Mario Draghi, con quella bocca può dire (o non dire) quello che vuole

E dunque l’emergenza continuerà: il governo ha “allungato” i termini dello stato d’emergenza fino al 31 marzo. E questo nonostante la legge sullo stato d’emergenza, com’è noto, preveda un termine di dodici mesi prorogabili per altri dodici e non plus ultra.

(di Silvia Truzzi – Il Fatto Quotidiano) – E dunque l’emergenza continuerà: il governo ha “allungato” i termini dello stato d’emergenza fino al 31 marzo. E questo nonostante la legge sullo stato d’emergenza, com’è noto, preveda un termine di dodici mesi prorogabili per altri dodici e non plus ultra. Termini fissati per il ragionevole motivo che l’emergenza, se diventa norma, cessa di essere tale. Nel decreto legge varato martedì non si fa cenno da nessuna parte alla legge che prevede lo stato d’emergenza, né per derogare né per prorogare. Sono citati articoli della Costituzione e mille decreti, ma la legge no (ovvero l’art. 24 del decreto legislativo numero 1 del 2018), diversamente da come era stato fatto da questo stesso governo a marzo e poi a luglio. Un modo un po’ troppo disinvolto per aggirare i termini perentori di cui sopra, perché si tratta di una modifica “tacita” della legge.

Se state pensando che sono solo tecnicalità e dunque questioni di lana caprina, passiamo dalla forma alla sostanza: di fatto così si normalizza lo stato d’emergenza. Cosa che è una evidente contraddizione in termini. Ma non solo. La materia è delicata perché con lo stato d’emergenza si possono “toccare” con più facilità le libertà fondamentali. Forse si poteva trovare un modo meno pasticciato per prorogare i poteri del Cts e del Commissario straordinario. Senza voler notare, poi, che il Parlamento ha 60 giorni per convertire in legge il decreto: un lasso di tempo che copre una buona parte del nuovo stato d’emergenza. Per ipotesi è anche possibile che il decreto non venga convertito e che i suoi effetti non vengano fatti salvi, il che produrrebbe un discreto caos (che in greco, mica per niente, vuol dire vuoto). Naturalmente non succederà: al governo ci sono i migliori, sostenuti da una maggioranza che copre praticamente l’intero arco costituzionale e in totale assenza di contropoteri, tipo il sistema dell’informazione (vittima di una collettiva freccia di Cupido).

La faccenda della proroga è stata legata in queste settimane alle tormentate sorti del Quirinale: vigente un nuovo (o vecchio) stato d’emergenza, secondo alcuni commentatori, il premier sarebbe legato alla sua poltrona di Palazzo Chigi come non era stato nemmeno Vittorio Alfieri ai tempi del “volli, volli, fortissimamente volli”. Secondo altri, invece, la “proroghina” di soli tre mesi darebbe a Mario Draghi la possibilità di traslocare serenamente al Colle in febbraio perché il suo successore avrebbe tutto il tempo di organizzarsi. A questo proposito, va segnalata un’intervista di Sabino Cassese a Repubblica, in cui il giurista non manifesta tentennamenti a proposito del garbuglio che si presenterebbe nel caso fosse Draghi, nella nuova veste di Capo dello Stato, a gestire le consultazioni per la formazione di un nuovo governo (causato dalla caduta del suo). Nessun dubbio, le consultazioni le fa lui: “È un presidente in carica, le fa lui dopo avere giurato”. Ma infatti, che problema c’è? Draghi si dimette, salta il fosso del Colle e poi, consultando i partiti, sceglie il suo successore. Che nel caso fosse il ministro Daniele Franco sarebbe una successione dinastica. Non vogliamo nemmeno pensare ai fiumi d’inchiostro che si sarebbero versati se il protagonista di queste acrobazie istituzionali fosse un altro presidente del Consiglio. Ma dopo un anno di silenzi di Mario Draghi, abbiamo capito che lui è come la splendida Virna Lisi nel famosissimo Carosello del dentifricio Chlorodont: con quella bocca può dire (o non dire) quello che vuole.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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55 replies

