Ecco chi pagava i discorsi di Renzi

(ANTONELLA MOLLICA,VALENTINA MAROTTA – il Corriere della Sera) – L’Arcobaleno Tre di Lucio Presta e l’Algebris, società di gestione di risparmio globale di Davide Serra. Ma anche la Celebrity Speakers Ltd (dal sito «agenzia leader a livello mondiale»), il ministro delle Finanze e la Commissione per il turismo dell’Arabia Saudita. La casa editrice svizzera che pubblica il giornale economico Verlag Finanz und Wirtschaft Ag e il principale quotidiano coreano Chosun Ibo . Sono solo alcune delle società che, tra il 2016 e il 2018, hanno sborsato fino a oltre 2 milioni e mezzo di euro (per la precisione 2.644.142,48 euro) per un discorso di Matteo Renzi.

Attività legittima, che non è oggetto di indagine. Ma tutti i versamenti sono elencati negli atti dell’inchiesta della Procura di Firenze sulla Fondazione Open, la «cassaforte» che avrebbe finanziato la scalata dell’allora sindaco di Firenze alla presidenza del Consiglio dei ministri. Secondo il procuratore aggiunto Luca Turco e il pm Antonino Nastasi, Open avrebbe agito come un’articolazione di partito, raccogliendo finanziamenti utili a sostenere l’attività dell’allora premier. E lui reagisce: «Prendo atto della violazione reiterata di precetti costituzionali e di norme di legge nel silenzio di larga parte della pubblica opinione».

E conferma il proprio impegno per ottenere giustizia sia in sede civile che penale. Secondo l’accusa Open era come un bancomat, «una cassa spesa, una creatura simbiotica con Renzi» l’ha definita il tribunale del Riesame di Firenze nel provvedimento che ha confermato per la terza volta il sequestro dei documenti all’imprenditore Marco Carrai. Sempre dagli atti delle indagini emerge che la spesa più importante è quella sostenuta per le «Leopolde»: 358 mila euro nel 2014, 496 mila euro nel 2015. Per le primarie e il ballottaggio per la nomina del candidato premier della coalizione del centrosinistra nel 2012, si spendono 90 mila euro, che comprendono anche la «festa dei volontari per Matteo Renzi», con tanto di servizi di catering e baby parking. Ma c’è di più.

Tra il 2019 e il 2020 Renzi gira il mondo per conferenze pagate non meno di 15 mila euro. La Guardia di finanza elenca «la Invest Industrial di Andrea Bonomi (25 mila) e la società di private equity 21 Investimenti Sgr di Alessandro Benetton (19 mila)». Oltre 507 mila euro vengono accreditati in due anni dalla Celebrity Speaker Ltd, «società di global speaker del Regno Unito», per svariati interventi. Altri 44 mila euro dalla Vbq Limited, «società global speaker Regno Unito», e 83 mila euro dalla This is spoken Ltd, altra società di consulenza britannica. Il produttore Lucio Presta versa 653 mila euro per il documentario televisivo «Firenze secondo me» e su questo indagano i magistrati romani che ipotizzano un finanziamento illecito. Quasi 44 mila provengono dal ministero delle Finanze di Mohamed Bin Salman, altri 40 mila dalla «Saudi Commission For Turism».

Emolumenti che si aggiungono ai circa 80 mila euro – non riportati nel documento – che Renzi percepirebbe dalla sua partecipazione al board della fondazione saudita Future Initiative Investment. Se 64 mila euro sono arrivati dalla banca Usa Interaudi Bank, 25 mila li ha versati l’istituto di credito svizzero Julius Baer International. Mentre 29 mila euro li avrebbe versati il «Chosun Ilbo», il «principale quotidiano coreano». Renzi gira il mondo e non bada a spese. Nel 2018 viene invitato a Washington per i cinquanta anni dall’omicidio di Robert Kennedy. All’amico imprenditore Vincenzo Manes chiede: «C’è qualche tuo amico riccone che viaggia dopo le 18 verso Washington? È una figata storica parlare a Arlington, ricordando Bob Kennedy».

