Lardo ai giovani

(“Lardo ai giovani” di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Stagione d’oro, questa, per l’archeologia. A Pompei affiora la stanza degli schiavi e a Roma risorgono gli avi. Anzi “spuntano”, come scrivono i giornaloni quando devono lanciare i candidati dei loro padroni senza farsene accorgere, con un verbo più adatto ai funghi che ai politici. Per il Quirinale sono trent’anni che spuntano Giuliano Amato e […]

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33 replies

  1. Lardo ai giovani

    (MARCO TRAVAGLIO – Il Fatto Quotidiano) – Stagione d’oro, questa, per l’archeologia. A Pompei affiora la stanza degli schiavi e a Roma risorgono gli avi. Anzi “spuntano”, come scrivono i giornaloni quando devono lanciare i candidati dei loro padroni senza farsene accorgere, con un verbo più adatto ai funghi che ai politici.
    Per il Quirinale sono trent’anni che spuntano Giuliano Amato e Sabino Cassese, tant’è che ci domandavamo che aspettassero i due teneri virgulti a spuntare anche stavolta. Ieri abbiamo aperto Corriere e Repubblica e oplà: sono spuntati entrambi.
    “Nel gioco del Colle ora spunta la carta Amato”, annuncia Rep, che sfodera tutti i sinonimi di spuntare: “Sullo sfondo, silenziosa, si staglia la sagoma del dottor Sottile”, “il nome meno pronunciato ufficialmente ma più presente nei colloqui dei kingmaker”, “prende sempre più forma”, “la sua sagoma si staglierà sino all’ultimo sul tavolo delle trattative”.
    Perché è “una riserva della Repubblica” (il titolare è sempre un altro), “autorevolezza super partes” (“è un professionista a contratto”, Craxi dixit), “profilo giusto” (ma pure di tre quarti non viene male), “europeista di lunga data” (da quand’è nato, sorprendentemente non in Africa o in Oceania), “solide relazioni internazionali” (fino ad Hammamet, per dire), ma soprattutto “conobbe Draghi a Washington a fine anni 80” quindi avrebbe il raro privilegio di ascendere allo “scranno più alto con la benedizione dell’ex capo della Bce” (l’art. 140 della Costituzione, quello scritto con l’inchiostro simpatico, vieta espressamente il Quirinale ai non benedetti dall’ex capo della Bce).
    Non basta. Di Amato “hanno parlato Di Maio e Giorgetti in pizzeria” (quindi è fatta); “‘È un pezzo di storia della sinistra: è sul tavolo’, dice un dirigente Pd di primo livello che mantiene la consegna del silenzio” (ecco: tace, ma dice); ed “era già il candidato del Cavaliere nel 2015” in “accordo con Renzi, che poi ruppe il patto del Nazareno” (l’accordo, secondo B., includeva la grazia a Dell’Utri, ma questo è meglio non ricordarlo, sennò addio profilo).
    Infine, nota il Corriere, “ha una schiera folta e trasversale di ammiratori”: basta appostarsi davanti alla Consulta e notare le transenne piazzate per arginare le orde di fan che lo assediano a caccia di autografi e selfie.
    Il fatto che abbia soltanto 83 anni, però, potrebbe penalizzarlo, infatti il Corriere fa spuntare altri tre candidati un filino più maturi: “La seconda carta coperta del professor Cassese (86 anni)… e infine, ma non ultimo, Gianni Letta (86 anni), nome coperto per vocazione personale”.
    Resta da capire se, quando spunta B. (86 anni), è per farci digerire gli altri tre o se, quando spuntano gli altri tre, è per farci digerire B. In ogni caso, siamo in buone mani.

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  2. Già che ci i siamo, perché tra i candidati non contano anche con la regina Elisabetta (prima però le chiediamo di abdicare), impeccabile veterana con grande esperienza. Sicuramente, saremmo in mani migliori degli squallidi personaggi che la fantasiosa Nomenklatura de noantri ha in testa

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    • La candidata vera, mimetizzata, di cui non si scrive mai, è – a mio parere – una signora di 75 anni, avvocato, esperta da 20 anni di Parlamento, berlusconiana di ferro, seconda carica dello Stato.

