Luciano Canfora: “Così Draghi si fa nuovo Cesare”

(Luca Telese – tpi.it) – «Cosa intende con questo neologismo?»Il nuovo potere dei tecnici che esautora i Parlamenti. Lei ne parla in un suo saggio sulla democrazia.

«La mia riflessione parte da un paradosso: nessuno avrebbe mai immaginato che la cultura politica che si autodefinisce “democratica” avrebbe iniziato a parlare del popolo con disappunto e sussiegoso disdegno».Tuttavia la nostra Costituzione dice ancora che «la sovranità appartiene al popolo».

«Ah, non c’è dubbio. Ma qui c’è una nuova, moderna doppiezza: ci si proclama democratici. Ma si disprezza il popolo».Il governo dei tecnici fa tornare attuale il tema del cesarismo?

(Sorriso). «L’avviso: dal punto di vista storico è un tema assai complesso».

Proviamo a fare qualche esempio.

(Allarga le braccia). «Quanti ne vuole! Si può dire che l’ultimo secolo della Repubblica Romana giri tutto intorno alla figura del “princeps”, il leader che vuole farsi capo, e alla lotta tra oligarchie e consoli, la continua paura di un colpo di stato, i limiti da porre al dittatore».Una storia che si ripete.

«Pensi solo al grande Scipione l’Africano. Anche da trionfatore, dopo aver sconfitto Annibale in Africa, dovette difendersi da un processo pretestuoso che riguardava suo figlio».Perché?

«Lo fermarono con questa sorta di impeachement filiale…»C’erano forti anticorpi nel sistema, si può dire.

«Senza dubbio. Tiberio Gracco venne letteralmente ammazzato dai senatori perché per via di un semplice gesto della mano, vicino alla testa, era stato accusato di aver mimato la posa della corona».Molto meno del discorso di Draghi a capodanno.

«Certamente. A Pompeo, dopo aver conquistato l’Oriente, venne imposto di congedare le truppe prima di entrare a Roma. Si temeva che le usasse come arma di pressione».E non erano illazioni.

«No, infatti subito dopo stipuló una intesa segreta con Cesare e Crasso. Un patto blindato, non come gli accordicchi di queste ore sul Colle».Ne stanno facendo?

«Si buttano via venti giorni persi, in trattative sottobanco».Male?

«Malissimo. Il 3 febbraio, senza un nuovo eletto, scade il mandato di Mattarella e la Casellati diventa capo dello Stato pro tempore. Vuole paragonare Fico ai predecessori, Leone, Pertini, o Gronchi? Il timido giovanotto è stato forse indotto a favorire i disperati tentativi di trovare una quadra».Nei sistemi che funzionano nulla viene lasciato al caso.

«Gramsci scrisse: “Se le classi dirigenti perdono le elezioni è solo perché si sono distratte”».Anche nella prima repubblica il sistema funzionava.

«Nel 1953 la Dc provò a imporre il maggioritario con la legge-truffa e fu battuta».Anticorpi democratici.

«Nel 1958 la Dc pensava di stravincere dopo l’Ungheria e invece i comunisti tennero. Lo scudocrociato arrivò “solo” al 42% dei voti».È curioso oggi lo slogan di quella Dc.

«Molto: “Progresso senza avventure”. Oggi ci mancano sia il primo che le seconde».C’erano forti anticorpi istituzionali, nei sistemi classici? 

«Sì. Quella Romana era una vera repubblica aristocratica. Contavano molto il Senato, l’aristocrazia, la nobilitas, cioè i proprietari terrieri e i cavalieri, loro alleati».Si votava per centurie.

«La maggioranza delle centurie determinava gli eletti».Perché le viene da sorridere?

«Il trucco era che le centurie delle classi alte rappresentavano una minoranza della popolazione ma costituivano la maggioranza degli eletti. È un meccanismo elettorale che oggi, dati i tempi, è meglio non far conoscere troppo».E la Grecia?

«Arthur Rosemberg, grande storico, diceva che Atene era una “dittatura del proletariato”. Una minoranza di non possidenti dominava l’assemblea popolare».Pericle era aristocratico, però.

«Era erede di una antichissima nobiltà, ma aveva accettato la democrazia, e la guidava. Togliatti raccomandava sempre: “Leggete Gaetano Mosca!”».Perché?

«Mosca, professore di storia delle dottrine politiche, scriveva: “Le minoranze organizzate sono irresistibili”. Vero. E come vede, tutto molto attuale».La prima repubblica però ha portato i partiti di massa nella democrazia.

