Appunto elettorale

(Giuseppe Di Maio) – Cari connazionali romani, se si desse retta ai sondaggi pare proprio che abbiate portato il cervello all’ammasso. So che per gente distratta dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza è difficile capire le questioni che riguardano la politica. Ma anche per chi ha opportuni strumenti culturali, un po’ di tempo da perdere per informarsi, e una buona volontà a riconoscere le cose al di là dei propri vantaggi, la politica resta una faccenda difficoltosa non priva di trabocchetti. E questo, perché ognuno di noi è stato tenuto all’oscuro della vera struttura sociale da un sistema ideologico che ha nascosto accuratamente gli interessi privati.

Voi però 5 anni fa avete cambiato registro. Il 35% di voi al 1° turno, e il 67% al 2° turno, ha dato il voto ad uno scricciolo di donna perché ha creduto che rappresentasse il cambiamento. Non è forse stato così? Orsù, non fate la faccia schifata come se aveste appena finito di vedere un servizio di rai2 sui cinghiali a spasso per la città. Non è quello che ha fatto Virginia ciò che volevate dal Campidoglio? No? E ditemi, siete scontenti delle strade nuove e senza buche con marciapiedi rifatti? Non vi piacciono gli autobus rossi in giro per la città? Che cosa pensate dell’inversione del debito pubblico romano, e del rating favorevole di Standard & Poor’s? Forse vi sono sgradite le tante idee del Comune a sostegno del reddito dei più sfavoriti? O forse avete nostalgia delle case a scrocco per delinquenti: Casamonica o CasaPound? Famo a capisse: per queste faccenduole lo scricciolo s’è beccato la scorta.

E fin qui, dove le cose dipendevano solo dal Campidoglio, è facile fare i conti. Ma quando il Comune deve fare il lavoro d’accordo con un altro ente, quando le questioni pubbliche dipendono dalla volontà di un privato o di un politico concorrente, le cose diventano molto più difficili. Quanti sono i cassonetti dati alle fiamme in 5 anni? E gli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) a fuoco? E poi, autobus manomessi, scale mobili sabotate, furti all’Ama, danneggiamenti in Metro e all’intero patrimonio pubblico. E’ mai successo tutto questo con le passate amministrazioni? Ma certo, quello della Raggi è il partito dei “gomblotti”. Però quando i giornali della Capitale per quasi 2000 giorni vi hanno istigato la residua indignazione civica con foto della monnezza per strada, e video di cinghiali, topi e gabbiani che vi pascolavano sotto casa, voi non avete aperto la finestra per vedere se ciò che dicevano era vero. E se abitavate proprio sul cassonetto bruciato, non vi è venuto in mente che fosse proprio quel paperino di Zingaretti, e la sua regione Lazio, a tenere per le palle la vostra intelligenza civile e la raccolta della monnezza romana. Forse fareste meglio a dare un’occhiata al sito dell’amministrazione comunale, “Quello che nessuno ti ha detto”.

Ce l’hanno con Virginia perché con essa il malaffare ha marcito. Invece vi hanno fatto credere che sono tutti uguali, e che i Marcello De Vito invidiosi e corrotti siano la regola tra i 5 stelle. Non lo credete? E allora che cazzo vi è successo da 5 anni a ‘sta parte? Credete forse che quelli di allora siano cambiati? Avete idea di quale lavoro s’è fatto per lasciarsi alle spalle la Roma dei ladri e ricominciare con la legalità? Ma com’è possibile! Volete cambiare di nuovo proprio ora che avevate trovato una donna onesta? Comincio però a temere che vi vergognate proprio di averne trovata una, insultata su tutti i giornali e sballottata per i tribunali. Attenti! I 5 stelle finora hanno vinto quando nessuno voleva più governare. Poi, quando le cose le hanno appena migliorate, ecco che gli altri ritornano. Ditemi voi se non è per continuare a rubare.

