Idea del “Corriere”: Draghi premier a vita

Come spiegavo ieri, citando un editoriale del prestigioso Washington Post, non ho intenzione di fare la fine del sorcio. Secondo il quotidiano americano della sinistra liberal, l’Italia è diventata un laboratorio politico, che si sta spingendo verso terre inesplorate dalle democrazie occidentali.


(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Il commento si riferiva alle decisioni adottate dal governo Draghi per far fronte all’epidemia di Covid, ovvero al green pass per lavorare, descrivendole come le più severe al mondo, o per lo meno di quel mondo in cui siano riconosciuti i diritti umani e dove sia il popolo a essere sovrano e non un autocrate. «L’Italia è un laboratorio che sta provando a capire che livello di controllo della società i cittadini siano disposti ad accettare», sottinteso in cambio di una promessa di tutela della propria salute. La mia risposta di ieri era piuttosto semplice: se siamo agli occhi del mondo civile un esperimento, beh, io non voglio essere il topolino da usare come cavia nella gabbietta. Poteva sembrare una battuta, a conclusione di un articolo incentrato sugli scarsi risultati ottenuti con l’obbligo di possedere una tessera per poter lavorare (segnalo che anche ieri le prime dosi sono state meno della metà delle terze, segno che il giro di vite non sta avendo successo e il raggiungimento dell’obiettivo si sta allontanando nel tempo). In realtà ieri mattina, leggendo un editoriale di Paolo Mieli sul Corriere della Sera, mi sono reso conto che la mia forse non era una battuta, ma la reazione a un clima che sta avvelenando la democrazia di questo Paese. L’ex direttore di via Solferino, nel suo fondo in prima pagina, non parlava di passaporto vaccinale bensì di equilibri politici, in vista del voto prossimo venturo, quello in cui si dovranno decidere il nuovo Parlamento e il nuovo governo. L’incipit dell’articolo era di per sé illuminante: «E se decidessimo di non votare mai più?». In principio, quella di Mieli poteva sembrare una provocazione, un pugno nello stomaco per risvegliare l’interesse del lettore. Tuttavia, passando al periodo successivo si capiva che non lo era affatto: «C’è un’Italia che in modo ogni giorno più esplicito auspica un futuro post elezioni politiche con assetti più o meno simili a quello attuale». E quale sarebbe questo assetto? «Mario Draghi dovrebbe restare a Palazzo Chigi per il resto dei suoi giorni (cioè per la vita? ndr), meglio se sostenuto da una maggioranza più profilata». Che cosa intendesse l’ex direttore del Corriere lo si comprendeva un passo dopo, con il riferimento alla formula Ursula, ossia a quell’alleanza trasversale tra sinistra, grillini e Forza Italia che a Bruxelles ha portato alla presidenza della commissione Ue la signora Von der Leyen. In pratica, si tratterebbe di tagliar fuori Lega e Fratelli d’Italia, per avere un governo «dotato della stabilità adatta ad affrontare un quinquennio che si annuncia pieno di occasioni ancorché assai complicato».

Secondo questo schema, spiega ancora Mieli, gli italiani voterebbero sì, tra un anno o due, per le politiche, ma l’effetto sarebbe «per così dire, fortemente mitigato». Tradotto in parole povere, i partiti di ciò che decideranno gli elettori nell’urna se ne dovrebbero fare un baffo e di fatto le consultazioni si risolverebbero solo nel ridefinire le quote ministeriali dei partiti di maggioranza, cioè qualche poltrona in più al Pd, qualcuna in meno ai 5 stelle se, com’è probabile, dimezzeranno i voti, qualche incarico di prestigio in più a Forza Italia se accetterà, come possibile, di essere della partita.

Certo, il ragionamento deve fare i conti con tre piccoli ostacoli che lo stesso Mieli riconosce. Il primo è costituito dal fatto che il fronte della sinistra anti-sovranista (Lega e Fdi secondo l’ex direttore sono comunque da considerarsi fuori gioco) è dominato dal Partito democratico e questi dispone di leader – come Enrico Letta e «un personale governativo del tutto rispettabile» – che potrebbero ambire a spodestare Draghi. Il secondo è il sistema elettorale, che non favorisce l’operazione, e dunque dovrebbe essere modificato per consentire l’esito elettorale desiderato. «C’è infine un ultimo, trascurabile, problema». E cioè che i governi li decidono il capo dello Stato e il Parlamento, ma «l’idea di non voler più coinvolgere, neanche marginalmente, il corpo elettorale nella scelta di chi ci dovrà guidare […], potrebbe rivelarsi poco adatta a combattere l’astensionismo».

