Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 24/08/2021 dal titolo “Pupetto Montmartre” – Abbiamo sempre avuto un debole per Bernard-Henri Lévy, il gagà più engagé degli intellò, il filosofo di cui sfuggono le idee, il firmaiolo di appelli un tanto al chilo (scambiò persino un volgare assassino come Cesare Battisti per un perseguitato politico). Di lui, più che il pensiero sottovuoto spinto ben mascherato dall’aria pensosa, ci hanno sempre affascinato la chioma sale e pepe da galleria del vento, i colletti modello Air France della camicia bianca spalancata sul petto villoso e l’acronimo con cui si fa chiamare: BHL che, più che alla filosofia, rimanda ai corrieri espresso pronta consegna. Fosse nato qualche annetto prima, avremmo giurato che avesse ispirato Totò per Pupetto Montmartre di Champs Elisées, “camminata internazionale, stanchezza congenita e al posto della erre la evve”, che si alliscia il ciuffo sbarazzino tra gli esistenzialisti Poldo, Poppy, Fuffy, Lallo&C. nella villa a Capri di Giulia Sofia (Franca Valeri). […]