Conte, Letta, le politiche e “il caso Casu”

(Luca Telese – tpi.it) – E in questo voto c’è anche il “caso Casu”. Nel senso di Andrea Casu, segretario del Partito Democratico di Roma e da oggi neodeputato del collegio di Primavalle. Casu era – insieme al suo leader nazionale Enrico Letta – l’unico candidato alle elezioni politiche di questa tornata elettorale amministrativa. E – in un collegio periferico di destra nella Capitale- ha preso il 43% dei voti, un risultato sorprendente.

Ma perché questo risultato ha un interesse nazionale? La storia dei due collegi in cui si votava per rinnovare due deputati (Siena e Primavalle) è molto interessante per almeno due motivi: è la prima volta che, sia pure in condizioni diverse, la cosiddetta “coalizione vasta” scende in campo.

A Siena (dove il Comune era da poco passato al centrodestra) Letta ha compiuto una vera e propria opera di “riconquista” di un territorio storicamente rosso. E lo ha fatto – volutamente – rinunciando al simbolo del Pd e girando (almeno una volta) tutti i comuni del collegio.

Mentre Casu (che solo per motivi di tempo legati alla raccolta delle firme) era stato costretto a correre con il simbolo del Pd, ha aggiunto la dizione “centrosinistra” nel suo contrassegno, e ha ottenuto il risultato più importante. Proprio nel suo seggio, reso vacante dalla nomina di una eurodeputata del M5S designata in un incarico europeo, il movimento di Giuseppe Conte ha rinunciato a candidargli contro una sfidante con le insegne delle Cinque Stelle.

Questo gesto di desistenza, di fatto ha portato alla prima candidatura politica condivisa nella storia (fino ad oggi) molto tormentata della coalizione giallorossa. E la vittoria di Letta e di Casu (che partendo svantaggiato ha battuto il collegio palmo a palmo conquistandosi la vittoria contro ben due candidati eccellenti) aprirà la strada, proprio nella Capitale all’ultimo anello di questo accordo “a rate”: la candidatura comune di Giuseppe Conte, se – come è probabile – Roberto Gualtieri diventerà primo cittadino. L’ex premier in questo caso correrebbe a Roma uno, con il Pd che rende il favore. Prove generali in vista delle politiche. E – ovviamente – nulla accade per Casu.

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