38 replies

  1. Salvini mente sulla pelle degli altri

    (di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Il problema non sono i non vaccinati, ma il virus che varia. Le varianti nascono come reazione ai vaccini”. Matteo Salvini
    Difficile non provare repulsione per certi cosiddetti leader che soffiano sul fuoco no-vax sperando di raccattare qualche voto in quel vasto serbatoio di ignoranza e disperazione. E che lo fanno dichiarando preventivamente di essersi regolarmente vaccinati, insieme ai familiari e alle persone care, come se l’aver scelto di mettersi al sicuro li autorizzasse a mandare il prossimo allo sbaraglio. Raramente la politica era scesa più in basso, con a ruota il circo “bla bla vax” dei talk, dove blaterano di libertà alcuni utili “cazzoni” (Fedele Confalonieri). Poiché l’uso consapevole della menzogna appartiene alla propaganda, ma non spinto fino al punto di giocare con la vita del prossimo. Nel partito antivaccino, accanto a coloro che ne contestano l’efficacia per le più svariate ragioni, e accanto ai fuori di testa, presenti statisticamente nel genere umano, troviamo una categoria che secondo il professor Umberto Galimberti esprime un qualche disturbo della personalità: “I desiderosi di appartenere a un grande club dell’opposizione”. Sono i bastian contrari che abbiamo incontrato negli anni universitari quando sostenevano di aver affrontato, e con la lode, tutti gli esami del corso ma non la tesi di laurea, coronamento rituale di tanta fatica. Quelli che al nostro sconcertato “come mai” rispondevano con orgoglio, ma senza mostrare il libretto, che il loro voleva essere un gesto dimostrativo contro un non meglio precisato “sistema”. Li abbiamo ritrovati, quando la sinistra andava ancora di moda, che si dichiaravano orgogliosamente “comunisti” nelle cene a bordo piscina, disposti a scendere in piazza per contestare il famigerato “sistema”. In questi giorni siamo convinti di averli riconosciuti nelle manifestazioni no-vax e no-pass, mentre un po’ ingrigiti ma sempre battaglieri inveiscono contro il “sistema” di Big Pharma, a loro dire foraggiato dai governi per inocularci chissà cosa. Spesso sono persone animate dalle migliori intenzioni, convinte di essere più forti del virus, che si sentono finalmente protagoniste di una guerra degna di essere combattuta. Da implacabili oppositori del “sistema”. Dei più sfortunati leggiamo di frequente le storie strazianti, tra sofferenze, tardivi rimorsi e famiglie distrutte. Andy Warhol disse che ognuno avrebbe avuto il suo quarto d’ora di celebrità. Forse non pensava anche a costo della vita.

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    • Noi giornalisti, si sa, siamo capaci di tutto. Infatti ieri ho letto l’anticipazione sul Corriere del prossimo libro di Sabino Cassese (ma me la pagherà).La prima reazione è stata domandarmi perché gli americani a Guantanamo, tra le varie forme di tortura per far cantare i loro prigionieri, non abbiano mai provato a leggergli qualche brano scelto di Cassese: quelli confesserebbero pure la Shoah.

      La seconda attiene alla tesi del libro, davvero sorprendente, per non dire sconvolgente, tanto è originale. Si domanda Cassese: se “gli intellettuali nutrono la democrazia”, e io modestamente lo nacqui, perché non mi si fila più nessuno? Si risponde Cassese: colpa dell’“epidemia dell’ignoranza” e del “trionfo dei populisti” che “pensano di poter fare a meno degli esperti”.
      Conclude Cassese: se la gente non mi dà retta, sfido che poi si sbaglia a votare; insomma “tempi bui, sia per gli intellettuali sia per i mezzi di cui si valgono”; dove andremo a finire, signora mia.

      Noi, pur notoriamente populisti e dunque ignoranti, siamo vicini al prof. Cassese nell’ora della prova. Ma segnaliamo sommessamente un piccolo equivoco sul concetto di intellettuale: che, da che mondo è mondo (e non Italia), è persona abbastanza colta da mettere in crisi le imposture del potere. Se invece è sempre dalla parte del potere per certificarne le bugie, è un giullare di corte, al massimo un servo erudito.

      Se il prof. Cassese siede nel Cda di Atlantia (Benetton, Autostrade), ne esce con 700mila euro in saccoccia e poi scrive soffietti ai concessionari autostradali a edicole unificate, anche dopo i 43 morti sotto il ponte di Genova, ridergli in faccia non è ignoranza o populismo: è il minimo sindacale.