«È stata un’isola virtuosa. Quando la Consulta fu istituita nel 1946, Ferruccio Parri disse: “Ora per la prima volta inizia la Democrazia!”. E Croce lo criticò».Perché non condivideva?

«Per nulla. Si alzò e disse: “Venero Parri, eroico combattente, ma qui ha sbagliato! Prima del fascismo esisteva la democrazia liberale!”».Aveva ragione Parri.

«Senza dubbio: la democrazia è il prodotto della lotta del movimento operaio nell’800 e nel ‘900. Quello liberale era un suffragio ristretto, e per giunta solo maschile. Persino Togliatti nel 1946 dovette vincere le resistenza contro il voto alle donne».Ha letto la battuta di D’Alema sul tecnico della banca d’affari che vuole auto-eleggersi al Quirinale, e che pensa di nominare a Palazzo Chigi un altro ex dirigente di una banca centrale?

«Innegabilmente centrata. Non credo, con tutto il rispetto, che si possa governare l’Italia di oggi con Daniele Franco».Le ha fatto venire in mente il cavallo di Caligola?

«Lei sa che non è mai esistito questo benedetto cavallo-senatore?».No?

«Basta leggere Svetonio. Era una provocazione al Senato. Come è noto mal gliene incolse, al povero Caligola».Non venne presa bene.

«Dopo quella battuta fu ucciso».

Si può discutere per due ore e mezza con Luciano Canfora, e rimanere incantati dal suo ballo intorno alla storia: i continui rimandi alla classicità si contaminano con il presente, Antonio Gramsci viene evocato per spiegare il futuro, la Repubblica Romana serve a chiarire come funziona la lotta politica nelle aristocrazie, la Costituente sembra un Eden perduto. Quando si parla di Mario Draghi lo storico, il politologo e il filosofo, che convivono sotto la stessa candida chioma del professore dell’Università di Bari, collaborano per formulare un giudizio. Canfora, nel saggio che verrà pubblicato la prossima settimana da Laterza si chiede: “Un assetto politico resta democratico anche quando il demo se n’è andato? O si trasforma in una democrazia dei signori?”.

30 replies

  1. Ma un Luciano Canfora come candidato al Quirinale… proprio non e’ possibile?

    Rispetto ai nomi che ci propinano quotidianamente e’ innegabilmente di un altro pianeta…

    Piace a 1 persona

    • qUALCUNO , non tra i politici, L’HA MESSo tra la sua lista. Io in cima metterei la Bindi , ma anche Canfora , insieme ad altri, mi andrebbe bene

      "Mi piace"

  2. Ecco, ora immaginate di fare le stesse domande e gli stessi dialoghi con i Pera, le Casellati, i Casini, i (Gianni) Letta, i Franceschini, i Draghi, i B. e tutti gli altri sedicenti candidati a PdR, ed immaginatevi le risposte.
    Ecco perché la statura non solo culturale di quest’uomo, ma anche morale e umana (pari forse solo nel contemporaneo agli Eco e agli Asor Rosa) che ho imparato ad apprezzare a scuola quando studiavo sui suoi libri, ne farebbe un candidato PdR perfetto, comunque la si pensi politicamente.
    E per questo, ineleggibile.

    Piace a 1 persona

    • Perché no?
      Avendo dei referenti politici, tipo quelli che a suo tempo gridavano Ro-do-tá – Ro-do-tá, sarebbe anche fattibile, o magari anche con il supporto del FQ, comunque ogni ipotesi è ben accetta, pur consapevoli che forse è un po’ tardi e che si tratterebbe di pura testimonianza

      Piace a 1 persona

      • PERCHE’ NO ? oRMAI Rodotà non si puo’ piu’ , ma di quella lista ci sono ancora personaggi autorevoli ( Milena Gabbanelli 2° in quella lista) . Di quella non mi ricordo altri , ma anche personaggi come Galimberti, Scurati, Canfora, Augias, Ainis, Bindi sarebbero piu’ che degni. CHE DITE ?

        "Mi piace"

  3. Asor Rosa rifugiandosi a Capalbio si lamentava degli schiamazzi notturni, che subiva nel suo domicilio romano, da parte dei tifosi della nazionale calcistica e inoltre riteneva che leggere I promessi sposi a scuola spingeva gli adolescenti a diventare democristiani

    "Mi piace"

    • Beh appunto. Distinguiamo la statura culturale ( e infatti come dargli torto sui promessi sposi?) dal resto.

