Clamoroso a Siena: Letta corre senza simbolo del Pd!

(Ernesto Ferrara – repubblica.it) – Una corsa senza simboli di partito. Nè quello del Pd di cui è leader né gli altri dell’alleanza che lo appoggerà, che va da Mdp-Articolo al Movimento 5 Stelle e Italia Viva. Comincia ufficialmente oggi la partita di Enrico Letta a Siena. Il segretario nazionale del Pd presenta stamani in Corte d’Appello a Firenze i fogli e il simbolo per la candidatura alle suppletive nel collegio uninominale della Camera lasciato vacante dall’ex ministro Pier Carlo Padoan, per il cui rinnovo si vota il 3 e 4 ottobre prossimi.

E subito una novità salta agli occhi: niente simbolo classico, con il nome del candidato e sotto i partiti. Solo il claim “Con Enrico Letta” bianco in un tondo rosso fegato. Simbolo nuovo, tanto che sono state raccolte le firme per depositarlo in Corte d’Appello.

Certo un modo per allargare il più possibile il recinto dei consensi, tanto a sinistra quanto tra moderati e indecisi. Eppure fa un certo effetto che il segretario Pd scelga di non mostrare il suo stesso brand nel simbolo depositato, che tanti dirigenti dem hanno visto in anteprima. “Ci sta, è un collegio uninominale” fanno spallucce nel Pd toscano.

Niente di strano anche per i Dem senesi: “Io ne sono contento, e lo dice uno che è affezionato sia al simbolo che al partito. Quando si decide di fare un progetto nuovo, che superi sia un solo partito che una somma di partiti ma voglia andare oltre ed aprirsi a tutti, qualcosa di nuovo davvero, serve un qualcosa di diverso in cui tutti possano riconoscersi”, rivendica il segretario provinciale Andrea Valenti. Dallo staff di Letta spiegano che si tratta non di una scelta leaderistica ma dell’esigenza di rappresentare un mondo largo che si raduna intorno al nome del segretario Pd come collante.

I renziani borbottano: “Vi ricordate le polemiche per le Leopolde di Renzi senza bandiere Pd?”. Ma la campagna nel collegio senese si scalda per altro, a partire dal caso Mps-Unicredit: “È fondamentale che il governo incontri sindacati e istituzioni” invoca Letta, che ha già detto “se perdo a Siena vado a casa”. Il leader leghista Salvini, che nel collegio schiera l’imprenditore del vino Marocchesi Marzi, lo sfida: “Rimandiamolo a Parigi, sarò a Siena ogni giorno”.

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12 replies

  1. se perde, la sinistra non perde niente. tanto lui e lo zio sono la plastica dimostrazione che destra e sedicente sinistra italiana pari sono…!
    speriamo che perda le suppletive così almeno vediamo se, diversamente dalla bombetta di rignano, almeno lui mantiene le promesse…!

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  2. scelta leonina e coraggiosa, Colleoni era una schiappa al tuo confronto, sic, sob, pfui, per coerenza ora mettiti sacchetto un testa, ma fai buchi per occhi,

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  3. “Eppure fa un certo effetto che il segretario Pd scelga di non mostrare il suo stesso brand nel simbolo depositato,”

    Ammazza!

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  4. Ormai il simbolo è completamente sputtanato e non serve più.
    Nessun simbolo, ormai: siamo all’ uomo solo al comando, portatore di determinati interessi di determinate lobby. Interessi che assai poco si discostano tra loro, da un personaggio all’ altro. Perchè abbiamo poca autonomia: non comandiamo noi.
    Tutti sotto il segno degli interessi Vaticani, ad esempio: non c’è nessuno che si dichiari laico e che non citi ogni respiro del Papa o non agiti rosari.
    Alla fine sotto il Papa re ci siamo tornati, una teocrazia sotto mentite spoglie: dobbiamo fare tutto “per amore” (accogliere, vaccinarci, lasciti testamentari, offerte, oboli…) mentre lassù si raccolgono i concreti frutti.
    Un tempo l’ Uomo della Provvidenza era solo uno, ora lo sono tutti. Chiunque vinca non cambierà nulla.

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    • E incredibile che nonostante i cattolici non siano più maggioranza nella popolazione Italiana…,tutti i politici una volta eletti,o piazzati li da non si sa bene da chi e da cosa,rivelino la loro appartenenza alla “fede”….,e inizino a “baciare sangue”,devoti di padre pio,tutti a cianciare alle riunioni di “comunione e liberazione”….
      Sono convinto che in questo paese manca una vera “opposizione” che rappresenti la maggioranza della popolazione non cattolica,non è possibile che la maggioranza della popolazione non sia rappresentata in parlamento….alla faccia della presunta democrazia.

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  5. Fuori tema. Comunque il M5s quando c’è da appoggiare uno del PD è quasi sempre pronto. Poi a Roma il PD fa ferocemente la guerra a Raggi e Conte non vede non sente non parla. Bell’aiutino reciprogo?

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  6. “Conte non vede non sente non parla. Bell’aiutino reciprogo?”

    Si attende che il Pd appoggi Raggi a Roma se la sindaca andasse al secondo turno e Gualtieri no?
    «Sì. Meglio: diciamo che mi attendo il sostegno a un progetto politico alternativo a quello delle destre».

    Viceversa, appoggereste Gualtieri?
    «Vedrà che al ballottaggio andrà Raggi».

    Arriverà mai la famosa alleanza strutturale con il Pd?
    «Non credo che sia utile tuffarci in un’alleanza strutturale. La cosa importante è lavorare insieme per condividere un progetto solido e chiaro».

    “Comunque il M5s quando c’è da appoggiare uno del PD è quasi sempre pronto”

    Meglio Michetti, Meloni, Salvini ,Berlusconi, Durigon, Pippo Franco, Manuela Villa, Sgarbi manca ma c’è tempo anche per Montessano
    questo che vuoi ?

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