      Se il prof. Cassese paragona Conte a Orbán perché proroga lo stato d’emergenza Covid, paventando la dittatura sanitaria perché “senza emergenza non c’è stato di emergenza” e poi, quando lo proroga e riproroga Draghi, lo esalta come un sincero democratico e lo sprona financo a imporre l’obbligo vaccinale, che è un Tso per 5 milioni di persone, cosa deve pensare la gente, colta o ignorante che sia: che è un intellettuale o che è un voltagabbana un filo meno autorevole del divino Otelma?

      Si dirà: ma è un giudice emerito della Consulta! Sì, ma non è un’attenuante: è un’aggravante. È grazie a presunti intellettuali come lui che la gente preferisce i “populisti”.

      Fossero vivi Flaiano, Montanelli, Pasolini e Carmelo Bene, per citarne alcuni fra i più geniali e disparati, la categoria non sarebbe così sputtanata: il guaio è che sono rimasti i Cassese, talmente abituati a dividere il mondo fra chi dà retta ai Cassese e chi no, da non vedere che nessuno si fila più gli intellettuali da quando gli intellettuali sono loro.

      Per carità, tutta gente colta. Sul fatto.

      Fonte: Il Fatto Quotidiano – L’editoriale di Marco Travaglio

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      • Splendido pezzo, bene, bravo e bis. In un Paese dove le contraddizioni purtroppo fanno curriculum si dovrebbero leggere editoriali cosí su TUTTI i giornali, non solo il FQ, un giorno sí e l’altro anche. Utopia.

        Travaglio, uno dei migliori giornalisti italiani. Numero notoriamente ristretto.

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  2. A quel che io so, a Roma il potere se lo sono diviso tra chierici, palazzinari, sottogoverno mafioso, con varie incursioni, di volta in volta, di collegamenti mafiosi con la peggiore destra che si possa immaginare e malavita organizzata (Magliana, Carminati, Casamonica).
    La peculiarità di Roma è che è la Capitale, per cui tutto questo è compenetrato con la politica e gestione del potere nazionale, dove finisce sempre nell’arteria principale della città: la cloaca maxima.
    L’episodio dell’amministrazione Raggi – 5S rimarrà appunto un episodio, il Potere “si riprendèrà tuttò chello ca’ è suo”

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      • @Bugsyn 10:11
        Egregio, V. Raggi ha vinto, nel 2016 perché votata – contro Giachetti , debole candidato PD – con i voti di B. e Meloni. Caltagirone sperava nell’affare Olimpiadi nel 2024, le banche di continuare a prestare soldi al Comune. Dubito che si ripeterà l’occasione. Io ed altri la voteremo senz’altro, ma ho molti timori. Non voterò MAI il PD, anche se faranno il solito appello all’unità contro la destra.. Non mi fregano più : tra loro e la dx non c’ è differenza.

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  3. Di quel tipo di gente nominata da Padellaro (radical chic anti sistema a chiacchiere)è pieno anche il settore dei vaccinari,per non parlare di propagantisti…Il problema è:libertà e democrazia in tempo di pandemia. Vogliamo fare un tso a una quindicina di milioni d’italiani (molti dei quali non votano a destra) ?

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  4. riguardo all’articolo di Padellaro
    quando il Medium Unico troverà un argomento più “à la page” si dimenticherà anche del COVID e delle tonnellate di cazzate dette e scritte, con i relativi errori di valutazione, in cui molti furbastri ci avranno fatto una carriera, con buona pace dei morti, delle reazioni avverse, delle lacrime, della perdita del lavoro, della disperazione, dei guadagni e delle speculazioni.
    “Niente di nuovo sotto il sole” diceva quello!

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  5. Una persona mediamente benintenzionata può fare miracoli, o mezzi miracoli almeno, rispetto ad una politica marcia concentrata soltanto a mungere la vacca pubblica a favore dei suoi mandanti, senza preoccuparsi che a mungerla troppo la vacca muore, e che la cosa andrà anche a danno loro, perchè è un pensiero troppo complicato, e riguarda il futuro.
    Hanno la logica del pirana: mangiare tutto il possibile subito tanto gli altri faranno lo stesso, e allora tantovale darci dentro al massimo.
    Come gli squali, le cavallette, i craxiani, i renziani, i capitalisti ….

    Io non so se rieleggeranno la Raggi, a me sembra impossibile non lo facciano, ma un diluvio di propaganda negativa negli anni potrebbe anche averla vinta sulla realtà. I media sono ancora molto potenti, e su Roma hanno puntato moltissimo.

