Selvaggia Lucarelli: “La morte di Mauro da Mantova è la morte di un poveretto trattato da giullare”

(Selvaggia Lucarelli – editorialedomani.it) – Mauro da Mantova (che poi si chiamava Mauro Buratti) è morto a 61 anni dopo ventidue giorni di terapia intensiva e anni di sproloqui a cui era stato dato un microfono da La Zanzara di Radio 24.

Leggo oggi messaggi commossi di chi quel microfono glielo aveva dato con sommo divertimento, con risatine e domande destinate ad alzare l’asticella delle scemenze pericolose urlate in radio da questo tizio che sì, era un negazionista e un no-vax, ma era prima di tutto molto altro. Era una persona che, per usare eufemismo, non stava benissimo.

E chi ha fatto finta di non saperlo e ancora oggi, col morto caldo, continua a far finta di non saperlo, forse ingannerà gli ingenui ma non chi conosce il sistema. Mauro da Mantova era una persona con un disordine mentale evidente, su cui non azzarderò diagnosi specifiche, ma che era palese a tutti.

A meno che si possa ritenere normale una persona per la quale David Parenzo era figlio di Schicchi, che girava con la maschera di Hitler, che «Anna Frank era morta e amen perché non aveva vissuto nel periodo migliore per lei», che le banche ebraiche avevano scatenato le guerre mondiali, che gli ebrei sono malati sessuali, che le donne vanno prese a schiaffi e «scopate a secco», che dava dei coglioni ai virologi e urlava che il Coronavirus era un’influenza mentre da positivo andava per supermercati a fare l’untore – raccontandolo in  radio – tra le risate dei conduttori. Questo fino a un mese fa, fino agli esordi della malattia.

Mauro Buratti era paranoico, complottista, urlatore e involontariamente comico, nonostante le cose gravissime che diceva, proprio perché era evidente che non stava bene. Se fosse stato lucido, nessuno gli avrebbe mai consentito di dire quelle cose, né gli avrebbe risposto ridendo.

E per questo, il programma lo usava con cinismo, consegnandogli pure l’ebrezza della notorietà, anziché relegarlo all’anonimato pietoso che andrebbe riservato in generale a chi ha disordini mentali, figuriamoci durante una pandemia.

«Eri Belvaman, volevi essere Re, l’interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova. Ti abbiamo preso in giro, ci hai insultato, ci siamo divertiti come mai nella vita», ha scritto oggi Giuseppe Cruciani nel ricordarlo.

Appunto. Una persona che non stava bene esaltata e fomentata ulteriormente, in un periodo storico in cui la sua esaltazione poteva costargli la vita. Non dico che fosse compito di un conduttore radiofonico salvargli la vita (probabilmente gli sarebbe servito un aiuto da un terapeuta) ma certo non gli serviva qualcuno che ridesse delle sue convinzioni pericolose per se stesso e per gli altri. O meglio, per le sue follie, perché chiamarle idee è troppo.

«A noi piacciono i personaggi ributtanti, ma Mauro è così, tutti conoscono le idee di Mauro!», diceva Cruciani di lui. Peccato che quelle di Mauro da Mantova non fossero idee ma scempiaggini deliranti oltre che il preludio di quello che è accaduto. Della sua morte.

Non era divertente ridere mente giocava alla roulette russa e non poteva essere intrattenimento spanciarsi di fronte all’azzardo di una persona obesa, ipertesa, non giovanissima e poco lucida. Spiace dirlo, ma non è vero, come ha scritto David Parenzo, che la sua morte potrà essere di insegnamento agli scettici del vaccino.

La sua morte è la morte di un poveretto trattato da giullare che ha il suono non del monito ma della barzelletta triste. E dovrebbe fare scuola non tanto per i no-vax, ma per chi, tra media e conduttori, usa i no vax nel ruolo delle macchiette per fare un po’ di show. Finché non si scopre che anche le macchiette muoiono e che forse non c’era niente da ridere nel continuare ad applaudirle mentre si sceglievano la lapide.