Insomma, cari Letta, cari Conte, cari D’Alema e cari Mattarella, state attenti a non chiedere agli italiani da chi desiderano farsi governare, aggirandone con qualche escamotage le intenzioni, perché potreste incontrare problemi, come ne incontraste nel 1994 quando, avendo fatto i conti senza l’oste e pensando di aver spianato la strada verso Palazzo Chigi, vi ritrovaste davanti Silvio Berlusconi. Il messaggio è chiaro: ci vuole prudenza nel fregare gli elettori, perché il rischio è di essere fregati. Già, perché a volte, nel loro piccolo, anche i topolini destinati al laboratorio s’incazzano e a finire in gabbia sono gli scienziati pazzi, meglio noti come apprendisti stregoni.

Ps. Su una cosa sono d’accordo con Mieli, a forza di fare esperimenti i virus scappano di mano e qualche volta si creano mostri, come l’ondata anti-sistema chiamata 5 Stelle.

18 replies

  1. Tifosi. Da Nardella a Calenda

    (di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Mario Draghi al Quirinale? “Sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica, mi domando se il suo ruolo attuale continuando nel tempo non porterebbe più vantaggi al nostro Paese”. Parola di Silvio Berlusconi. “Farò un tour per far conoscere le mie idee. Quelle di una forza liberal socialista.
    Un pensiero che ci accomuna a Mario Draghi”. Parola di Carlo Calenda. Mentre immagina uno schema che rappresenti “l’Italia seria”: “Giorgetti e Bersani governano insieme, e sono entrambi persone serie”. Draghi premier oltre il 2023? “Draghi è una persona di cui siamo orgogliosi. La sua figura è spendibile in tanti ruoli: dalla commissione Ue, come al governo o al Quirinale”. Parola di Dario Nardella, sindaco di Firenze. Ancora: “Se Salvini vuol fare cadere Draghi, vada in Parlamento e lo sfiduci. Ma non pensi di usare le istituzioni per le sue pensate”. Parola di Pier Luigi Bersani.
    In questa Italia post-Amministrative, che si prepara a eleggere il presidente della Repubblica, si confrontano apertamente (e pure sotterraneamente) due schieramenti. Da una parte quelli che vedono Draghi come una necessità (oppure un accidente), vorrebbero magari mandarlo al Quirinale per rendere rapidamente contendibile Palazzo Chigi e puntano a mantenere un sistema elettorale tendenzialmente maggioritario (anche lo stesso Rosatellum) per favorire le coalizioni ed evitare che tutto si perda in un indistinto grande centro.
    Sono Giorgia Meloni e Matteo Salvini, ma anche Enrico Letta e la parte del Pd che fa capo a Nicola Zingaretti e a Goffredo Bettini, quelli dell’amalgama con il Movimento 5 Stelle. Dall’altra parte ci sono quelli che vogliono cristallizzare questa situazione, che sognano un proporzionale (così le alleanze si fanno dopo il voto) e meditano di andare da soli, comunque vada: una sorta di maggioranza Ursula che va da Calenda a Matteo Renzi, passando per ampi settori di Forza Italia (Mariastella Gelmini, Renato Brunetta) e per la Lega giorgettiana per arrivare alla minoranza dem ex renziana, Base riformista. Tra gli obiettivi, mettere del tutto fuori gioco i Cinque Stelle, sia nella versione Giuseppe Conte, che in quella Virginia Raggi o Alessandro Di Battista. Per loro, il frontman presente e futuro dovrebbe essere comunque Draghi.
    Ieri ad evocare lo scenario – seppur per paradosso – di fare a meno del voto nerl nome di Super Mario è stato Paolo Mieli sul Corriere della Sera. Mentre invece Giuliano Ferrara sul Foglio si lanciava in un elenco delle tante cose che lo stesso al Colle potrebbe fare.
    Per capire come andrà a finire bisogna però seguire prima di tutto i movimenti intorno al Colle. Perché tra i fautori del Draghi forever si possono ascrivere anche tutti quelli che sognano il Quirinale. E dunque, lo stesso Berlusconi. Ma pure Pier Ferdinando Casini, Dario Franceschini. Tanto per citare qualche nome che può entrare nella trattativa politica e magari cozzare con i progetti dei leader di partito.
    Nel centrodestra la discussione è aperta e complessa. Nel centrosinistra si aspettano le mosse del federatore Letta. Soprattutto, si aspetta di capire se davvero riuscirà a convincere a stare dentro la stessa coalizione Calenda e Conte. Il primo è pronto a dare battaglia: meglio non conquistare alcun collegio, presentandosi da solo, che portare acqua al mulino del segretario del Pd.
    Il secondo non ha vita facile nel Movimento e vede sbarrarsi la strada di un improbabile ritorno a Palazzo Chigi dal segretario del Pd. Che a imboccare quella porta di nuovo ci sta provando davvero. A fine legislatura, o magari con il voto anticipato, se il premier va al Colle e i partiti non reggono.
    Gli schemi di gioco sono questi, i protagonisti restano ai blocchi di partenza. Con più di un’incognita: le vere intenzioni di Draghi, la posizione finale di Sergio Mattarella, per ora fermo sulla non rielezione. E – last but not least – la reale capacità di individuare una strategia e realizzarla, senza precipitare nel caos imprevedibile.

