“Un’ora di flebo e il Covid sparisce”. Monoclonali, la grande speranza


Evelina Tacconelli (università di Verona): «Da noi già adottati su migliaia di pazienti fragili. Entro 72 ore dal test positivo congelano la malattia». Perché l’Italia non li usa e li lascia scadere?Evelina Tacconelli

(Lucia Bellaspiga – avvenire.it) – «Una sola dose di anticorpi monoclonali, somministrata al paziente con Covid-19 nei primi tre giorni di infezione, in una sola ora riduce di oltre l´80% il rischio di ricovero ospedaliero: non solo evita la malattia severa, quindi la terapia intensiva o addirittura il decesso, ma costa infinitamente meno di un ricovero. Eppure in Italia in alcune regioni i monoclonali non sono stati utilizzati, addirittura sono stati trasferiti in altre regioni per evitare che scadessero». Uno spreco incomprensibile, che però non avviene nei reparti gestiti da Evelina Tacconelli, 54 anni, professore ordinario di Malattie infettive e direttore della clinica di Malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona, responsabile del gruppo di ricerca sulle infezioni resistenti agli antibiotici dell’università di Tübingen in Germania. «Chi è positivo ci contatta, lo valutiamo clinicamente e se pensiamo che per lui i monoclonali possano essere utili gli diamo immediatamente l’appuntamento. Da noi basta una telefonata per ricevere la terapia e tornarsene a casa poco dopo con un´altissima probabilità di non sviluppare il Covid-19». In una parola, guariti. Non solo: «La notizia è che stanno arrivando anticorpi monoclonali in grado anche di fare prevenzione prima del contagio; e altri ancora potranno essere utilizzati subito dopo un possibile contagio, sempre per prevenire».

Facciamo due conti: i monoclonali costano circa 1.500 euro e prevengono ricoveri che allo Stato costano decine di migliaia di euro a paziente. Per quale mistero allora non vengono usati?

A parte la difficoltà di produrre rapidamente le evidenze scientifiche necessarie per le linee guida terapeutiche, ma è anche un problema di cultura medica. Gli stessi medici, sottoposti a uno stress lavorativo imponente, non hanno trovato il tempo corretto per un’informazione appropriata e questo è sicuramente comprensibile. Ma l’Italia aveva già un problema di base: rispetto ad altri Paesi l´aggiornamento medico continuo non è organizzato in maniera consistente ed è troppo spesso lasciato nelle mani delle industrie farmaceutiche. E’ gravissimo, perché quello che abbiamo studiato durante l’università è solo una porzione infinitesimale di quanto è possibile fare oggi, e senza un aggiornamento permanente possiamo fare errori molto gravi. Ad esempio: molte delle informazioni sulle terapie anti Covid-19 a tutt’oggi non hanno raggiunto la popolazione medica, penso alla Clorochina e alla Azitromicina, farmaci che all’inizio dell’epidemia parevano essere utili, poi sono stati controllati in studi globali condotti secondo tutte le regole dell’evidenza che ne hanno dimostrato chiaramente l’inutilità, anzi forse un rischio per il paziente che li assume.Evelina Tacconelli

Evelina Tacconelli – .

Quindi all’estero i monoclonali si usano di più?

In alcuni Paesi europei e in regioni dell’America e del Canada sì. Diciamo che il limite maggiore per l´utilizzo rimane la valutazione costo/efficacia, D da che tipo di popolazione vogliamo trattare: se trattiamo tutti gli asintomatici giovani compresi, persone che hanno un rischio di finire in ospedale dell’0.5%, l’analisi è da rivalutare attentamente perché il costo è senz’altro superiore. Ma sono molte le variabili che hanno un impatto sul costo/beneficio, in primo luogo il fatto che se si occupano con pazienti Covid-19 i posti letto per esempio in Medicina, bisogna calcolare anche il danno pagato da pazienti oncologici o cardiopatici o anche solo che si sono fratturati una mano, che per mesi non avranno accesso al servizio sanitario.

L’uso che invece in Veneto fate dei monoclonali fa della regione il laboratorio-pilota d’eccellenza per tutta Italia.
Visto che contro il virus SARS-CoV-2 ad oggi esiste un armamentario terapeutico estremamente limitato, appena il ministero della Salute ed Aifa li hanno autorizzati in via emergenziale, noi abbiamo ritenuto indispensabile utilizzarli. Sottolineo che sono stati messi a disposizione da Aifa gratuitamente per tutte le regioni. E colgo anche l’occasione per sottolineare di non avere, né di aver mai avuto, alcun rapporto con le case farmaceutiche che producono monoclonali. Tengo a precisarlo perché il rapporto case farmaceutiche-medici non è ancora abbastanza chiaro in Italia, e necessita con urgenza di una rivalutazione a livello ministeriale per evitare un utilizzo improprio delle nuove molecole prodotte, come per esempio i nuovi antibiotici. Detto questo, la rapida scoperta dei monoclonali ci ha fornito rapidamente un farmaco che ha un impatto clinico enorme, soprattutto sul paziente fragile, e il giorno stesso che è uscita la delibera siamo partiti. La Regione Veneto inoltre ha ampliato i criteri per selezionare i pazienti da trattare, quindi abbiamo diffuso il numero di telefono da chiamare nel caso si abbia un tampone positivo: è essenziale però che la terapia venga effettuata entro 72 ore dalla comparsa dei sintomi. Il sistema funziona se c’è totale collaborazione con la medicina territoriale e con il medico di medicina generale, che per primo segnala al nostro ambulatorio i pazienti più fragili. E’ una grande soddisfazione ricevere le loro telefonate quando sono guariti.

E’ corretto affermare che i monoclonali riducono dell’85% ricoveri e decessi?

Dipende: se confronto ad esempio due gruppi di pazienti che sono over 60, con comorbidità, trattati uno col monoclonale e l’altro senza nulla, in quelli trattati la riduzione di rischio è intorno all’85%. Ovvio che se invece riferisco questo dato a tutta la popolazione, dove di per sé la mortalità è molto bassa perché comprende i giovani, la percentuale scende.