    Rispetto al M5S, a mio parere personale attualmente in coma profondo con outlook negativo, la Raggi ha il vantaggio che non è potuto arrivare mattarella a dire; sciolgo la giunta e ci metto io uno graditissimo al potere.

    Quindi alla fine secondo me la rieleggono, se devo scommettere, ma non ho il polso degli umori di Roma, dove la maggioranza si nutre di infoTV come ovunque, e per vedere Roma guarda quella anzichè guardare dalle finestre.

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  6. Ma che moda è quella di mettere sotto un post un’altro post anziché un commento ?. Mi sembra una maniera per confondere le cose ,magari in buona fede però lo è

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  7. caro Giuseppe,
    il problema sa qual’é?
    è che la attaccano gli/le stessi/e grillini/e. di nomi di traditori del popolo sovrano onesto da indicarne ce ne sarebbe una caterva: a cominciare dai traditori usurpatori tetrapoltronari fino a coloro che sono entrate in giunta lazio senza chiedere il visto del popolo onesto loro datore di lavoro…!!!

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  8. Articolo perfetto nel narrare la verità sulla Raggi e la Roma di oggi. Andrebbe pubblicato sui quotidiani per smentire le false informazione diffuse nel quinquennio. Spero nel buonsenso della maggior parte dei romani che nel loro inconscio sanno cosa ha fatto Virginia per la sua amata città. Auguri Virginia la verità vince sempre. G. Mazz.

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  9. Mi auguro che Conte gli ultimi 7/10 gg di campagna elettorale li dedichi esclusivamente a Roma e a Virginia Raggi, magari in compagnia di Alessandro Di Battista. Gli indecisi vanno convinto spiegando loro una ovvietà: i vecchi partiti vogliono mettere le mani su Roma per ripristinare le solite mangiatoie.

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  10. Proton Mail ha dovuto consegnare i peli del culo di un loro utente alla fliccheria francese sotto ordine giudiziario svizzero

    https://secoursrouge.org/france-suisse-securite-it-ProtonMail-a-communique-a-la-police-ladresse-ip-de-militant·es-anti-gentrification/

    Senza TOR non si puó andare. A proposito, Paola?

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  11. lunedì 13/09/2021
    Ma mi faccia il piacere

    di Marco Travaglio

    Gombloddo! “Battaglia sul nucleare verde (sic, ndr). Cingolani a Cernobbio attacca: ‘C’è chi vuole farmi fallire’” (Repubblica, 5.9). Non fare il modesto: ci stai riuscendo benissimo da solo.

    Attentato! “L’unica didattica a distanza che ha funzionato in questi anni è quella di Sergio Mattarella… la sua funzione educativa e maieutica verso la politica…” (Stefano Cappellini, Repubblica, 6.9). Sì, però piano con la saliva, se no poi affoga.

    Il compagno Biscione. “I pm belve su Berlusconi: vogliono il suo scalpo. Il Pd lo candidi al Colle, così la politica si riprende il primato” (Piero Sansonetti, intervista al Giornale, 11.9). E lui uno strapuntino fisso a Mediaset.

    Com’era verde la mia Betulla. “Eravamo tutti americani, ora lo siamo molto meno” (Renato Farina, Libero, 11.9). Veramente, più che americano, tu eri del Sismi.

    Lombardi alla prima crociata. “Gelo di Roberta Lombardi su Raggi: ‘Io a Roma apolide dal 2016. Al ballottaggio con Gualtieri. Va preparato il dopo-Virginia’” (Messaggero, 9.11). Ma il dopo-Roberta mai?

    Volare oh oh. “A Roma Michetti vola, anche contro la macchina del fango” (Giornale, 11.9). Infatti, a ogni confronto con gli altri candidati, scappa.

    Maestri di giornalismo. “Perchè quello di Assange non è vero giornalismo d’inchiesta” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 8.9). Vuoi mettere invece quello di Grasso.

    Ahi che dolor! “Mi è caduto un mito e la cosa mi dispiace enormemente perchè il prof. Barbero è simpatico” (Grasso, ibidem, 11.9). Sono bei problemi: e adesso come facciamo?

    La patente. “Anche Barbero, dopo Cacciari, Agamben e Vattimo, nobili intellettuali della Vieux Gauche, dà dignità e dunque –malgrado lui, malgrado loro– legittimità a una battaglia che in piazza degenera nella fascisteria della Nouvelle Droite” (Francesco Merlo, Repubblica, 8.9). Barbero, Agamben, Vattimo e pure Barbero: tutti fasci.

