Mezze misure

(Giuseppe Di Maio) – Finora non c’è stato bisogno di dire tutto al popolo, i governi di tutti i paesi e di tutte le risme si sono fatti gli affari propri all’oscuro della gente. Che questi governi fossero legittimi (eletti secondo le regole democratiche) o il risultato di trame di palazzo, non fregava niente a nessuno. Essi rubavano incontrastati, favoriti da opposizioni foraggiate con lauti stipendi e con adeguate prebende, osannati dalla stampa servile che, se mancava di univocità, assicurava una confusione adeguata in cui affogare il senso comune.

Poi arrivò il virus. Arrivò l’unica occasione in cui le nostre società ebbero bisogno di un obiettivo comune. I ladri e i derubati si potevano infettare allo stesso modo, svelando che il covid era più democratico e più universale del denaro. Sono sorti allora i veri problemi della Democrazia: le contraddizioni per molto tempo sotterrate sotto una montagna di menzogne sono riapparse violente come il contagio. E’ venuto fuori un campionario assortito di stupidi che prima erano tenuti in alta considerazione per onore di cittadinanza, e invece ciò che doveva essere il sale stesso della democrazia si è dimostrato l’ostacolo più serio alla volontà generale e al bene comune.

In questo guazzabuglio pandemico il vecchio scontro tra libertà e giustizia ha annesso anche quello tra libertà e opportunità. I governi che dipendevano dalle fortune elettorali si sono distinti con provvedimenti annacquati, mezze misure, o addirittura superando in idiozia il proprio elettorato. Siccome attraverso i provvedimenti sanitari è stato più difficile rubare, le opposizioni si sono sentite libere di contestare, la stampa felice di avere un argomento di cui parlare a dismisura. Ma può capitare di perdere la pazienza. Può capitare che alla fine del proprio mandato, quando non pensa più di farsi eleggere (e di sicuro non qui in Italia), un capo di Stato dica a una parte dei propri elettori: “Voglio farli infuriare. Irresponsabili, non sono più dei cittadini”. Già! può capitare di dire la verità senza più il ricatto elettorale.

Può capitare che tra tante misure serve delle maggioranze, ma nemiche dell’opportunità e del bene comune, si affacci, persino in Italia, l’obbligo vaccinale. E allora il PD lo vuole, la Lega solo da una certa età, il M5S è diviso tra vaccinisti e non, tra libertari e statalisti, gli altri indugiano tra gli estremi o parlano d’altro. Può capitare, ma se un potere è abusivo è anche incapace di dispiacere alla gente. Così la verità, la scienza, o solo l’opportunità, si stabiliscono ad alzata di mano secondo l’interesse dominante. Una cosa fifty fifty, over 50. E l’altro 50? Eh, quell’altro lavora, l’altro è un elettorato meno fedele, più pericoloso. E poi c’è il rispetto della legge, che segue lo stesso metodo. Se sei un coso qualsiasi la devi rispettare, se sei indispensabile per gli Open allora ti si fa una deroga. Peccato che la burocrazia australiana non sia esattamente come la nostra, quella sembra che abbia ancora qualche anticorpo vitale.

14 replies

  1. Una bella sonora cazz! I ricchi vecchi e benestanti non muuiono mai! * in parlamento e senato stanno tutti benissimo e assicurano pensioni a tutte le loro discendenze)Muiono invece i poveracci e medio benestanti cosicché si possono comprare case al 50 per cento di quanto pagato solo 15 anni fa !

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    • L’età media in Parlamento è 45 alla Camera e 53 al Senato.
      L’età media dei ricoveri per covid è 63 anni per i non vaccinati e 74 per i vaccinati con due dosi.
      L’età media dei morti per covid e complicanze da covid è 80 anni.