All’inizio c’era una guerra tutta interna ad Aifa tra chi voleva introdurli e chi era contrario. Poi è arrivata l’autorizzazione, ma quanti mesi persi…
Non conosco i motivi della querelle e fondamentalmente non credo che debbano interessare i medici.

Certo sarebbe ideale se potessimo dare il monoclonale indistintamente a tutti i positivi: quasi nessuno si ammalerebbe più. Ma è una chimera?
Sicuramente l’effetto sarebbe lo stesso in tutti i soggetti, perché il monoclonale va a potenziare la risposta immunitaria dell’organismo proteggendolo con anticorpi di origine umana, praticamente gli dà un supporto di anticorpi che da solo l’organismo non ha ancora prodotto. Però somministrarli a tutti sarebbe uno sforzo impossibile: occorrono ambulatori dedicati, bisogna informare ogni paziente, visitarlo, e dopo un’ora di infusione tenerlo in osservazione un’altra ora… Riusciamo a farne 15-20 al giorno, sabato e domenica compresi, quindi selezioniamo chi ha almeno un fattore di rischio, anche solo l’età, oppure una comorbidità importante come l’ipertensione grave, il diabete, la dialisi, un tumore… Sicuramente la rapida somministrazione del farmaco ha salvato la vita ai vaccinati delle popolazioni fragili ¬– oncologici, trapiantati, ecc. – che purtroppo hanno una risposta al vaccino estremamente più debole rispetto all’immunocompetente e possono trovarsi positivi.

Il paziente non a rischio lo rimandate a casa?
Se per ipotesi si tratta di un 20enne, che non ha a casa un familiare più anziano, che non lavora con i bambini, che non ha un genitore diabetico, insomma che non presenta proprio alcun evidente fattore di rischio, tendenzialmente sì. Come vede, però, le maglie sono molto larghe, diciamo che ad oggi noi non lo abbiamo rifiutato a nessuno, anche perché ci chiama chi ha problemi, non il 20enne che lavora dal computer a casa e ha un po’ di mal di gola.

Cosa vuol dire che gli anticorpi monoclonali sono “di origine umana”? In tempi di complottismo è bene spiegarlo.
Che oggi si ottengono utilizzando il linfocita originario B, che è quello che poi produce gli anticorpi, una proteina di origine umana. Preciso che molti dei nostri pazienti sono no vax.

Quante persone nel “laboratorio-Veneto” avete già trattato? Quanti altrimenti sarebbero probabilmente finiti in maniera molto diversa?
Oltre 2.000. E abbiamo analizzato nel dettaglio i primi 700 dei pazienti trattati in regione – lo studio è già in revisione in una rivista scientifica internazionale – con la collaborazione di tutti gli altri centri infettivologici del Veneto. Il risultato è che con la combinazione di due anticorpi (non ne usiamo più uno singolo) il rischio di ospedalizzazione crolla dal 21-25% all’1-5% a seconda della gravità del paziente. Tra i pazienti con gravi malattie di base, vaccinati e trattati con i monoclonali, nessuno è stato ricoverato.

Questo con una sola flebo in ospedale sotto controllo medico. Ma sono già annunciati futuri monoclonali da fare con una normale puntura intramuscolo. Potranno essere somministrati a casa?
Sull’anticorpo monoclonale intramuscolo c’è una valutazione in corso, non sappiamo ancora se potrà essere somministrato dal medico di medicina generale, perché c’è un rischio seppure minimo (al di sotto dell’1% e anzi in molti trial non si è mai verificato) di reazione anafilattica, ma questo vale per qualunque farmaco. Il suggerimento è di procedere sempre in un luogo che sia attrezzato a soccorrere il paziente in caso di reazione allergica.

È vero che la variante Omicron depotenzia gli anticorpi monoclonali o è un’ipotesi ancora basata sul nulla?
Al momento non ci sono dati a questo proposito, sono in corso, anche in Veneto, numerosi studi sulle varianti, che a breve ci daranno risposte. Sappiamo che l´anticorpo monoclonale che non usiamo più non era attivo su alcune varianti. Consideriamo comunque che molti monoclonali sono in arrivo sul mercato e quindi l´offerta è ampia.

È pensabile di sostituire il vaccino con i monoclonali? Di rinunciare alla prevenzione e curare la malattia quando già c’è?
Assolutamente no, l’arma più potente che abbiamo continua a essere il vaccino. Però c’è una buona notizia: sono in arrivo, dopo la conclusione degli studi di approvazione in numerosi Paesi europei e americani, nuovi monoclonali che agiranno anche per la prevenzione, cioè saranno utili sia prima di un tampone positivo che dopo, pre-esposizione e post-esposizione. Sarebbero importantissimi in particolare per i trapiantati che, sebbene vaccinati, hanno un alto rischio di non risposta. Alcuni studi dimostrano che la protezione preventiva data da questi nuovi monoclonali dura da minimo 4 settimane fino ad alcuni mesi. Però attenzione, non sono comparabili alla durata della protezione data dal vaccino.

Lo zoccolo duro dei no vax accetterebbe volentieri anche un monoclonale ogni 4 settimane, pur di non vaccinarsi…
Se si voleva che tutti facessero il vaccino, doveva essere obbligatorio. Siccome non lo è, il paziente ha sempre il diritto di rifiutare qualunque terapia. Il vero problema però è essere sicuri che tutti quelli che dicono “non lo voglio fare” abbiano avuto un’informazione corretta, ed era compito del ministero garantirla. La mia percezione, con i pazienti che ho conosciuto in questo anno, è che molti dei “no vax” lo sono in quanto insicuri degli effetti del vaccino, e questo deriva dal bombardamento di informazioni non controllato e spesso contradditorio. Non avevamo esperienza nel gestire una pandemia così grave con i media che abbiamo oggi, non c’è un altro esempio simile nella storia. E’ diventato difficile orientarsi persino per il medico che ha già dovuto fronteggiare l’impatto del Covid, la paura per i propri pazienti ma anche per se stesso e la propria famiglia, e che non è detto debba essere sempre un eroe, che è un uomo come tutti gli altri: dove trova il tempo per mantenersi aggiornato e filtrare la mole di notizie? Quello che dovremmo aver imparato dal Covid è che il piano pandemico non deve solo assicurarsi che ci siano posti letto, ma anche che ci sia un coordinamento nazionale per un’informazione corretta, che eviti i litigi tra “virologi” in diretta tivù. Il divo medico è una cosa che trovo intollerabile.