    À la guerre comme à la guerre. “Boicottiamo Barbero e gli altri evasori vaccinali” (Domani, 9.11). Basta libri di storia: solo geografia e scienze.

    Gente di poca fede. “L’ultima del processo Ruby ter. Il pm non crede che il Cav sia malato” (Libero, 9.9). Chissà come mai.

    Un apostrofo rosa. “Raccontiamo i suoi flop e Gratteri si offende: noi non baciamo anelli” (Tiziana Maiolo, Riformista, 9.11). Meglio le mani.

    Amori tossici. “Mi innamorai di Matteo Renzi, ma rifiutai di fargli da ministro” (Oscar Farinetti, Corriere della sera, 8.9). Già innamorarsi bastava e avanzava.

    Il Piccolo Fratello. “Il talento di Mr. Renzi. ‘Sono felice qui’, dice, e se la misura della felicità è l’energia, l’entusiasmo, la generosità nel concedersi a selfie, autografi e domande, allora sì, Matteo Renzi è felice. Pare a tratti persino pacificato. Una passeggiata sui monti con il senatore di Iv e gli studenti della sua Scuola di formazione politica, tra vertigini, porte scorrevoli, dichiarazioni di felicità, ammissioni e idee sul futuro dell’ex ‘fratello piccolo’ degli italiani” (Paola Peduzzi, Foglio, 6.9). Non so voi, ma io mi sento tanto figlio unico.

    Polli del Balcone. “Mentre la Cina agisce l’Europa non c’è e sa solo discutere. L’idea di andare in guerra è fuori dai nostri radar… Occorrono 15mila soldati Ue: ma chi decide come utilizzarli?” (Ernesto Galli della Loggia, Giornale, 9.9). Non so voi, ma io lo farei decidere a Galli della Loggia.

    Canti orfinici. “Caro Bettini, Draghi salva l’Italia e tu vuoi cacciarlo? Roba da matti” (Matteo Orfini, deputato Pd, Riformista, 9.9). Ci si vede dal solito notaio.

    Diritto allo studio. “Vaccini, pressing sull’obbligo. L’ipotesi si rafforza dopo la linea dura varata da Biden. Palazzo Chigi studia il piano per attuarlo, un mese per decidere” (Repubblica, 11.9). Come sarebbe “ipotesi”, “studia”, “un mese per decidere”? SuperMario l’ha annunciato solennemente il 3 settembre: non si era detto che Lui parla solo a cose fatte?

    La parola all’esperto. “Se oggi la corsa per il Colle è vissuta come una partita a due tra Mattarella e Draghi, è perchè oggi fuori da questo schema si intravede solo il caos” (Francesco Verderami, Corriere della sera, 9.9). Uahahahahahah.

    La parola all’esperta. “Montanelli comprò una sposa ragazzina… E la violentò più volte. Sappiamo anche questo, è stato lui a raccontare che lei non voleva” (Maaza Mengiste, “scrittrice”, Repubblica, 9.11). Montanelli non l’ha mai raccontato e non è mai avvenuto: Destà, la presunta stuprata, quando si risposò ed ebbe tre figli, chiamò Indro il primogenito. È la famosa la campagna di Rep contro le fake news.

    Il titolo della settimana/1. “Afghanistan e ddl Zan: Salvini in Vaticano in cerca di una sponda” (Repubblica, 11.9). Pensa che l’Afghanistan sia un fiume.

    Il titolo della settimana/2. “Emergenza fisco. Fermate le tasse” (Giornale, 9.9). Cavaliere, è lei?

    Il titolo della settimana/3. “Appello a Mattarella. Riabiliti Berlusconi per riunire il Paese” (Alessandro Sallusti, Libero, 7.9). Ma soprattutto accorpare il Quirinale e San Vittore.

    © 2021 Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006

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  12. @Bugsyn 10:11
    Egregio, V. Raggi ha vinto, nel 2016 perché votata – contro Giachetti , debole candidato PD – con i voti di B. e Meloni. Caltagirone sperava nell’affare Olimpiadi nel 2024, le banche di continuare a prestare soldi al Comune. Dubito che si ripeterà l’occasione. Io ed altri la voteremo senz’altro, ma ho molti timori. Non voterò MAI il PD, anche se faranno il solito appello all’unità contro la destra.. Non mi fregano più : tra loro e la dx non c’ è differenza.