    "Mi piace"

  2. Noi, noi.. ci spingiamo sempre oltre.
    Bene bene bene, molto bene.
    Draghi a vita??
    Dove si firma, lo voglio a casa mia… Ninaaa…

    "Mi piace"

  3. Questo servo lecchino, autore dell’articolo, dimentica sempre di mettere tra i propri cattivi il padrone e fa palesemente gioco di squadra: fa finta di dare addosso a Draghi (quindi lo avverte e lo minaccia) mentre tira la volata a colui il quale lecca il culo diuturnamente..

    "Mi piace"

  4. Il buon (si fa per dire) Belpitro comincia bene (a volte) ma finisce (sempre) alla cazzo le sue omelie per tifosi destrorsi e spesso rincoglioniti.
    Nello specifico oggi prende spunto dall’editoriale di Mieli (quello del Draghi a vita o giu’ di li’) ma poi va a concludere sempre (appunto) alla stessa maniera ovvero tirando fuori la solita sinistra che in Italia esiste solo nella sua testa (buttatelo giu’ quel cristo di muro che avete in capoccia… ! Son tutti mattoni che tolgon spazio a vitali neuroni).

    Eccolo:
    “Insomma, cari Letta, cari Conte, cari D’Alema e cari Mattarella, state attenti a non chiedere agli italiani da chi desiderano farsi governare, aggirandone con qualche escamotage le intenzioni, perché potreste incontrare problemi, come ne incontraste nel 1994 quando, avendo fatto i conti senza l’oste e pensando di aver spianato la strada verso Palazzo Chigi, vi ritrovaste davanti Silvio Berlusconi.”

    Qui (sopra) ci son due inesattezze (eufemismo) caro Belpietro.
    La prima e’ che nelle parole di Mieli (citate dallo stesso Belpietro) si fa riferimento a “sinistra, grillini e Forza Italia”… ergo quel: “Insomma, cari Letta, cari Conte, cari D’Alema e cari Mattarella,” va sostituito con “Insomma, cari Letta, cari Conte, cari D’Alema, CARI BERLUSCONI e cari Mattarella” .
    (Belpietro… e’ cosi difficile non taroccare sempre e comunque le parole altrui? Non son ancora stufi i tuoi lettori di essere presi costantemente in giro? Quell’ossimoro di quotidiano grida quotidianamente vendetta…).

    Poi si passa alla fine dello stesso paragrafo dove si torna al 94 e all’arrivo del Berlusconi questa volta scambiato con l’arrivo del salvifico Messia…
    (Belpietro, quante volte te l’ho gia’ detto: il Berlusconismo e’ stato il periodo piu’ buio del nostro paese da non so quante decadi: i danni provocati da Berlusconi alla nostra societa’ son peggio dei rifiuti sotterrati in Campania: produrranno tumori per decine e decine d’anni… quando cazzo vorrai dirlo ai tuoi residui lettori?).