      "Mi piace"

      • Beh, ma il metro di paragone erano gli altri candidati, io pur non essendo di quella parrocchia politica e conoscendone la produzione, sul resto sorvolo tranquillamente.. 😉

        "Mi piace"

  4. A proposito del’intervista di CAndora. Ma esistono i tecnici in politica ? E perchè se ne parla in senso negativo come fossero quelli che non sanno gestire la complessità della politica ? Ma perchè personaggi come ad esempio Berlusconi (che prima di creare un suo partito non si era mai occupato di politica) non vengono annoverati tra i tecnici, bensì tra i politici ? Quali scuole politiche , anche di semplice miltanza,
    Perchè si indicano tra i “tecnici” genericamente i non iscritti a partiti politici e non si distinguono invece tra questi coloro che hanno conoscenze tecnico-scientifiche ad altro livello ?

    "Mi piace"

  5. Comunque i parallelismi storici Scipione-Grillo, Tiberio Gracco-Salvini, Draghi-Caligola sono irresistibili, tanto quanto le “minoranze organizzate”.
    Conobbi di persona Canfora ai tempi del liceo, una vita fa, e dopo oltre due ore di conferenza davanti a un migliaio di studenti, alla fine mi avvicinai ed ebbi l’imprudenza e l’ingenuità di chiedergli: “qual’é il ruolo del filosofo nella società moderna?” Non l’avessi mai fatto, un’altra ora di lectio magistralis privata, che mi pregio di ricordare come il top della mia esperienza scolastica

    Piace a 1 persona

      • Gatto
        la risposta in estrema sintesi alla fine fu: “nessuno”
        Ma il senso del discorso e della risposta lo cogli se consideri che la società moderna in questione era quella degli anni ’80

        "Mi piace"

      • A parte che non sono d’accordo sul “nessuno”, nel senso che prima di parlare di ruoli del filosofo bisognerebbe ammettere che nella cultura moderna non c’è “nessuno” che può vantare a pieno titolo l’appellativo di filosofo; ciòè: i ruoli sarebbero apicali, altro che “nessuno”, ma non ci sono filosofi che possano farsene carico, ché non ci sono proprio filosofi…

        A parte questo, dicevo, il mio era un innocente richiamo al fatto che “qual è” si scrive senza apostrofo. 🙂

        "Mi piace"

      • Ottimo, farò tesoro 😉

        La risposta infatti non fu a senso unico: il filosofo (ripeto, fine anni ’80) non ha alcun ruolo perchè, detto in termini estremamente elementari, allo stato dei fatti di allora “non c’è, non è, non sa, ed anche se ci fosse, se esistesse e se sapesse, sarebbe la società nella sua involuzione attuale a non esserci, a non esistere e soprattutto a non avere adeguati canali di conoscenza per comprenderne e sostenerne il ruolo e l’importanza”
        Magari oggi, con la globalizzazione ed il web, avrebbe potuto essere un altro paio di maniche, ma entreremmo in piena ucronia

        "Mi piace"

      • Il discorso si fa serio. Sul fatto che oggi come oggi non ci siano più filosofi, mi pare che siamo d’accordo.

        Ma divergo assolutamente (non se anche tu) da questo:

        “se esistesse e se sapesse, sarebbe la società nella sua involuzione attuale a non esserci, a non esistere e soprattutto a non avere adeguati canali di conoscenza per comprenderne e sostenerne il ruolo e l’importanza”.

        Questa è la tipica visione democratica, epperò (cit.) fallace della società: la società presa nel suo insieme, non li ha mai avuti questi canali, né mai li avrà, altrimenti se avesse tutta indistintamente compreso, non avrebbe bisogno del filosofo.

        La “società” in quanto collettività non ha bisogno di capire, ma di essere guidata, come un cieco non ha bisogno di capire cosa sia la luce per esserlo.
        Quando la massa, il popolo, assurge al potere, suggestionato e spinto da ideologie assurde create ad hoc quali “uguaglianza”, “libertà”, “autodeterminazione”, “uno vale uno” ecc., ecc… e crede di poter rimpiazzare la guida e fare da sé, inizia la tragedia.

        Tutto questo, per un certo periodo funziona (se subito non funzionasse, non potrebbe nemmeno iniziare…), ma poi porta naturalmente e inevitabilmente alla creazione di nuove gerarchie – che costituiscono lo stato naturale delle cose, epperò (cit.) giammai eludibili -, ma questa volta illegittime (nel senso che sono prive di vera conoscenza), invertite e formate da veri e propri farabutti.
        Farabutti provenienti proprio da quel popolo dal quale si distinguono solamente per una spiccata furbizia.
        La storia insegna infatti che le democrazie sfociano tutte – e quando dico tutte, vuol dire tutte -, alla fine, in tirannidi o, nella modernità, in dittature più o meno mascherate e/o violente… Con buona pace degli illusi alla Jonny Dio che sono il carburante inconsapevole di questo stato di cose.