58 replies

  1. Io come al solito fino a oggi non avevo mai sentito nominare sto tizio.
    Ora arriva il martello senza falce che mi informa che ne avevano parlato al tg nazionale.

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    • Paolapci cara, invece ti informo che di questo tizio ne avevo appena sentito parlare, e, per quel che mi riguarda, lo ritengo una specie di “squinternato nazifascista”, dando per buone e vere tutte le cose dette da @Pirgopolinice. Forse non mi hai capito come persona, e nè quale sia il mio pensiero sulla situazione. Il povero Mauro da Mantova per me era un pazzo fottuto e anche pericoloso. E di no vax così fortunatamente ce ne sono pochi. Il problema è stabilire quanti pazzi fottuti ci siano tra i si vax. È semplicemente un problema di percentuali. Di pazzi fottuti ce n’è uno ogni 20000 in percentuale sulla popolazione italiana? Bene, fatti un po i calcoli e le relative proporzioni tra la popolazione non vaccinata e quella vaccinata

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  2. “ anziché relegarlo all’anonimato pietoso che andrebbe riservato in generale a chi ha disordini mentali,”

    Ma si può dire questa cosa?
    Chi ha un disordine mentale (tipo che ne so, un bipolare?) si deve relegare a un pietoso anonimato? Tipo lontano dagli occhi lontano dal Quore?

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    • Uno squinternato nazifascista. Assieme alla buonanima di Donato da Varese (in realtà un napoletano trapiantato) ha rischiato più volte di farmi fare incidente in macchina per le risate che mi facevo ascoltando i suoi deliri.

      Poteva anche avere dei deficit, sicuramente non era del tutto sano di mente, ma non era certo da commiserare, come chiunque abbia delle disfunzioni. Aveva trovato la sua dimensione dicendo spropositi alla radio e nelle TV locali con un pesante accento della bassa padana e aveva i suoi estimatori, tra cui il sottoscritto.

      Qui c’è un piccolo saggio della sua magniloquenza:

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      • Pirgo:
        Grazie, L’ho sentito, ma non lo capisco. Direi che non mi fa ridere.

        Rassegnato
        Ma non parlo di sto tipo. Lei dice “in generale” e io mi chiedo ma uno con un disturbo mentale va relegato all’anonimato?
        Boh! Me lo chiedo eh.

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    • Be’ dai… non era questo che intendeva. Non dargli i riflettori, non farne “una star”… vivere come una persona qualunque.

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      • Rassegnato
        Ma non parlo di sto tipo. Lei dice “in generale” e io mi chiedo ma uno con un disturbo mentale va relegato all’anonimato?
        Boh! Me lo chiedo eh.

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  3. Ammettiamolo, la Lucarelli qui è stata umana.

    Chi è stato disumano è Parenzo, al solito, un bieco provocatore, molto peggio e infido rispetto a Mauro da Mantova.

    Cruciani recita forse una parte nel duo (sennò dovrebbe, tipo Picone con Ficarra, prendere Parenzo a sberloni), ma almeno dice delle cose umane.

    Che poi non ho mai sentito le interviste radiofoniche con Mauro, ma qualche suo video di YT (di quando aveva ancora il proprio canale) ce l’ho.

    Ciattatore De La Noche
    8 minuti fa
    Chi è in grado di recuperare uno scontro privato telefonico tra Mauro e Donato?

