai è chiaro che lui da grande vuole fare un lavoro che lo appassiona:
    Il King maker.
    Dai Dibba, spacca il Qlo al capitone sciacallo e BACIASALAMI. Fagli vedere COME SI FA.

    Prima però impara l’arte di limonare con una coppa. ☝️😌😉

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  4. Come volevasi dimostrare, gli itaGGliani sono itaGGliani,
    Dibba, fatti i caz.i tuoi, l’80% degli itaGGliani si meritano quei politici che hanno votato e che si ritrovano.

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  5. Alessandro Di Battista una persona intellettualmente onesta ! e ho detto tutto ! A Giuseppe Conte altra persona che stimo , consiglierei di ascoltare i consigli di Alessandro , volere a tutti i costi un’alleanza con il partito democratico porterà il M5S alla scomparsa ! il PD rappresenta tutto ciò che noi abbiamo sempre combattuto ! Giuseppe come fai a non capire che fare la stampella del pd non ti porterà niente di buono , e sarà la tua fine , ti do atto che su draghi hai tenuto duro ma Letta lo voleva al Quirinale ! e già questo dice tutto ! Ci sono milioni di persone che attualmente si astengono che ti voterebbero volentieri ma su queste posizionei la vedo dura ! Ah dimenticavo, di Maio va buttato fuori !

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  6. PROCESSO A DI MAIO
    5Stelle, la resa dei conti: i duellanti invocano la base
    DI LUCA DE CAROLIS
    (FattoQuotidiano) – 31 GENNAIO 2022
    Ne resterà solo uno, tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. “E alla resa dei conti si arriverà in fretta” assicura un big. Nella domenica del post-Quirinale i due poli del M5S tornano a darsele pubblicamente. “Di Maio vuole un chiarimento? L’ho chiesto prima io, a dire il vero” fa notare Conte. E comunque “bisogna rendere conto non a me ma a tutta la comunità degli iscritti” aveva teorizzato già sabato. Ieri l’avvocato ha rincarato la dose: “Di Maio avrà la possibilità di chiarire il suo operato e la sua agenda, se era condivisa o meno”. E l’accenno ai mille incontri del ministro è puramente voluto.
    D’altronde lo strappo si è fatto ferita, dopo l’attacco del ministro di sabato sera, scandito con un gruppo di parlamentari a fargli da corona: “Nel M5S serve una riflessione politica, alcune leadership hanno fallito”. Accusa a cui Conte controreplica così: “Di Maio era nella cabina di regia del M5S, ci chiarirà perché non ha espresso questa posizione, e soprattutto chiarirà i suoi comportamenti, non a Conte ma agli iscritti”. È questa la linea dell’ex premier: evocare il giudizio della base, – magari sul web – che percepisce come in maggioranza ostile a Di Maio. Ma il ministro non porge l’ altra guancia, e in serata ribatte: “Non si provi a scaricare le responsabilità su altri, in cabina di regia non si è mai parlato di fare annunci roboanti su presunti accordi raggiunti con Pd e Lega, oggi smentiti anche dal segretario dem Letta”. Su questo batte l’ex capo politico: anche il Pd, l’alleato, ha preso le distanze dalla gestione del caso Belloni da parte di Conte. Ma sullo sfondo c’è molto altro. Perché Di Maio e i suoi hanno puntato l’indice, da tempo, contro i cinque vicepresidenti, la vera segreteria di Conte (quando parla di leadership, Di Maio si riferisce a loro). “Il malessere verso la gestione è diffuso” ripetono. Mentre il dimaiano Gianluca Vacca non nega che la scissione sia possibile: “Non so, sicuramente un’ assemblea non basta”. Ma cosa succederà ora? “Luigi è uno dei tre membri del comitato di garanzia” ricorda un veterano.
    Gli altri sono Virginia Raggi – non esattamente contiana – e Roberto Fico, vicino all’ex premier. Tre big voluti da Beppe Grillo, nel comitato che è il contrappeso del presidente, Conte. Da Statuto può “determinare la sfiducia nei confronti del presidente”, ma solo “all’unanimità”. Dovrebbe passare dal web. Una strada difficile. Mentre sull’altra sponda Conte riflette su procedure disciplinari. “Andrà drittissimo” dicono. Di Maio lo attende al varco. Auspica ancora, giurano, un incontro faccia a faccia con Conte. Chissà se è ancora possibile.

