Il viavai in cascina, il flacone “in coda” e la coca di Morisi

Quaranta appartamenti di medie dimensioni ricavati dal fienile di un’antica villa veneta. Tanta campagna, tanto verde e tanta privacy a pochi chilometri dall’autostrada Milano-Venezia. Qui ha la residenza Luca Morisi, mantovano classe ’73, “inventore” della macchina social di Matteo Salvini. Della “Bestia”, però, Morisi ha lasciato da pochi giorni la guida. Ieri ha passato la […]

14 replies

  1. Se citofonando

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – A ogni assoluzione eccellente – l’ultima quella selettiva per la trattativa Stato-mafia – i media e i poteri retrostanti intonano il liberi tutti. Come se fossero innocenti tutti gl’imputati eccellenti degli ultimi 30 anni, quelli attuali e pure quelli futuri.
    Poi a stretto giro la cronaca s’incarica regolarmente di rimettere le cose a posto, smascherando il volto lurido di pezzi da novanta del potere. Salvini citofona a un portone a caso: “Scusi, lei spaccia?” e la risposta è: “Sì, sono Morisi, la tua Bestia, ma è una semplice fragilità esistenziale irrisolta”.
    Non male, per uno che voleva arrestare pure i tossici per modica quantità e chiudere i negozi di cannabis light. Fortuna che ha cambiato idea, tant’è che a Morisi ha promesso di aiutarlo senza arrestarlo.
    L’altro Matteo, che minacciava di pagarsi la villa – peraltro già pagata coi prestiti di un tizio da lui nominato a Cassa Depositi e Prestiti e poi da Lucio Depositi e Presta – coi soldi del Fatto che osava raccontare lo scandalo Consip, si vede rinviare a giudizio il babbo Tiziano per traffico d’influenze illecite nello scandalo Consip.
    La mitica Procura di Roma, ancor prima che gli amici Lotti, Ferri e Palamara tentassero di mandarci un procuratore amico, aveva chiesto l’archiviazione per Renzi sr. e l’assoluzione per l’amico Verdini: il primo è finito a processo e il secondo condannato a un anno (in aggiunta agli altri già collezionati nel curriculum) per turbativa d’asta.
    Intanto Enrico Laghi è ai domiciliari a Potenza per corruzione in atti giudiziari. Stiamo parlando di un’architrave del Sistema: nominato dal governo Renzi a commissario dell’Ilva e dal governo Gentiloni a commissario di Alitalia, ex sindaco del gruppo Espresso-Repubblica e tuttora presidente e membro del Cda di Edizione (la holding dei Benetton).
    L’accusa, nata dalle dichiarazioni – stavolta attendibili e riscontrate – del coindagato Piero Amara, è di aver corrotto il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo in cambio di un patteggiamento a tarallucci e vino dell’inchiesta Ambiente Svenduto avviata dal predecessore Franco Sebastio.
    I pm e il gip citano il racconto di Amara: “Laghi, Capristo… e Renzi erano tutta una cosa nella gestione del patteggiamento… L’Ilva insieme al governo ha appoggiato la nomina di Capristo… Il premier… ricordo che è venuto a Taranto, è andato a salutare Capristo…
    Anche i decreti concordavano” (uno bocciato dalla Consulta) per neutralizzare i sequestri: “Mi ricordo che Laghi ha materialmente scritto uno dei decreti, almeno mi disse, emanati dal governo Renzi”. Qualcuno si domandava il perché dell’attacco a freddo dell’Innominabile ai magistrati mercoledì in Senato. Ora c’è solo l’imbarazzo della scelta.

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  2. Sicuramente sentiamo tutti la mancanza degli editoriali di Travaglio ! Però in questo sito si era passato il segno del confronto e l educazione! Troppi idioti ( adesso li chiamano Troll) hanno inquinato tutto! Ecco forse erano dei deliri di poveracci drogati ! ( pagati con la droga!) La bestia é quella !

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  3. I soliti noti delinquenti tentano di sfasciare e fare a pezzi la giustizia con riforme alla vaccinara per parare il proprio culo e quello degli amici finanziatori. Lo fanno in nome del popolo, di cui ovviamente in realtà non frega nulla. Poi se qualche magistrato si ostina a non voler voltarsi da un altra parte, gli mettono i bastoni tra le ruote. Se questi magistrati poi proprio insistino, in mezzo alle ruote ci pensano gli amici degli amici a metterci in del l’esplosivo. Tanto poi c’è sempre il loro funerale a cui partecipare commossi in nome del popolo italiano, e una piazza o una scuola la si trova sempre da dedicare. Magari costruita proprio dai loro amici o amici dei amici.

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      • Gentile, ovvio che sia così. Vogliamo mettere due poveracci come Falcone e Borsellino con le esaltanti gesta del Duce, Bettino C. o dell’eroico stalliere Mangano e dell’uomo di cultura Dell’Utri? Cordialità.

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    • Purtroppo devo darti ragione .E’ già cominciata la macchina diffamatoria . Conte da avvocatùccio sconosciuto ,
      criminale, dittatore, vulnus alla democrazia ora improvvisamente lo scopriamo uomo dei poteri forti

      “Conte, i fedelissimi del capo politico del M5s: affaristi, lobbisti e duchi” da DOMANI giornale di De Benedetti

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