Manes propone di chiedere a Marchionne e all’ex segretario di Stato di Clinton, Kerry. Renzi è secco: «No, lascia stare, sembriamo morti di fame». Alla fine il conto viene addebitato a Open. «Non abbiamo alternative», dice Renzi in un messaggio intercettato. Così il 5 giugno, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Guardia di Finanza, Open firma il contratto per noleggiare il jet per gli Usa. In cassa ci sono solo 6 mila euro. «134,900??? Ma ha perso la testa?» scrive in un sms Alberto Bianchi l’allora presidente della Fondazione a Luca Lotti. Che risponde: «Non ho parole. Gli ho detto che senza copertura non si può». Alla fine però il finanziamento arriva dall’imprenditore parlamentare Pd Gianfranco Librandi. E il senatore vola negli States.

13 replies

  1. “Diffusione illegale” Ma il conto è agli atti e non è più segreto

    L’EX PREMIER CONTRO IL “FATTO”

    (DI VALERIA PACELLI – Il Fatto Quotidiano) – “Hanno messo online il mio conto corrente, violando Costituzione e leggi. (…) Hanno captato comunicazioni e intercettazioni con un metodo che è stato contestato persino dalla Cassazione” e ora “mi aspetta una lunga battaglia in sede civile e penale per ottenere il risarcimento che merito.
    (…) Non ho nulla da temere e anzi la pubblicazione incivile di questi documenti non fa che confermare la mia trasparenza e correttezza”.
    La “pubblicazione incivile”, a detta di Matteo Renzi, sarebbe quella di ieri del Fatto Quotidiano. In esclusiva abbiamo rivelato i dettagli degli introiti del leader di Italia Viva nel periodo che va dal giugno 2018 al marzo 2020. L’estratto del conto corrente dell’ex premier non è un documento che Il Fatto ha trafugato chissà dove.
    Bensì è oggetto di un’informativa della Guardia di Finanza depositata dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open e che vede Renzi indagato per altri fatti per concorso in finanziamento illecito. Qualche settimana fa, la Procura ha chiuso l’indagine, di conseguenza sono stati depositati tutti gli atti, che a questo punto non sono più riservati e possono essere utilizzati nell’ambito della cronaca giudiziaria.
    L’informativa della Gdf del 10 giugno 2020 contiene anche l’estratto del conto intestato a Renzi. Gli incassi dell’ex premier non sono oggetto di indagine. Dall’informativa però si scoprono i dettagli (alcuni finora inediti) dell’attività di speaker del senatore, attività che Renzi ha ribadito più volte essere legittima.
    Scrivono le Fiamme Gialle: “Tra gli allegati alla segnalazione per operazioni sospette, risulta accluso l’estratto, dal 14 giugno 2018 al 13 marzo 2020, del conto corrente (…) Bnl – filiale Senato Roma, intestato a Matteo Renzi”. E aggiungono: “Dalla disamina dell’estratto conto si rilevano: in avere per complessivi 2.644.142,48 euro”.
    Degli incassi complessivi nel periodo 2018-2020 vengono fuori pagamenti per gli speech come i 43.807 euro versati dal ministero delle Finanze dell’Arabia Saudita o i 19.032 euro pagati dalla 21 Investmenti Sgr “private equity di Alessandro Benetton”.
    Ieri l’ufficio stampa di Renzi ha fatto anche sapere che il senatore “ha dato mandato ai propri legali di agire in tutte le sedi istituzionali per verificare la correttezza delle acquisizioni e delle pubblicazioni”. Sulla questione delle comunicazioni di Renzi, la Giunta per le immunità parlamentari è stata già incaricata di esprimere un parere.
    A investire il Senato sull’utilizzazione da parte dei pm di email e messaggi è stato lo stesso Renzi, il quale ha scritto per due volte alla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, che il 12 ottobre ha deferito alla Giunta la questione.
    In sostanza per l’ex premier da parte della Procura di Firenze vi è stata una violazione dell’articolo 68 della Costituzione che prevede che per le captazioni e tutte le altre operazioni di indagine che riguardano i parlamentari sarebbe stato necessario chiedere, in via preventiva, l’autorizzazione alle Camere di appartenenza. In realtà le comunicazioni di Renzi depositate agli atti non sono dirette: si tratta di conversazioni con altri indagati, non soggetti alle guarentigie parlamentari.
    Mentre l’ex premier annuncia battaglia, su Twitter Teresa Bellanova addirittura teme per la democrazia: “Pubblicare l’estratto del conto di un senatore e farlo avendo nelle mani intercettazioni non penalmente rilevanti uscite da palazzi della Procura, è un fatto che democraticamente dovrebbe allarmare tutti”.
    Mentre per Marco Di Maio, vicepresidente del gruppo di Iv alla Camera, “è contro la Costituzione che un quotidiano pubblichi l’estratto conto privato di un cittadino”. Ieri abbiamo sfogliato a lungo la Costituzione e il codice penale: non abbiamo ancora trovato l’articolo che avremmo violato pubblicando atti depositati.