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  7. “Insisto: Conte non ha sbagliato nulla?
    Sì: a mio avviso avrebbe dovuto far votare la Belloni in Aula, a qualunque costo.”

    Mi spiace dirlo, ma con la paura non si va da nessuna parte: non l’ha fatta votare perché si sarebbero contati i contiani e non per non rompere col pd.
    Conte e Dibba si possono completare a vicenda.

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  8. Amici infosanniti, oggi vi propongo una novità: la Meli intervista Renzi (e).

    Senatore Renzi, chiedere a Mattarella di ripensarci non è una sconfitta della politica?
    «È la sconfitta di alcuni politici, non della politica. Apprezzo il salutare ripensamento di alcuni colleghi. Pensi a Salvini che nel 2015 twittava “Mattarella non è il mio Presidente” e ora si intesta la rielezione. Oppure ai Cinque Stelle che volevano l’impeachment del Presidente e adesso esultano come allo stadio. Il Parlamento di sovranisti e populisti elegge il Presidente scelto da noi nel 2015: hanno perso loro, noi brindiamo».
    Il bis di Mattarella, però, non era la sua prima opzione.
    «Non lo era. Mattarella aveva chiesto di evitare il secondo mandato adducendo motivazioni serie. Aveva spiegato che la seconda rielezione consecutiva trasformava il precedente di Napolitano in una sorta di modifica alla costituzione sostanziale. Questa raffinata sensibilità istituzionale, propria di un galantuomo, è destinata a passare in secondo piano davanti allo show indecoroso di chi ha trasformato l’elezione del capo dello Stato in una sorta di X Factor. Quando ho visto leader politici cercare candidati a caso, passando dal diplomatico al professore senza alcuna logica istituzionale mi sono preoccupato. E mi sono detto: meglio costringere Mattarella al bis che rimpiangere per sette anni le soluzioni strampalate last minute di qualche presunto leader».
    Si riferisce a Salvini?
    «In primis a lui, ma non solo a lui. Salvini ha scambiato la ricerca del presidente della Repubblica con la ricerca del super ospite a Sanremo: cercava il nome a effetto. Quando un pomeriggio il leader della Lega è sparito tre ore per andare a casa di Cassese, ho sperato che almeno gli tornasse utile la lezione di diritto che il professore avrà provato a dargli. Anche perché per me Cassese è in assoluto il migliore. E invece nulla, Salvini si è mosso senza logica. Una volta voleva l’accordo con Letta, poi con Conte, poi con Meloni, poi con noi. Alla fine è riuscito nel risultato di scontentare tutti, a cominciare dai suoi».
    Salvini dice che su Elisabetta Belloni c’era l’accordo di Conte e di Letta.
    «Di Letta non so. L’accordo di Conte invece c’era. La vera novità politica della settimana presidenziale è stata proprio il ritorno dei due compagni di viaggio del governo gialloverde. Salvini e Conte si sono spalleggiati. Io ho cercato di far saltare il loro patto non per antipatia personale, ma per una considerazione politica. I gialloverdi infatti hanno individuato due nomi su cui costruire una maggioranza assieme alla Meloni: il presidente del Consiglio di Stato Frattini prima e il direttore del Dis Belloni poi. Volevano un presidente espressione della coalizione giallo-verde-nera».

