Le imprese partecipano alla festa del Rdc

Reddito di cittadinanza, i soldi alle imprese in cambio di lavoro precario. I beneficiari spinti a dire sì a ogni offerta, il bonus ai privati. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, lo chiedeva da due anni

(DI MARCO PALOMBI – Il Fatto Quotidiano) – La cosa era nell’aria, da ieri è ufficiale: i grillini, officiante Mario Draghi, provano a far fare la pace a Confindustria col Reddito di cittadinanza dando alle agenzie private un pezzo della torta, ricca specie con la partenza del Pnrr e delle politiche attive del lavoro.

Carlo Bonomi lo chiedeva da due anni buoni e l’idea del capo degli industriali ora è finita nelle proposte di modifica che il M5S si è intestato prima della manovra. Ieri mattina, la viceministra dell’Economia Laura Castelli, ancor prima del Consiglio dei ministri, ha annunciato alla deliziata platea di Asstel, l’associata di Confindustria per le telecomunicazioni, che “coinvolgiamo, nelle politiche attive, anche le agenzie private”. Novità che risulta ancor più rilevante se connessa con altre due: “Interveniamo sulla computabilità del reddito da lavoro (in sostanza sarà più conveniente accettare anche lavori a termine) e introduciamo un décalage con l’obiettivo di dare una maggiore motivazione ad accettare le proposte”, cioè 5 euro in meno al mese se rifiuti la prima proposta di lavoro, tenendo presente che chi ne rifiuta due – e non tre com’è stato finora – perde il sussidio. Si spera, se non altro, che la fanteria di complemento mediatica, ora che i soldi vanno dove volevano, la pianti con la storia della gente sul divano.

Riassumendo, gli 1,1 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza definiti “occupabili” (circa un terzo del totale) da gennaio saranno caldamente “consigliati” ad accettare qualunque tipo di offerta di lavoro entro gli 80 chilometri da casa. Chi ci guadagna? Le imprese, che si prenderanno il loro sussidio. In sostanza, prima solo l’imprenditore che assumeva “a tempo pieno e indeterminato”, passando dal sito Anpal, un percettore del Rdc si beccava fino a 780 euro al mese per almeno 5 mesi: dal 2022 la stessa cifra verrà incassata anche coi contratti precari di ogni genere e Anpal sparisce. Questo illumina meglio la novità successiva – che era la vera richiesta di Bonomi e soci – ovvero il coinvolgimento delle agenzie private di lavoro, che avranno il 20% del bonus per i contratti da loro intermediati.

Il privato è invitato al banchetto delle politiche attive del lavoro, su cui l’Italia finora investiva circa 700 milioni di euro l’anno (meno della media Ue), ma su cui col Piano di ripresa convoglierà altri 4,4 miliardi di qui al 2026: torta a cui, a questo punto, va aggiunta una quota dei fondi destinati al Reddito di cittadinanza (circa 8,8 miliardi l’anno). È appena il caso di ricordare che, all’ultimo report Inps, l’aumento di occupazione post-Covid è quasi tutto imputabile ai contratti precari, in particolar modo stagionali (+68%) e in somministrazione (+34%). Adesso, insomma, le agenzie private come Adecco, Manpower, eccetera potranno mettere le mani su quel pezzo di risorse pubbliche dedicate ai lavori a competenza medio-bassa che finora era intermediata (male) soprattutto dallo Stato: il precedente di Garanzia Giovani non lascia ben sperare…Queste novità, peraltro, vanno di pari passo con la rinuncia a strutturare un potente e funzionante sistema di Centri per l’impiego pubblici, uno dei più straordinari fallimenti del federalismo all’italiana: a oggi le Regioni non hanno portato a termine neanche il 10% delle oltre 11mila assunzioni a cui sono autorizzate da più di due anni e i Centri occupano molto meno personale delle agenzie private (9.000 contro 12.000), un sesto degli omologhi francesi, un dodicesimo di quelli tedeschi e sono, di fatto, ignorati dalle imprese che offrono lavoro. In questo contesto non è senza effetti anche l’abbandono, certificato sempre nella manovra, a una riforma davvero universalistica degli ammortizzatori sociali che lascia decine di migliaia di persone senza copertura nel momento della disoccupazione e le avvia, se va bene, proprio al Reddito di cittadinanza, nuovo bacino statale del lavoro precario.

Le altre modifiche al sussidio voluto dai 5Stelle sono tutte dello stesso tenore punitivo: in sostanza più paletti all’ingresso e maggiori cause di esclusione. Chi sperava di veder corretti i due difetti più evidenti della norma – la penalizzazione dei percettori del Nord e delle famiglie numerose – avrà forse capito che a nessuno, governo in testa, interessava mettere mano ai difetti, ma solo evitare che il Rdc avesse l’effetto di far aumentare i salari al fondo della catena alimentare. E di far partecipare le imprese alla festa, ovviamente: ora non siamo più il Sussidistan.

16 replies

  1. Boh…
    “consigliati” ad accettare? A me viene naturale dire “ti consiglio di accettare” e non “ti consiglio ad accettare”. Quindi uno dovrebbe essere “consigliato di accettare”… strano.

