Mattarelli e giacchette

(“Mattarelli e giacchette” di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Che deve ancora dire o fare Mattarella per scollarsi di dosso le lingue appiccicose degli stalker che insistono per il suo bis? Il dito medio alzato? Il gesto dell’ombrello? Un’esclamazione in siciliano, tipo “’sta minchia”? L’altroieri ha fatto trapelare “un certo stupore” per l’acrobatica lettura del ddl costituzionale Zanda-Parrini che vieta la rielezione del capo […]

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18 replies

  1. Mattarelli e giacchette

    (MARCO TRAVAGLIO – Il Fatto Quotidiano) – Che deve ancora dire o fare Mattarella per scollarsi di dosso le lingue appiccicose degli stalker che insistono per il suo bis? Il dito medio alzato? Il gesto dell’ombrello? Un’esclamazione in siciliano, tipo “’sta minchia”?
    L’altroieri ha fatto trapelare “un certo stupore” per l’acrobatica lettura del ddl costituzionale Zanda-Parrini che vieta la rielezione del capo dello Stato, interpretato da politici e giornaloni come un’astuta manovra per farlo rieleggere.
    Una barzelletta che i due buontemponi pidini hanno insufflato e lasciato galoppare per una settimana, salvo poi smentirla ora che Mattarella s’è incazzato.
    Quel pesce di nome Zanda dice che “è giusto il divieto di rielezione”, infatti lui nel 2013 rielesse Napolitano. E ora tutti a dire che Mattarella ha ragione, non se ne può più di chi lo tratta da bugiardo e lo “tira per la giacchetta” (i presidenti, poverini, non hanno giacche, ma solo giacchette, anzi una sola a testa).
    Resta da capire con chi ce l’avesse Mattarella. Forse col Corriere, che il 24.11 titolava: “Quirinale, la proposta del Pd: via la rieleggibilità. La speranza è anche quella di lasciarsi una via d’uscita per un Mattarella bis”? Improbabile, infatti ieri titolava: “Stupore e irritazione. Mattarella conferma il no al bis, dopo le interpretazioni sul ddl che lo vieta” (le interpretazioni del Corriere).
    Ce l’aveva con Repubblica, dove il 3.12 quel gran genio di Folli auspicava “Una via nazionale al Mattarella bis”, “una carta che potrebbe – anzi, dovrebbe – essere presa in considerazione”, “un’intesa sul ddl costituzionale che vieta la rielezione”, così “Mattarella potrebbe essere votato per restare in carica fino al termine dell’iter, coincidente più o meno con la scadenza della legislatura nel ’23”?
    Difficile, infatti ieri Rep fischiettava: “Il ddl e le voci sul bis, l’irritazione di Mattarella: ‘Fantasie, io non ci sto’” (fantasie di Rep).
    La Stampa, nella certezza che Mattarella non ce l’avesse con lei, ieri sparava: “L’ira di Mattarella. Perde la pazienza: ora basta insistere sulla rielezione”. E bollava con parole di fuoco “il gioco al massacro” sul “possibile ripensamento” del Presidente che “ha manifestato varie volte la volontà di lasciare” e ora “si ribella” alla “confusione e faciloneria con cui si sta giocando con la più alta istituzione” per “far rientrare dalla finestra il congelamento del tandem Mattarella-Draghi appena uscito dalla porta”.
    E poi “ci si chiede perché metà degli elettori non va più a votare”, con “questo mediocre spettacolo”! Parole sante, se non fossero firmate da Marcello Sorgi, che il 28.11 scriveva: “Il virus apre al bis di Mattarella”, alla “conferma dell’equilibrio Mattarella-Draghi”. In attesa di scoprire se Mattarella ce l’aveva con Sorgi, una cosa è certa: Sorgi ce l’ha con Sorgi.