    Giuseppe Mongiardini
    12 minuti fa
    Da oggi ogni volta che sentirò il nome de Benedetti penserò a lui; era un mitomane, ma era il “nostro” mitomane.
    Impossibile non affezionarsi a lui

    Paolo Zipponi
    18 minuti fa
    Ciao mitico!

    claudio casella
    18 minuti fa
    Sit tibi terra Levis Mauro… hai attraversato la sottile linea che separa la vita dallo sconosciuto mondo, che in molti chiamano aldilà, ed altri lo nominano oblio. Adesso sei libero da ogni complotto. La morte è il debito che ogni uomo paga inesorabilmente; perciò ora che il tuo debito è stato estinto, spero tu possa trovare la pace. Ogni commento contro di te, d’ora in poi, sarà solo flebile fiato lasciato nel vento. Addio Maurone

    Claude Arnault
    22 minuti fa
    E’ possibile che non fosse molto intelligente, che facesse discorsi piuttosto sconclusionati. Ma il modo come si esprimeva, con un tono di voce che denotava rabbia è convinzione, me lo rendevano simpaticissimo. Mi dispiace veramente tanto, perché mi metteva di buon umore. Grazie Mauro.

    Elsurfero Loco
    26 minuti fa
    Mauro eri il mio anti depressivo, nei momenti bui mi bastava mettere la puntata di tele città con te e spatalino e la giornata cambiava, mi mancherai!!

    Elsurfero Loco
    28 minuti fa
    Maurone e adesso chi ci libererà da quella serpe di de Benedetti? Ci hai lasciato soli al fronte contro la loggia ebraica amica del figlioccio di schicchi… riposa in pace vecchio condottiero

    Robbo Uno
    36 minuti fa (modificato)
    Non era difficile prevedere questo esito . Spero che Cruciani che ha voluto deliberatamente creare una star da un personaggio così patetico accompagnandolo moralmente alla tomba prima di andare a letto stasera si guardi per bene allo specchio …

    havanaflays
    38 minuti fa
    Grazie di tutti i bei momenti Mauro! Riposa in pace

    atl 55
    39 minuti fa
    Addio Maurone e grazie per le risate che mi hai fatto fare in tutti questi anni, mi mancherai 😢😢😢

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  4. Qui c’è una diretta non stop degli interventi di Maurone in sua memoria. Per chi volesse tributargli l’estrema risata…

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    • Purtroppo però, il canale YT di Mauro è stato cancellato o comunque reso introvabile (scommetto la cancellazione).

      E lì aveva molte, molte cose da dire, che con gli zanzari non gli venivano concesse.

      Qualche filmato suo ce l’ho, per fortuna.

      E già nel 2019 dava a Conte e a Di Maio dei traditori, mentre c’é gente che ancora oggi si fa infinocchiare come se fosse Antani da questo duo di veri attori della politica.

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      • Ma lui all’epoca parlava da elettore di CasaPound… Il tradimento è stato il persistente sostegno all’attuale governo!

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      • Sarà, ma lui aveva identificato sopratutto l’accordo con il PD come foriero delle peggio disgrazie. E non aveva torto, mi pare.

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  5. Non si tratta di relegare un bipolare all’ anonimato, la vera riflessione è nel significato di rispetto dell’ essere umano, sano o malato che sia, che quando diventa strumento di spettacolarizzazione o di profitto in ascolti, viene semplicemente usato come un qualsiasi altro prodotto, merce, oggetto di mercato mediatico, con uno scopo che non è di ascolto o riflessione su parole, argomenti od opinioni, è invece meschino utilizzo della sua persona, magari del suo disagio e forse della sua sofferenza! Ed è aberrante , pericoloso ed inaccettabile! Io non entro nel merito della ragionevolezza o condivisione dell’ opinione del singolo, e del suo legittimo diritto di espressione, io condanno il modo, il consumismo mediatico che distrugge ogni dialogo e vero confronto fra persone, semplicemente perché il mezzo, televisivo, radiofonico o social conta più dell’ individuo, delle sue fragilità, emozioni, idee e magari delle parole con cui cerca di esprimerle! La spettacolarizzazione è disumanizzazione, e basterebbe rivedere il film Bellissima di Luchino Visconti per capire come già allora qualcuno avesse previsto quanto oggi ,purtroppo ,viviamo ed accettiamo come spettacolo da share! I bipolari od altri soggetti affetti da patologie psichiatriche ci hanno regalato magnifiche espressioni artistiche, hanno parlato con un “mezzo ” che non ha nulla a che vedere con programmi radiofonici o televisivi di infimo livello, forse perché quella modalità di espressione era profondamente umana, di valore umano, mentre le attuali sono esclusivamente di profitto economico per autori, manager e pubblicitari!

