Covid Italia, no (per adesso) a nuove misure. Allarme solo se l’indice Rt supera l’1,2

La linea di Palazzo Chigi: attendere prima l’esito delle vaccinazioni e delle misure sui mezzi pubblici

(Monica Guerzoni – il Corriere della Sera) – Cresce il numero di nuovi casi, sale il tasso di positività e aumenta negli ospedali il numero di posti letto occupati da malati Covid. Una situazione che preoccupa il governo, ma non al punto da dover rivedere in corsa la strategia di contenimento del virus. A Palazzo Chigi si segue con attenzione la curva epidemiologica e l’idea prevalente è che sia ancora troppo presto per azzardare un bilancio e trarre conclusioni.

Il dato chiave su cui si soffermano i vertici del Comitato tecnico-scientifico, il premier Mario Draghi e il ministro Roberto Speranza è l’andamento dell’indice di contagio Rt, che per la prima volta nell’ultimo mese è sceso sotto 1,2: all’1,18. L’auspicio è che possa calare ancora, perché se dovesse tornare a salire scatterebbe l’allarme. Il sistema delle fasce di rischio a colori porterebbe diverse regioni in giallo e qualcuna in arancione a ridosso delle festività di Natale. E non è escluso che il governo, se mai si dovesse arrivare a trentamila contagi al giorno, decida di introdurre nuove restrizioni. Tra i ministri si parla di una possibile estensione dell’obbligo di green pass rafforzato al trasporto pubblico locale, agli aerei e ai treni ad alta velocità. «Ma il punto vero sono le chiusure», è il timore di un esponente del governo.

Nessuno conferma l’ipotesi di limitare bar e ristoranti per il periodo di Natale, restringere la libertà di spostamento o fermare la stagione sciistica appena iniziata. Nel governo la parola d’ordine è tranquillizzare e smentire come «prematuro» qualsiasi genere di misura allo studio. Draghi sembra intenzionato ad andare avanti il più possibile senza ulteriori divieti e tantomeno chiusure, contagi permettendo. A Palazzo Chigi confermano solo «il grande impegno sulla campagna vaccinale» e lasciano sullo sfondo sia l’ipotesi di una ulteriore estensione del green pass rafforzato, sia l’imposizione dell’obbligo vaccinale ad altre categorie, o a tutti gli italiani.

Anche al ministero della Salute invitano a sottolineare gli effetti «molto buoni» delle vaccinazioni, la spinta dei booster e i numeri «molto alti» delle prime dosi. Come Draghi anche Speranza è cauto, prima di valutare il da farsi vuole vedere l’effetto del «super» certificato verde, che dal 6 dicembre viene rilasciato solo a vaccinati con due dosi o guariti. Il 15 dicembre partirà l’obbligo di immunizzazione per il personale della scuola, i militari e le forze di polizia. E giovedì prossimo inizierà la vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni, da cui sono attesi altri effetti positivi. Nel governo l’auspicio è che, grazie anche al green pass base obbligatorio sui mezzi pubblici, la curva si raffreddi un poco e l’Rt scenda all’1,10, il più vicino possibile alla soglia in cui un contagiato infetta in media una sola persona. È l’asticella sotto la quale gli italiani vaccinati passeranno un Natale pressoché normale, senza limitazioni della libertà di movimento e senza chiusure.

«Tutto quello che si poteva fare in termini di misure il governo lo ha fatto», conferma la rotta del green pass rafforzato Mariastella Gelmini. E sprona gli italiani, che all’88,09% hanno fatto almeno una dose, a fare ancora uno sforzo per sbarrare la porta al virus e alle sue varianti: «Dobbiamo tutti dare il massimo sul piano della responsabilità e del rispetto delle regole e dobbiamo fidarci della scienza. I vaccini sono sicuri e ci tireranno fuori dalla pandemia». La ministra per i Rapporti con le Regioni ieri si è sottoposta alla terza dose e ha postato la foto su Facebook: «Con i vaccini vinciamo insieme». Un dato privato, ma anche un tassello della strategia del governo: far salire ancora la quota di 10,8 milioni di persone che hanno ricevuto il booster e spronare i sei milioni di italiani che non hanno ancora fatto la prima puntura.

«L’unica strategia vincente sono i vaccini», rilancia Renato Brunetta e si dice «ottimista», perché le città sono tutte aperte e tanti italiani indossano la mascherina anche all’aperto: «La griglia dei percorsi anti-Covid funziona, si tratta solo di potenziarla, se dovesse servire. Come? Per prima cosa, allargando il green pass rafforzato a chi sale sul bus». Il ministro della Pubblica amministrazione si augura che il governo studi una legge che eviti di prorogare lo stato di emergenza: «Sarebbe un bel segnale di fiducia e di apertura».

6 replies

  1. “I vaccini sono sicuri e ci tireranno fuori dalla pandemia». La ministra per i Rapporti con le Regioni ieri si è sottoposta alla terza dose e ha postato la foto su Facebook: «Con i vaccini vinciamo insieme”. Un vero fake, non ci posso far nulla, la penso e la penserò così.

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    • D’accordo, nessun problema. Adesso per favore vai nel corridoio a destra, prendi il posto a sedere col numerino e poi aspetta che ti chiamino. Nel frattempo puoi fare una lista di tutto quello a cui credi, carta e matite sono sul banco all’entrata.

      Il prossimo!

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    • X Pino,

      io spero sempre in un effetto avverso grave in almeno uno dei parlamentari governativi.

      Stranamente, a loro non succede mai nulla di nulla, e non solo per il vaccino.

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  2. ”Nel governo l’auspicio è che, grazie anche al green pass base obbligatorio sui mezzi pubblici, la curva si raffreddi un poco e l’Rt scenda all’1,10, il più vicino possibile alla soglia in cui un contagiato infetta in media una sola persona.”

    Segnatevi questa affermazione.

    QUESTO è tutto quel che interessa al governo, poi non stupitevi se qualcuno nota come degli effetti avversi non gliene frega un cavolo. Tanto, mica rientrano nelle statistiche COVIDDI.

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