Se la destra non svolta sul sindaco

(Pietrangelo Buttafuoco) – Nelle città, dunque, manca alla destra una classe dirigente di qualità corrispondente alla sua forza elettorale. Questo, in sintesi, è il senso dell’analisi di Massimiliano Panarari in vista della sconfitta del centrodestra alle prossime amministrative. Una riflessione quella del sociologo da accompagnare però a una considerazione fattuale: dove può mai trovare la destra una persona per bene che sacrifichi professione e reputazione per fare il sindaco con pochi mezzi e tanti guai? La sinistra prende i candidati dagli apparati di partito, garantiti – soprattutto – negli inevitabili inciampi con la giustizia. I magistrati, su questi, infatti, chiudono un occhio. Sugli altri, al contrario, vanno di manette. E la qualità della classe dirigente è tutta qua. Nel “chi si guardò, si salvò”.

6 replies

  1. L’aspirante sindaco Calenda campione d’assenze in Europa

    (di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – È assente, Carlo Calenda, dalla tv e lui se ne duole. Perché nessuno lo invita, tanto che secondo Libero – che arriva a scomodare addirittura la parola “censura” – il leader di Azione e candidato a sindaco di Roma presenterà un’interrogazione all’Agcom per la violazione della par condicio in campagna elettorale.
    Ma Calenda è assente soprattutto al Parlamento europeo dove, teoricamente, dovrebbe lavorare. Perché lì è stato eletto nel maggio 2019 in lista e con i voti del Pd, partito che poi ha deciso di lasciare solo tre mesi dopo per fondarne uno nuovo.
    Eppure a Bruxelles negli ultimi due anni risulta essere uno degli ultimi europarlamentari italiani per numero di presenze: secondo i dati del sito Votewatcheurope.com che monitora il lavoro dei membri del Parlamento Ue, Calenda si posiziona al quartultimo posto per numero di presenze tra gli europarlamentari italiani (71 su 75) e addirittura 622esimo sui 705 totali.
    Nella speciale classifica che riguarda solo gli europarlamentari italiani, Calenda è tra quelli più assenteisti: pur collezionando il 95,20% delle presenze nei voti chiave, peggio di lui fanno solo l’ex procuratore antimafia Franco Roberti (93,9%), l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia (93,33%), Andrea Cozzolino (90,78%) e Silvio Berlusconi, presente solo nel 61% dei voti.
    Le percentuali sembrano alte ma bisogna specificare che al Parlamento europeo la media delle presenze si posiziona intorno al 98% e le votazioni, da quando è iniziata la pandemia, possono svolgersi anche senza il bisogno di andare a Bruxelles o Strasburgo: si può partecipare alle sedute e votare comodamente da casa propria.
    Se prendiamo in considerazione solo l’ultimo anno, cioè da quando è partita la campagna elettorale per il Campidoglio, Calenda scala qualche posizione in quanto a presenze posizionandosi al 66esimo posto su 75. Ma comunque in fondo alla classifica di chi lavora di più. Nel biennio il candidato a sindaco di Roma invece si posiziona al 622esimo posto su 705 europarlamentari partecipando a 9.272 voti su 9.740 totali. In due anni Calenda ha disertato ben 468 voti. Nell’ultimo anno invece si posiziona al 543esimo posto per numero di presenze.
    Quando gli viene dato dell’assenteista, il candidato sindaco di Roma però risponde che lui ha presieduto il comitato per redigere il rapporto sulla politica industriale dell’Unione europea: un documento approvato nel novembre 2020 che però non è vincolante rispetto alle decisioni degli Stati membri. Oggi non si sa quali effetti abbia prodotto. Un dato, riportato da Votewatcheurope, è sorprendente rispetto all’attività di Calenda da europarlamentare: nel 100% dei suoi voti è stato fedele al gruppo dei socialisti europei a cui è iscritto dall’inizio del mandato. In Italia è tutta un’altra storia.

    "Mi piace"

  2. parlando di due bande di furfanti, disquisire sul colore della compagine, mi sembra giusto cavilloso. ognuna ha le proprie specialità, oltre alle devianze generali.

    "Mi piace"

  3. Nulla impedirebbe, e nulla lo ha impedito fino a oggi, alla destra di selezionare la propria classe dirigente mediante le scuole di partito, anziché-salvo rarissime eccezioni- pescare dal casellario giudiziario tra ex signori delle tessere craxiani o democristiani, prenditori, manutengoli, picchiatori vari e assortiti. I quali poi ascendono alle massime sfere secondo logiche unicamente cooptative. A quest’ora, dopo trent’anni che imperversano, si sarebbero creati una classe dirigente adeguata, in grado di rimpiazzare la vecchia, imbarazzante leva. Questo è infondo ciò che distingue la destra italiana (e ormai la stessa sinistra, per contagio, da ben prima di Renzi) da quella europea. Ma pare l’ultimo dei problemi per Buttafuoco.

    Piace a 1 persona

  4. Buttafuoco, lei puo’ fare di meglio…..la destra ha un problema di classe dirigente nazionale, non locale, basta pensare che il partito che oggi sembra avere la maggioranza relativa, a parte il segretario, puo’ annoverare ai vertici solo suo cognato e quella che balla durante la pandemia…altri non pervenuti, e vorrebbero governare l’italia????????????

    "Mi piace"

  5. Uno dei migliori pezzi di sempre Pietrá!
    Riassunto: tutti rubiamo, ma i giudici di sinistra coprono i loro.

    Quindi votateci.

    L’idea che la mafia sua storicamente vicina alla destra non lo sfiora. Andreotti, Berlusconi, Dell’Utri.. la triade della sinistra italiana.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...