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  3. In realtà, visti i nomi che circolano, come candidato più autorevole ci sarebbe pure Matteo Messina Denaro. Solo che questa riserva della Repubblica è talmente tanto riservata che fanno finta di non conoscere dove sta per dargli la comunicazione dell’eventuale elezione.

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  4. Un uomo, Viviana.

    Gia’ che son qui: un “like” a Bugsyn per “l’idea” della Regina come Presidente: ci guadagneremmo parecchio!

    Poi un altro “like” a Guido per il perfetto commento sul tapiro/cinghiale a Zingaretti.
    Hanno pazientato un lustro ‘sti bastardi (e’ licenza poetica) per consegnarglielo. Prima c’era la Raggi in Campidoglio e ovviamente consegnarlo al Presidente della Regione Lazio sarebbe stato un indiretto deresponsabilizzare lei: mai sia fatto! (gli ordini dall’alto erano chiarissimi!).
    Sempre molto imparziali e “coerenti” quelli delle Iene… vero?

    Per ultimo una nota:
    Amato (quello che oltre a quanto gia’ “preso”, viene premiato con una pensione di 30.000 euro al mese di pensione se non sbaglio no?), Berlusconi (il Pregiudicato corruttore seriale… ovvero l’unico “essere” piu’ dannoso del Covid), la Cartabia (no comment!), Casini, Cassese…
    Cioe’…. questo e’ il massimo delle personalita’ che puo’ sfornare un paese di 60milioni di abitanti… ma ce ne rendiamo conto????

    Ma dove cazzo vogliamo andare????

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  5. Speri nella fortuna nel senso che esca il tuo nome dal sorteggio ? Ma hai 50 anni ? altrimenti…

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  6. e la radicale libera? Emma, in panchina, quella dove è seduto Amato, che, alzandosi, lei va a terra, densità ossea permettendo. Non ci resta che riderci amaramente sopra, almeno il 50%, il resto se ne sbatte altamente, che poi sono quelli che poi (s’inc..) inveiscono di più, come se avessero voce in capitolo, pudore a mò di concime. Vedremo chi si sfogherà non avendo nulla da perdere. Noi, una minoranza rassegnata.

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  7. Leggo i vostri commenti e mi si accappona la pelle! E’ quanto penso anche io…che fare allora? Possibile mai che è stato e sarà sempre così in questo nostro fottutissimo e maledetto Paese? Possibile mai che il “suo” popolo debba continuare a restare recluso a vita nella sua atavica e desolatissima ignoranza? Un avvilimento senza…fine!!!!

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  8. L’unica buona notizia è che hanno smesso di lanciare la cartabia, che si è sacrificata lanciandosi kamikaze sulla giustizia. Ma sapranno compensarla bene, ovvio.

    Draghi in bilico. Penso alla fine sarà lui l’amministratore delegato della repubblica (ADdR), ma con il massacro che sta facendo a favore dei suoi padroni dovrà sudarselo. Sennò, se la sua figura risultasse troppo logorata dalle porcate fatte, immagino tenteranno la carta del presidente donna, di solito i telecittadini ci cascano.
    Poi per draghi resterebbe aperta l’ipotesi Papa.

    A papisilvio rimane solo il ruolo di Babau, con cui minacciare i piccoli cittadini.

    Per matteomessinadenaro non siamo ancora pronti, deve farsi ancora qualche anno dietro le quinte.

    Siamo tornati ai tempi dei Borgia, complotti di palazzo, avversari avvelenati … e popolo completamente fuori dai giochi … siamo tornati ai secoli bui, è il medioevo 2.0.

    E pensare che il PdR dovrebbe essere una persona in cui tutti si riconoscono per la sua indubitabile levatura morale, una persona di cui essere fieri, in cui avere fiducia … ma questo è chiedere troppo, mi rendo conto.