  1. Magari caos voleva, e vuole, dire senza ordine e non vuoto
    Treccani, non io:
    1. Nelle antiche cosmologie greche, il complesso degli elementi materiali senza ordine che preesiste al κόσμος, cioè all’universo ordinato.
    2. fig. Grande disordine, confusione, di cose o anche d’idee, di sentimenti

    Nel vuoto il caos non esiste

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      • “”Mamma mia che commenti ! Che giramenti di testa o meglio, (e scusate) … di cogxxxxi ! E vabbè che posso sempre anche non leggerli !

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    • Per essere corretti, in riferimento a “Nel vuoto il caos non esiste”, anche se mi costa assai ammetterlo, devo dire che Texas Instruments ha perfettamente ragione!

      E a proposito degli equivoci derivanti dal SIGNIFICANTE, nella frase “terra inanis et vacua” della Bibbia riportata dalla grad, che TI aveva furbescamente tralasciato per far quadrare i suoi conti, l’aggettivo “vacua” non vuol affatto dire “vuota”, ma “deserta”, come spesso e con più pertinenza viene tradotto dal Latino, ossia “indifferenziata”.

      E questa indifferenziazione corrisponde esattamente a quel quinto elemento ossia l’Etere primordiale, omogeneo e indifferenziato a cui mi riferivo più sotto, dal quale sono prodotti gli altri quattro. Per la precisione, se si vede da questa prospettiva, cioè da quella della produzione degli elementi, l’Etere è invero il primo elemento e non il quinto.

      Ovviamente, in queste condizioni, cioè prima che il Fiat Lux (aspettiamo le battutine del criptoPagliaccio…) lo trasformi in Cosmos, l’Etere è pura potenzialità, ovvero puro Chaos.

      Il vero VUOTO della frase della Bibbia è questo:

      “Terra autem erat inanis et vacua, et tenebræ erant super faciem ABYSSI: et spiritus Dei ferebatur super aquas.”;

      quell’ABISSO che è “fuori” dalla Manifestazione stessa da cui è separato dalle tenebre (esteriori bisognerebbe aggiungere) e dalla superficie delle acque…

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  2. Che palle!

    Dalla Treccani:
    caos Nelle antiche cosmologie greche, il complesso degli elementi materiali senza ordine che preesiste al κόσµος, cioè all’Universo ordinato. Il nome greco χάος (che contiene la stessa radice χα- dei verbi χαίνειν, χάσκειν, «essere aperto, spalancato») è stato adoperato per denominare la gran «lacuna» o vuoto originario che si poteva pensare preesistente alla creazione del «cosmo», la terra inanis et vacua della Bibbia.

    Ma ciò detto. Era necessaria questa nota inutile? Cosa cambia nell’economia del testo?
    Se invece fossi meno saccente cambierebbe tantissimo.

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    • La faccenda è complessa da risolvere in due parole e qui con le testoline fini che girano non è nemmeno sano provarci.

      In una parola, grad: SIGNIFICANTE e SIGNIFICATO, SIGNIFICANTE e SIGNIFICATO… E’ quest’acqua qua (cit.)!

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      • Ma perché vai oltre, io non ho nemmeno provato a risolverla, ché ci vorrebbe una vita.
        Poi se la testa che ci può riuscire è la tua, accomodati, sono tutta orecchi.

        Il mio intento, se non si fosse capito voleva sottolineare come la questione complicata non può risolverla il misirizzi bolognese con la sua solita z di zoRo. Infatti la sua stessa fonte dà ragione dell’uso della parola fatto dalla giornalista. E infine resta la domanda centrale: esticazzi? Cosa cambia nell’economia del testo quella inutile precisazione, peraltro totalmente insufficiente ancorché infinitamente saccente?