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    • Sposo le parole di Alessandra. Le parole dell’articolista, “relegare” a qualcosa di pietoso, sembrano esprimere ignoranza, molta, sembrano l’inica nota stonata del pezzo. Non e’ dell’anonimato che necessitano le persone che si comportano in maniera “strana”, ma di luoghi e socialita’ bene allenata ove poter essere qualcosa di se’ stessi. Cercare di soppiatto uno specchio, mille specchi, di se’ stessi nella convivenza, per accettare le esortazioni delle persone (onestamente: personale formato e pagato per queste cose) che sono li’ per garantire la possibilita’ della speranza personale, una sorta di reinstaurazione della possibilita’ di essere. Qesti posti esistono, qui, questo personale esiste. Non so da voi. A parte questa esibizione di ignoranza, come non condividere le parole dell’articolo…

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      • la Lucarelli parla del mondo mediatico non del mondo delle conoscenze e o affetti (per chi ci crede)

        sono due cose distinte e voi le confondete ed unificate

        voi (lei e chi sopra ha fatto discorsi analoghi) parlate di luoghi e socialità ma i pollai di radio e tv
        sono l’esatto opposto, mostrano, ma non necessitano ne propongono comprensione,
        danno l’affetto di un frigorifero e rendono una socialità fatta di pacche sulle spalle seguite
        da subitanee sparizioni, spesso dietro risate di compatimento neppure tanto velate
        (tranne i casi disperati che si riconoscono in quei tizi, sia le vittime che i carnefici hanno estimatori).

        quindi quei luoghi e quei comportamenti sono l’esatto contrario di quanto proponete
        per chi soffre di disagio mentale.

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      • Veramente le parole erano mie, poi sviluppate da Alessandra (complimenti Alessandra, io alle 24 posso sviluppare solo una migliore posizione per dormire)
        Comunque sposala pure.
        Ordino i confetti?

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    • “E per questo, il programma lo usava con cinismo, consegnandogli pure l’ebrezza della notorietà, anziché relegarlo all’anonimato pietoso che andrebbe riservato in generale a chi ha disordini mentali, figuriamoci durante una pandemia.” A questo riguardo sposo l’opinione di M_B, per quanto si possa imputare all’articolista di aver sgualcito il petalo delle belle parole.

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    • Madò, però Ale, tu si tropp ingessata!

      Io non lo conoscevo sto ragazzo, quindi
      mi sono (nello stretto necessario), documentato e andato a guardare qualche video, ho scoperto che aveva una disabilità
      del 70%, ma dovuta più a problemi fisici,
      di ragionare ragionava bene e aveva le idee molto chiare,” anche su argomenti
      nazional-tabù”,
      e poi Cruciani sarà pure un fijo de ‘na mignotta, ma no mi sembra uno senza coscienza.
      Per quello che ho ascoltato era un gioco alla pari.
      Poi se vogliamo parlare dei mali che affliggono le società odierne, parliamone,
      ma prima tira un lughisssssimo respiro