    Tralascio l’ultimo paragrafo (“a forza di fare esperimenti i virus scappano di mano e qualche volta si creano mostri, come l’ondata anti-sistema chiamata 5 Stelle.”):
    ma quanta paura vi ha fatto quell’incerta armata costituita dai 5* caro Belpietro?
    Avete gli incubi tutte le notti eh?
    Molto meglio i Berlusconi .. i Dell’Utri… i Previti eh… caro Belpietro?
    Che Dio vi perdoni…

    Piace a 1 persona

  5. lo schifo è che non ci provano neanche più a fare finta di non pensarlo: lo dicono chiaramente. il popolo gli fa schifo. la ggente gli fa schifo. la democrazia gli fa schifo.
    il Corriere è, assieme a Repubblica e La Stampa, il ricettacolo di tutti i perbenisti buonisti radical chic del cazzo, per i quali la democrazia significa una cosa sola: che il popolo deve volere esattamente quello che vogliono loro, altrimenti il suo parere non conta.
    “e se decidessimo di non votare mai più?”
    Innanzitutto “decidessimo” è un eufemismo: sono lorsignori che decidono quello che è bene e quello che è male.
    e una volta deciso cosa è bene, dare la parola al popolo e chiedergli cosa ne pensa è male, è populismo, guai. i cittadini sono puzzoni che sono capaci di votare M5S, Lega, FdI… orrore! dovrebbero votare il PE (partito dell’establishment): un’accozzaglia formata dal sempiterno PD (e come ti sbagli), dalla riformata Forza Italia e da cespugli vari.
    il popolo non vuole l’ammucchiata?
    e noi non lo facciamo votare, semplice.
    Mieli ha detto nero su bianco quello che io due giorni fa avevo posto solo come un’ipotesi provocatoria: che nel 2023 non ci facessero votare con la scusa del PNRR, del “ce lo chiede l’Europa” o lo sa il cazzo cosa. e invece i giornaloni liberal ce lo dicono chiaramente: perché non lo facciamo?
    poi ci si indigna per i quattro cazzoni che vanno in piazza con gli striscioni di Forza Nuova (mentecatti) accusandoli di apologia di una dittatura morta e sepolta, quando c’è chi, dalle colonne del primo giornale italiano, propone di instaurare una dittatura nuova di zecca.

    Piace a 1 persona

  6. Mazzuolatore… che ti e’ successo ultimamente?
    O sei cambiato tu… o molti di noi.
    Sembrerebbe piu’ probabile la prima ipotesi…

    "Mi piace"

    • non sono mai cambiato: mazzuolo tranquillamente ora qui ora là, dove mi garba, perché (per rispondere a una “curiosità morbosa” espressa da qualcuno) non sono legato mani e piedi a nessun politico, passato presente o futuro.
      siccome spesso mazzuolo Conte, molti bambi di Conte si indispettiscono e si sono convinti che io sia un fascioleghista o roba simile, per la nota massima secondo cui se non stai con Tizio automaticamente stai con Caio.
      eppure le mie idee sempre quelle sono, e come odiavo ieri gli adulatori-adoratodi di un tizio venuto dal nulla e mai eletto da nessuno a nessuna carica eppure presentato come infallibile, insostituibile, indispensabile, così odio oggi gli adoratori-adulatori di un altro tizio venuto dal nulla (anzi peggio: venuto dalla BCE) e mai eletto da nessuno a nessuna carica eppure presentato come infallibile, insostituibile, indispensabile.
      non cambia nulla tra quelli che dicevano “non c’è alternativa a Conte” e quelli che dicono “non c’è alternativa a Draghi”: entrambe le frasi sono solenni cazzate che non tengono conto che, in democrazia,
      quando ci si renderà poi conto che Conte non c’entra veramente un cazzo col M5S, che è solo un fenomeno mediatico gonfiatosi a dismisura grazie al Covid, e che in realtà è solo l’utile idiota del PD che ridurrà il Movimento a un cespuglio del partito di Letta &co., e lo renderà parte del grande Partito dell’Establishment, forse le mie passate mazzuolate non sembreranno poi così folli.