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  3. Marco, hai bisogno di piu’ SM e piu’ Gatto, altrimenti ti sbattono le portiere. Detto questo e’ possibile che, come nel caso della traduzione del Cantico dei Cantici di Manganelli, la scriba sia inciampata in un riferimento piu’ ardito del solito. Detto pure quello, M_BO viene a trovarsi nella situazione in cui inciampo’ Bart Ehrrman quandfo adopero’ l’uso della parola logomenon (il cosiddetto) nei padri della chiesa immediatamente successivi il 1mo secolo era corrente, per puntellare una sua teoria sulla presenza della figura dell’Hippie palestinese socialista in sandali e coi capelli lunghi nel tessuto storico antecedente. Insomma, senza essere vcattivi, Ehrman il greco antico l’aveva imparato dopo, non aveva cominciato a leggere greco come requisito fondamentale del mestiere.

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    • Quindi, per dare senso a quanto sopra detto, la parola “chaos/caos” evoca almeno due maniglie interpretative: la maniglia della teoria fisica (per me molto molto deterministica) detta toria “del Caos” che a dipanarla tutta mi ci vuole una vita piu’ un esercito di scimmie messe davanti una macchina da scrivere, ma non cosi’ per M_BO. E poi esiste la maniglia interpretativa detta “fallica” o “patriarcale” (nel primo caso rimando alla teoria del “circuito fallico, nel secondo la intera tiratura della rivista Donne ePolitica) secondo la quale il vuoto, la assenza, e’ quella forma dello stato dell’essere che non contiene (un) ordine, una determinazione, una struttura e, quindi, una imposizione. E’ disordine cio’ che non possiede (un) ordine, e tale misfatto impone ch’esso venga delegittimato nel suo stesso essere. Il vuoto e’, dunque, ma come scandalo preterito, ovvero non puo’ “esser-ci”.

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    • Ah ecco.
      Provvidenziale il tuo intervento. Ora sì che è tutto più chiaro.
      Grazie CriptoEnnio.

      P.s. Il misirizzi bolognese, checché se ne dica, non risponde: passa, dà dello scemo a chiunque (su banalità, peraltro) e se ne va. Quindi a che pro gli spieghi le cose? Se di spiegazione trattavasi?

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      • Nototi facente nota. Corrispondoti su necessita’ ri-configurazione Marco_BO.

        Marco_BO, che usi? Microsoft? Apple? Pinguino? BSD & Family?

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  4. Vabbè, visto che è intervenuto il criptoPagliaccio a illuminarci, tentiamo un abbozzo della questione, con una proposizione:

    Il VUOTO nella manifestazione presuppone la contraddittoria esistenza di un CONTENITORE (Cosmo) senza contenuto (Vuoto), quando invece il VUOTO è l’assenza di entrambi. ERGO (cit.), il VUOTO non può essere una possibilità di manifestazione.

    Da cui, tutta l’assurdità delle teorie atomistiche, da Epicuro in poi per limitarci all’Occidente, che postulano l’esistenza degli atomi (altra contraddizione: se qualcosa è indivisibile, cioè senza parti, non possono esisterne tanti, anzi non potrebbe che esisterne uno solo…), quale unica realtà positiva e tra i quali è inevitabile teorizzare il VUOTO.

    Infatti, per ipotizzare tale possibilità si è stati costretti a eliminare l’esistenza dell’Etere o quinto elemento, di cui tutte le oscurantiste cosmogonie tradizionali erano perfettamente edotte. Il mirabile risultato è stato quello di ridurre il numero degli elementi a quattro, non già come entità indipendenti, ma bensì quali risultanti della combinazione dei suddetti atomi, che però, come abbiamo visto, così come sono concepiti, soprattutto dalla fisica moderna, sono contradditòri.