      Alla luce di queste statistiche, non c’è niente di strano nel fatto che in 2 anni non sia morto per covid un parlamentare.
      Di ricchi e benestanti ne sono morti, ma di certo nelle loro mega ville possono permettersi distanziamenti maggiori tra gli inquilini rispetto ad un modesto appartamento. Non prendono mezzi pubblici affollati e non fanno code per fare la spesa o altre faccende. Se ci aggiungiamo che sono una piccola minoranza, ci sta che muoiano per covid molto meno dei non ricchi.

      Berlusconi è stato trattato col Remdesivir,
      https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/05/da-bolsonaro-a-trump-tutte-le-cure-dei-presidenti-non-solo-remdesivir-quali-sono-state-scelte-e-perche/5954298/
      quindi nessuno strano farmaco per ricchi, ma uno approvato e che i medici possono far assumere a chi si trovasse nelle stesse condizioni/età di salute.

      La “tachipirina e vigile attesa” è solo la terapia RACCOMANDATA (non obbligatoria) per chi ha sintomi lievi e non è tra i soggetti a rischio, i quali nell’85% dei casi guariscono a casa senza gravi sintomi.

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      • Poveraccio il sillogista alla salamella, ecco che cosa è effettivamente successo:

        «Sorpresa: ci sono ancora medici che curano.

        Potrebbe sembrare modesto e improprio pubblicare il racconto di una dottoressa di base, in mezzo all’imperversare di luminari che dicono tutto e il contrario di tutto come banderuole al vento del mercato pandemico e vaccinale. Invece è la scelta migliore perché sono questi i medici più a contatto con i pazienti, più vicini all’esperienza concreta nonché gli ultimi nella catena degli “investimenti” umani di Big Pharma e in generale di una medicina orientata al profitto . Dunque non hanno conflitti di interesse o comunque non così grossi da chiudere la bocca. Perciò mi piace riportare l’esperienza di una dottoressa bolognese, Grazia Dondini, raccontata qualche tempo fa in un intervista e sulle pagine di Auret, Associazione autismo e terapie:

        “Noi medici di medicina generale, tutti gli anni, generalmente da ottobre a marzo, vediamo polmoniti interstiziali, polmoniti atipiche. E tutti gli anni le trattiamo con antibiotico. Si tratta di sintomi simil-influenzali – tosse, febbre, poi compare “senso di affanno” – che non si esauriscono nell’arco di qualche giorno.
        La valutazione del paziente e l’evoluzione clinica depongono per forme batteriche; si dà loro un antibiotico macrolide (e nei casi più complicati del cortisone) e, nell’arco di qualche giorno, si riprendono egregiamente con completa risoluzione dei sintomi.
        Quest’anno non è andata così.
        Il 22 febbraio di quest’anno è stata comunicata la circolazione di un nuovo coronavirus.
        Il Ministero della Salute ha mandato un’ordinanza a tutti noi medici del territorio, dicendoci sostanzialmente che eravamo di fronte a un nuovo virus, sconosciuto, per il quale non esisteva alcuna terapia.
        La cosa paradossale è che fino a quel giorno avevamo gestito i medesimi pazienti con successo, senza affollare ospedali e terapie intensive; ma da quel momento si è deciso che tutto quello che avevamo fatto fino ad allora non poteva più funzionare. Non era più possibile un approccio clinico/terapeutico.
        Noi, medici di Medicina generale, dovevamo da allora delegare al dipartimento di Sanità Pubblica, che non fa clinica, ma una sorveglianza di tipo epidemiologico; potevamo vedere i pazienti solamente se in possesso di mascherina FFP2, che io ho potuto ritirare all’ASL solo il 30 di marzo. Ma c’è una cosa più grave.
        Nella circolare ministeriale, il Ministro della Sanità ci dava le seguenti indicazioni su come approcciarci ai malati: isolamento e riduzione dei contatti, uso dei vari DPI, disincentivazione delle iniziative di ricorso autonomo ai servizi sanitari, al pronto soccorso, al medico di medicina generale. Dunque, le persone che stavano male erano isolate; e, cosa ancora più grave, il numero di pubblica utilità previsto non rispondeva.
        Tutti i pazienti lamentavano che non rispondeva nessuno; io stessa ho provato a chiamare il 1500 senza successo. Un ministro della salute che si accinge ad affrontare una emergenza sanitaria prevede che i numeri di pubblica utilità non rispondano?
        Un disastro.

