La filosofia del meglio un uovo oggi che una gallina domani

(Francesco Erspamer) – La Gran Bretagna è in ginocchio per la mancanza di carburante e altri prodotti. Colpa di Brexit? No, del Mercato, quello con la M maiuscola perché non ammette altri dèi al di fuori di lui, come vi ripetono il Sole 24 Ore e buona parte degli economisti e giornalisti. Perché è in nome del Mercato che negli ultimi dieci anni i profitti dei camionisti britannici sono crollati, spingendo molti di loro a mollare. Mentre una maggioranza di inglesi votava compatta per Boris Johnson e per una destra non più conservatrice bensì liberista in quanto gli prometteva un consumismo ossessivo e senza sensi di colpa. Soprattutto, senza prudenza.

Eh, costa la prudenza. Costringe a mettere da parte qualcosa per tempi meno prosperi che venissero in futuro, o per lasciare qualcosa ai figli e nipoti, o per l’eventualità di un imprevisto. Roba da pessimisti se non da menagramo, pensano i drogati di edonismo e di attualità, quelli che in America non pagano un’assicurazione medica per comprarsi invece il SUV e in Italia evadono il fisco o votano per chi vuole distruggere la sanità pubblica promettendo sgravi fiscali (grazie ai quali comprarsi il SUV), tanto sono giovani e quando avranno cinquant’anni non varrà comunque la pena di vivere (però quando ci arrivano immancabilmente piagnucolano oscenamente lamentandosi di essere stati abbandonati dallo Stato che hanno contribuito a indebolire). Anche la sistematica chiusura dei piccoli esercizi commerciali e delle piccole imprese è dovuta al Mercato: o non vi eravate accorti che a consentire la concorrenza ovviamente sleale di giganti esteri come Amazon e le grandi catene commerciali si sarebbe giunti a questo risultato? È incredibile, ma purtroppo vero, che a troppi italiani non importa nulla che i bar e negozi sotto casa falliscano e che l’unico beneficiario sia un nababbo americano che durante l’epidemia ha così guadagnato, lui personalmente, un centinaio di migliaia di miliardi), pari a metà dell’intero recovery fund destinato all’Italia nel prossimo quinquennio.

È la filosofia del meglio un uovo oggi che una gallina domani, e chissenefrega che si tratti di un uovo prodotto in disgustose batterie di galline costrette a cibarsi degli scarti dell’industria petrolifera. L’unica cosa essenziale è che costi meno, tanto i danni ambientali, sociali e alla salute non vengono conteggiati. Di quelli culturali neanche si parla più; una ampia e molto vocifera percentuale dei miei compatrioti (detto ironicamente: la patria neanche sanno cosa sia) è d’accordo con Tremonti, con la cultura non si mangia e anzi è indigesta, invece svendendo le nostre industrie alle multinazionali straniere e importando mercenari sopravvalutati per il passatempo calcistico nazionale, così sì che si mangia. Tremonti: che pensavo fosse morto e invece è confluito nel nuovo partitino di Sgarbi, chiamato Rinascimento in modo da svuotare anche questo concetto di qualsiasi valore.

Di un Rinascimento vero ci sarebbe bisogno, che spazzi via innanzi tutto gli Sgarbi e insieme a lui i tantissimi profeti del dio Mercato, ossia di un paganesimo utilitarista totalmente estraneo alla nostra tradizione. Reintroducendo i concetti di prudenza, previdenza, risparmio, sacrificio, responsabilità, dovere, Storia, collettività. Per il bene dell’Italia ma anche del mondo, che potrebbe ricominciare a guardare al nostro paese come a un laboratorio di cooperazione e creatività invece che come una sempre più squallida e inerte colonia del più avido e miope neocapitalismo americano.

4 replies

  1. “Cingolani non è stato all’altezza del suo incarico”