    Questo è un illuminante esempio dell’apparato epistemologico su cui poggia tutta indistintamente la boria della scienzah moderna e le sue pretese alla conoscenza, dogma che impone a tutti come indiscusso assioma, senza possibilità di rettifica e di critica, il risultato del quale deve essere accettato supinamente – questione “Sacro Siero” compresa! – perché ce lo tikono gli scienziatih!

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    • Ciao Coso, sono contento che tu abbia lasciato l’Enciclopedia Medica da parte, a parte il problema che poi alcune pagine restano attaccate. Azzeccaticce cosi’ come non si scrolla dalla tua spalla la scimmia dell’impapocchiamento. Attenzione, esimio Coso, l’impapocchiamento che sogghigna, e alle volte ti tira l’orecchio in forma di scimmia indelebile, ad ogni tua sconfitta, ecco, ti manovra verso il Walhalla delle pernacchie funebri. Difatti cogli il pomo della parola, e poi scappi via con essa verso altri lidi. Zucca somara, torna qui, si parlava di miti fondativi, del Giardino dei Finzi Contini della mitologia greca. Sai quanto gliene frega a Marco_BO che Eraclito aveva tirato fuori gli atomi quando l’articolista aveva citato il vuoto invece della confusione? Per la prima il iferimento e’ la mancanza di ordine che delegittima qualunque esistenza, per il secondo il riferimento e’ l’omessa citazione della teoria degli insiemi.

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      • Ovviamente non finisce qua. La tua scimmia non poteva mancare il solito giretto in Via della Ridondanza, dove ti porta a far pipi’ sull’albero della sapienza (e quando dico “sapienza”, tu, tu fremi, questo lo so). Sapienza la quale deve aver fallato sul tuo abbonamento a Focus perdendo o facendosi fregare tutti i numeri in cui si spegava cosa e’ un atomo e cosa sono le particelle subatomiche, e poi i numeri sulla novita’ del momento: i quantiiiii! Ovvero: il risultato delle litigate tra Albert Einstein e Niels Bohr.

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      • Fatta la pipi’ e la pupu, la scimma ti tira la recchia e ti fa andare al Parco delle Rimembranze, dove ti si puo’ lasciare libero, libero di adorare la necessita’ di un collante, nella tua psiche, che tenga insieme il tuo accorcchio di illusioni e contraddizioni (il tuo nel senso, il tuo, come un altro ha il suo), e quindi il lutto dell’etere, ommadonnamia mi hanno fottuto l’etere, o forse hanno dimostrato che dio non esiste, il re e’ una merda d’uomo e qualcosa bisogna fare senno’ il posto parcheggio nell’eternita’ scappa via.

        Dimmi la verita, tu nascosto sotto il cuscino hai il patinato di Silvana De Mari in costume da bagno, si’?

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      • Domani vi leggerò entrambi (purtroppo a causa di QUALCUNO dovrò leggere svariate volte) e assegnerò la vittoria.
        Se il testo fosse ancora oscuro alla terza lettura la vittoria sarà a tavolino.
        Il mio giudizio è insindacabile!
        Che si sappia!!

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      • Che c’entra Eraclito? Per dire quanto tu sia ferrato in materia, scimmietta urlatrice, sola e abbandonata in questo mondo di atomi…

        Lo Skoteinòs a TE TI fa ‘na pippa…

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      • Come al solito nemmeno le leggo, e se lo faccio non posso che confermare che sei uno
        SM
        SCHIFOSO MISERABILE
        e l’immagine di te con tua madre potevi risparmiarcela.
        BONOBO ANALFABETA MENTECATTO

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      • SM, a questo punto arrivi. Eggia’, io bestemmio e tu… protesti contro il politically corrett. Lo vedi che parcheggi sullo scivolo delle carrozzelle?

        E chissa’ perche ti si trova dalla parte dei Silver Nervuti, dalla parte dei Gatto, dei Pino, dei molestatori di donne. I soliti maschi di merda, quelli come te.