Le due pillole antivirali ancora allo studio, Merck e Pfeizer, saranno complementari all’anticorpo monoclonale? Se dovessero essere approvate, anche quelle andrebbero assunte nelle primissime fasi…
Il problema sia delle pillole che dei monoclonali è che è necessario avere una diagnosi il più possibile vicina alla comparsa dei sintomi… È vero che da indicazione Aifa i monoclonali si possono fare entro i primi dieci giorni, ma tanti studi hanno dimostrato che se la persona ha già i suoi anticorpi, fare dei monoclonali in più non la aiuta, a quel punto la malattia fa il suo decorso naturale, in senso positivo o negativo. Quindi si tratta di identificare questi soggetti nelle prime 72 ore. Quanto alla terapia antivirale, mancano ancora i dati definitivi, vedremo se saranno approvate, più armi terapeutiche avremo e meglio sarà.

Monoclonali e bambini?
Sotto i 12 anni non vengono utilizzati, per il momento non ci sono dati. Più che i bambini comunque la mia preoccupazione è tenere le persone anziane fuori dall’ospedale e assicurare che ci siano i posti letto per tutte le altre malattie. Il problema della scelta no vax è anche questo: tu hai diritto di non farti il vaccino, ma devi considerare che, se il virus continua a circolare, se dopodomani tuo figlio ha un incidente stradale e sta due giorni in pronto soccorso perché non c’è un letto, parte di quella responsabilità è tua.

Attualmente tra i vostri ricoverati a Verona, che rapporto c’è tra vaccinati e non vaccinati?
L’80% sono non vaccinati. Dei vaccinati nessuno è una persona in buona salute: o sono anziani che non avevano fatto in tempo a fare la terza dose e nemmeno il monoclonale, o pazienti immunodepressi e con malattie severe. Degli anziani e dei pazienti con patologie importanti cui abbiamo fatto immediatamente il monoclonale neanche uno è stato ricoverato. Per me come medico ciò che conta è mantenere il paziente fuori dall’ospedale, a quel punto se anche ci fossero 50mila casi con forme lievi come un raffreddore, onestamente me ne farei una ragione.

Oltre a questo progetto che altre ricerche ha in corso, sul fronte Covid e non solo?
Tante. Abbiamo appena vinto il bando pubblico di Aifa per gli studi sui monoclonali, che andremo a confrontare tra di loro per trovare il più efficace. E abbiamo creato una piattaforma di centri clinici in tutta Italia che lavorano insieme, per ora sul virus Sars-Cov2. Ma la mia idea è di non perdere l’esperienza del Covid e di utilizzarla per quella che è la nostra priorità, cioè ridurre la mortalità per le infezioni resistenti agli antibiotici. Questa è la vera battaglia per il futuro dell’umanità, ed è una battaglia che in Italia per ora è persa, siamo il Paese peggiore d’Europa per casi e decessi ma sembra che non importi a nessuno.

In che senso abbiamo esaurito gli antibiotici a disposizione? Non se ne possono creare di nuovi?
Lo sviluppo degli antibiotici è un processo chimico e biologico estremamente costoso, così negli ultimi 20 anni le case farmaceutiche hanno lentamente abbandonato la ricerca su questi farmaci per lavorare, per esempio, sugli anticorpi monoclonali usati in oncologia e sulle chemioterapie, che sono estremamente più redditizi. L’antibiotico deve costare poco, di conseguenza non è attraente. Però a fronte di un’industria che produce meno, ci sono tantissime iniziative politiche europee, guidate soprattutto dagli inglesi, che stanno cercando di contrattare una sorta di budget fisso alle case farmaceutiche: il concetto è “se riesci a produrre un antibiotico capace di contrastare i batteri che ti indico io, ti do un’entrata di cui tu azienda sei già sicura per i primi due anni”. Noi abbiamo prodotto per l’Oms la lista dei batteri più pericolosi, per i quali è urgente trovare nuovi antibiotici.

Quindi una mera questione di soldi… E se la prossima epidemia fosse batterica?
In realtà è già in corso. Se in Italia nel 2018 sono morte 11mila persone per gravi infezioni batteriche resistenti agli antibiotici, cifra stimata per difetto dai CDC europei, i centri per il controllo delle malattie trasmissibili, l’epidemia c’è già, causata da un uso assolutamente scorretto di terapie antibiotiche che ci ha resi resistenti ai farmaci. Il problema è anche di conflitto di interessi: se un Paese prescrive un antibiotico venti volte di più rispetto all’estero, è perché ha più infezioni o perché non c´è controllo su chi ha “la manica larga”? Non è possibile che nessuno sia responsabile se in vent’anni l’Italia è arrivata al punto che, se io mi ricovero nel nostro Paese per un trapianto al cuore il mio rischio di morire per un’infezione batterica resistente, dopo tutto quello che ha fatto il chirurgo per salvarmi, è di 10 contro lo 0,1 di chi si ricovera a Oslo per lo stesso problema. Se ci sono ancora medici che prescrivono un antibiotico al paziente per un po’ di febbre, e come spiegazione dicono “qualcosa dovevo pur fare”, di lavoro ce n’è ancora parecchio. Credo sia arrivato il momento per la comunità medica di fare un serio mea culpa ed affrontare energicamente i cambiamenti necessari.