    (di Vds e Mar. Fra. – Il Fatto Quotidiano) – Da oggi si riparte con le ricerche di gas e petrolio sia in mare sia su terraferma senza che, dopo anni di attesa, il Piano per la Transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai) sia stato approvato.
    *** Francesco Masi (portavoce del Coordinamento Nazionale No Triv), com’è possibile dopo anni di attesa?
    La legge parla chiaro: l’articolo 11-ter del decreto-legge Semplificazioni stabilisce che entro il 30 settembre 2021, cioè ieri, il Ministero della Transizione ecologica avrebbe dovuto adottare il Pitesai con apposito decreto, previa Valutazione ambientale strategica (Vas) e, limitatamente alla terra ferma, previa intesa con la Conferenza unificata. Fino a ieri sono stati sospesi i procedimenti amministrativi, relativi al conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi, liquidi e gassosi, nonché permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in essere, sia per aree in terraferma che in mare, con conseguente interruzione di tutte le attività di prospezione e ricerca in corso di esecuzione. Il Pitesai avrebbe dovuto fornire un quadro definito di riferimento delle aree idonee e delle aree non idonee allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale. In assenza di Piano, da oggi cessa la sospensione prevista sia per i procedimenti che per le attività esistenti.
    *** L’iter per l’approvazione del Piano quindi non è stato concluso…
    Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani si è tristemente fermato al decreto di Valutazione ambientale strategica del 29 settembre e negli ultimi giorni né lui né tantomeno il presidente del Consiglio hanno fatto intendere che sarebbe stato prolungato il periodo di sospensione delle attività di ricerca di idrocarburi in attesa dell’approvazione del Piano. Al momento non si ha notizia di un’eventuale adozione del Pitesai per le sole aree marine, consentita per legge senza l’ottenimento dell’Intesa in Conferenza unificata.
    *** Tanto rumore per nulla?
    Sì. Morale della favola: tutto torna come tre anni fa. Dopo un’attesa lunga e infruttuosa, ripartono ope legis tutti i procedimenti sospesi relativi alle istanze di prospezione – ben 5, tra cui quelle della Spectrum Geo che interessano 30.000 kmq in Adriatico –, alle istanze di ricerca di idrocarburi in mare e su terraferma – in tutto 79 – e riprendono efficacia ben 63 titoli di ricerca. Non male per un Paese in cui ministri e presidente del Consiglio in testa straparlano di clima e transizione energetica. Alla fine hanno prevalso gli interessi delle società del settore Oil&Gas.
    *** Eppure si dice che questo sia il “governo dei Migliori”…
    Stando ai nudi fatti, in tema di trivelle, quello di Draghi si è contraddistinto per essere il peggiore di sempre. Sotto il Conte-1, il Parlamen-
    to approvò la legge 12/2019 su Pitesai e moratoria; con il Conte-2 furono concesse ben due proroghe. Con il “governo dei Migliori”, il ministro della Transizione ecologica non è stato all’altezza della situazione: in un Paese normale il presidente del Consiglio non esiterebbe un istante a rimuoverlo, assumendo ad interim, come fece perfino Renzi con Federica Guidi nel 2016, la carica di ministro. Invece Draghi ha preferito lasciar fare al suo enfant prodige e oggi i magri risultati sono sotto gli occhi di tutti. La responsabilità politica di quanto accaduto è del presidente del Consiglio, a cui l’art. 95 della Costituzione assegna la responsabilità della direzione della politica generale del governo.

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    • con il gas oggi a quasi 1200$ (oggi) per 1000m3 (4 mesi fa stava a 300) è chiaro che si cerchino
      produzioni proprie, Biden il GLN non lo porta di certo in EU (in asia lo vendo a di più e l’asia
      fanno circa 5 miliardi di consumatori conto i 300 milioni e rotti degli europei, inoltre l’asia cresce
      l’EU ristagna) quindi visto che alcuni giacimenti EU sono prossimi alla chiusura per fine estrazione
      non rimangono che i tubi russi, e nord africani, o cercarcene in casa

      quanti gigawatt è in grado di generare Greta?

      quanti gigawatt siamo in grado di smettere di consumare?

      purtroppo la strada dell’aumento delle capacità di consumi a parità di consumi energetici s’è rivelata
      più simile a quella intrapresa per la ricerca del fagiolo magico

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      • 1200″!!!!! porca miseria!

        Che dici, mi conviene comprare un pò di azioni ENI?

        Tra un pò cominceremo a utilizzare anche le scorregge, l’estrazione delle quali sta diventando imprescindibile.

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  2. Lo sfruttamento del lavoro è il caposaldo del liberismo. Se i camionisti sfruttati e sottopagati, bulgari, rumeni, serbi e polacchi, non possono più trasportare merci da e per la Great Britain 🇬🇧, se i camionisti inglesi di contro pretendono di essere pagati, secondo i contratti e per le ore lavorate, allora le merci, tra cui il petrolio, o non arrivano più o devono costare di più o bisogna sdoganare lo schiavismo evitando l’ipocrisia di applicarlo solo agli stranieri.
    Questo vale per UK, USA e Italia, come per tutti i paesi della terra.
    Amen!

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