Casa Sinistra

(Massimo Gramellini – corriere.it) – L’incomunicabilità tra conviventi non è prerogativa dei coniugi: esiste anche nella casa scombiccherata che va dai nostalgici di Blair a quelli dell’Urss e che per abitudine e approssimazione ci accomodiamo a chiamare ancora Sinistra. A ogni svolta più o meno decisiva, questo connubio di individualisti che si credono altruisti va a picco tra reciproche accuse di arroganza e una caccia ai traditori guidata quasi sempre da un traditore. Dopo la carica dei 101 grandi elettori che impallinarono Prodi, ormai più famosi dei cani di Crudelia, adesso tocca ai 16 (la Storia si ripete in forme più stitiche) che hanno affondato il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia a causa della fobia che molti di loro provano per gli alleati, facendo mancare i voti a un provvedimento d’aula che in gergo è chiamato “tagliola”, forse nella presunzione che a cascarci dentro potessero essere delle volpi e non, come invece è stato, i soliti polli. Per evitare l’ennesima figura barbina sarebbe bastato che i variopinti inquilini della casa facessero qualcosa non di sinistra, ma di inedito: parlarsi. Discutere, litigare, mediare e poi uscirsene fuori con un accordo di compromesso che, non accontentando nessuno, potesse venire condiviso da tutti. Uno sforzo evidentemente superiore alle forze di questa congrega di “Lei non sa chi sono Io” e di “Lei non sa che sono Dio”, specializzati nel presentarsi agli appuntamenti con la sconfitta in ordine sparso: Renzi in Arabia e gli altri, come sempre, su Marte.

5 replies

  1. La “sinistra” dovrebbe parlarsi.
    Che vuol dire: dovevate cedere al ricatto politico di renzi.
    Evidentemente gramellini, oltre a persistere nel collocare il quel luogo politico il senatore semplice da rignano, trova il viaggio in Arabia dello stesso come un normale appunto nell’agenda.

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  2. Strano che questo tizio non abbia usato qualche virgolettato anonimo per esporre la sua perla quotidiana. È una usanza molto in voga nel suo giornale.
    Perché vengono usati i virgolettati anonimi?
    Basta farci caso: hanno un contenuto assolutamente insignificante. Ma lo scopo infatti esula dal solco giornalistico, totalmente.

    Se un tizio ti dicesse: e poi taci, mi hanno detto che tu appena ti alzi fai colazione con caffè, pane, burro e marmellata, tu cosa pensi?

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  3. Del resto, i renziani e la loro “quinta colonna” all’interno del PD, come avrebbero mai potuto votare a favore della legge Zan, avendo il loro capo alla corte di un principe saudita integralista, omofobo e oscurantista?

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  4. Il problema dell’ Italia – direi del Mondo – sta proprio in questa breve frase: “Zan versus Pillon”. Ormai non è previsto alcun dubbio nè alcun distinguo, e neppure alcuna discussione. Se “scegli ” Zan sei “buono” se scegli Pillon sei “cattivo” (e viceversa a seconda del gregge di appartenenza e del pastore che lo comanda).
    E’ un eterno dividersi che “lassù” – a cui la “legge Zan” non potrebbe interessare di meno, il “grasso” è altrove – alimentano in ogni modo e con ogni mezzo. E noi, ovviamente, becchiamo, e ci odiamo sempre di più. Anche a noi non potrebbe interessare di meno: ormai è il contendere che ci interessa. Così ci hanno ridotti.

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