“Vendita senza rogito e maxi mutuo”: ecco gli affari immobiliari di Solinas

Christian Solinas, governor of Sardinia. delivers a speech during the demonstration of the center right “Orgoglio Italiano” (Italian Pride) against the government in Rome, Italy, 19 October 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

(sardiniapost.it) – Il Fatto Quotidiano svela gli affari immobiliari di Christian Solinas. In un’inchiesta pubblicata oggi dal giornale di Marco Travaglio (e pare che domani ci sarà la seconda puntata), ecco sotto la lente due operazioni che vedono protagonista il presidente della Regione. Una è la vendita di un edificio storico a Capoterra, ma di cui esisterebbe solo il preliminare e non anche il rogito, racconta Il Fatto; l’altro affare è la caparra versata dal presidente per comprare una villa a Cagliari, operazione per la quale Solinas avrebbe ottenuto un maxi mutuo dal Banco di Sardegna.

Quanto alla vendita dell’edificio storico, si tratta di una porzione di abbazia. Si trova nella località di Santa Barbara, non distante da Poggio dei Pini, frazione di Capoterra in cui risiede Solinas. Il capo della Giunta sarda ha iniziato la cessione con Roberto Zedda, l’editore di YouTg.Net che di professione fa l’imprenditore attraverso la Arionline srl, società che alla Regione, ma anche ad Aspal (Agenzia per le politiche attive del lavoro), Ats (Azienda per la tutela della salute), Assl (Aziende socio-sanitarie locali) e Comuni, ha venduto termoscanner per i controlli anti-Covid.

Zedda e Solinas, riferisce Il Fatto, stipulano un preliminare d’acquisto il 4 novembre 2020. Contestualmente l’imprenditore versa due assegni da 100mila euro ciascuno e si impegna a pagare altri 50mila euro dieci giorni più tardi. Ma stando alle verifiche portate avanti dal giornale di Travaglio, sino al 15 settembre scorso non risulta depositato alcun atto di compravendita. Ovvero il rogito che, in base al preliminare, andava sottoscritto entro il 30 giugno 2021. Di fatto Solinas, se così fosse, resta il proprietario di quel rudere ma con i tasca i 200mila euro di caparra.

Su quella porzione di abbazia a Santa Barbara, c’è anche un retroscena: nel 2013 Solinas (sino alle dimissioni del 7 marzo era assessore ai Trasporti della Giunta Cappellacci dal febbraio del 2011) ottiene un contributo regionale per la ristrutturazione dell’edificio ridotto a rudere. Finì sotto inchiesta con l’accusa di abuso edilizio, abuso d’ufficio e violazione delle norme a tutela dell’ambiente per avere abbattuto e ricostruito, stando agli atti della Procura di Cagliari, parti dell’immobile invece vincolato. Venne assolto, ma dovette restituire i 183mila euro ricevuti dalla Regione come contributo pubblico per la riqualificazione di un edificio storico, riporta ancora il giornale di Travaglio.

La seconda operazione immobiliare che Il Fatto Quotidiano approfondisce è di poco successiva all’affare di Santa Barbara: il 2 dicembre del 2020, quindi a distanza di ventotto giorni, Solinas si appresta ad acquistare una villa dalla  famiglia cagliaritana Ciani. Valore: un milione e 100mila euro. Sempre stando al giornale di Travaglio, che evidentemente ha tutti gli atti in mano, il presidente della Regione versa 200mila euro di caparra e poi ottiene dal Banco di Sardegna un mutuo da 800mila euro. Sino a copertura dell’intero valore della villa.

Il Fatto ha poi contattato il governatore per avere lumi sulle due operazioni immobiliari e anche l’imprenditore Zedda. I quali “si sono rifiutati di spiegare se si tratti di errore dell’Agenzia delle entrate”, in riferimento al rogito che non risulta sulla compravendita di Capoterra. Perché delle due l’una: o non è mai stato firmato oppure non è ancora registrato.

Solinas, sempre con una nota scritta rispondendo alle richieste di delucidazione avanzate dal Fatto, ha poi aggiunto: “Premesso che le circostanze evocate nelle domande inviate, peraltro assai imprecise, attengono evidentemente alla mia sfera privata e non hanno alcuna connessione con il mio ruolo pubblico, in alcuni punti nemmeno temporale, tengo comunque a precisare che tutte le mie azioni sono sempre state caratterizzate da legittimità e trasparenza. Auspico perciò che qualunque ricostruzione Il Fatto Quotidiano vorrà proporre all’opinione pubblica, riporti fatti corrispondenti al vero, senza illazioni o allusioni destituite di fondamento. Segnalo, infine, che la mia attuale posizione, avendomi esposto a minacce di morte, ha determinato anche di recente l’adozione di disposizioni di sicurezza particolari per la mia incolumità fisica (nonché dei miei familiari), ragione per la quale l’esposizione pubblici di immagini o indirizzi di immobili a me riconducibili porrebbe evidenti problemi di altra natura in ordine alla leicità o, quantomeno, opportunità di una simile condotta”.

Il Fatto riporta infine alcune somme intascate dalla società di Zedda per la vendita dei termoscanner, in affidamento diretto e senza gara, vista la situazione di emergenza determinata dalla pandemia: 65mila euro da Aspal; 82.030 euro dall’assessorato regionale agli Enti locali; 37.800 euro dall’Ats Sardegna.