    E perché non vi siete uniti anche voi?
    «Per ragioni istituzionali: le tensioni geopolitiche tra Russia e Occidente non facevano di Frattini il miglior candidato, specie in un periodo come questo, visto la sua relazione con Mosca. E perché in una democrazia evoluta il capo dei servizi segreti non diventa presidente della Repubblica. Quando ho sceso le scale di Montecitorio e ho criticato in diretta tv la proposta di Salvini e Conte ero convinto che la Belloni sarebbe stata eletta, perché avevano i numeri per farcela. E parte del Pd stava sposando quella scelta. Ma sarebbe stato uno sfregio alle istituzioni di questo Paese. Non ho paura di dirlo a voce alta, senza timori, con la serietà di chi è stato presidente del Consiglio e ricorda che prima delle amicizie bisogna rispettare le istituzioni. Ci ho messo la faccia, ma chi ha cultura istituzionale sa che era doveroso da parte mia farlo».
    Secondo lei il governo esce indebolito? La legislatura arriverà fino al termine?
    «Spero che Draghi riprenda il timone del governo con più forza. Che non significa ignorare il Parlamento ma sfidare la politica in positivo. Draghi non è indebolito. Ma il suo governo oggi può fare di più e meglio: sbloccare le infrastrutture, semplificare le regole della dad a scuola, mettere a terra i progetti del Pnrr, combattere in Europa la battaglia sul debito. Tutte cose che il premier farà, ne sono certo. E noi saremo al suo fianco. La legislatura durerà fino al 2023: mai avuto dubbi a tal proposito anche se Conte ha sognato di interromperla prima».
    Ha ritrovato sintonia con Enrico Letta?
    «Sui temi di fondo siamo sempre dalla stessa parte. Enrico si è tranquillizzato quando ha capito che non avrei mai fatto asse sulla Casellati. In tanti pensavano che avrei votato Casellati pur di diventare Presidente del Senato. Ma io mi chiamo Matteo Renzi: combatto contro tutti per le mie idee, non per un tornaconto personale. Quando davanti a un caffè ho chiarito a Letta che non avrei mai accettato lo scambio di poltrone è cambiato il clima. E abbiamo lavorato meglio».

    Forza Italia si è dissociata dal centrodestra, questo passaggio può essere foriero di novità?
    «Sì. Il centrodestra non c’è più, ha detto Meloni. E non è che i Cinque Stelle siano messi meglio. Saranno mesi di cantieri all’interno dei vari schieramenti politici. Ma è prematuro immaginare che cosa accadrà. La conferma di Mattarella e di Draghi portano stabilità al Paese e questo paradossalmente consentirà l’evoluzione del quadro partitico».
    Lei propone il presidenzialismo, che però mal si accorda con il proporzionale, verso cui invece sembra si vada.
    «Dopo il 2016 non dovrei parlare più di riforme costituzionali e di legge elettorale: ogni giorno è sempre più chiaro che quella riforma unita alla legge elettorale con ballottaggio avrebbe dato stabilità al sistema e più forza al Paese. Tuttavia andare all’elezione diretta del Presidente mi sembra una necessità rafforzata dallo show triste di questi giorni: che poi sia presidenzialismo all’americano o semipresidenzialismo alla francese, vedremo. Ma questo tema sarà oggetto della legislatura 2023-2028. Sulla legge elettorale, invece, si potrebbe fare nei prossimi mesi ma inciderà la volontà dei gruppi maggiori come Cinque Stelle e Lega che ad oggi sono dilaniati».

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    • Non escluderei che questa gentaglia trovi il sistema per aggirare pure la legge e il referendum che hanno sancito la riduzione del numero di parlamentari.

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      • “Salvini e Conte si sono spalleggiati. Io ho cercato di far saltare il loro patto non per antipatia personale, ma per una considerazione politica”

        Non riconosci lo stile??

