Palau, per il pranzo di Natale e il cenone di San Silvestro in famiglia servirà il Green Pass

Lo impone una singolare ordinanza del sindaco della città sarda, che rimarrà in vigore fino al 10 gennaio 2022.

In Gallura, per la precisione nel comune di Palau, per pranzi e cene in famiglia organizzati durante il periodo delle festività natalizie (e anche un po’ dopo) sarà necessario il Green Pass. A stabilirlo è una singolare ordinanza firmata dal sindaco Francesco Giuseppe Manna, che rimarrà in vigore nella cittadina sarda fino al 10 gennaio 2022.

Covid, cosa stabilisce l’ordinanza firmata dal sindaco

Altro che feste di piazza cancellate, come a Cagliari, Oristano e Olbia. In questa località della Sardegna i provvedimenti anti Covid sono andati ben oltre. Oltre a fissare una serie di regole volte a limitare la diffusione del Coronavirus, tutte già viste come l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto e la chiusura del parco giochi comunale, il documento contiene infatti una novità, per evitare che le festività natalizie inneschino focolai di Covid-19: «Il divieto di organizzare o partecipare a feste private, pranzi o cene all’aperto o al chiuso, oltre i componenti del nucleo familiare e parenti muniti di certificazione verde». Insomma, per trascorrere il Natale in visita ai parenti, ci sarà bisogno di esibire il lasciapassare sanitario. Almeno, stando al testo dell’ordinanza, non ci sarà bisogno della sua versione rafforzata: “basterà” l’esito negativo del tampone.

Palau, per il pranzo di Natale e il cenone di San Silvestro in famiglia servirà il Green Pass. Ordinanza in vigore fino al 10 gennaio.
Francesco Giuseppe Manna, sindaco di Palau (Facebook)

Covid, cinque i casi accertati di Omicron in Sardegna

Principale porto di accesso per l’arcipelago di La Maddalena, Palau è ha poco più di 4 mila abitanti e si trova in provincia di Sassari, dove sono stati riscontrate positività alla variante Omicron. Al momento sono in tutto cinque i casi di Omicron in Sardegna: gli ultimi due sono stati trovati da sequenziamento effettuato nel laboratorio di analisi chimico cliniche e microbiologia dell’Aou di Cagliari, che vanno ad aggiungersi ai tre già accertati nei giorni scorsi tra il cagliaritano e, appunto, il sassarese. Tre invece i casi sospetti, per i quali gli esiti si conosceranno non prima di Natale. Nel frattempo, anche ad Alghero è scattato l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto nelle situazioni di assembramento.

5 replies

    • veramente è l’unica cosa sensata che si legge

      se non ti importa dei parenti vacci pure con una Makalov con il caricatore pieno
      sai mai che dopo il caffe nascano dissapori, forse il Covid-19 non basta ed è troppo lungo
      a fare effetto

      mi ha sempre stupito il fatto che si abbia meno rispetto fattivo nei confronti di parenti ed amici
      che nei confronti di sconosciuti

      ovviamente parlo di non conviventi

      le ricordo che le mascherine, teoricamente, sono pensate per proteggere più il prossimo
      che chi le porta, come avviene in sala operatoria (a meno che lei non pensi che il chirurgo
      o l’anestesista, ed anche il ferrista, temano d’essere assaliti, ad esempio, da una appendicite o da dei calcoli renali)

      poi possono, in parte, proteggere anche chi le porta, ma dalle correnti piene di virus

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  1. Purtroppo sta morendo un mio parente acquisito, settantenne attivissimo e in buona salute. Vaccinato con terza dose, sempre attentissimo, era entrato in ospedale molto mal volentieri timoroso appunto dei contagi, per una biopsia non procrastinabile. Clinica privata ( non in Italia), camera privata, medico amico…pareva “in sicurezza”.
    Tutto bene, buone notizie, passato lo spavento. Dopo una settimana di degenza, al momento della dimissione, senza sintomi… tampone positivo. E’ lì da un mese e non ce la farà.

    Attenzione dunque.

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