Perché secondo lei il vaccino anti Covid ha scatenato le peggiori fake news, incubi tipo “gli aerei cadono a causa dei piloti vaccinati”?
Me lo chiedo anch’io. Penso che sia un mix di paura e disinformazione. Sono convinta della buona fede di queste persone, ci credono davvero. E poi c’è un po’ la sindrome tipica italiana del complotto, del “non ce lo dicono”, cosa che in Germania dove ho lavorato molti anni si verifica molto meno. Sicuramente i messaggi spesso non sono chiari: aver detto per mesi “fatevi il vaccino e sarete protetti”, quando ora bisogna farsi di corsa un booster, ha causato disorientamento e delusione. Bisognava spiegare dall’inizio che per molti vaccini, come ad esempio l´epatite B, possono essere necessari “richiami” per stimolare l’immunità. La comunicazione conta.

Sui social gira un fantomatico studio che denuncia l’aumento di mortalità del 50% nell’umanità da quando esiste il vaccino anti Covid. Dati “nascosti dagli scienziati”, è l’accusa. Lo diffonde su Facebook una parlamentare non medico.
I dati se li torturi ti dicono tutto quello che vuoi… Io di morti vedo solo quelli nel mio reparto, e per Covid, non per vaccino. I CDC e i MMWR, report settimanali di monitoraggio, sono tra le istituzioni più serie americane e dubito che abbiano mai manipolato nella storia i dati, poi per quale obiettivo? Pensi che interesse ci sarebbe se questo dato fosse vero e quanto sarebbe facile provare un’ipotesi di questo tipo: analizzare i decessi e sostenere che dal vaccino in poi sono cresciuti, non è un’analisi sofisticata, ci sarebbero già state migliaia di pubblicazioni di scienziati veri, in gara per essere i primi a fare una scoperta del genere… E’ pura fantascienza. Invece è interessante il rapporto basato sul SISMG, il Sistema di sorveglianza rapida della mortalità giornaliera, che analizza 19 città italiane e mette a confronto la mortalità dei primi mesi del 2020 con i dati storici: già l´anno scorso, quando i vaccini non erano disponibili, si documentava in particolar modo un eccesso di mortalità nelle città del Nord dove la pandemia di SARS-CoV-2 era gia´ diffusa (Brescia 88%, Genova 38%, Milano 36%).

La Lombardia sta accogliendo i malati Covid dalla Germania, che ormai ha oltre 450 morti al giorno e le terapie intensive al completo. Anche in Italia vediamo un aumento di decessi e soprattutto di contagi, ma la strada tracciata da noi è evidentemente la migliore?
Io non so se ci si renda conto del fatto che in Italia stiamo facendo veramente una bella vita, rispetto all’estero. Ho colleghi in tutta Europa che ormai da un mese cancellano riunioni, convegni, eventi educazionali per gli studenti. Ieri da Amsterdam e dal Belgio, dove da tempo avevano riaperto tutto senza mascherine e controlli, e con meno vaccinazioni, mi hanno telefonato dicendo che i reparti sono di nuovo pieni. Inoltre non si parla mai dei numerosi adolescenti morti di Covid negli Stati Uniti e in Inghilterra, cosa estremamente dolorosa perché era evitabile. Ma in Inghilterra i mesi scorsi non è stato dato accesso al vaccino come in Italia, e ho sentito colleghi disperati per non aver potuto proteggere i giovani prima. Per una volta l’Italia è un bell’esempio, se fossimo stati dall’altro lato e al posto nostro ci fosse stata l’Inghilterra, i nostri giornali avrebbero urlato che “non siamo in grado di fare come gli inglesi”. Qui conduciamo una vita tutto sommato normale, rispettare il distanziamento e indossare una mascherina è davvero così tragico?

Come giudica la decisione di Paesi come Singapore di non rifiutare le cure a nessuno, ma di pagarle solo a chi si è vaccinato?
Qui si ribella la mia anima ecumenica, come la definiscono i miei colleghi. Ho sempre difficoltà ad accettare che i diritti di qualcuno vengano lesi, credo in una sanità pubblica uguale per tutti, quindi uguale per l’assassino, per il bambino innocente di un mese, per il no vax e per il sì vax. Mi è indifferente, tutti dovrebbero essere curati allo stesso modo, perché se si comincia così non si sa dove si finisce.

Eppure anche in Italia, se decidi di scalare una montagna nonostante l’allerta meteo, l’elicottero del soccorso te lo paghi…
Però non è la sanità pubblica. Io ho difficoltà ad accettare che ci sia un paziente che ha fatto un errore di qualunque tipo e per questo venga trattato diversamente sul piano della cura. Allora se fumo due pacchetti di sigarette al giorno, perché devo essere curato? Me la sono voluta… O se mi drogo? La sanità e l’educazione devono essere sempre garantite a tutti, gratuitamente e in modo uguale. Tra l’altro c’è gente che non è no vax ma ha paura perché ha letto qualcosa e non riesce a decifrarlo, ma siamo sicuri che sia colpa sua e non di chi volontariamente gli ha dato quella falsa informazione?

Infine sul long Covid quali evidenze avete raccolto, a quasi due anni dall’inizio della pandemia?
Noi come Università di Verona-Malattie Infettive siamo il coordinatore di Orchestra, l’unico progetto selezionato a livello europeo con 30 milioni di euro per studiare le conseguenze a lungo termine nei fragili e nei bambini. Coordiniamo quindi i lavori in tutta Europa, in collegamento anche con il Sud America e l’Africa, e seguiamo 1.200 persone solo a Verona, in Europa circa 10mila. Con questo osservatorio stiamo vedendo che c’è una grande fetta di popolazione che 12 mesi dopo il Covid non riesce in nessun modo a tornare a una vita normale, con pesanti conseguenze psicologiche, psichiatriche, cerebrali, muscolari, neurologiche, gastrointestinali… Persone che per una ragione o per l’altra non sono più chi erano prima. Ma c’è anche un’altra forma di “long Covid” che ci riguarda un po’ tutti: questi due anni sono stati una specie di esperimento sociale di psicopatologia, abbiamo vissuto qualcosa di inimmaginabile, io non penso di essere la stessa persona di due anni fa, e ho il terrore di vedere che cosa succederà a questi bimbi che non sono andati a scuola per un anno, che a tre anni pensano sia normale lavarsi le mani ogni cinque minuti, che hanno imparato a non abbracciare nessuno. È stato un evento che ci ha cambiati, altro che 11 Settembre, e i risultati li vedremo per anni e anni. La mia speranza è che tutto questo non venga sprecato e diventi risorsa, possiamo da qui ripartire per creare rapporti più sani, un nuovo equilibrio, un mondo realmente più giusto e normale. Abbiamo sotto gli occhi la realtà: che davvero nessuno si salva da solo.