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  2. I biglietti da visita di una nazione sono due: giornalismo e classe politica.
    La seconda categoria non ha scampo dalle sue responsabilità se la prima è sana. In italia vanno a braccetto, ecco spiegata la schizofrenia delle emissioni quotidiane. Le “linee editoriali”, senti come suona bene. È una espressione che ispira fiducia, fa pensare a un percorso di fedeltà. In realtà, più che linee, sono segmenti accrocchiati alla buona, tenuti insieme da un lavorìo incessante per indurre i lettori a non fidarsi della loro memoria. Ecco perché chi smette di comprare e leggere certa roba dovrà poi fare i conti con i danni, quasi certamente permanenti.

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    • È vero dei più poveri non frega niente a nessuno compreso quelli che nelle piazze dicevano che nessuno deve rimanere indietro e ora invece sguazzano nei palazzi assieme ai devastatori dell’Italia questi sono i nostri traditori con un capo imposto alla loro base e sperto in mediazioni sempre al ribasso ,senza questi arrivisti non avremo avuto il governo Draghi ,ma Travaglio invece di scriverlo ,sta sempre a commentare quello che scrivono gli altri giornali essendo innamorato di un avvocato

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    • Apprezzo.
      Ricordo a me stesso che l’interesse e la tutela dei cittadini, soprattutto gli ultimi, deve essere obiettivo primario della politica e supportato dalla informazione. Se gli italiani guadagnano meno di trenta anni fa significa che entrambe le componenti hanno colpevolmente fallito perché oramai organiche ai gruppi economico finanziari e lobbistici.

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  3. Per quanto riguarda il pdr: ” chi è causa del suo male!!…. Inutile che ora pretenda lo lascino in pace, se avesse avuto un pensiero lungimirante, avrebbe agito in modo diverso.. eh ma già!!! per il bene dell’Italia avevamo bisogno di un governo di alto profilo!! Bene, ora si deve “cuccare”, sta situazione fastidiosa, finché non arriverà il momento di andarsene definitivamente dal colle!! Stia sereno presidente manca poco!!

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  4. In questo triste spettacolo circense della politica e dell’informazione italiota, i vecchi pagliacci cercano di sopravvivere mettendo in scena battute surreali e rispolvetando il vecchio repertorio sulla mummia di Silvio, su quella sicula di Mattarella e sul novizio (appena 74 anni) Mario. La pochezza intellettuale di lor signori sta tutta in questa pseudo sceneggiata sul nuovo che avanza, dalla quale si trae la morale del vecchio detto che dei porci non si butta via mai niente.

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  5. Meglio il bis di Mattarella se l’alternativa rischia di essere il Banana.
    Le insistenze su di lui forse sono anche dettate dalle manovre di B. per farsi eleggere PdR, prospettiva che molti temono.
    Gira gira a Mattarella je tocca lavora’ fino a 85 anni, suo malgrado.

    Ma perché un PdR deve essere così anziano?

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    • Ritengo che l’insistenza dei mandanti dei giornaloni sia funzionale a tenere in caldo la poltrona al monocrate ancora per un anno.
      Mattarella, un po’ perché ne ha le balle piene di tutti, un po’ perché è un “povero vecchio” che come tutti i vecchi la mattina si vuole mettere in pantofole a leggersi il gossip in poltrona, all’improvviso si scopre Statista e ribadisce che no, non trasformerà il Quirinale in un albergo ad ore come fece il suo indegno predecessore, togliendo all’Istituzione l’ultimo briciolo di prestigio.
      Poi, chi gli succederà, sarà responsabilità esclusiva del Parlamento. Lui ne esce pulito e sereno, e soprattutto libero.

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  6. L’idiosincrasia di M.T. per la classe dei giornalisti italioti la condivido largamente ma in lui sta diventando patologica. È senz’altro più gradevole quando cerca di riportare ed interpretare i fatti esprimendo il proprio punto di vista come fa,per esempio quando va dalla Gruber o viene intervistato ad accordi e disaccordi.

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  7. Ogni tanto mi chiedo, ma senza tutta questa informazione venduta (a star leggeri) cosa ne sarebbe di un talentuoso giornalista come Travaglio, che onestamente ha delle autentiche praterie su cui scorazzare.

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