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  2. veramente la notizia da evidenziare dovrebbe essere che, se non ci guadagnano qualcosa in dollari, ci sono delle
    persone che pagano per sentire le perle di saggezza espresse dal quel cervello fino di MR
    la qual cosa è seconda solo un filmato autenticato dello Yeti, il rilevamento sonar del biscione nel Lochness
    e all’atterraggio di una navicella aliena nel centro di Frascati (per colpa di un navigatore stellare Cin..briano)

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  3. Ogni volta che Matteo Renzi finisce in questo tipo di cronache io ho l’impressione di udire la sua voce all’indirizzo di Zingaretti e Letta, pure con la eco, che dice: Skornakkiaten!

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  4. Carissimi Signori del F.Q.Fateci un grosso favore cancellate ogni notizia dell innominato.Non lo sopporto più. GRAZIE.

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  5. Ma un normale biglietto aereo come tutti, no? Ha paura che qualcuno lo riconosca e dirotti il volo, pur di liberarsene una volta per tutte? Pensandoci bene, potrebbe non avere tutti i torti.

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    • Il problema era che non poteva mancare quel giorno al senato: doveva votare no al Conte1 quindi gli serviva dopo una certa ora ma prima di un’altra se no arrivava che Bill Clinton era andato via. Piuttosto vorrei sapere quale entusiasmante discorso ha pronunciato, visto che pur di farlo ha fatto spendere 130 mila.

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      • Perbacco, hai ragione, l’antipatia verso il personaggio mi ha reso superficiale nell’approfondire ciò che lo riguarda.
        Già che ti sento, noto una tranquillità nei commenti che non si vedeva da un pezzo: è un caso o hanno richiuso le gabbie?

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      • No, o almeno: i due noti personaggi sono uno a riempire dei suoi sgorbi mentali il Semplicissimus, l’altro a spiare la domestica al bagno dal buco della serratura.

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      • “Il problema era che non poteva mancare quel giorno al senato: doveva votare no al Conte1”
        In realta’ il msg w.app (testuale) di Renzi a Vincenzo Manes era:
        “non posso evitare di votare la sfiducia a queste merde”.

        Cosi’.. giusto per esser precisi…

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    • Come ho spiegato ieri a Tracia è l’effetto della vacanza pugliese, ma sto già rientrando. Indi per cui sto per ritornare la solita antipatica. E comunque con te non sono mai stata “agitata”.
      E nemmeno col punto interrogativo, sai che mi fa pena? Ma sul serio.

      Signor Ennio, a te ti odio invece (ATeTi)!

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