48 replies

  1. Una intervista coi fiocchi. Che andrebbe letta subito da novax che riuscissero a togliersi per un quarto d’ora le fette di salame sugli occhi.
    Ma anche dagli addetti ai lavori del Cts e dai draghi e dai figliuoli che avrebbero molto da imparare.

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  2. Bellissima intervista Pro SCIENZA.
    Non a caso pubblicata da l’avvenire del Direttore Tarquini, uno che coerentemente si muove nel solco evangelico tracciato da Papa Francesco.
    Non mi interessa il Credo religioso perché è un sentimento intimamente privato e rimandato alla sensibilità del singolo.
    Apprezzo, e ne dò atto a chi ha condotto l’intervista, un approccio oggettivo, con poche e giuste domande ad una donna eccezionale.
    Sono questi gli esempi che dovrebbero rappresentarci.
    Invece per la carica di presidente della Repubblica assistiamo ai traffici del solito mafioso venditore di pentole.
    Che ha sulle sue spalle un crimine storico, un Peccato Originale indelebile.
    Quello di aver allevato con le sue tv più generazioni di ignoranti bestie, sedotte parlando alla loro pancia e rinunciando, per audience e raccolta pubblicitaria, al ruolo pedagogico principale, vale a dire l’uso consapevole di quel formidabile strumento di cui ognuno è dotato, la propria mente.
    Giusto troll che affollate il blog?
    Meglio delegare il proprio cervello all’uomo solo al comando che pensa per tutti.

    Ai NOVAX.
    Ve l’ha detto questa ricercatrice universitaria di livello mondiale di non abusare con gli intrugli di farmaci fai da te, perché ne ignorate le Controindicazioni.
    La presenza di uno o più dottori è imprescindibile nel condurre qualsiasi tipo di terapia.
    Spesso le vostre posizioni sono frutto di una precisa propaganda di parte alimentata da centrali complottiste di estrema destra, cinesi, Russe o semplicemente da bastardi che lucra o sull’ignoranza diffusa.

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  3. Bella intervista sul serio, che, ovviamente, visti i tempi televisivi limitati(ma da che? Che la tv è un talk show h24 ormai) faticherà ad andare in onda in qualche programmaserio, o sarà riassunta alla bene e meglio per dare adito a propaganda si o no vax.
    Cos’altro aggiungere “speramm a Maronn”

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  4. Grazie Lucia, ottimo lavoro nell’aver “scoperto” ed intervistato un medico attento e preparato, la dottoressa Evelina Tacconelli !

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  5. Io, invece (con pardon) avrei gradito qualche domanda specifica proprio su quei tre giorni. È tutto lì il problema. È un tempo brevissimo: 3 giorni dalla positività del tampone possono voler dire sette/otto giorni dal contagio (lasciamo perdere tampone antigenico positivo che richiede conferma di molecolare).
    Esattamente come per la pillolina: rimarranno strumenti straordinari se non si cambiano alcuni protocolli. La rivoluzione sarebbe farli diventare strumenti ordinari.

    E poi vorrei capire, ma il novax non si fa la punturina di 3cc ma si fa un’ora di flebo? E quale sarebbe il senso? Pinuccio, ci sei?

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      • sm bugiardo seriale dice che la moderazione non gli pubblicherebbe uno dei suoi soliti copia&incolla.
        Povera stella.
        Sarà stato un lavoretto della solita ciurma, Balanzoni, Bolgan, Mazzucato e altri radiati.
        Ma commentare le dichiarazioni della professoressa Evelina Tacconelli con parole proprie Noo?
        Sempre articoli premasticati e sputati da altri.
        NO brain, avendolo delegato a figure propagandistiche.
        HANNO IMPOSTO IL VACCINO PURE A VOI.
        Prendete appuntamento per farvelo somministrare.
        🤫🤫🤫😄😄😂😂😂😂
        E veniteci a comunicare quando vi avranno in(o)cullati. 🤭🤭🤭🤣🤣🤣🤣

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      • Infatti, è quello che ho fatto.

        Commentare le dichiarazioni.

        Però non è passato.

        Ma intanto, VILE, non hai presentato scuse per l’accusa dei ‘finti morti’ che hai fatto.

        Io non dimentico anche perché gentaglia come te non merita condoni.

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      • Attualmente tra i vostri ricoverati a Verona, che rapporto c’è tra vaccinati e non vaccinati?

        L’80% sono non vaccinati. Dei vaccinati nessuno è una persona in buona salute: o sono anziani che non avevano fatto in tempo a fare la terza dose e nemmeno il monoclonale, o pazienti immunodepressi e con malattie severe. 

        Evelina Tacconelli, 54 anni, professore ordinario di Malattie infettive e direttore della clinica di Malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona, responsabile del gruppo di ricerca sulle infezioni resistenti agli antibiotici dell’università di Tübingen in Germania

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      • X Roberto:

        intanto secondo l’ultimo rapporto (o il penultimo se mi sono perso qualcosa)

        i morti di COVID sono vaccinati per il 58% dei casi i novax per il 42%

        Sono circa 1000 morti contro 700.

        La dottoressa dovrebbe spiegarci questa curiosa differenza, ma come tutti gli altri, non lo fa.