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    • Ciò che dice è vero in modo sacrosanto, ma il mondo delude per la sua grossolanità e la superficialità “realista”, così profondamente introiettata nei nostri comportamenti sociali, non consente più la percezione umana delle fragilità, presenti e dolorose che siano e la loro accettazione sia per un’ inclusione, sia per un naturale senso di aiuto che doveva o avrebbe dovuto nascere spontaneo, inoltre i così detti disagi psichici sono anche fonti di diagnosi psichiatriche che in molti casi sono vere e proprie speculazioni a danno dei cittadini senza un preciso ritorno in termini di benessere personale.
      Il confronto uomo/società per come oggi si percepisce è una lotta impari, feroce, titanica in quanto il medium e puramente politico e quindi di parte e non si comprende come si possa alimentare un tale distorsione se non a detrimento del pensiero controcorrente e anticonformista delle persone e per fatto, che tale pensiero si oppone, in merito di naturale e legittimo alla propaganda di regime sia essa di sinistra o di destra.
      La socialità ha quel vecchio adagio come leitmotiv che ci portiamo dentro mentre, allo stesso tempo, spinge verso l’estrema individuazione sui crinali delle professioni e sulle risicate risorse che il welfare pone a disposizione della collettività; inoltre è anche presente una narrazione censoria che fa da cesoia a possibili professionalità che potrebbero rinverdire una socialità più sana e più critica, meno autolesionista e molto meno indotta dai baracconi mediatici che ogni giorno seminano le loro incoerenze e rispettive velleità solo per un uso politico e quindi ad esso strumentale.
      Se questo signore deceduto veniva strumentalizzato, pur con una condanna morale da parte di coloro che sapevano del suo disagio, è anche vero che si è lasciato strumentalizzare. Nessuno impone niente ma se riesci ad entrare nello schema che forma il così detto “brodo” sociale più superficiale e che passa attraverso i canali mediatici , il ritorno in termini di soddisfazione personale e autocelebrazione, possono superare di gran lunga i contenuti e le modalità espressive che si ascoltano, spesso, anzi quasi sempre, cariche di termini violenti e dispregiativi che , pur non volendo, abbiamo acquisito come modalità comunicativa contro qualsiasi cosa che mina il nostro proseguo.
      Fare la guerra, anche in termini di discorsi e parole andava e va bene e gli strumenti sono lì, dentro al coacervo di una socialità interrotta , falsa, pettegola e provinciale che fa e ha fatto però, tanto mercato.

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  6. Lasciando perdere per carità di patria l’ aspetto “folcloristico” del tema, anche perchè del Tizio prima d’ ora non avevo mai sentito parlare, per par condicio vorrei si desse altrettanta enfasi ai morti vaccinati. Invece pare non esistano.
    Questo è molto pericoloso, non certo per alimentare la guerra vax-novax di cui ormai abbiamo piene le scatole e che serve solo a coprire i “buchi” di questo Governo che tutto e solo sui vaccini ha fatto affidamento mentre , complice la pandemia , sta ridisegnando l’ Italia non certo a favore del “popolo”, ma per far capire ai tantissimi che vedo e sento “liberi di abbracciarsi” che anche loro sono in pericolo, che possono infettare e che non siamo affatto “fuori”, nonostante la disgraziata decisione nei riguardi delle quarantene (che essendo “fiduciarie” già immagino quanto venissero rispettate…).

    Si lanciano messaggi terrorizzanti, il balletto dei “numeri” è sempre più”creativo” e poi si prendono iniziative del genere. Proporrei almeno di licenziare tutto l’ ambaradan di “scienziati” che tanto seguono sempre e solo quello che fanno gli US:
    Comincio a rimpiangere i “peggiori”, Azzolina compresa che, poveraccia, essendo persona “di scuola” si è data un sacco da fare in un periodo in cui non si sapeva nulla e non si aveva nulla. Banchi a rotelle compresi: comodissimi ed usati in tutto il mondo, dove le classi sono sempre più “mobili” e ci si può raggruppare senza dovere fare ogni volta il caos dello spostamento di banchi e sedie.
    Se poi un diciottenne “ci faceva le corse”, la colpa non era dei banchi ma della testa di cappero che li usava e dell’ insegnante del menga che permetteva un simile circo. Assicuro che dove andavo a scuola io alle corse non si sarebbe neppure pensato: rotelle o non totelle. Magari ci fossero stati!