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      • Ah, quindi io sarei un molestatore di donne (addirittura Pino, la “vittima”… ahahah…)…

        Lo vedi: tu non parcheggi sullo scivolo delle carrozzelle, tu sei lo scivolo delle carrozzelle!

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      • Ah e il signor Ennio sarebbe “Molestatore di finti molestatori di donne…”?
        Eh certo, usando le tue parole, tu condividi quell’orrore e il messaggio che quel maiale ha postato.
        Capisco stare in silenzio davanti a una cosa del genere, che la si condivida o meno, nel tuo caso condividendola.
        Ma venirmi a dire in faccia che ha fatto bene proprio no, e che l’unico che ha trovato allucinante che si postasse una cosa del genere sia lui il molestatore no, proprio no.

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      • “Eh certo, usando le tue parole, tu condividi quell’orrore e il messaggio che quel maiale ha postato…”:

        Eh certo, usando le tue parole: NON SONO AFFARI CHE MI RIGUARDANO!

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      • Non sono affari che ti riguardano, esatto.
        Invece ogni volta senti il bisogno irresistibile di farteli questi affari.
        Vai continua, e auguri.

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      • Scusa eh, giovanotta: “Capisco stare in silenzio davanti a una cosa del genere, che la si condivida o meno, nel tuo caso condividendola.
        Ma venirmi a dire in faccia che ha fatto bene proprio no, e che l’unico che ha trovato allucinante che si postasse una cosa del genere sia lui il molestatore no, proprio no…”:

        Punto primo, parlavo di me quando contestavo al Pagliaccio l’accusa di molestatore.
        Punto secondo, ho aggiunto Pino perché proprio è il colmo come molestatore.
        Punto terzo, non condivido proprio un cazzo, te la sei solo andata a cercare.
        Punto quarto, sei tu che molesti le “vittime” (Pino).
        Punto quinto, il tuo amico Pagliaccio nella categoria molestatori di innocenti fanciulle ha inserito le persone sbagliate.
        Punto sesto, aggiungici quello che ti pare…

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      • “Punto terzo, non condivido proprio un cazzo, te la sei solo andata a cercare.”
        No guarda, davvero sono non solo basita, ma ti dirò, inspiegabilmente dispiaciuta.
        Comunque saprò farmene una ragione.

        E il signor Ennio non ha dato né a te né a Pino del molestatore, e il fatto che su Pino sia assurdo un giudizio del genere rende esplicito che l’elenco riguardava altre ragioni, ed essendo tu appaiato a Pino ti esentava dal suddetto giudizio.

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      • Ti dirò,

        “E chissa’ perche ti si trova dalla parte dei Silver Nervuti, dalla parte dei Gatto, dei Pino, dei molestatori di donne. I soliti maschi di merda”,

        per me ha un significato ben preciso: ca nisciuno è fess!

        E la risposta del criptoPagliaccio a me “L’intenzione e’ gia’ un peccato, tu laido.”, cosa starebbe a significare?

        Tu sei una provocatrice, a torto o a ragione, e quelli ( * notare il pronome dimostrativo maschile) come te “Millantatore borioso o minaccioso; smargiasso, fanfarone, spaccone. (cit. GRADASSO)”, devono, volenti o nolenti, accettarne le conseguenze.

        Stai pur certa che il BONOBO ANALFABETA MENTECATTO SCHIFOSO MISERABILE, a quelle come Carolina o altre simili non si rivolgerebbe mai con i toni che ha riservato a te: ma poi, pensi seriamente che SM ce l’abbia con te in quanto donna e non in quanto persona (vedi nota *)? Ma quando la smetterete di sminuirvi, di ghettizzarvi e di vivere all’ombra dell’utero, creando maschilisti prêt-à-porter?