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      • SM seriale mentitore negazionista spalla del felinoide somaro negazionista diffusori di fake news, ti chiedo di citare le fonti.

        “Tra i non vaccinati il tasso di decesso – nel periodo 29 ottobre-28 novembre – è di 23,4 per 100.000 persone, tra i vaccinati oscilla tra 1,6 di chi ha ricevuto la terza dose e 3,1 di chi ha fatto due somministrazioni da più di 150 giorni. Differenze enormi anche per le ospedalizzazioni e le terapie intensive: il tasso dei ricoveri in ospedale tra i No vax è di 118,1 per 100mila persone e di 16,5 quello dei ricoveri in terapia intensiva, mentre nella popolazione vaccinata oscillano rispettivamente tra 9,4-20,5 e 0,8-1,4.
        I dati sono contenuti nel Report esteso del monitoraggio dell’Iss.”.
        Estratto dal web da Il Fatto Quotidiano.

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      • Alla data dell’ultima rilevazione disponibile, quella pubblicata il 10 dicembre, le persone non vaccinate finivano in ospedale 5,8 volte più che quelle che avevano completato il ciclo vaccinale e 10,9 volte di più rispetto a chi aveva ricevuto anche la terza dose di vaccino. Differenze ancora maggiori quando si parla di terapie intensive: la probabilità di far parte dei malati più gravi è 10,8 volte più alta tra i non vaccinati rispetto ai completamente vaccinati e addirittura 23 volte di più a confronto con coloro che hanno ricevuto la dose supplementare. Infine, per quanto riguarda l’esito più drammatico, chi non ha ricevuto nessuna dose muore 4,7 volte di più di chi è stato vaccinato e quasi 11 volte in più di chi ha ricevuto anche la terza dose.

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      • ‘fonte Sky24’

        AHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAhuuaahahuaahAHAHAHAuaaAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAAHAH

        😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

        OMG!

        "Mi piace"

      • La cosa divertente, Robbbé, è che le mie fonti sono quelle che usa il FQ per fare gli articoli.

        Il rapporto ISS !!!!

        😀 😀 😀 😀 😀

        Questo è lo screenshot della tabella ISS (via startmag, ma puoi controllare anche il report ISS originale, tanto è quello):

        1.033 vs 722

        E io sarei quello che dovrebbe citare le fonti?

        😀 😀 😀

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      • La figura di merda la fa chi non sa neanche leggere una tabellina in cui si evidenzia l’importanza del richiamo o dose booster che dir si voglia, e crede pure che è una “cosa divertente, Robbbé”.

        582 (sui 722 vaccinati che citi tu) sono 80enni che non hanno avuto in tempo la terza dose. Esattamente quanto scritto da ifq e sky tg24 che ti fa tanto ridere e divertire.

        Seriale mentitore: Mi fai tanto ma tanto tanto schifo!

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      • X Rob Erto:

        Ahjahahahahaahahahahaah

        I 722 morti sono quelli NON VACCINATI!!!!!

        Ma che caxxo di statistiche leggi? 😀 😀 😀 😀 😀

        Altro che EMILIO FEDE!

        A te serve SPALMAN!

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      • 582 sono 80enni che non hanno avuto in tempo la terza dose.

        Esattamente quanto scritto da ifq e sky tg24 che ti fa tanto ridere e divertire.

        Seriale mentitore: Mi fai tanto ma tanto tanto schifo!

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      • X Rob Erto:

        i 582 sono sull’ALTRA COLONNA, la 4a DA SINISTRA!!!

        Ma ti devo dire tutto io!

        😀 😀 😀

        SOMARO.

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      • Sì, ma le fosse lo sono solo per il 42%.

        Chiediti come mai, sempre che tu riesca a capire la differenza tra 42 e 80.

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      • Chiedo per un mio amico svantaggiato che si fa delle domande:

        Come mai, stando a quanto riportato dalla tabella dell’ISS, i decessi dei non vaccinati superano quelli dei vaccinati solamente nella fascia d’età “80+”, mentre in tutte le altre sono superiori perfino alla somma di tutte le categorie? Se è vero che i vaccini “riempiono le fosse” dovrebbero farlo sempre, non solo per gli over 80 (casualmente, proprio la categoria corrispondente all’aspettativa media di vita nel nostro Paese che, sempre casualmente, è anche quella in cui il tasso di vaccinati raggiunge le percentuali maggiori, vicine al 100%).
        Rsvp.

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      • X J. Dio:

        cosa c’é, hai perso gli occhiali?

        ”Come mai, stando a quanto riportato dalla tabella dell’ISS, i decessi dei non vaccinati superano quelli dei vaccinati solamente nella fascia d’età “80+”, mentre in tutte le altre sono superiori perfino alla somma di tutte le categorie? ”’

        1- i decessi dei VACCINATI superano i non-vaccinati solo nella categoria 80+. Non hai letto bene? 345 novax contro 714 vax.

        Ritenta, evidentemente sei un pò confuso.

        2- ”’Se è vero che i vaccini “riempiono le fosse” dovrebbero farlo sempre, non solo per gli over 80 (casualmente, proprio la categoria corrispondente all’aspettativa media di vita nel nostro Paese che, sempre casualmente, è anche quella in cui il tasso di vaccinati raggiunge le percentuali maggiori, vicine al 100%).”’

        E quindi?

        Con questo criterio potremmo anche cestinare la metà dei morti di COVID, visto che la mediana dei morti è a cavallo dell’aspettativa di vita, che tra l’altro citi in maniera impropria, perché quel che intendi è alla NASCITA, mentre essa aumenta con l’avanzare dell’età. Non ci avevi mai pensato? O pensi che tutti i 79enni abbiano 1 anno di aspettativa di vita perché il valore atteso è, diciamo, 80? Che rappresenta questo discorso, a parte la confusione che hai in testa?

        E a parte questo: chi ha detto che i VACCINI riempiono le fosse?

        Qui si parla di COVID.