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      • be’ in questo passaggio lo spirito distruttivo viene fuori, ma nel resto mancano la sua spocchia e la sua supponenza. Forse dovrei immaginare la sua voce nell’imitazione di Crozza 🙂

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    • Che pallonaro! Parla di rispetto delle istituzioni per la Belloni, e non lo fa per la rielezione di Mattarella.
      Una verità verità però la dice. Quando è sceso in strada a contestare la possibile scelta della Belloni non riusciva a nascondere il terrore negli occhi. Perché i numeri per eleggerla c’erano.

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    • Grazie Paola per avermi rovinato l’appetito…..
      Comunque quando sono arrivato al Cassese è il migliore di tutti ho interrotto la lettura dell’interessante intervista

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    • “Enrico si è tranquillizzato…”
      Un’altra volta è riuscito a renderlo sereno.
      “Letta stai sereno” a Letta non ha insegnato nulla.

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  9. Su Di Maio penso ogni male possibile, i fatti sono chiari ma i fanatici sono duri a capire. Di Maio è il servo di Draghi e quando Grillo gli ha ordinato di votare la Cartabia, ha ubbidito, pur sapendo che avrebbe affossato la riforma di Bonafede e avrebbe permesso a 150.000 criminali ricchi di restare impuniti. Allo stesso modo Grillo ha ordinato e Di Maio ha ubbidito, ma anche Conte, di votare la fiducia a ben 229 decreti di Draghi che ha praticamente distrutto la Repubblica Parlamentare con un semipresidenzialismo privo di contrappesi, che dà un potere assoluto a uno solo ignorando Ministri, Parlamento, Corte dei Conti, Magistratura, sindacati e volontà popolare. Un regime mostruoso. A questo regime mostruoso (l’unico Paese dell’Ue che non ha una opposizione) hanno contribuito, ognuno per la sua parte, Grillo, Conte e Di Maio. Con tutta la simpatia che posso avere avuto in passato per ognuno di questi tre personaggi, non posso far finta di non vedere che hanno strisciato tutti e tre ai piedi di un dittatore permettendogli di fare tutte le mostruosità che ha fatto tradendo il loro mandato e calpestando la Costituzione e il bene del popolo italiano.

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    • Ed ancor di più perché noi, abbiamo creduto in lui! Certo che certe persone la doppia personalità o faccia che sia, la riescono a gestire stupendamente! Ricordo che quando diceva qualcosa che non mi quadrava, lo giustificavo, adducendogli inesperienza ed una certa dose di ingenuità!! Se!! Proprio ingenuo il signorino! Si è proprio calato anzi, tuffato, nella parte del marchese!! Viviana il tuo commento è ineccepibile.. grazie 💝

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    • @Viviana

      Tu la butti sempre in caciara, mettendo nello stesso mazzo Grillo, Di Maio, Conte.
      L’intelligenza qualcuno la definisce come la capacità di notare le differenze.
      Poiché non sei stupida, le tue approssimazioni a la carte sono solo il frutto della tua propaganda.

      Forse vuoi denigrare Conte, mettendolo sullo stesso piano di quei due STRONZONI che hanno giocato solo a favore dei cazzi propri (direbbe un fine politologo).

      Fai il paio con Lucapas, venite qui a commentare in formazione.

      Capisco che Conte potrebbe vanificare il progetto di Di Battista, perché se funziona lui c’è meno spazio per altri.

      Legittimo sostenere il Dibba, senza mettersi a fare il gioco delle tre carte però.

      Ciao Vivia’

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    • se hanno votato la schiforma cartabia forse é perché sperano che il “virgulto violetatore”, stupido come una ascibia, possa farla franca con l’imporcedibilità che vedrà decadere i processi dopo 2 anni in corte di appello e dopo 1 in cazzazione!!!
      e chi se ne frega delle vittime dei reati che resteranno senza giustizia…!!!
      quelli che hai citato non sono solo servi. sono di più: infami che dovrebbero essere condannati ai lavori forzati per almeno trent’anni.