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      • Io non ho affatto pensato che quel mentecatto si rivolgesse a me con quei toni in quanto donna, né in quanto persona, né in nessun modo perché con un analfabeta tale non ho niente a che spartire e non mi faccio domande su quello che pensa di me, posto che pensi. E che cosa me ne fregherebbe, poi, di quello che ci sarebbe dietro? E dove avrei mai fatto il piagnisteo sessista? Non mi appartiene per niente, quindi non ti permettere di addebitare a me pensieri tuoi e paranoie tue, tipo l’ombra dell’utero.

        E mi prendo sempre la responsabilità di tutto, figuriamoci se mi impressiona quello scimmione. Certo se poi qualcuno nota lo squallore e gli viene risposto che lui è il molestatore, beh, ho qualcosa da dire, se non ti disturba troppo.
        Hai già chiarito perfettamente di condividerne contenuti, quindi se posta immagini e frasi di quel genere è naturale che tu le ritenga plausibili vista la “persona” che sono io, dato che me la vado a cercare e ripeto, accomodati, approva, condividi pure, fatti un’altra risata e auguri.
        Credo che per questa vita continuerò a essere come sono e non raccoglierò il suggestivo invito a “comportarmi” come altre commentatrici a VOI gradite (con tutto il rispetto per chi hai citato). Nella prossima, chissà!

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      • “Io non ho affatto pensato che quel mentecatto si rivolgesse a me con quei toni in quanto donna…”: quello che pensi tu, forse, non lo sai nemmeno tu…

        Quello che a me interessava evidenziare era che avevi condiviso il pensiero (si fa per dire) dell’Ape Maia che vola di fiore in fiore (cit.), in riferimento ai presunti molestatori di donne e che il fatto che tu eri intervenuta per difenderlo, legittimava a pensare che ti fossi ANCHE risentita come donna.

        Se così non è, ma non mi fido tanto, ritiro tutto: meglio per te!

        Buona vita, per questa e (speriamo, ma la vedo dura…) per la prossima…

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    • Non sono in grado di confutare il sociopatico dal punto di vista filosofico, ma credo che in questa frase ci sia una fallacia
      “Il VUOTO nella manifestazione presuppone la contraddittoria esistenza di un CONTENITORE (Cosmo) senza contenuto (Vuoto), quando invece il VUOTO è l’assenza di entrambi. ERGO (cit.), il VUOTO non può essere una possibilità di manifestazione.”

      Anyway, mentre il secondo commento del signor Ennio è centrato 11:41 (a mio avviso, eh sociopatico, non attaccarmi il pippone!), mentre gli altri vagano di fiore in fiore (signor Ennio, diamine! Fermati su un concetto!): io non ho voluto far quadrare proprio un bel niente, figurati se mi spingo a parlare di quinto elemento onde poi nascondere le evidenze (visto che apprezzi tanto la COERENZA dovresti apprezzare che proprio non mi avventuro, anzi ti dirò che io questi magheggi li so fare benissimo, ma devo essere padrona della materia), la mia era una notazione superficiale e tutta linguistica. Come superficiale era stato il commento del bolognese cui mi riferivo. Rimango convinta che vacua sia intesa come vuota, ma il tuo delle 0:36 determina la tua vittoria.
      E ti dirò di più concordo pure su ” “Nel vuoto il caos non esiste”, epperò (Cit.) avrei scritto “nel caos il caos non esiste”.

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      • 1) Allora grad, se credi ci sia una fallacia, di’ quale…

        2) Se io dico: “…che TI aveva furbescamente tralasciato per far quadrare i suoi conti…” perché tu precisi: “io non ho voluto far quadrare proprio un bel niente”?

        3) “la mia era una notazione superficiale e tutta linguistica”: ancora! Ma l’ho capito benissimo, ma repetita iuvAnt: da cosa nasce cosa, da (anagramma)
        caos nasce caos… Va bene, o te lo devo rispiegare?

        4) epperò (Cit.) avrei scritto “nel caos il caos non esiste”: ecco prima di fare magheggi, per COERENZA dovresti non solo scriverlo, ma metterlo in pratica il “ma devo essere padrona della materia”, come hai giustamente sostenuto.