      Piace a 1 persona

      • * in democrazia, non c’è nessuno di indispensabile. solo nei regimi autoritari c’è il culto del Capo.
        (è partita la pubblicazione prima che finissi di scrivere)

        "Mi piace"

      • E la barzelletta più grande che si legge su questi schermi è che Conte si sia volontariamente fatto da parte in favore di Draghi “per il bene del Paese” (sic)!!!!

        Che sia stato indubitabilmente il miglior PdC degli ultimi trent’anni, non tanto per suoi meriti quanto per manifesta inferiorità altrui, non c’è dubbio (l’apice lo ha raggiunto nel lungo pistolotto a Salvini alla Camera, e poi nel famoso “con il favore delle tenebre”!!) e non foss’altro per essersi fatto rispettare in Europa come non accadeva dai tempi di Mattei.

        Ma aver ceduto alle pressioni di Mattarella e dei suoi mandanti europei ed ai ricatti di Renzi, consegnando di fatto il Paese alla peggiore Trojka che ci spedirà diritti nel limbo fra sud Europa e Terzo Mondo assieme alla Grecia, è stata una colpa gravissima che ha vanificato tutto quanto di buono era stato fatto (soprattutto nel Conte I e NONOSTANTE Salvini).

        Fosse andato alla conta in Parlamento forte del mandato popolare della sua maggioranza politica, sfanculando Grillo, facendo un franco discorso alla Nazione e scoperchiando le trame di palazzo come la famosa scatoletta di tonno che ci avevano venduto a suo tempo, beh, oggi avrebbe ancora tutto il mio rispetto.

        E sarebbero stati gli altri, spuxxanati a dovere e rossi dalla vergogna, a prendersi la responsabilità di dover giustificare davanti a tutti i cittadini i futuri scenari post-apocalittici.

        Si sarebbe visto la Statista anziché l’avvocato delle mediazioni fallimentari.

        Piace a 1 persona

  7. Frankie, è la seconda volta che mi attribuisci qualcosa che non ho mai scritto né pensato: che Conte si sia “volontariamente fatto da parte in favore di Draghi” l’hai pensato solo TU.
    Ti ho anche scritto che concordavo su ciò che mi hai risposto, ma vedo che insisti.
    Il fatto che una persona TRADITA, che ha lottato sino all’ultimo per non cedere, alla fine, DOPO essere stato defenestrato dal PDR, decida, comunque, di pensare “al bene del paese” (o non ricordi in che situazione versassimo?) e, per dignità, non strepiti e reclami come avrebbe fatto un Salvini qualunque, che pensa solo ai suoi interessi, forse non rientra nei TUOI parametri per definire un vero signore, ma sicuramente rientra nei MIEI.
    Considerare ciò “un farsi da parte VOLONTARIAMENTE”, ripeto, sta solo nella tua testa, non nelle mie parole.

    "Mi piace"

    • Perdonami, mi sono espresso male, perché ti leggo sempre con piacere.
      Io penso che non ci fosse nessuna emergenza che il governo Conte non stesse affrontando egregiamente.
      E penso anche che Conte sarebbe dovuto andare in Parlamento e fare in faccia a Renzi la stessa lunghissima filippica che fece precedentemente in faccia a Salvini.
      Penso che a capo di una forza anti-sistema, avrebbe dovuto riferire in diretta nazionale di tutte le oscure trame di palazzo, di cui era sicuramente a conoscenza, dato che aveva anche la delega ai servizi segreti.
      E poi sarebbe stato il Parlamento sovrano a decidere alla luce del sole, ed avremmo saputo nomi e cognomi di chi aveva fretta ed interesse a svendere gli interessi e le istituzioni del nostro Paese solo per coprire le proprie pluridecennali responsabilità in materia di debito pubblico e gestione del sistema bancario.

      E invece ha ceduto su tutta la linea, con un miserrimo “ci sono e ci sarò”, consegnandoci ad una vera emergenza che ricadrà su chissà quante generazioni future, alla deriva antidemocratica che Viviana descrive benissimo nei post successivi.