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    • Anche a me piacerebbe che si parlasse dei morti. Ad esempio, i morti di quella fabbrica tessile in Bangadlesh a Rana Plaza, terzista dei Benetton: 38. Oppure, anche senza morti accertati, mi piacerebbe si parlasse di come Intel prima dice una cosa tipo “non comprate componentistica prodotta in Xinjiang, come da sanzioni US” e poi lecca lo zerbino del PCC. Tu, Carolino, non farai mai affari con questa gente no? Tu che mangi “bio”, ti rifiuterai sempre di essere coinvolta in transazioni che non possano assicurare il rispetto dei diritti umani, e quindi dei diritti sindacali. No?

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      • dubito che esista ‘componentistica’ (qualsiasi cosa intenda) prodotta nello Xinjiang
        non ha industrie di rilievo
        il commercio è destinato per il 39% verso il Kazakistan, il resto è per il mercato interno cinese
        il PIL è stato un +3.4% (il che, per noi, significa poco avendo un pil personale di 2.898$ annui, ma per loro è buono)
        e i maggiori introiti derivano da carbone, petrolio e gas, ed energia verde (fotovoltaico con una spruzzata di eolico e idrico)
        di cui è un esportatore netto
        le informazioni sui campi di concentramento li presenti sono quasi tutte di fonte anglosassone e hanno
        la stessa accuratezza delle fialette di Powell

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      • Ho sbagliato parola. Marco_BO, sappi che tu guardi solo il filo, e non la cruna dell’ago in cui si infila. Wikileaks e Intercept e’ vero che saranno robbe da uomo bianco, ma devi capire che le informazioni vengono da persone che o hanno rischiato la vita o la stanno rischiando. Tu non sembri interessarti al fenomeno e per me ne parli con faciloneria; non importa che io abbia sbagliato il riferimento alla categoria di prodotti interessati dalla miserabile figura di Intel, importa che uno Stato cancelli o mini la liberta’ della propria cittadinanza. Io non ci perdo nulla poiche compro solo terza mano e vivo una vita di terza mano, pur sempre essendo moralmente responsabile di quasi tutte le ingiustizie che avvengono a questo mondo, ma quanti di voi volgiono perdere qualcosa per senso di giustizia?

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    • ma possibile che dopo che glielo ho fatto notare tante volte ancora insista?

      lei è una ign0rante funzionale oppure è sistemica?

      i morti vaccinati ci sono e sono previsti, purtroppo
      e il ‘merito’ del loro decesso è da cercarsi nella loro condizione preesistente
      o nella sfortuna d’avere un sistema di protezione personale che, pur avendo provato ad attivarlo
      grazie alla vaccinazione, per un qualche motivo ha fallito.

      in ogni caso ERANO PREVISTI, basta saper leggere e capire, cosa che dovrebbe
      essere alla portata di uno studente delle medie (o come si chiamano ora)

      i no vax che muoiono subiscono l’effetto delle loro scelte
      visto che pure per loro è previsto il percorso che avrebbero preso
      tempesta di citochine, disfunzioni multiorgano, fine dei cetacei spiaggiati
      e questo soprattutto per quelli come quel tizio di cui parlate che aveva già
      una situazione compromessa, obeso, iperteso (e pur ignorandone il regime alimentare,
      essendo negazionista, dubito fosse quello di un salutista estremo)

      certamente esistono anche i casi di persone a cui va bene, nessuna malattia,
      buon per loro se gli va di giocare alla roulette russa con sto’ fetente
      e gli capita la canna vuota

      se non capisce ciò, e mette a confronto ile due casistiche, come se fossero qualitativamente uguali,
      è messa veramente male

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      • Tranquillo, @Marco Bo, proprio perché erano “previsti” bisognerebbe ricordarsene ogni tanto, non le pare?
        Giusto per fare un piccolo argine a: ” in sicurezza”, ” immunizzanti” , “come prima”, “per i vaccinati solo sintomi lievi”… che abbiamo sentito per mesi.