        In sintesi: le polmoniti atipiche non sono state più trattate con antibiotico, i pazienti lasciati soli, abbandonati a se stessi a domicilio. Ovviamente dopo 7-10 giorni, con la cascata di citochine e l’amplificazione del processo infiammatorio, arrivavano in ospedale in fin di vita. Poi, la ventilazione meccanica ha fatto il resto. Io ho continuato a fare quello che ho sempre fatto, rischiando anche denunce per epidemia colposa e non ho avuto né un decesso, né un ricovero in terapia intensiva. Ho parlato con una collega di Bergamo e un altro collega di Bologna che hanno continuatoi a lavorare nel medesimo modo e nessuno di noi ha avuto decessi e ricoveri in terapia intensiva.
        Anche l’OMS ha dato indicazioni problematiche: nelle prime fasi della malattia ha previsto solo l’isolamento domiciliare, nella seconda e terza fase, quindi condizioni di gravità moderata e severa, l’unico approccio terapeutico previsto doveva essere l’ossigenoterapia e la ventilazione meccanica. A mio modo di vedere c’è una responsabilità anche dell’OMS, perché non ha dato facoltà al medico di valutare clinicamente il paziente.

        Poi c’è un altro problema. Si arrivava in ospedale, si faceva il tampone: tampone positivo, quindi veniva formulata la diagnosi di COVID-19. E si veniva trattati come tali. Punto. Qui a Bologna c’è stato anche altro: a pazienti con tampone negativo, venivano fatte una o più TAC toraciche e sulla base delle immagini di “ground glass” veniva formulata la diagnosi di COVID-19. Mi sono confrontata con una radiologa e mi ha confermato come queste immagini radiologiche non siano patognomoniche per COVID-19, poiché si evidenziano in molteplici altre patologie. E quindi si è finito per mascherare altri quadri clinici anche più gravi. Pertanto ritengo che innumerevoli condizioni cliniche non siano state trattate come avrebbero dovuto.

        Il primo studio cinese del 24 gennaio afferma che, riguardo all’isolamento del SARS-COV-2, non sono stati rispettati i postulati di Henle-Koch, indispensabili per isolare effettivamente un virus o un batterio. A riguardo, sono andata in un laboratorio di ricerca, per chiedere informazioni, anche perché girava un documento da cui sembrava che si utilizzasse un primer per avviare questa amplificazione genica che avrebbe una sequenza complementare al cromosoma 8 umano (il che significherebbe 100% di falsi positivi). Mi è stato risposto che i postulati di Koch sono vecchi di oltre un secolo. Allora ho chiesto: scusate, voi lavorate con una sequenza genica; ma per allestire un vaccino avrete bisogno del virus intero. Mi è stato ribattuto che in questo caso, i postulati di Koch sarebbero necessari, perché per un vaccino avremmo bisogno dell’involucro virale. Mi sembra piuttosto contraddittorio. Bisognerebbe indagare bene su come vengano allestiti questi tamponi e ricordiamoci che lo stesso ideatore del test di amplificazione genica, il Dott. Mullis, ha sempre sostenuto che non dovesse essere utilizzato a fini diagnostici!