      "Mi piace"

      • Frankie, ti dirò, sinceramente, che se ne sarebbe potuto discutere ampiamente: ho trovato scorretto che tu “alludessi” al mio pensiero, che non era il mio, con ALTRI, invece che contestarmelo ulteriormente, se non eri convinto.
        Io, per quanto riguarda il nostro discorso, ti dirò di più.
        Non solo ho apprezzato il governo Conte2 quanto te, ma penso che Conte non avrebbe dovuto andare a “contarsi” in parlamento, quando Giuda ha ritirato le ministre… chi se ne fregava?
        Nessuno l’aveva sfiduciato e, comunque, poi, i numeri c’erano: c’era la maggioranza relativa, più che sufficiente a mantenere e persino a far nascere un governo (Bersani, nel famoso streaming, QUELLO chiedeva al M5s, con l’astensione).
        E, come se non bastasse, credo che il peggior errore di valutazione di Conte, favorito sicuramente da chi gli fece credere di poter avere i numeri assoluti (e poi li fece sparire alla Silvan), sia stato dare le dimissioni.
        Lo so che, probabilmente, lo fece per “salvare” la legge Bonafede, ma che fine ha fatto, così, intanto?
        E perché non ci si è “accontentati” della maggioranza relativa? Perché Mattarella non ha fatto lo stesso discorsetto ricattatorio per Conte, invece che piazzare Draghi? Sarebbero arrivati a frotte, i “responsabili” o come si chiamavano…ma non si vedeva l’ora di far manovrare i fondi, PENSATI e procurati da Conte, a QUALCUN ALTRO.
        Troppa importanza è stata sempre data a Renzi d’Arabia, troppa, per un motivo o per l’altro…
        A cominciare da Di Maio, quando dovette poi formare un governo “a contratto” con il baciasalami, perché Giuda, e non altri, NON certo il segretario Martina, voleva mangiare i pop corn sul divano.
        Ci si fosse strafogato!
        Nessuno che lo ignori, neanche quando non ha alcun ruolo, né peso (almeno ufficiale), che credo gli venga attribuito più di quanto ne abbia in realtà.
        Ma, per tornare a noi, una volta che il PDR ha fatto la sua “scelta”, il discorso del “tavolino” era l’ultima cosa che Conte avesse la possibilità di fare. Ormai i giochi erano fatti, non aveva più alcun modo di tornare indietro.
        Diciamo che c’è cascato con tutte le scarpe: sono le ingenuità di una persona seria e sincera, che non sa (o, spero, sapeva) attribuire agli altri i complotti (tuttora svicola, se gli si chiede del conticidio) che lui non farebbe mai.
        Omnia munda mundis.
        Saper perdere con dignità non è cosa che si veda spesso, in quell’ambientino.
        Io lo apprezzo per questo… e persino per i suoi “errori”, che altri più scaltri e meno interessati al bene dei cittadini che al proprio, non avrebbero probabilmente commesso.
        Ha avuto tutti contro, non aggiungiamoci all’ignobile congrega.
        Sosteniamolo ora.
        Ps Hai notato l’assoluto silenzio sul suo discorso? Neanche le sue parole su Calenda e Renzi hanno avuto rilievo… eppure sono dure e “piccanti” e hanno un enorme peso politico, per quanto riguarda l’eventuale composizione del “polo progressista” che immagina Letta.
        Eh, ma c’è da parlare di Salvini e Meloni, sino alla nausea…e da tacitare e occultare il pensiero di Conte, togliendogli visibilità e importanza, reprimendo con tutte le forze la rinascita del movimento.
        Mi fanno schifo.

