M5s, torna voto online: Di Maio, Fico, Raggi candidati al comitato di garanzia

(affaritaliani) – Si terrà il 16 settembre la votazione per l’elezione del comitato di garanzia del M5S. La rosa di nominativi proposta dal garante Beppe Grillo è formata da Tiziana Beghin, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Andrea Liberati, Virginia Raggi e Carla Ruocco.

Il Comitato di garanzia sovrintende alla corretta applicazione delle disposizioni dello statuto ed è composto da tre membri eletti mediante consultazione in rete, all’interno di una rosa di almeno sei nominativi proposti dal garante tra gli eletti ed ex eletti nel rispetto dei principi di tutela delle minoranze e della rappresentatività di genere.

La votazione si terrà dalle 10 alle 22 del 16 settembre sulla piattaforma online Skyvote. Giuseppe Conte ha convocato l’assemblea degli iscritti anche per l’elezione di un componente del collegio dei probiviri (la scelta è tra Grazia Di Bari e Riccardo Fraccaro) e per la votazione sulla destinazione delle restituzioni dei portavoce nazionali. Si tratta di 8 milioni di euro e nei prossimi giorni saranno rese note le opzioni a cui potranno essere destinati questi fondi.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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16 replies

  1. Ma mi faccia il piacere

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Gombloddo! “Battaglia sul nucleare verde (sic, ndr). Cingolani a Cernobbio attacca: ‘C’è chi vuole farmi fallire’” (Repubblica, 5.9). Non fare il modesto: ci stai riuscendo benissimo da solo.
    Attentato! “L’unica didattica a distanza che ha funzionato in questi anni è quella di Sergio Mattarella… la sua funzione educativa e maieutica verso la politica…” (Stefano Cappellini, Repubblica, 6.9). Sì, però piano con la saliva, se no poi affoga.
    Il compagno Biscione. “I pm belve su Berlusconi: vogliono il suo scalpo. Il Pd lo candidi al Colle, così la politica si riprende il primato” (Piero Sansonetti, intervista al Giornale, 11.9). E lui uno strapuntino fisso a Mediaset.
    Com’era verde la mia Betulla. “Eravamo tutti americani, ora lo siamo molto meno” (Renato Farina, Libero, 11.9). Veramente, più che americano, tu eri del Sismi.
    Lombardi alla prima crociata. “Gelo di Roberta Lombardi su Raggi: ‘Io a Roma apolide dal 2016. Al ballottaggio con Gualtieri. Va preparato il dopo-Virginia’” (Messaggero, 9.11). Ma il dopo-Roberta mai?
    Volare oh oh. “A Roma Michetti vola, anche contro la macchina del fango” (Giornale, 11.9). Infatti, a ogni confronto con gli altri candidati, scappa.
    Maestri di giornalismo. “Perchè quello di Assange non è vero giornalismo d’inchiesta” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 8.9). Vuoi mettere invece quello di Grasso.
    Ahi che dolor! “Mi è caduto un mito e la cosa mi dispiace enormemente perchè il prof. Barbero è simpatico” (Grasso, ibidem, 11.9). Sono bei problemi: e adesso come facciamo?
    La patente. “Anche Barbero, dopo Cacciari, Agamben e Vattimo, nobili intellettuali della Vieux Gauche, dà dignità e dunque –malgrado lui, malgrado loro– legittimità a una battaglia che in piazza degenera nella fascisteria della Nouvelle Droite” (Francesco Merlo, Repubblica, 8.9). Barbero, Agamben, Vattimo e pure Barbero: tutti fasci.
    À la guerre comme à la guerre. “Boicottiamo Barbero e gli altri evasori vaccinali” (Domani, 9.11). Basta libri di storia: solo geografia e scienze.
    Gente di poca fede. “L’ultima del processo Ruby ter. Il pm non crede che il Cav sia malato” (Libero, 9.9). Chissà come mai.
    Un apostrofo rosa. “Raccontiamo i suoi flop e Gratteri si offende: noi non baciamo anelli” (Tiziana Maiolo, Riformista, 9.11). Meglio le mani.
    Amori tossici. “Mi innamorai di Matteo Renzi, ma rifiutai di fargli da ministro” (Oscar Farinetti, Corriere della sera, 8.9). Già innamorarsi bastava e avanzava.
    Il Piccolo Fratello. “Il talento di Mr. Renzi. ‘Sono felice qui’, dice, e se la misura della felicità è l’energia, l’entusiasmo, la generosità nel concedersi a selfie, autografi e domande, allora sì, Matteo Renzi è felice. Pare a tratti persino pacificato. Una passeggiata sui monti con il senatore di Iv e gli studenti della sua Scuola di formazione politica, tra vertigini, porte scorrevoli, dichiarazioni di felicità, ammissioni e idee sul futuro dell’ex ‘fratello piccolo’ degli italiani” (Paola Peduzzi, Foglio, 6.9). Non so voi, ma io mi sento tanto figlio unico.
    Polli del Balcone. “Mentre la Cina agisce l’Europa non c’è e sa solo discutere. L’idea di andare in guerra è fuori dai nostri radar… Occorrono 15mila soldati Ue: ma chi decide come utilizzarli?” (Ernesto Galli della Loggia, Giornale, 9.9). Non so voi, ma io lo farei decidere a Galli della Loggia.
    Canti orfinici. “Caro Bettini, Draghi salva l’Italia e tu vuoi cacciarlo? Roba da matti” (Matteo Orfini, deputato Pd, Riformista, 9.9). Ci si vede dal solito notaio.
    Diritto allo studio. “Vaccini, pressing sull’obbligo. L’ipotesi si rafforza dopo la linea dura varata da Biden. Palazzo Chigi studia il piano per attuarlo, un mese per decidere” (Repubblica, 11.9). Come sarebbe “ipotesi”, “studia”, “un mese per decidere”? SuperMario l’ha annunciato solennemente il 3 settembre: non si era detto che Lui parla solo a cose fatte?
    La parola all’esperto. “Se oggi la corsa per il Colle è vissuta come una partita a due tra Mattarella e Draghi, è perchè oggi fuori da questo schema si intravede solo il caos” (Francesco Verderami, Corriere della sera, 9.9). Uahahahahahah.
    La parola all’esperta. “Montanelli comprò una sposa ragazzina… E la violentò più volte. Sappiamo anche questo, è stato lui a raccontare che lei non voleva” (Maaza Mengiste, “scrittrice”, Repubblica, 9.11). Montanelli non l’ha mai raccontato e non è mai avvenuto: Destà, la presunta stuprata, quando si risposò ed ebbe tre figli, chiamò Indro il primogenito. È la famosa la campagna di Rep contro le fake news.
    Il titolo della settimana/1. “Afghanistan e ddl Zan: Salvini in Vaticano in cerca di una sponda” (Repubblica, 11.9). Pensa che l’Afghanistan sia un fiume.
    Il titolo della settimana/2. “Emergenza fisco. Fermate le tasse” (Giornale, 9.9). Cavaliere, è lei?
    Il titolo della settimana/3. “Appello a Mattarella. Riabiliti Berlusconi per riunire il Paese” (Alessandro Sallusti, Libero, 7.9). Ma soprattutto accorpare il Quirinale e San Vittore.