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  10. “bisogna rendere conto non a me ma a tutta la comunità degli iscritti” dice CONTE
    ma è proprio sicuro che gli iscritti non siano in mano a DI MAIO e i suoi sodali?
    DI MAIO è nei 5S dalla prima ora, magari conosce la maggioranza degli iscritti uno per uno, cmq conosce benissimo i parlamentari, visto che gli ha scelti lui, se vanno alla conta Conte rischia di finire in minoranza.
    C’è un precedente, quando doveva insediarsi il direttivo con Di Battista dentro, l’hanno tirata così per le lunghe che hanno fatto tempo a creare un nuovo governo E DIBBA è uscito dai 5S, l’unico che poteva contrastare in qualche modo la deriva democristiana.
    Ci dobbiamo mettere anche il ruolo del COMICO: con chi starebbe?
    fino ad ora sempre con DIMMA

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    • “se vanno alla conta Conte rischia di finire in minoranza.”

      Ecco!
      Doveva farla in aula quella conta.
      Ora, se non la riportano alle lunghe potrebbero davvero contarsi e Conte sarebbe ancora in tempo per un progetto suo con le persone che lo sposano, ma non a parole, non con gli spadafora. Se passano sei mesi però si arriva di nuovo a ridosso delle elezioni.

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    • infatti
      come si dice: affrontare il toro per le corna.
      Conte è una brava persona, forse troppo rispettosa.
      Un politico deve essere anche duro, combattivo, aspro e spietato quando occorre non solo mediatore.
      Riuscirà ad esserlo?
      DiMMA con quella dichiarazione pubblica gli ha lanciato la sfida per il controllo del Mov.
      Vedremo…..

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    • @Adriano

      E se tutti i parlamentari stanno con Di Maio….. STI GRAN CAZZI DEL M5S!

      Conte deve verificare i numeri e se non ci sono dentro il Pappamento tanto meglio, ne troverà di più fuori

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    • come darti torto…!
      é da un pezzo che di iscritti al ex mov sono rimasti solo destrorsi adoratori del bibitaro usurpatore e altri traditori di Gianroberto e milioni di elettori onesti…!!!
      ps: più che una deriva democristiana pare essere fascista conclamata. non a caso tifano e sonoschierati per e con il vile affarista nonché mozzo del britannia che ha svenduto il paese, arricchito i ricchi, impoverito i poveri e affamato i greci…!!!

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  11. Veramente il presidenzialismo di fatto si sarebbe concretizzato se Draghi fosse stato eletto PdR, come desideravano Letta, Di Maio, Renzi e probabilmente Grillo anche se sul tema non si è esposto, e l’ unico ad opporsi ed a sventare l’ elezione di Draghi, è stato Conte! Inoltre Conte non era capo politico né quando Grillo ed iscritti al M5S hanno deciso di entrare nel governo Draghi, né quando Grillo ha telefonato ai ministri per la riforma della giustizia, imponendo un si alla schiforma Cartabia! Anzi Conte è intervenuto per un miglioramento in extremis! Quindi a me pare poco onesto accusare Conte come Di Maio o Grillo…..per l’ elezione del PdR Di Maio ha lavorato di sponda con Renzi, renziani fuori e dentro il PD, con Letta zio e nipote, con i forzisti e persino con il caimano contro Conte. ….e Di Maio non è solo, pare avesse promesso persino a Berlusconi 40 voti, e certamente a Casini, la sua seconda opzione dopo Draghi! ! Quindi ci sono almeno 50 o forse più parlamentari 5 stalle dimaiani, altri voltagabbana, altri indefinibili ed imbarazzanti, e non sono arrivati in parlamento per colpa di Conte…….quindi certamente Conte può non piacere, ma rispetto ad un Di Maio o a certi personaggi a 5 stalle miracolati per aver trovato un lavoro almeno per 5 anni, è un gigante…….professionalmente, personalmente, culturalmente e politicamente! Quindi certamente si può criticare, non approvare, ma non assimilare per responsabilità del fallimento del M5S a Di Maio o a Grillo, il M5S era già dissolto quando è arrivato Conte, soprattutto per mancanza di parlamentari all’ altezza del compito salvo alcune persone capaci! Se imbarchi gente di ogni tipo senza un vero criterio di merito, poi ti ritrovi peones dietro ad un Di Maio qualunque. ….

