21 Settembre giornata mondiale della pace

(Dott. Paolo Caruso) – Dopo quarant’anni da quel lontano 30 novembre del 1981 in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sentì la necessità di creare una giornata all’insegna della pace mondiale e della non violenza esortando tutti ad interrompere i conflitti in corso nel mondo per 24 ore e con un giorno di non violenza, oggi più che mai in un momento di forti tensioni questa ricorrenza serve a stimolare ancor di più gli Stati membri dell’ONU, le organizzazioni governative e umanitarie, e tutti i popoli a concentrarsi in una grande opera di sensibilizzazione sul tema della pace. Questa giornata celebrativa 2021, in piena pandemia, il cui tema “Recuperare meglio per un mondo equo e sostenibile” ha un significato del tutto particolare, quello del rapporto inscindibile tra uomo e uomo, tra uomo e natura, tra uomo e ambiente, un ambiente da preservare a tutti i costi anche per la sopravvivenza della specie. E’ una giornata fondamentale in un mondo afflitto da guerre più o meno note, più o meno vicine ai nostri paesi, o come spesso accade insanguinato da lotte tribali e da conflitti dimenticati nelle tante periferie di questa terra.  Questa ricorrenza celebrativa mette in guardia tutti gli uomini sulla necessità di preservare i labili equilibri mondiali minacciati ogni giorno dagli interessi speculativi delle nazioni e dai mutevoli quadri geopolitici dai quali dipende la pace tra i popoli. Guerra e pace, segni opposti che da secoli e secoli condizionano la vita e le azioni umane sulla terra, plasmando il mondo in un continuo divenire e riscrivendo il percorso della storia dei popoli, oggi con un pieno di pura ipocrisia da parte della politica internazionale vengono fuori con i tanti discorsi celebrativi e i soliti rituali, mentre ancora si ode il rumore delle armi in Siria, nello Yemen, in Somalia, in Nigeria, nella repubblica Centroafricana, e in altre regioni dove i conflitti meno veicolati mediaticamente vengono meno alla nostra attenzione. Proprio questa giornata ci deve far riflettere e mettere in luce i tanti conflitti dimenticati, il terrorismo, le violenze sulle donne e sui bambini, perché il primo passo per il cessare delle ostilità risiede nella consapevolezza comune che la guerra è la più ingiusta azione dell’uomo. Guerre che uccidono, che depredano l’animo umano, che privano l’uomo dei bisogni più elementari, e  che rubano l’infanzia a milioni di bambini non devono più esistere; questo è il messaggio concreto che dovrebbe uscire e affermarsi nel convincimento dei potenti della terra in modo da potere riscrivere in pace la storia di questo tempo. La pace non è solo un diritto ma un impegno costante dell’umanità, un vero e proprio dovere,  dove steccati e confini dovranno essere abbattuti in nome della libertà, infatti non c’è pace se non c’è libertà e se non si lotta contro le atrocità. Esportare democrazia da parte del mondo occidentale è un vero e proprio falso ideologico, pura follia imperialista. Come diceva la illustre fisica Margherita Hack “Cerchiamo di vivere in pace qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra”.