        Noi riceviamo annualmente il report dell’influenza dell’autunno-inverno precedente. Ce lo consegnano nell’autunno successivo, in occasione dell’apertura della campagna vaccinale antinfluenzale. Quest’anno, stranamente, questo report è arrivato verso la fine di febbraio: questo significa che si era già deciso che tutte le forme influenzali/simil-influenzali dovevano essere battezzate come COVID-19. L’influenza è sparita, insieme a tanto altro. Io sono convinta che ci troviamo di fronte a numerose sovradiagnosi di COVID-19. Sui dati dei ricoveri e delle terapie intensive: non ci può essere chiarezza fino a quando non si specificherà chi sono queste persone e di cosa effettivamente soffrono. Dai dati comunicati non si capisce: non si fa questa necessaria operazione di definizione dei ricoveri. Si danno semplicemente dei numeri, come i numeri dei tamponi positivi in pazienti per la maggior parte asintomatici. E questo allontana dalla reale misura del problema, sempre che di COVID-19 si debba parlare. E’ evidente che si voglia ricercare solo quello.”

        Mi verrebbe da dire che i coviddari non meritano medici così, ancora fedeli al giuramento di Ippocrate si dovrebbero curare solo presso i luminari della paura. Almeno diminuirebbero di numero. ».

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      • X Guido,

        ma perché devi umiliare la tue e l’altrui intelligenza con questi post?

        1- l’età media dei parlamentari è 45 o 53 anni. E quindi?

        L’età media degli italiani è circa 45 anni.

        E malgrado tutto, ce ne sono il 20% over 65.

        Idem per i deputati e senatori. Ti sembra che Monti sia un 53enne? Casini? Rubbia?

        Poi:

        la tachipirina e vigile attesa è raccomandata, ma tutto il resto è PROIBITO in vario modo e definito FAKE NEWS, incluso il discorso delle vitamine C e D.

        Quando la pianterai di chiacchierare senza informarti?

        Trovami una terapia alternativa domiciliare APPROVATA.

        Non la trovi.

        Inutile contare balle.

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      • SM

        Io non ho mica scritto che è impossibile che muoia di covid un parlamentare, ma che staticamente non c’è niente di strano se ciò non è avvenuto in 2 anni.

        Non è che se fai 100 volte testa o croce, ed esce 60 volte croce, dobbiamo vederci qualcosa di strano perchè è il 20% in più rispetto a 50% della media di probabilità.

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      • Sei il perfetto pollo per i truffatori dei dadi truccati, almeno te ne rendi conto, sì?

        Se il gioco non è truccato, se fai 100 tiri stai sicuro che non verranno MAI 60-40.

        Magari 53-47. Ma 60-40 proprio no.

        Infatti, aumentando la base statistica le eccezioni vengono riassorbite nella media prevista.

        Come dire: se lancio 3 volte, per forza mi viene almeno 2-1.

        Ma 30 volte non può venire 20-10.

        E tanto meno 100 con 60-40.

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      • “Se il gioco non è truccato, se fai 100 tiri stai sicuro che non verranno MAI 60-40”
        ——————————

        EEEEEH???
        Cioè se io lancio una moneta sarebbe impossibile, secondo te, che esca 60 volte una faccia e 40 l’altra??????

        Cristo Santo!

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      • X Guido:

        Ma proprio non ci arrivi eh? O lo fai apposta, tanto per rompere le 00?

        Non è che sia MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILE.

        E’ PRATICAMENTE IMPOSSIBILE.

        Quando ho detto:

        ”Infatti, aumentando la base statistica le eccezioni vengono riassorbite nella media prevista. ”

        Questo intendevo.

        Vuoi una dimostrazione matematica?

        La facciamo facile, tanto non ci arrivi comunque:

        poniamo che uno voglia vedere quante possibilità hai di tirare 1 volta su 2 con singolo lancio, una faccia della moneta:

        -il 50%

        Poniamo che adesso tu voglia ottenere dieci tiri consecutivi con la stessa faccia.

        La probabilità è 1/1024.

        Ci arrivi a capire cosa significa quando dico ‘non otterrai MAI’?

        Ah, già, tu forse confidi nella 1024a prova (con 10 lanci l’una) per ottenere il risultato voluto.

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  2. mezze misure’ normali in lillipuziani. mezzi uomini, ominicchi, quaraquaqua. anche un nano fa la sua porca figura del gigante a lilliput. ogni riferimento a berlusconi è da intendersi casuale.