        Siamo già il 90% i vaccinati in Italia, a quanto pare. Riteniamoci soddisfatti e … nessun confronto tra casistiche , da parte mia, solamente ricordare una triste realtà. Che tra l’altro mi sta colpendo da vicino proprio in questi giorni.

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  7. “La zanzara” è una trasmissione di Radio sole 24 ore dove i conduttori Cruciani e Parenzo interpretano parti contrapposte, urlano, insultano, sostengono tesi estreme. A me disgusta e non la seguo. Essi stessi replicano a chi protesta : ” se vi facciamo schifo andate su altri canali radio”. E’ poi ridicolo che uno dei due, il sabato, partecipi a una rubrica di alta cucina di cui si atteggia essere intenditore. Poichè, però, la volgarità e la raffinatezza sono in contraddizione, risulta patetico.

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    • Signor Paolo,
      Sposo (cit.) le sue parole, ovvero disgusto.
      Poi Parenzo vabbé aldilà della radio uno gnomo inutile, mentre quell’altro mi disgusta proprio alla vista, secondo me puzza.

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  8. Una Tv, una Radio, che usa il cittadino qualunque, ovviamente problematico, meglio ancora se fuori di testa, per fare “spettacolo” è uno strumento di corruzione della Società. Parenzo e Cruciani fanno questo. Sono dei corruttori cialtroneschi che con la scusa della disputa su temi d’attualità disegnano una trasmissione farsesca che titilla quell’insano desiderio di protagonismo di tanti Carneadi portatori di imbecillità. Quindi non offrono un servizio al pubblico ( un servizio è anche fare ridere, fare satira, parodie ma non sfruttando la stupidità megalomane del pubblico) ma usano il pubblico nel modo più insano. È il segno dei tempi. Un degrado senza più limiti.

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  9. @Paolo
    Addirittura…
    Ci sono molti modi di raccontare la pandemia che stiamo vivendo, molti modi di fare giornalismo. Quello di dare voce a un caso estremo, un no-vax ossessionato dal complottismo, e averlo accompagnato mano nella mano fino alla tomba, mi sembra un ottimo modo di farlo.

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  10. Poveretto trattato da giullare. In pratica la definizione della Lucarelli, di cui peraltro si ignora la professione.

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  11. Io concordo pienamente con Paolo, chi usa le persone per aumentare gli ascolti e pubblico, accrescendo la propria notorietà, protagonismo riflesso attraverso lo strumentale protagonismo altrui, è semplicemente un cialtrone! Non è giornalismo, non è informazione, non è satira, è avanspettacolo di infimo livello! Prima si crea un personaggio, lo si sfrutta nella sua vanagloria, anche grazie al contributo di chi gradisce ,e poi si fa pure l’ atto meschino per tentare una convinzione quando il prodotto mediatico rischia di morire! Vista la spregiudicatezza degli autori della trasmissione c’è da chiedersi se fossero più preoccupati e dispiaciuti per la perdita del prodotto di mercato o per la persona, che non poteva essere convinta a fare scelte diverse, altrimenti sarebbe finito/morto il suo personaggio, contraddetto dalla realtà della vita che non è finzione! Alla fine è morta una persona e gli autori del programma avranno solo il fastidio di cercare un altro oggetto di mediatizzazione! A me questo circo mediatico fa pena, mi sembra la massima espressione della più deplorevole miseria umana, e non mi riferisco al protagonista deceduto!

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  12. Non c’è solo “chi usa le persone”. Ci sono anche le persone che fanno carte false per essere usate…
    Di questi tempi potrebbe essere una scorciatoia per il successo. Cioè soldi.