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  13. Gombloddo! “Battaglia sul nucleare verde (sic, ndr). Cingolani a Cernobbio attacca: ‘C’è chi vuole farmi fallire’” (Repubblica, 5.9). Non fare il modesto: ci stai riuscendo benissimo da solo.

    Attentato! “L’unica didattica a distanza che ha funzionato in questi anni è quella di Sergio Mattarella… la sua funzione educativa e maieutica verso la politica…” (Stefano Cappellini, Repubblica, 6.9). Sì, però piano con la saliva, se no poi affoga.

    Il compagno Biscione. “I pm belve su Berlusconi: vogliono il suo scalpo. Il Pd lo candidi al Colle, così la politica si riprende il primato” (Piero Sansonetti, intervista al Giornale, 11.9). E lui uno strapuntino fisso a Mediaset.

    Com’era verde la mia Betulla. “Eravamo tutti americani, ora lo siamo molto meno” (Renato Farina, Libero, 11.9). Veramente, più che americano, tu eri del Sismi.

    Lombardi alla prima crociata. “Gelo di Roberta Lombardi su Raggi: ‘Io a Roma apolide dal 2016. Al ballottaggio con Gualtieri. Va preparato il dopo-Virginia’” (Messaggero, 9.11). Ma il dopo-Roberta mai?

    Volare oh oh. “A Roma Michetti vola, anche contro la macchina del fango” (Giornale, 11.9). Infatti, a ogni confronto con gli altri candidati, scappa.

    Maestri di giornalismo. “Perchè quello di Assange non è vero giornalismo d’inchiesta” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 8.9). Vuoi mettere invece quello di Grasso.

    Ahi che dolor! “Mi è caduto un mito e la cosa mi dispiace enormemente perchè il prof. Barbero è simpatico” (Grasso, ibidem, 11.9). Sono bei problemi: e adesso come facciamo?

    La patente. “Anche Barbero, dopo Cacciari, Agamben e Vattimo, nobili intellettuali della Vieux Gauche, dà dignità e dunque –malgrado lui, malgrado loro– legittimità a una battaglia che in piazza degenera nella fascisteria della Nouvelle Droite” (Francesco Merlo, Repubblica, 8.9). Barbero, Agamben, Vattimo e pure Barbero: tutti fasci.

    À la guerre comme à la guerre. “Boicottiamo Barbero e gli altri evasori vaccinali” (Domani, 9.11). Basta libri di storia: solo geografia e scienze.

    Gente di poca fede. “L’ultima del processo Ruby ter. Il pm non crede che il Cav sia malato” (Libero, 9.9). Chissà come mai.

    Un apostrofo rosa. “Raccontiamo i suoi flop e Gratteri si offende: noi non baciamo anelli” (Tiziana Maiolo, Riformista, 9.11). Meglio le mani.

    Amori tossici. “Mi innamorai di Matteo Renzi, ma rifiutai di fargli da ministro” (Oscar Farinetti, Corriere della sera, 8.9). Già innamorarsi bastava e avanzava.

    Il Piccolo Fratello. “Il talento di Mr. Renzi. ‘Sono felice qui’, dice, e se la misura della felicità è l’energia, l’entusiasmo, la generosità nel concedersi a selfie, autografi e domande, allora sì, Matteo Renzi è felice. Pare a tratti persino pacificato. Una passeggiata sui monti con il senatore di Iv e gli studenti della sua Scuola di formazione politica, tra vertigini, porte scorrevoli, dichiarazioni di felicità, ammissioni e idee sul futuro dell’ex ‘fratello piccolo’ degli italiani” (Paola Peduzzi, Foglio, 6.9). Non so voi, ma io mi sento tanto figlio unico.

    Polli del Balcone. “Mentre la Cina agisce l’Europa non c’è e sa solo discutere. L’idea di andare in guerra è fuori dai nostri radar… Occorrono 15mila soldati Ue: ma chi decide come utilizzarli?” (Ernesto Galli della Loggia, Giornale, 9.9). Non so voi, ma io lo farei decidere a Galli della Loggia.

