Nel silenzio il 25 è pronta a scattare la trappola del Trattato del Quirinale

Emmanuel Macron e Mario Draghi sigleranno l’accordo. Rischi per economia, immigrazione e difesa


(Alessandro Da Rold – laverita.info) – Nel silenzio generale dei media italiani, a parte La Verità che ha sollevato per prima il caso, la prossima settimana il presidente francese Emmanuel Macron sarà in Italia per firmare il Trattato del Quirinale. Il 25 novembre, infatti, Macron arriverà a Roma per sottoscrivere con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, un testo che servirà a strutturare le relazioni tra Roma e Parigi sul modello del Trattato dell’Eliseo fra Francia e Germania.

Sì, ma in che modo saranno strutturate le relazioni con i cugini d’Oltralpe? Il tema è spinoso e delicato. Riguarda anche il futuro politico dell’Europa, dopo la fine della leadership del Cancelliere tedesco Angela Merkel. Le trattative sugli articoli che comporranno gli accordi bilaterali tra Roma e Parigi vanno avanti da mesi. Riguardano punti sensibili come la situazione in Libia, collegata agli sbarchi e all’emergenza immigrazione. Ma il trattato toccherà anche l’economia (gli assetti di Borsa Italia acquistata da Euronext o il futuro di Tim dove Vivendi è primo azionista), l’energia (tra cui il futuro del nucleare in Italia), quindi Difesa e aerospazio, due settori strategici in vista dei fondi del Pnrr e su cui vige il massimo riserbo.

Tanto è il silenzio sulla vicenda che in alcuni ministeri circolerebbe un certo malumore, anche perché gli stessi ministri non sarebbero ancora stati informati sui contenuti dei nuovi accordi.

La scorsa settimana si è tenuta una conferenza internazionale sulla Libia (con Onu, Francia, Germania e Italia) nata con l’obiettivo di garantire il nuovo assetto istituzionale emerso dopo la fine della guerra civile: si lavora per le elezioni il 24 dicembre. Draghi ha ribadito la necessità di un aiuto dell’Unione europea per far fronte all’emergenza sbarchi che rendono la situazione in Italia sempre più insostenibile. È evidente che ilTrattato del Quirinale toccherà anche il tema dell’immigrazione. E bisognerà capire se alla fine delle discussioni si è trovato un punto di accordo tra due nazioni che hanno avuto spesso un atteggiamento differente con i migranti. Parigi è sempre stata molto severa nella difesa dei suoi confini, mentre l’Italia è ancora adesso in balia dell’accoglienza a tutti i costi, come dimostrano le politiche del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. È evidente che il nuovo trattato dovrà stabilire chi comanderà e deciderà sulle tratte migratorie. Se ci sarà maggiore rigore anche in Italia e soprattutto chi si farà carico della gestione degli immigrati.

A lato di questo, c’è particolare tensione nel settore della Difesa e in quello aerospaziale. Sul primo sono recenti le polemiche dopo la decisione di Leonardo di cedere Oto Melara. Per l’azienda spezzina ci sarebbe un’offerta del consorzio tedesco Knds (a cui partecipano anche i francesi), una cessione che taglierebbe fuori Fincantieri. Le trattative intorno a Oto Melara fanno parte di una strategia più ampia che riguarda poi il futuro della difesa comune europea, un fronte su cui la Francia ha sempre voluto dire l’ultima parola. Infine bisognerà capire come saranno gestiti gli investimenti sull’aerospazio. Come già riportato dalla Verità, il ministro per l’Innovazione tecnologica, Vittorio Colao. starebbe pensando di tagliare fuori l’Asi di Giorgio Saccoccia e dare 240 milioni di euro all’Esa (agenzia spaziale europea), per coordinare i progetti del Pnrr sullo spazio, dove si prevedono investimenti per 1,78 miliardi. Si tratterebbe di un regalo vero a proprio a Francia e Germania che da almeno 3 anni hanno tagliato fuori il nostro Paese dalle politiche aerospaziali europee, nonostante il nostro contributo di 2,28 miliardi al programma Esa.

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4 replies

  1. Niente paura, il rettiliano è un grillino, poi c’è letta e Gentilini due agenti al soldo francese ben guardati da giuseppi e Gigino o bibitaro che montano la guardia notte e giorno per tutelare i loro personali interessi, tanto qualche fesso itagliano che li vota lo trovano sempre.
    Consiglio della sera
    Fare scorte di vasellina,

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  2. Parliamo di fantapolitica?
    Sarebbe nell’interesse dell’Italia promuovere un referendum in Libia su un’annessione di fatto con lo status di regione ad ampia autonomia e con uno statuto speciale da studiare ad hoc.
    I vantaggi per entrambe le parti sarebbe notevole: l’Italia diventerebbe una potenza petrolifera, avrebbe in mano le chiavi dei flussi migratori, ed avrebbe un’egemonia pressoché completa sul Mediterraneo.
    La Libia, la cui popolazione è paragonabile a quella di una media regione italiana, potrebbe beneficiare delle politiche comunitarie per le zone depresse, e grazie ad nuovo status politico ed economico a standard europeo su suolo africano, potrebbe attrarre quei massicci investimenti che consentirebbe il suo statuto speciale, specie nel campo delle energie rinnovabili, nella ricerca e nelle infrastrutture, e diventare il Paese trainante di tutta l’Africa.
    Ovviamente fa parte della fantapolitica anche il fatto di avere una classe politica all’altezza di tutto questo, sia in Italia che in Libia.

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  3. Ohh, finalmente buone notizie.

    Cediamo Oto Melara ai tedeschi, è già qualcosa pur di non restare sempre appiccicati al mercato delle nostre industrie della guerra.

    Peccato che non cedano anche Agusta Westland, stapperei lo champagne.

    Quanto all’ASI..no, meno male che non se la fila più nessuno. Altre ambizioni gigantesche per l’Italiaetta, che finiscono visibilmente per andare a sbattere contro la realtà ‘europea’, visto che ci vogliono i soldoni per i programmi e l’ambiziosa itaglia è sempre più a corto di denaro, salvo poi fare la voce grossa per i grandi piani aerospaziali.

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