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  3. Pare scontato: se il medico di base non si vaccina, non porta la mascherina e nega i tamponi a chi li richiede, alcuni dei suoi pazienti affezionati finiranno per credere che la pandemia globale, sotto sotto, forse nasconde qualcosa e che la campagna vaccinale non sia del tutto trasparente. Specie se il medico esercita in una frazione di un Comune da poco più di 6.000 abitanti, dove i rapporti con chi ha curato la tua famiglia per una vita sono molto difficili da incrinare.

    «Influenzati» dal medico
    Anche per questo «qui a Monterenzio», spiega il sindaco Ivan Mantovani, eletto nel 2019 con il centrodestra,«siamo 5 o 6 punti sotto la media dei Comuni vicini per quanto riguarda i vaccinati».
    Sotto i riflettori c’è la dottoressa Maria Grazia Dondini, storico medico di base della frazione di Pizzano, una dei cinque a esercitare la professione nei confini del Comune di Monterenzio, sospesa dall’azienda sanitaria di Bologna che ora sta vagliando le ipotesi per sostituirla. Motivo: ha rifiutato di farsi il vaccino.
    Ma non solo.
    «La dottoressa— continua Mantovani — era stata segnalata più volte perché non indossava la mascherina. Inoltre, ci sono stati casi di pazienti abbandonati, a cui ha negato il tampone.
    Molti cittadini hanno perso fiducia in lei, con sconcerto, ma altri, purtroppo, le sono andati dietro».
    Tanto che, a Monterenzio, dove comunque «esercitano 4 medici vaccinati», precisa ancora Mantovani, ormai si sarebbe radunato un drappello di circa 200 contestatori del vaccino di vario genere. A guidarli, la consigliera comunale della coalizione di centrosinistra, Elisa Tagliavini, nota in consiglio per le sue proposte «quantomeno strane», dice Mantovani, in favore di chi rifiuta il vaccino o contesta il Green pass, professando la libertà di scelta.

    I «metodi strani» della consigliera
    Tagliavini, gravitata negli ultimi anni dentro Italia Viva ma che ha già lasciato, dal canto suo ha una visione diversa della situazione. Recentemente ha proposto, in Consiglio comunale, tamponi gratis per chi non si vaccina, norme comunali ad hoc per rendere «meno discriminatorio» il Green pass e la cittadinanza onoraria a Nunzia Alessandra Schillirò, la vice questora della polizia sospesa per le sue posizioni contro il pass.
    Tutte idee «che rivendico con orgoglio», conferma la giovane consigliera comunale. Soprattutto, «vogliamo la reintroduzione immediata — aggiunge — di uno dei nostri medici di base, Maria Grazia Dondini, che ha sempre svolto in modo eccelso il suo lavoro».

    In cerca di un medico
    Un caso, quello della consigliera, che ha portato la direzione locale del partito di Renzi a chiederle di non utilizzare più il logo di Italia Viva a corredo delle sue proposte. «Con Matteo Renzi — precisa Tagliavini — condivido ancora molte posizioni, sull’economia del nostro paese e sulla famiglia ad esempio. Ma non posso dirmi d’accordo con l’obbligo vaccinale e del Green pass, per questo mi sono allontanata dal coordinamento».
    La capopopolo di coloro che professano la libertà di scelta a Monterenzio, peraltro, ci tiene a precisare:
    «Non siamo no vax. Io sono naturopata, fisioterapista e medico in formazione.
    E in generale, sono una persona equilibrata e non complottista. Però questa conduzione dell’emergenza fa pensare che si voglia puntare a vaccinare tutti a priori, e questo può far nascere il sospetto che ci sia qualcosa sotto».
    Intanto, a Monterenzio aspettano di sapere chi sarà il prossimo «dottore di campagna» di Pizzano, sperando che abbia più fortuna di quello del racconto di Kafka.

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