    Canti orfinici. “Caro Bettini, Draghi salva l’Italia e tu vuoi cacciarlo? Roba da matti” (Matteo Orfini, deputato Pd, Riformista, 9.9). Ci si vede dal solito notaio.

    Diritto allo studio. “Vaccini, pressing sull’obbligo. L’ipotesi si rafforza dopo la linea dura varata da Biden. Palazzo Chigi studia il piano per attuarlo, un mese per decidere” (Repubblica, 11.9). Come sarebbe “ipotesi”, “studia”, “un mese per decidere”? SuperMario l’ha annunciato solennemente il 3 settembre: non si era detto che Lui parla solo a cose fatte?

    La parola all’esperto. “Se oggi la corsa per il Colle è vissuta come una partita a due tra Mattarella e Draghi, è perchè oggi fuori da questo schema si intravede solo il caos” (Francesco Verderami, Corriere della sera, 9.9). Uahahahahahah.

    La parola all’esperta. “Montanelli comprò una sposa ragazzina… E la violentò più volte. Sappiamo anche questo, è stato lui a raccontare che lei non voleva” (Maaza Mengiste, “scrittrice”, Repubblica, 9.11). Montanelli non l’ha mai raccontato e non è mai avvenuto: Destà, la presunta stuprata, quando si risposò ed ebbe tre figli, chiamò Indro il primogenito. È la famosa la campagna di Rep contro le fake news.

    Il titolo della settimana/1. “Afghanistan e ddl Zan: Salvini in Vaticano in cerca di una sponda” (Repubblica, 11.9). Pensa che l’Afghanistan sia un fiume.

    Il titolo della settimana/2. “Emergenza fisco. Fermate le tasse” (Giornale, 9.9). Cavaliere, è lei?

    Il titolo della settimana/3. “Appello a Mattarella. Riabiliti Berlusconi per riunire il Paese” (Alessandro Sallusti, Libero, 7.9). Ma soprattutto accorpare il Quirinale e San Vittore.

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  14. Ma mi faccia il piacere
    di Marco Travaglio | 13 SETTEMBRE 2021

