Laurea honoris causa: una norma da abolire!

Anomalia italiana quella di conferire il titolo accademico a chi non ha studiato

           ”  Nel marzo del 2017 la risposta alla proposta del conferimento di una laurea honoris causa a papa Francesco fu:  “Il Papa non accetta onorificenze”, riaprendo tra l’altro la discussione su un titolo di studio onorifico datato, anomalo e, in definitiva, da abolire “. A ricordare la vicenda è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che ha tra l’altro fondato sul social network Facebook una pagina dal titolo: “Abolite le lauree honoris causa”.

              ” Datato – puntualizza Capodanno – in quanto risale a un regio decreto del 1933, il n. 1592, nel quale  all’art. 169 si legge: “La laurea ad honorem può essere conferita soltanto a persone che, per opere compiute o per pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della Facoltà o Scuola per cui è concessa”. Anomala perché, che mi risulti, l’Italia è uno dei rari paesi al mondo a rilasciare questo tipo di onorificenza “.

               ” In altre nazioni – sottolinea Capodanno – il riconoscimento, per i motivi summenzionati, avviene con il conferimento del titolo di “dottore di ricerca” honoris causa a persone già in possesso della laurea, conseguita a seguito di un regolare percorso di studi “.

            ” Una norma, quella richiamata, da abolire – afferma Capodanno – perché crea decisamente un’inaccettabile disparità dal momento che, come si legge nello stesso decreto “la laurea ad honorem attribuisce tutti i diritti delle lauree ordinarie”, la qual cosa non significa solo che chi riceve questa onorificenza può fregiarsi del titolo di “dottore”, atteso che al titolo accademico onorifico è conferito pieno valore legale, senza dover affrontare il lungo e difficile travaglio di anni di studi e sacrifici, con il superamento di un notevole numero di esami, tra i quali quello conclusivo di laurea, ma anche che la persona insignita dell’onorificenza può esercitare l’attività relativa “.

            ” In pratica – esemplifica Capodanno -, se ipoteticamente papa Francesco avesse accettato la laurea honoris causa di dottore in medicina, che volevano attribuirgli, avrebbe potuto anche chiedere l’assunzione in un ospedale o visitare gli ammalati, con tanto di ricettario e prescrizioni. Una vera e propria assurdità, anche perché, rimanendo al caso specifico, una cosa è curare le anime, impegno che il nostro Papa ha sempre svolto e continua a svolgere in maniera egregia, senza avere per questo bisogno di una laurea, tutt’altra attività è sanare le malattie del corpo, per la qual cosa occorrono competenze e saperi che si possono acquisire solo attraverso un regolare corso di laurea, con anni di studio e di applicazione “.

5 replies

  1. infatti la laurea H.C., ad esempio nel mondo anglosassone, non esiste
    ma si chiama Honorary degree ed è uguale uguale, data per meriti non inerenti allo studio
    la differenza è che sconsigliano di inserirlo come titolo di studio nei C.V.
    ma di inserirlo nei premi (award) ricevuti

    il che è più coerente con il senso dell’onorificenza

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  2. non vedo lo scandalo. tantissime lauree son fasulle, anche di rettori, comprate ed assegnate per clientelismo politico ed altre regalie. tutto in questo paese è falso. uno più, uno meno.eppoi, abbiamo avuto un cavallo senatore, un di maio ministro degli esteri, un salvini primo ministro.

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    • *Lia Tanzi,
      C’è un po’ di distonia temporale nel suo commento.
      Salvini non è mai stato “primo ministro”( e per fortuna!!)anche se si atteggiava come tale , fidando sul fatto che i suoi elettori non si informano molto.
      Di Maio e’ ancora ministro degli esteri.
      Un cavallo senatore non lo abbiamo mai avuto nella storia della repubblica, anche se mi piacerebbe verificare se faccia peggio di altri umani.
      Non è sicurissimo, ecco.

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