        "Mi piace"

      • Gatto
        Erano considerazioni fatte in quella che era un’altra era geologica della storia perché, sebbene siano passati solo poco più di trent’anni da allora, esisteva ancora il Muro, le ideologie erano imperanti, la carta (e chi sapeva scriverci) aveva ancora una certa importanza ed influenza, qualche scampolo di Morale ancora c’era (anche troppa, rispetto ad oggi), l’Informazione non girava se non negli scatoloni preconfezionati davanti ai quali si perdeva coscienza e conoscenza.
        Per cui il tuo discorso era valido per allora e tutto sommato, anche alla luce di quello che è successo in questi anni, ne apprezziamo ancora gli scampoli, ma la società di oggi è senz’altro più fluida nei mezzi che dispone (informazione non appaltata, condivisione, interconnessione) per avere nel lungo periodo un rimbalzo verso forme di convivenza inedite.
        Ciò che è successo in questi anni sono i primi inevitabili errori di chi ha scoperto di poter stare in piedi e sta appena provando ad imparare a camminare.
        L’evoluzione va senz’altro guidata, ed io credo che il ruolo di un ipotetico amante della sofia oggi (e non mi riferisco solo a quella prettamente occidentale, anzi, lì fuori c’è molto di più, come sicuramente sai), anni 20 del 2000, sia senz’altro quello, non nel senso di comandare ma di “educare” alla conoscenza questa società immersa nelle proprie trentennali macerie culturali e morali, verso quelle nuove forme di convivenza.
        In tempi inevitabilmente molto lunghi.

        Angelina
        intendevo ardui perché, oltre ad esserlo in sé, ho dovuto ricominciare da zero in campi che con quello che avevo fatto fino allora non c’entrava proprio nulla

        "Mi piace"

    • Ma si vede.
      Per questo parlo di morale, non perché mi freghi del loro privato, ma sono sicura che Canfora a casa sua, in facoltà, al bar è sempre la stessa persona che vediamo in pubblico.
      Asor Rosa è l’intellettuale di sinistra che ha usato la politica per diventare autorevole aldilà del recinto che aveva meritatamente costruito. E visto che siamo in tema di amarcord: asor rosa programma straordinario, niente di paragonabile (ti dico solo SENZA letteratura), cervellotico, pazzesco. Ma le sue lezioni erano un po’ così, forse si annoiava, mi pare che andò in pensione l’anno dopo. E incuteva terrore, ma fortunatamente non faceva gli esami, tutti delegati (non a passanti, a me lo fece la figlia di Natalino Sapegno, non ricordo il nome, pure lei scocciatissima). Poi se ti sembrava che si aprissero le acque, e che entrasse Mosè in facoltà, era Asor Rosa.

      "Mi piace"

      • E allora ho fatto bene a fermarmi lì, quel mondo l’ho conosciuto solo al liceo, poi ho proseguito gli studi in settori decisamente ardui e completamente agli antipodi e non mi pento delle scelte fatte, ma tanto di cappello ai tanti intellettuali veri che mi sono pregiato di conoscere (anche dopo), per cui il metodo era tutto e che sapevano ben discernere le idee in mezzo ad una marea (a dire tutta la verità) di mezze pippe ideologizzate a senso unico.

        "Mi piace"

      • SI. Bisogna stare attenti a certi professoroni (ricordarsi di cio’ che diceva Berlinguer riprendendo Marx)almeno per certi ruoli.

        "Mi piace"

      • Intendevo ardui perché, oltre ad esserlo in sé, ho dovuto ricominciare da zero in campi che con quello che avevo fatto fino allora non c’entravano proprio nulla, non essere permalosa 😉

        "Mi piace"

      • Aaaaaahhh! Ecco!

        Pensavo che ti rifacessi alla teoria sviluppata da Cingolani, secondo cui i suoi studi sono di una categoria superiore agli altri, in particolare a quelli di Canfora (e i risultati dei suoi studi li abbiamo visti tutti nel sudore che gli colava dalla pelata che ha in testa di fronte a una 17enne), indi per la proprietà transitiva lui sarebbe superiore a Canfora?
        No, dimmi, non è un abominio impronunciabile?

        "Mi piace"