    Gombloddo! “Battaglia sul nucleare verde (sic, ndr). Cingolani a Cernobbio attacca: ‘C’è chi vuole farmi fallire’” (Repubblica, 5.9). Non fare il modesto: ci stai riuscendo benissimo da solo.
    Attentato! “L’unica didattica a distanza che ha funzionato in questi anni è quella di Sergio Mattarella… la sua funzione educativa e maieutica verso la politica…” (Stefano Cappellini, Repubblica, 6.9). Sì, però piano con la saliva, se no poi affoga.
    Il compagno Biscione. “I pm belve su Berlusconi: vogliono il suo scalpo. Il Pd lo candidi al Colle, così la politica si riprende il primato” (Piero Sansonetti, intervista al Giornale, 11.9). E lui uno strapuntino fisso a Mediaset.
    Com’era verde la mia Betulla. “Eravamo tutti americani, ora lo siamo molto meno” (Renato Farina, Libero, 11.9). Veramente, più che americano, tu eri del Sismi.
    Lombardi alla prima crociata. “Gelo di Roberta Lombardi su Raggi: ‘Io a Roma apolide dal 2016. Al ballottaggio con Gualtieri. Va preparato il dopo-Virginia’” (Messaggero, 9.11). Ma il dopo-Roberta mai?
    Volare oh oh. “A Roma Michetti vola, anche contro la macchina del fango” (Giornale, 11.9). Infatti, a ogni confronto con gli altri candidati, scappa.
    Maestri di giornalismo. “Perchè quello di Assange non è vero giornalismo d’inchiesta” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 8.9). Vuoi mettere invece quello di Grasso.
    Ahi che dolor! “Mi è caduto un mito e la cosa mi dispiace enormemente perchè il prof. Barbero è simpatico” (Grasso, ibidem, 11.9). Sono bei problemi: e adesso come facciamo?
    La patente. “Anche Barbero, dopo Cacciari, Agamben e Vattimo, nobili intellettuali della Vieux Gauche, dà dignità e dunque –malgrado lui, malgrado loro– legittimità a una battaglia che in piazza degenera nella fascisteria della Nouvelle Droite” (Francesco Merlo, Repubblica, 8.9). Barbero, Agamben, Vattimo e pure Barbero: tutti fasci.
    À la guerre comme à la guerre. “Boicottiamo Barbero e gli altri evasori vaccinali” (Domani, 9.11). Basta libri di storia: solo geografia e scienze.
    Gente di poca fede. “L’ultima del processo Ruby ter. Il pm non crede che il Cav sia malato” (Libero, 9.9). Chissà come mai.
    Un apostrofo rosa. “Raccontiamo i suoi flop e Gratteri si offende: noi non baciamo anelli” (Tiziana Maiolo, Riformista, 9.11). Meglio le mani.
    Amori tossici. “Mi innamorai di Matteo Renzi, ma rifiutai di fargli da ministro” (Oscar Farinetti, Corriere della sera, 8.9). Già innamorarsi bastava e avanzava.
    Il Piccolo Fratello. “Il talento di Mr. Renzi. ‘Sono felice qui’, dice, e se la misura della felicità è l’energia, l’entusiasmo, la generosità nel concedersi a selfie, autografi e domande, allora sì, Matteo Renzi è felice. Pare a tratti persino pacificato. Una passeggiata sui monti con il senatore di Iv e gli studenti della sua Scuola di formazione politica, tra vertigini, porte scorrevoli, dichiarazioni di felicità, ammissioni e idee sul futuro dell’ex ‘fratello piccolo’ degli italiani” (Paola Peduzzi, Foglio, 6.9). Non so voi, ma io mi sento tanto figlio unico.
    Polli del Balcone. “Mentre la Cina agisce l’Europa non c’è e sa solo discutere. L’idea di andare in guerra è fuori dai nostri radar… Occorrono 15mila soldati Ue: ma chi decide come utilizzarli?” (Ernesto Galli della Loggia, Giornale, 9.9). Non so voi, ma io lo farei decidere a Galli della Loggia.
    Canti orfinici. “Caro Bettini, Draghi salva l’Italia e tu vuoi cacciarlo? Roba da matti” (Matteo Orfini, deputato Pd, Riformista, 9.9). Ci si vede dal solito notaio.
    Diritto allo studio. “Vaccini, pressing sull’obbligo. L’ipotesi si rafforza dopo la linea dura varata da Biden. Palazzo Chigi studia il piano per attuarlo, un mese per decidere” (Repubblica, 11.9). Come sarebbe “ipotesi”, “studia”, “un mese per decidere”? SuperMario l’ha annunciato solennemente il 3 settembre: non si era detto che Lui parla solo a cose fatte?
    La parola all’esperto. “Se oggi la corsa per il Colle è vissuta come una partita a due tra Mattarella e Draghi, è perchè oggi fuori da questo schema si intravede solo il caos” (Francesco Verderami, Corriere della sera, 9.9). Uahahahahahah.
    La parola all’esperta. “Montanelli comprò una sposa ragazzina… E la violentò più volte. Sappiamo anche questo, è stato lui a raccontare che lei non voleva” (Maaza Mengiste, “scrittrice”, Repubblica, 9.11). Montanelli non l’ha mai raccontato e non è mai avvenuto: Destà, la presunta stuprata, quando si risposò ed ebbe tre figli, chiamò Indro il primogenito. È la famosa la campagna di Rep contro le fake news.

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  15. Whonix 16 é stato rilasciato e potete leggere di questo ed altro su Distrowatch.

    Quanto al resto buona colite a tutti.

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  16. Latina, il “record” della senatrice di Coraggio Italia: candida tutt’e tre le figlie gemelle al consiglio comunale: “Che problema c’è?”

    Le giovani, 27 anni, sono in corsa nella lista Cambiamo sostenuta dallo stesso partito di cui la madre Marinella Pacifico è vicesegretaria regionale, dopo essere stata eletta parlamentare col M5S
    Dice: “Non capisco perché non dovrebbero avere tale opportunità. Ci sono tanti figli di politici che hanno fatto e fanno politica”

    Ecco un’ altra eletta dalla base , “delusa ” anche lei , senatrice passata a Coraggio Italia , mamma coraggiosa
    Sono tutte belle le figlie della mamma.
    Mamma mia che schifo !

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  17. Postato tre volte l’articolo della Sig.a Mahatma, più una di Pengue-Zeus che fa quattro: e per fortuna che Travaglio diffidò! I sorcini infosanniti non li cogli mai impreparati… ahahah… Spero vi denunci tutti…

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