A destra una lezione inutile

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Buone notizie per il Centrosinistra. Non bastasse il successo elettorale, la Lega ha già ricominciato con i distinguo nel governo, abbandonando il Consiglio dei ministri sulla delega fiscale. Così, archiviato velocemente il flop nelle grandi città con l’alibi dei candidati scelti male, Salvini riprende subito a giocare più parti in commedia – un po’ in maggioranza e un po’ all’opposizione – noncurante del fatto che questo espediente di successo in passato oggi non funziona più, e semmai allontana gli elettori.

Di tutto ciò molti dirigenti del suo stesso partito sono ormai consapevoli, ma a quanto pare al segretario non importa, sicuro com’è che alla fine nessuno chiederà sul serio un congresso per sfilargli la poltrona. Dunque si riprende con lo stile della casa, alimentando l’instabilità in un Esecutivo di cui si fa parte pur di lucrare un po’ di visibilità, e in questo caso impossessarsi di una nuova bandiera, quella del Fisco, da affiancare all’altra, un po’ sbiadita ma sempre buona, dei migranti da sgombrare.

Un trucchetto da prestigiatore di parrocchia, visto che di aumentare le tasse non parla nessuno, e dunque la Lega va in battaglia contro un nemico da inventare, vaneggiando di aumenti catastali smentiti dall’invarianza sul gettito fiscale garantita dal ministro Franco. Si continua, insomma, con la presa in giro degli elettori, invece di affrontare il tema di una linea univoca e una leadership nel Centrodestra. Argomento che per le loro ambizioni personali né Salvini né Meloni vogliono affrontare. Pure a costo di affondare.

12 replies

  1. CARI GIORNALI, DITECI COSA C’È DA ESULTARE

    (di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ho visto e sentito in tv cose che voi umani non potreste immaginare. L’italovivo Faraone che esulta per la “straordinaria affermazione” di Carlo Calenda (giunto terzo su quattro a Roma), in merito al quale successone è il medesimo, sempre pragmatico Calenda a ricordare che la sua non “era una corsa di testimonianza”, ma voleva stranamente farsi eleggere sindaco o almeno andare al ballottaggio. Comprensibile, tuttavia, che per Matteo Renzi e i suoi cari perdere, comunque e dappertutto, rappresenti uno scopo nella vita. E che dire delle pensose analisi sul danno elettorale che avrebbe subito il partito della Meloni dal documento di Fanpage, trasmesso da PiazzaPulita, sui fasci in doppiopetto in FdI? Visto che Chiara Valcepina, la dama nera immortalata con il braccio teso, è entrata alla grande in consiglio comunale a Milano? A dimostrazione che, probabilmente, saranno in tanti i camerati, vecchi e nuovi, pronti a mobilitarsi nella Capitale dove il Michetti chi? (spassosa controfigura di Giorgia)si prepara a dare l’assalto ai Colli fatali.
    Vogliamo parlare della “sconfitta dei populisti”, magnificata dal Giornale Unico come una formidabile resurrezione della democrazia riemersa dalle catacombe dove giaceva murata dai perfidi grillini? Interpretazione che avrebbe un minimo di fondamento se l’ex elettorato cinquestelle fosse domenica ritornato in massa alle urne per convertire il voto cattivo in un voto buono (per esempio al Pd) e con il capo cosparso di cenere. Sembra invece che dentro il 46% di astenuti (senza contare il 40% complessivo della destra populista col botto) ci sia una quota consistente di elettori che cinque anni fa avevano puntato su sindaci di cambiamento, come l’Appendino e la Raggi e che domenica, evidentemente delusi, hanno preferito non recarsi ai seggi. Sui motivi della frustrazione di tanti cittadini italiani che avevano creduto nel Movimento dovrà lavorare a fondo Giuseppe Conte. Anche perché se, allora, la protesta del Paese era stata incanalata, grazie soprattutto al M5S, nelle istituzioni rappresentative, oggi che quei voti sono evaporati a soffrirne è soprattutto la democrazia. Ma allora cari colleghi a reti unificate diteci, per cortesia, cosa diavolo c’è da esultare?

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  2. Calenda è arrivato terzo su quattro ed esultare è certo eccessivo. Ma visto che qualcuno che ha governato la città per cinque anni è arrivato quarto su quattro … Poi, occorre essere onesti: Calenda ha corso da solo.

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  3. Sono disperata e prostrata….mi tocca fare il tifo per sto’ tipo buffo di Salvini…..com’è caduta in basso la nostra Patria se l’unica resistenza alla tirannia, seppur per finta, è sta’ roba arrubbata e arruffata e raffazzonata e arí finanziata a est e ari’ spintonata e ari’ n’trallazzona e n‘trallazzata de’ la Lega che ci lega agli inferni co’ le prete che ci ravanano nelle gonne dentro un buio confessionale.

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  4. Peppino e la malafemmina traditrice.
    E certo Peppino Conte con certi “compagni”che si è scelto dovrà lavorare moltissimo per non essere ingannato.

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