        Piace a 1 persona

  8. CI SIAMO FOTTUTI LA DEMOCRAZIA- Viviana Vivarelli.

    Draghi prende le sue decisioni conn ‘la cabina di regia’, ma non essendoci tale nome tra le istituzioni costituzionali italiane, si intende con questo che Draghi decide da solo con qualche tecnico suddito che mette in un linguaggio consono le sue decisioni.
    Con lui sono scomparse le funzioni dei Ministri, i quali non sono consultati ma avvisati a decisioni fatte.
    E non conta neppure più nulla il Parlamento che dovrebbe essere l’organo legislativo per eccellenza nonché il primo rappresentanto del popolo e dovrebbe tradurre in legge le scelte del capo del Governo dopo averle discusse e modificate previo rimando da una Camera all’altra e che invece ormai non lavora più, limitandosi a ubbidire passivamente a qualsiasi decisione venga presa da Sua Maestà, tanto che si riunisce sol due giorni la settimana per poche ore, essendo il suo compito ridotto a quasi nulla.
    Inutile parlare della Magistratura, la quale per dovere costituzionale non può cambiare nulla delle leggi fatte da un Governo che si è assunto anche le funzini legislative, ma può solo eseguire le leggi così sono state fatte da Draghi, mancando in Italia istituti come quello anglosassone per cui la sentenza fa legge.
    A questo punto, annientati il Governo, il Parlamento e la Magistratura, e visto che le Prefetture hanno solo il compito di reprimere gli scioperi o le manifestazioni contrarie al regime, pur se ordinate e misurate (come è avvenuto a Trieste dove manifestanti pacifici sono stati presi a idrante e manganellate). a questo punto di dissoluzione dei poteri dello Stato ed essendo rimasto come unico potere solo quello di Draghi, sembra una logica conseguenza che ci sia qualcuno, come Paolo Mieli che si augura che Draghi regni a vita e si eliminino le elezioni.
    E’ sotto gli occhi di tutti che questo passaggio di poteri dai molti all’uno, con cancellazione di ogni sovranità popolare nonché diritto o dovere costituzionale sta avvenendo nel completo disinteresse dei partiti, ridotti ormai ad una pappa indistinguibile il cui unico compito è sostenere e rafforzare il potere di uno solo.
    E così ci siamo fottuti anche la democrazia.
    Il passaggio da Repubblica a Monarchia è compiuto.

    Piace a 1 persona

  9. In questa situazione miserevole di democrazia tradita, l’obbligo vaccinale ai lavoratori non funziona tanto come presidio alla pandemia quanto come test per far vedere al mondo quanto possono sopportare ancora dei cittadini inconsapevoli e coartati. Non per niente l’Italia fu scelta come cavia per i 12 vaccini ai neonati. Siamo il Paese con meno titoli di studio d’Europa, quello considerato meno colto e meno intelligente. E’ giusto che il potere finanziario ci scelga per test per prove massicce di potere autoritario. Certo qualcuno che tutto questo lo capisce c’è ancora, si veda Di Battista che dice a voce forte che “il fascismo capitalista”, “il capitalismo finanziario” è molto peggio del piccolo fascismo casinaro della svastica tatuata. Ma contro chi parla chiaro e dice giusto ci sono i nuovi ascari, pronti a difendere a spada tratta chi il governo Draghi lo sostiene e capaci di scrivere che “Chiunque sostenga Di Battista e i suoi ‘cani e porci’ deve essere radiato”. Non è il fascismo che temo ma i fanatici che gli vanno dietro. Poveretti, sono fascisti e non lo sanno.

    "Mi piace"

  10. Conte è un galantuomo ma è un debole. Non sarà mai un combattente, è un uomo mite che non potrebbe fare mai una rivoluzione. E della democrazia diretta non ha mai capito niente. Ha eliminato i meet up. Governa come capo unico assieme a Grillo. Non sente alcun interesse per la piattaforma degli elettori. Vuole trasformare il Movimento che era unico e inconfondibile nella forma-partito tradizionale. Noi tentavamo di rovesciare la piramide del potere, dove conta solo il capo partito, e creare una piramide rovesciata dove in alto c’è la sovranità popolare e in basso i politici che fungono solo da rappresentanti del popolo come in Svizzera e Grillo e Conte hanno distrutto questo sogno, riportando il Movimento alla vecchia e obsoleta forma partito a capo assoluto. Ne hanno fatto un Pd numero 2. E quel che è peggio si sono asserviti a Draghi che rappresenta tutto l’opposto d quello che noi siamo. Quando Grillo ha ordinato ai 4 Ministri grillini di votare la legge Cartabia e loro hanno ubbidito senza fiatare, abbiamo toccat il fondo della vigliaccheria e del servilismo. E non serve a niente vantarci di aver salvato il reddito minimo. Draghi lo aveva già dichiarato da subito che non lo avrebbe toccato perché glielo aveva ordinato l’Europa. Ma per que poco che abbiamo fatto quante leggi ingiuste e orrende ci è toccato di trangugiare? Ed è per questo che 11 milioni di italiani ci hanno votato? Io non credo proprio. E il gigantesco astensionismo delle amministrative mi dà ragione.

    Piace a 1 persona