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      • Non ho capito il punto 2 e il punto 4, me li puoi esplicitare? Senza la criptoennite, a stampatello.

        Il punto uno non sono in grado di confutarlo ti ho già detto.

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      • Ah, forse ho capito: TI (che ho scritto apposta in maiuscolo) non è la forma atona del pronome personale di seconda persona e che di solito uso in combinata (a TE TI…), ma sta per Texas Instruments…

        Ma comunque la frase perché fosse intelligibile se riferita a te doveva essere:

        “…che tu avevi furbescamente tralasciato per far quadrare i tuoi conti…”

        e non

        “…che TI aveva furbescamente tralasciato per far quadrare i suoi conti…”

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    • Quanto a questo papocchio, ho avuto una visione. Norvegia, freddo, neve, il Coso dopo una lunga marcia arriva finalmente alla catapecchia di Wittgenstein. Bussa, la porta si apre e il Coso la butta fuori tutta d’un fiato: “Il VUOTO nella manifestazione presuppone la contraddittoria esistenza di un CONTENITORE (Cosmo) senza contenuto (Vuoto), quando invece il VUOTO è l’assenza di entrambi. ERGO (cit.), il VUOTO non può essere una possibilità di manifestazione.” Ludwig Wittgenstein lo guarda negli occhi e risponde: “Indicami il vuoto”. Il Coso tace, la porta si chiude.
      Cade la neve, a Skjolden

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      • “Ludwig Wittgenstein lo guarda negli occhi e risponde: “Indicami il vuoto”. Il Coso tace, la porta si chiude…”: il VUOTO resta fuori insieme al Pagliaccio…

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  5. La fallacia e’ nell’impianto stesso della discussione se questa si discosta dalle mie ostensioni. E’ chiaro in che maniera Truzzi e BO abbiano interpretato quella parola. Non lo e’ invece, chiaro, che il Coso parla alle ombre che passano dinanzi gli occhi dei prigionieri nella Caverna. A parte che l’dea di “vuoto” nella storia delle speculazioni non ha mai potuto rendere perfettamente pura questo ogetto del pensiero, poiche’ raramente le persone si discostano dallo “spettacolo” degli accadimenti naturali, anche nelle loro immaginazioni (o ci metti l’etere – lasciando perdere i quattro elementi che non c’azzeccano – o il “diavoletto di Maxwell, o le eco degli antenati, etc), Il punto e’ che nei tempi antichi la scienza era moralistica, come la frase “nel vuoto il caos non esiste”. Il Coso nel suo papocchio ripete il suo bisogno di tornare indietro al 2 Giugno 1946. Provate voi, nel subcontinente indiano o nell’America Centrale, ad inventare lo zero!

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    • Smettila sei ridicolo… Occupati di tulipani, Pagliaccio, fai solo pena… Sei un microbo con le emorroidi… Fuma che ti passa…

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  6. Ma la cosa più ganza di tutte è che ‘era necessario questa nota inutile? Che cosa cambia nell’economia del testo?’

    La stessa cosa che ha detto la gradassa l’ho spesso detta io, quando qualcuno mi faceva notare (l’unica cosa che capivano) che avevo scarsa credibilità perché incapace di coniugare il congiuntivo.

    Nel frattempo il significante/significato/significando/significare dell’articolo si è perso nelle chiacchiere senza costrutto innescate dal calcolatore analogico bolognese e riprese da analogici poco calcolatori sotto.

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  7. La credibilta’ si merita attraverso l’uso dei fatti, e l’unico fatto che ti riguarda, oggi, e’ che hai fatto schifo.

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    • x Ennio: BEH, se proprio parliamo di fatti, tu sei indubbiamente un esperto, quindi mi arrendo.

      X Paoletta, scusami: mi pento di essere stato un molestatore di bonobe.

      x Gatto: ho finalmente trovato un trattato di filosofia che può mettere d’accordo voi due contendenti:

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