        Per i morti da eventi avversi c’é un’altra statistica e NON è questa. E sì, lì l’età media è un filino più bassa dei morti COVID.

        °°°

        Complimenti, JD, 3 errori marchiani in un solo post. Il tuo amico (immaginario?) non ne sarà molto soddisfatto.

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    • Da buon novax sei bravo a Sfasciare Mascelle e a reggere la coda al gatto ma con i numeri non c’azzecchi molto.
      Prendo per buoni tuoi numeri (ma vedo che sono smentiti da Roberto): su 1700 morti, 1000 sono vaccinati e 700 non lo sono. 58% contro 42%. Ok.
      Numeri che sembrano solo apparentemente in contrasto con quelli della dottoressa che dicono di ospedalizzati novax all’80% contro 20% di vaccinati.
      Ma non lo sono, perché le due doppie percentuali non hanno nulla in comune.

      Posto che il numero totale assoluto degli ospedalizzati ( da cui tu hai ricavato i 1700 morti) non lo conosco. Vogliamo mettere che siano 10000?
      Questo vorebbe dire (secondo le percentuali della dottoressa, ma non so se erano riferiti solo al suo ospedale) che 8000 NON sono vaccinati mentre 2000 sono vaccinati.
      Ok.
      Se di questi 10000 escono 1700 morti e di quei poveri morti il 58% è vaccinato (1000) e il 42% (700) non lo è (cifre tue) , cosa si vuol dimostrare? Che le percentuali fornite dalla dottoressa sono false?
      Non sono false per nulla.
      Vuol dire semplicemente che può benissimo essere che muoiano 1000 dei 2000 vaccinati finiti in ospedale e 700 degli 8000 non vaccinati. Ma cosa manca?
      Manca di capire con che “logica” abbia potuto colpire in maniera mortale il Covid. E questo non lo si potrà sapere fino a che non si conoscono età e patologie di quei poveri deceduti.
      Perché, probabilmente, si potrebbe rilevare che sono entrati in ospedale soprattutto vaccinati molto anziani e prostrati da altre malattie e che, invece, tra i novax potresti invece trovare persone che prima di entrare in ospedale col covid stavano benone.
      Questo a dimostrazione che il vaccino serve eccome e che quei numeri vanno anche intrecciati con quelli enormi del totale della popolazione vaccinabile e che dicono 90% di vaccinati contro un 10% di non vaccinati.
      Che vogliono dire anche che vanno in ospedale percentuali ridicole di vaccinati e percentuali macroscopiche di NON vaccinati.
      Capito qualcosa o, come dici tu, devo farti il disegnino?

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      • Anche tu sfasci mascelle, GSI.

        Ci vorrebbe una bella gara.

        Gareggianti:

        -tu
        -Jerry
        -Ennio
        -Guido
        -Anail
        -JD
        -PaolaPCI

        Il TOP del blog.

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    • La necessità della dose booster è ben documentata dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità che dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale dopo 150 giorni dal completamento del ciclo primario. In particolare:

      l’efficacia sulla diagnosi scende in media dal 71,5% per i vaccinati entro 150 giorni al 30,1% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 71% dopo il richiamo;l’efficacia sulla malattia severa scende in media dal 92,7% per i vaccinati entro 150 giorni all’82,2% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 94% dopo il richiamo.

      Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 68,2-82%) e soprattutto di malattia grave (dell’83,4-93,8% per ricoveri ordinari; del 91,9-97% per le terapie intensive) e decesso (del 79,6-96,4%).

      Fonte: Fondazione GIMBE

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    • Efficacia

      La necessità della dose booster è ben documentata dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità che dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale dopo 150 giorni dal completamento del ciclo primario. In particolare:

      l’efficacia sulla diagnosi scende in media dal 71,5% per i vaccinati entro 150 giorni al 30,1% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 71% dopo il richiamo;l’efficacia sulla malattia severa scende in media dal 92,7% per i vaccinati entro 150 giorni all’82,2% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 94% dopo il richiamo.

      Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 68,2-82%) e soprattutto di malattia grave (dell’83,4-93,8% per ricoveri ordinari; del 91,9-97% per le terapie intensive) e decesso (del 79,6-96,4%)

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      • … ma non sarà che tutto questo definirmi Bonobo…

        …..sia dovuto al fatto che tu hai bisogno di fare molto più sesso e non trovi chi faccia per te, Cicci Bella?

        Perché altre ragioni non ne vedo.

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    • ah ah ah
      Lo scimmione col sistema binario proprio non si spiega perché lo chiami scimmione. Era convinto di risultare colto e intelligente, più colto che intelligente avendo scritto 5 libri.

      ignorante come una capra e sfaticato, ma preoccupati di chi si porta in camera da letto quella scimmiona di tua madre

      BONOBO ANALFABETA MENTECATTO

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  6. In un popolo che crede ai miracoli… si vince facilmente.
    Visto che il “miracolo vaccini” ormai … Se ne cerca un altro.
    Nel nome della”scienza” ovviamente…

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    • Che banda di disagiati, le le…
      I morti in valore ASSOLUTO LI CONTANO SOLO Belpietro e la propaganda novax.
      Quello che bisogna analizzare è l’incidenza di decessi all’interno dei due gruppi, NOVAX e vaccinati.
      Ma SM bugiardo seriale si tiene lontano da questo confronto di logica perché lo sputtanerebbe.
      E allora continua a fare un minestrone giocando con i numeri.
      A proposito di VILI.

      P. S.
      Sulla storia dei PRESUNTI morti per vaccino ti avevo nuovamente risposto, ma la mod aveva cassato sia la mia risposta che la tua domanda.
      Erano semplici e retoriche domande sulla conoscenza diretta delle vittime.
      Età, stato di salute pregresso, stato fisico se obeso o meno, eventuali patologie genetiche, data ultimo chekup diagnostico e analisi del sangue, notizie riportate sul questionario anamnestico precedente l’assunzione del vaccino.
      Cose così. Perchè queste notizie associate ai nomi io le ho cercate ma non trovate.