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    • Il problema non è affatto l’incompetenza, questo è quello che ti hanno fatto credere, ma i 30 denari che, una volta eletti, hanno iniziato a guadagnare. Tengono tutti famiglia!

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    • Alberto Zuccollo
      1 day ago
      Ho più simpatia per Mattarella che per Di Maio, ma capisco la rabbia dei suoi ex elettori

      D Mai
      1 day ago
      Ho lo schifo di essere italiano a vedere certe cose.

      lorenzo bertolaccini
      1 day ago
      Di significato e di valore dopo l empeachment

      Andrea Betti
      1 day ago
      Che tristezza giggino of maio
      Povera italia ,questi ancora parlano,senza vergogna

      Antonio Benny💢
      1 day ago
      “Bei tempi quelli dell Impichement?.. Pagliaccio.”

      Fedelta’ Italiana
      1 day ago (edited)
      Proprio tu hai la spudoratezza di parlare ?.
      Proprio tu hai la spudoratezza di parlare e che chiedesti l’Impeachment del Presidente On. Sergio Mattarella ? Vergognati !
      Stai tranquillo, anche se vi siete assicurato lo stipendio per altri dieci mesi, alle prossime votazioni ritornerai a vendere birra e coca cola..
      Vedo che hai fatto progresso, hai imparato dire ” leadership”..

      Marco Morelli
      1 day ago
      un buffone e ridicolo!!

      Dario impastato
      1 day ago
      Votare la belloni ti sembrava male

      Enrico Valtolina
      1 day ago
      Il popolo è …………….

      Laura Rossi
      1 day ago
      Di maio .salvini alle prossime elezioni gli italiani si ricorderanno di voi hanno più memoria di quello che pensate

      Francesco Polverino
      3 hours ago
      Ti sei dimenticato di Renzi

      Shoppone 94
      1 day ago
      Massone per caso 🤡🤡🤡🤡

      Phil Pilipili
      12 hours ago
      Giggino occhio che te la fanno pagare i tuoi giravolta.

      Laura Rossi
      1 day ago
      Forza Italia ha avuto 45 franchi tiratori

      Domenico Opera
      1 day ago
      Che faccia tosta.

      giulio podda
      1 day ago
      Vergognati! Solo menzogne. La gente non dimentica!

      Ale
      1 day ago
      Giggino ancora un anno poi processo

      Enrico Valtolina
      1 day ago
      Hai dimenticato il tuo coraggio il coraggio dei 5 stella sei invecchiato. Sei invischiato svegliati

      Enrico Valtolina
      1 day ago
      Il popolo non vuole più Mattarella vergognati

      nefer tuh
      5 hours ago
      Tu è il tuo pertito farete la fine del partito di Di Pietro

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    • Avete visto quelli alle sue spalle che facevano di sì con la testa e subito dopo una selva di pacche sulla spalla?

      Erano quasi tutti così i grillini fino a qualche mese fa.
      Il tifo, in questo caso molto interessato.
      Chi tanto più forte urla “bravo”, tanto più probabilmente sarà il primo a tradire.
      Queste zoccole che chiamiamo politici (senza offese per le zoccole che non vivono sulle spalle altrui) sono la nostra classe dirigente.

      Se Di Maio ha così tanti leccaculo intorno a sé, vuol dire che è molto potente.
      All’aumentare del proprio potere aumentano i leccaculi di partito.

      Conte deve andare subito alla conta senza farsi logorare.
      Così stana er sorcio.

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