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  2. Non so voi, ma a me la storia di Silvio B. perennemente semorente e candidato al Quirinale dai soliti (m)ignoti, mi ricorda il momento topico dell’episodio “Il Santo Soglio” da “Signore e Signori Buonanotte”, film collettivo del 1976, con straordinaria interpretazione satirica di Nino Manfredi. Fiutata l’aria complottista in Vaticano per l’elezione dei Pontefice, l’anziano cardinale si fingeva morente da 10anni, salvo poi miracolosamente guarire una volta nominato Papa e giustizialista dei suoi stessi sostenitori complottisti. Il mafioso di Arcore Silvio B. al Quirinale, se non fosse una tragedia, sarebbe l’ennesima farsa della nostra politica circense.

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  3. Gianfranco Pasquino politologo:

    Il professor Pasquino si augura che Draghi possa, eventualmente, controllare i governi nei prossimi anni dal suo studio al Qurinale.
    Il professor Pasquino dice che Conte non è maturo a fare lider politico
    Professor Pasquino ci dici chi SONO I POLITICI MATURI in ITALIA che sanno fare politica?

    Il vecchio politico Prodi ha compreso la potenza di Conte e consiglia il suo PD:

    Romano Prodi: “Il Pd spinga per i diritti sociali, così avrà una marea di consensi”
    L’ex presidente del Consiglio: «I democratici devono puntare su lavoro, scuola, salute e case.

    Avanti miei prodi!

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  4. “Amori tossici. “Mi innamorai di Matteo Renzi, ma rifiutai di fargli da ministro” (Oscar Farinetti, Corriere della sera, 8.9). Già innamorarsi bastava e avanzava”

    è ancora tossico – in onda 3/4 giorni fa: sono convinto che Matteo Renzi possa essere ancora una grande risorsa per la politica italiana.

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    • Sì è vero, l’ho visto da qualche parte, forse carta bianca, non ricordo e ha detto le stesse cretinate.
      Tipo “non posso accettare che un’intelligenza del genere lasci la politica italiana”, una cosa così.
      QUesto perché come dice qualcuno: non conta se la gente lo vota o lo odia, no no. Conta se la company di Farinetti ha deciso che ci serve. Oscar Farinetti che parla di una scimmietta sulla spalla che gli detta le cose che scrive nei libri, peraltro.

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  5. Alla faccia dell’uno vale uno…. Probabilmente il senso era che uno che arriva in cima alla piramide del M5S ci resta ad eternum perché lui vale come tutti gli altri….. ma sempre questi qua dobbiamo sorbirci?!?! Ma anche basta!

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  6. Ottime scelte a parte le “riserve” su Di Maio.Come al solito ritengo che si interessi troppo al personale e poco a rinverdire gli obbiettivi veri dell’m5s.(tutti)Va da se che io non conti però io starei “attento” hai coltelli e alla schiena.Bruto

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  7. Maestri di giornalismo. “Perchè quello di Assange non è vero giornalismo d’inchiesta” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 8.9). Vuoi mettere invece quello di Grasso.
    uaaaahhaaaa povero aldo grasso

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