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      • Ma più disagiato mentale di uno come te, che nega i morti da vaccino come la Canepa e Paternò, la Tuscano e la Battaglia, pieni di trombi E emorragie malgrado stessero in salute appena prima della vaccinazione,

        e poi parla dei morti da vedersi in modo ‘relativo’ alle statistiche, come dire che se muoio da vaccinato crepo sì, ma solo per 1/10, mentre se sono non vaccinato allora muoio per intero?

        Ma che cura psichiatrica stai saltando per uscirtene sempre con queste frasi di odio puro e ignoranza eugenetica?

        Sei come quell’altra pazzoide che su FB vorrebbe chiudere in casa senza cibo i novax.

        Siete di quella pasta.

        Da denuncia per istigazione all’odio.

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      • Anche perché, caro Jerome, se fosse stato stabilito che VERAMENTE quelli sono decessi causati dal vaccino, come sostiene l’asino, qui, i familiari potrebbero tranquillamente richiedere indennizzo o risarcimento, visto che esiste sia una legge che tutela chi si sottopone a vaccino obbligatorio, che una, più recente, nel caso di vaccino anche solo consigliato.
        Lo devi DIMOSTRARE, però, che sei morto per colpa del vaccino.
        Ma basta chiedere all’asino ragliante… e lui LO SA, senza bisogno di tutte le analisi e le indagini che tu indichi…
        Lui li SA TUTTI. Uno per uno.

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      • “i familiari potrebbero tranquillamente richiedere indennizzo o risarcimento, visto che esiste sia una legge che tutela chi si sottopone a vaccino obbligatorio, che una, più recente, nel caso di vaccino anche solo consigliato.
        Lo devi DIMOSTRARE, però, che sei morto per colpa del vaccino.”

        A parte quel “DIMOSTRARE” che coi tempi che corrono è tutto un programma, per sbugiardare una volta in più quello che la buffon4 sostiene in difesa dello scolapasta con i buchi (e che buchi, perdinci!) contro SM, basti ascoltare il finale di questo video dell’avvocato Fusillo, dal minuto 24:40:

        BUFFON1!!!

        https://www.difendersiora.it/video-avvocato/strategia-di-difesa-al-centro-vaccinale

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      • X Anail:

        mai sentito parlare di risarcimenti da vaccino?

        Negli USA hanno un fondo da 4 MLD.

        E dovranno ampliarlo a breve, se tanto mi dà tanto.

        Ma che ne sai tu, mica ne parla Tina CIPOLLARI, giusto?

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      • Occhio che l’asino ragliante attribuisce agli altri i suoi miti e i suoi riferimenti culturali (!!!), esattamente come fa per le sue carenze e la sua totale insipienza😂🤣😆
        Nientemeno Tina Cipollari! 🤔😳
        Si vede che frequenta…
        Povero Somaro Mentecatto.

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  7. “Dal 2020, coordinatrice del progetto di ricerca internazionale ORCHESTRA
    (sponsorizzato dell’Unione Europea, Horizon 2020 Program – GA n° 101016167)
    con l’obbiettivo di creare una coorte pan-europea per la raccolta di dati volti a migliorare
    la prevenzione e trattamento del COVID 19 ed eventuali future pandemie.”

    ha scoperto che esistono i DB e che si possono usare per estrarre dati
    poi ha scoperto che i dati bisogna inserirli e bisogna che, precedentemente, siano finalizzati
    al fine di non avere pere, mele e capperi che fanno confusione.
    quindi ci vuole un SW per armonizzare la raccolta dati delle coorti, dato che ognuna farà poi come le pare,
    e che forse nel 2030, quando ci sarà il covid-29, o una delle ennesime varianti del 19, capiranno
    che hanno solo dato uno stipendio a qualcuno per ottenere un ‘coso’ che non serve a nulla.

    soprattutto la prevenzione, che ad oggi consiste nel distanziamento e nelle maschere facciali (e forse
    il gel per le mani) e questo senza coorte pan-europea (che cosa poi sia il pan europeismo
    se lo domandano dal concilio di Costanza, 1400, proprio ieri)

    ps
    un’ora di flebo e passa la paura dice?
    se sei in fin di vita può pure andare bene, berresti anche le fialette di Do Nascimento,
    ma dubito possa essere spacciata come prevenzione (o mitigazione) di massa

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  8. Scusate, uno dei problemi insorti con questo prototipo di vaccinazione globale e di massa per generare l’immunità di gregge è il fatto che è stato standardizzato 2-3 formula vaccinali, generate al computer, attraverso lo studio computazionale delle sequenze virali raccolte e fatte elaborare al calcolatore con software studiati ad ok.
    Ma l’assenza della sperimentazione, nodo cruciale di questo periodo storico post pandemico, si è impattata su un’enorme massa di persone con pattern genetici e fisiologici diversi generando le reazioni avverse che sono distinte in base all’intensita ‘ o grado di complicazione fisica del soggetto e tipologia di reazione.
    La statistica non è un opinione e quindi, molto più facilmente modificabile senza mai generarne una!

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    • – sono state rese standard!
      Dice un detto:
      Di modelle è pieno il mondo, di vita è piena ogni singola persona.
      Dice un altro detto – il cimitero è pieno ma di ogni caro estinto Ve ne è una soltanto.

      La data di ogni morto, un effige di una vita ormai persa per sempre.

      "Mi piace"

      • Il cimitero è pieno di tombe, ma ogni caro estinto ne ha una soltanto!

        Al ché si può sempre pensare di competere al calcio, sia mai che tirare un pallone, possa portare sempre sfortuna, specialmente in serie A e A alla meno 1.
        La serie Z che rimanda ad eponimi interessanti tipo: zorra, zotta, zitta, zeppa, zuppa, zela zula e altre possibili combinazioni va sempre bene, anche per le firme di contratti, da colossal quanto colossali, per l’acquisto del badget di maglie numerate, pantaloncini, cappellini e calzini.

        "Mi piace"

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