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  2. Dovevano fare solo una cosa, cioè mettere in cima alla lista dei controlli e delle chiamate al lavoro coloro che prendono le cifre più grosse. Così facendo avrebbero ridotto di molto il numero di beneficiari irregolari, perchè è ovvio che i truffatori, e chi lavora in nero, non rischiano per 50 euro/mese, ma sicuramente chiedono il massimo a seconda del numero dei componenti del nucleo famigliare.

    Tutto il resto sono cretinate che non servono a niente (per i poveri), perchè i dati sui contratti stagionali dimostrano che era una bufala quella dei “fannulloni sul divano”.
    Invece il M5S, accettando le modifiche citate nell’articolo, è come se avesse dato ragione alla teoria rdc=fannulloni&truffatori.
    I soldi rubati dai furbetti del rdc sono stati nel 2020 uno zero virgola di tutti i soldi rubati alla collettività. https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/18/truffe-allo-stato-da-inizio-2020-sottratti-15-miliardi-6-solo-per-appalti-truccati-col-covid-frodi-per-158-milioni-nella-spesa-sanitaria/6358423/

    Quindi, o c’è da rivedere TUTTO, o è pretestuoso rivedere solo il rdc per renderlo utopisticamente a prova di furto. Ora i partiti e i media chiederanno sempre più restrizioni e tagli al sussidio, fino a che non sarà talmente misero e complicato che chi ora riceve piccole cifre preferirà rinunciare.

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    • *Guido,
      È proprio quello l’intento .
      Come il Rei, massimo 200 euro al mese, è una montagna di scartoffie da fare …ci rinunci.
      E come il reddito di dignità pugliese: gente chiamata dopo UN ANNO e 2 mesi dalla domanda!

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  3. “[..] il coinvolgimento delle agenzie private di lavoro, che avranno il 20% del bonus per i contratti da loro intermediati.”

    Per far pagare di meno quelli che hanno bisogno di lavoratori si pagano meno quelli che hanno bisogno di lavoro, ho capito bene?

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    • Per favore, ho capito bene o no? Alla fine, vi e’ una distrazione di risorse che non finiscono in mano al richiedente lavoro perche’ servono ad “aiutare chi ti aiuta a trovare qualcuno che ti cerca”?

      E poi, mannaggoa se potessimo sentire la campana di persone che lavorano, oggi, in agenzie interinali. Agenzie il mercato delle quali in Italia credo non sia esteso e strutturato come, ad esempio, qui, nel paradiso del terziario. Scommetto che tra due o tre anni questo mercato cambiera’, con corrispondenze di amorosi intenti tra chi le leggi potra’ scrivere e chi di queste si avvarra’.

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  4. Vedo con favore i controlli stringenti sui percettori del rdc.
    Se i controlli incrociati funzionassero come si deve (conti bancari, acquisti di case, automobili, barche ecc), probabilmente molto evasori fiscali verrebbero pescati dalla GDF.
    E poi non va dimenticata una cosa: se un delinquente percepisce il RDC e lavora in nero ha un complice, cioè chi quel lavoro glielo offre .

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  5. A mio parere la cosa giusta da fare, ad evitare la possibilità di truffa del RdC, e’ anche dare l’ onere ai Comuni di stabilire a chi devolvere ” palesemente” il contributo ! Senza dubbio i Sindaci, con i suoi Vigili e i suoi cittadini sono in grado di conoscere e stabilire se il percettore e’ nella necessità di ricevere l’ assegno o meno ! Questo almeno per Comuni con numero di abitanti al di sotto di una certa soglia !

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  6. Quello sul lavoro e’ un tema FONDAMENTALE(!) che meriterebbe le nostre continue attenzioni (ed i nostri quotidiani commenti) altro che star a battibeccare su cazzatine…
    E l’articolo in questione gia’ sarebbe spunto di molti corposi commenti…

    Mi limito ad uno:
    gli 80 (dicasi O-T-T-A-N-T-A) chilometri di distanza fra casa e sede di lavoro ( si, davvero una fantasmagorica ed irrinunciabile offerta di lavoro…).
    COMMENTO di 2 parole
    SIAMO PAZZI.

    Solo per queste “offerte” ci sarebbe da scendere in piazza e prenderli a sprangate…

    Il problema e’ che si e’ perso il senso della misura (in senso lato… e non chilometrico).

    Gia’ per sole questioni di AMBIENTE (di cui i nostri politici parlano a vanvera) far fare QUOTIDIANAMENTE centinaia di chilometri ai lavoratori e’ un’assurdita’… anzi un REATO (ambientale appunto).
    Non parlo poi dei DIRITTI dei lavoratori che dovrebbero coprire tali distanze per un lavoro magari precario… quando sarebbe uno dei primi DOVERI di uno Stato il non spacciare SOLENNI PRESE PER IL CULO con offerte di lavoro…

    Mi fermo qui perche’ gia’ son non poco inalberato solo a ragionare su questo punto…

    p.s: per tornare alle cazzatine e stemperare il nervoso montante:
    “i grillini, officiante Mario Draghi, provano a far fare la pace a Confindustria col Reddito di cittadinanza..”

    Far pace A(!) Confindustria?

    Ripassino delle preposizioni semplici…?

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