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  13. Paolapci sono già sposata! Ma se noennio è un fico da sballo, sotto i 50, un fuoriprogramma extra matrimoniale ci può stare. ….in questo periodo di incertezza il carpe diem è un ottimo ” antidepressivo” e non stiamo tanto a sottilizzare sulla vera o presunta depressione! Non ordinare confetti, io ho già fatto il pieno a suo tempo, quindi anche basta, mentre le posizioni dopo le 24 potrebbero costituire un interessante argomento di ” confronto dialettico” di poche parole…..Nell’ occasione auguro buon anno a tutti…..spegnere televisione, radio e social dedicandosi alla teoria e pratica delle posizioni, prima o dopo le 24 a seconda dei gusti!

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    • Allora Alessandra,
      Punto primo ho cambiato idea: ti sposo io e senza confetti, per carità non mi piacciono e al mio matrimonio non li ho voluti, assieme a fiori, bomboniere, foto, abito ecc. E poi mi piace credere che tu sia la mia Anna, l’unica per la quale sono disposta a cambiare “idea”.
      Numero due non conosco il signor Ennio, al momento noennio, ma è poco più che 50enne, e vive in un posto impronunciabile. Normalmente gli voglio bene, attualmente lo odio (per una roba che non ha a che fare con la mia gelosia furiosa) quindi, odiandolo, lo immagino così: inappetente, secco (non secco come il sociopatico, che è praticamente ascetico e refrattario agli amari) indi te lo cedo se ti piace il genere. Ora ti dedicherà pure qualche poesia, vedrai! Quel menzognero!
      Numero 3 ho visto bene l’ora del tuo approfondimento: di nuovo complimenti cara Anna!

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    • Gentilissima Ale,
      lei esplica ragguaglia
      pari a un tintennio di
      di finissima cristalleria
      che si cala in un sublime parlamento.
      So che a una Signora non è lecito MAI
      chiedere se è allergica ai glutini o la sua età.
      Io contrariamente al signor Ennio,
      che è pregiatissimo Muratore
      che dell’arte della dialettica ne è Maestro,
      sono un misero e semplice manovale,
      ma comunque iscritto tra le sparute liste dell’Italica cassa edile.
      Insomma, senza riesumare la Sesta Napoletana, ma con la cruda e gretta sintesi,
      una domanda gliela devo fare:
      ma lei dopo le 24
      ‘a fà a posizione della Carriola?
      se si, fa quella semplice,
      in avanti o quella appoggiata.
      La categoria ringrazia.

      Feliz Año Nuevo para todosquant

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  14. Hälfte des Lebens

    Mit gelben Birnen hänget
    Und voll mit wilden Rosen
    Das Land in den See,
    Ihr holden Schwäne,
    Und trunken von Küssen
    Tunkt ihr das Haupt
    Ins heilignüchterne Wasser.

    Weh mir, wo nehm’ ich, wenn
    Es Winter ist, die Blumen, und wo
    Den Sonnenschein,
    Und Schatten der Erde?
    Die Mauern stehn
    Sprachlos und kalt, im Winde
    Klirren die Fahnen.

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  15. Perché la poesia ” Metà della vita” di Friedrich Holderlin? Quando ognuno di noi può considerare che ” il meglio lo abbiamo già avuto”….?

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  16. Trovo più adatto alla situazione “Der Mann ohne Eigenschaften” di Musil.
    A dire la verità un gigante a confronto dei “nostri Migliori”. Se non altro per cultura.

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    • Bada bene che per come lo dipinge Canetti quello, Rovert Musil, il caratterino l’aveva. Chissa’ come si sarebbe trasformato con una telecamera davanti…

      Quanto alla cultura… che fina ga fatto il Agamben dell’Homo Sacer? Molto peggiore dell’Homo Sacher di Nanni Moretti. E Cassese? Et al.?

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  17. Certamente c’è differenza@Ennio. Uno è il protagonista del romanzo (Ulrich), l’altro l’Autore ( Robert Musil).

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