    Guardo agli ultimi due presidenti (tre col doppio mandato, e forse quattro a breve) e perdo ogni speranza.
    Un presidente ha in mano troppo potere (firmo o non firmo? Sciolgo o non sciolgo?) per poterlo dare a una persona di valore, non ce lo concederanno mai.
    Troveranno un altro burattino restaurato dai media e poi ripeteranno mille volte su tutte le tv che è un personaggione specchiato, perfetto per il ruolo e che piace a tutti ed è un onore averlo.
    Ce lo renderanno simpatico, e grazie alla sindrome di Stoccolma finiremo come al solito per amarlo e rispettarlo.

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  9. Io propongo Tina Cipollari, finalmente una donna al Quirinale dopo tanti uomini che può ben rappresentare il nostro paese…

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    • Tutto perfettisssssimo.
      Grande Fabrizio.

      Se penso ad un Pertini ad un Rodota’ (ex-Presidente(!) dei DS ed impallinato come un merlo proprio da quelli del PD…)… e poi ai nomi che circolano adesso mi vengono i brividi….

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      • Ops… il mio commento era relativo a Fabrizio Castellana.

        Comunque a ben pensarci anche Fab Four non dice male…

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  10. Ok, uno peggio dell’altro.
    L’alternativa è finta visto che fanno tutti parte dello stesso sistema di potere ladro.
    Ma mi piacerebbe che Travaglio entrasse nel merito delle questioni.
    Si è parlato di liberalizzare, finalmente, le concessioni balneari, sottraendole ai prenditori che le usano come beni personali, per restituile alla collettività.
    Vorrei avere una opinione di Travaglio su questo, ho capito cosa pensa di Renzi o Cassese, ci ha scritto decine di articoli.
    O devo pensare che la scandalosa proroga concessa da Conre al 2033 renda l’argomento tabù?

    Questo Paese si divide in ladri e tifosi, anche se spesso si tratta di ladri tifosi.
    Le opinioni si adattano alla bisogna.
    Apprezzerei da Travaglio un pizzico di autonomia in più, non dai poteri forti (su questo non deve dimostrare nulla) ma dalle sue simpatie.

    Ora Draghi vorrebbe far rispettare la sacrosanta direttiva europea, i partiti (Lega in testa) no.
    Posso sentirmi almeno in questo vicino a Draghi e a non ai suoi oppositori partitocratici?
    La democrazia cos’è, perseverare negli abusi di potere quali sono appunto anche le concessioni balneari in Italia?

    La democrazia è traballante da tempo per colpa della partitocrazia.
    Chi pensa che il problema sia Draghi (perché sottrae potere a rappresentanti del popolo regolarmente eletti) per me non ha capito niente.

    I rappresentanti democraticamente eletti hanno farcito le FFSS (e altri baracconi pubblici) di dipendenti (ben oltre le reali necessità) per poi mandarli in pensione a 40/50 anni con il sistema retributivo.

    Questo cos’è, profumo di democrazia o di schifoso compromesso clientelare a danno delle generazioni future?
    Il volere del popolo, con questo sistema partitocratico (mafioso e clientelare), è annichilito.

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    • Draghi e’ anche i favori ai grandi imprenditori e la presa in culo delle politiche locali per l’acqua potabile. Mi sembra poi che le concessioni balneari restino come prima.

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      • Ma io non volevo parlare bene di Draghi ma male dei sedicenti difensori delle libertà democratiche.
        Se le concessioni balneare testano come prima non è colpa di Draghi ma di chi Draghi lo sostiene e anche di chi lo avversa. Tutto er cucuzzaro dei politicanti partitocratici lotta per mantenere lo status quo.

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      • Senz’altro, il mio appunto e’ riferito che cio’ che esce da quella “cabina di regia” e’ funzionale non alle leggi, ma alla rimodulazione dello status quo. In breve, non ha un “programma” scritto.

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