Siamo vicini al Misfatto Quirinale

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Quando la politica è debole gli altri poteri sono fortissimi, e dunque ormai a ridosso del voto per il Quirinale Mario Draghi è in vantaggio su tutti. Pure ieri all’assemblea dei deputati 5 Stelle, in quella che doveva essere la curva più insidiosa, il campione dell’establishment finanziario e internazionale non ha trovato muri a fermarlo.

Un quadro che Conte non ha il potere di cambiare, e pertanto è disarmato nella trattativa con Enrico Letta, a cui la promozione del premier va più che bene in funzione dell’epurazione dal Pd dei renziani, che potrà fare nella prossima legislatura.

L’alternativa, d’altra parte, sarebbe un qualche vassallo di Berlusconi – Casellati o Frattini che cambia – e dunque meglio una fine orribile che un orrore senza fine. Ora è chiaro che la gara non è finita, e la strada per il Colle è piena di sorprese. La prima sarà nel numero dei franchi tiratori, cioè di chi nel segreto del catafalco non ne vorrà sapere di segare il ramo sul quale è seduto.

Il trasloco del capo del Governo alla Presidenza della Repubblica – un precedente indigesto dal punto di vista dell’equilibrio costituzionale – accelera infatti lo scioglimento del Parlamento, perché qualunque patto si possa fare o qualunque nuovo inquilino andrà a Palazzo Chigi, neppure un domatore di leoni sarà in grado di tener buoni i partiti in vista della campagna elettorale.

Resta l’incognita di Salvini, che oggi non ha più fretta di andare alle urne, dove rischia di essere scavalcato dalla Meloni, e dei tanti 5S che ascoltano ancora i loro elettori, contrarissimi a Draghi, e non vogliono farsi complici di questo misfatto Quirinale.

3 replies

  1. Di Maio come la pensa ? Lui con gli altri big e convinto di potersi ricadidarsi ed essere rieletto alla grande. I congiuntivi,le carriole con mattoni forati del padre, le bibite al san Paolo,i vaffaday, sono un vago ricordo del periodo rivoluzionaio. Oggi i “maturati” hanno un ruolo d’assolvere :occupare poltrone e lodare chi gliele offre. Per questo (ma sbagliando clamorosamente i calcoli) non temono il ritorno alle urne anticipato. E poi onno Mario è stato tnto rassicurante : Gigi come possiamo fare a meno di te ?

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    • Come la pensa l’ape di Maio non si sa, adesso è impegnato ad esaltare l’export dell’Italia che sembra Crozza quando lo imita.

      Invece Di Battista su Draghi ha le idee chiarissime anche se non si capacita come M5S potrà, tra un anno, ripresentarsi alle urne dopo avere 4 governi in una legislatura e governato con tutti, mandando Dragula al potere.

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  2. Purtroppo i voti degli elettori non contano più se, non potendo scegliere i nomi da votare, alla fine indipendentemente dal partito quelli che occupano i seggi sono esponenti della casta e non rappresentanti dei cittadini.

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