Napoli, municipalità collinare: platani infestati da cimici

Tante le foglie già cadute a causa dell’attacco del parassita

            “ Gli abitanti dell’area collinare del capoluogo partenopeo, in questo periodo di ferragosto, devono purtroppo affrontare un altro annoso problema che genera non poche conseguenze, che si ripresenta irrisolto ogni estate, aggravato da inefficienze e ritardi. Così anche questa estate, complici il caldo e l’afa, ma pure a causa dei mancati interventi, sia della necessaria potatura sia dell’opportuna bonifica, ancora una volta le alberature stradali della collina, per lo più costituite da filari di platani, sono infestate da miriadi di afidi, conosciuti come “cimici del platano” “. L’ennesima segnalazione del grave fenomeno arriva da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari.

            ” Tra le conseguenze dell’azione del parassita – sottolinea Capodanno – la caduta anticipata di tante foglie dai platani interessati, con un tappeto di foglie lungo carreggiate e marciapiedi, in particolare nelle isole pedonali di via Scarlatti e di via Luca Giordano. Il tingide infatti, durante questo periodo, si localizza nella pagina inferiore delle foglie da cui sottrae linfa e clorofilla. Ciò causa una decolorazione tipica delle foglie stesse, che ingialliscono, disseccano e cadono in anticipo “.

            “  Oltre alle ripercussioni sul già scarno patrimonio arboreo pubblico – aggiunge Capodanno – con l’abbattimento e la rimozione di numerosi platani malati o attaccati anche dal famigerato cancro colorato,  e non ancora sostituiti da nuove essenze, con la conseguenza che, solo nelle area pedonali di via Scarlatti e di via Luca Giordano, allo stato si contano numerose fonti d’albero vuote, i danni causati dagli insetti non sono affatto da sottovalutare  “.

            “ Il fenomeno è datato – ricorda Capodanno -. Al Vomero infatti già si presentò sin dai lontani anni ’80. Purtroppo la semplice potatura dei platani, che comunque quest’anno non è stata neppure eseguita in molte strade dell’area collinare, compresi i tratti pedonalizzati di via Scarlatti e di via Luca Giordano, al punto che i rami degli alberi si protendono fino ai piani alti degli edifici, non serve a debellare alla radice il fenomeno, dal momento che l’insetto, che già in passato è stato identificato come appartenente alla famiglia dei tingidi, e il cui nome scientifico è Corythucha ciliata, oltre che sulle foglie, vive anche sotto la corteccia, proliferando con un ritmo di 200 uova per ciascuna femmina e per un ciclo di 45 giorni. Per questo non è possibile combatterlo con i normali pesticidi, peraltro dannosi anche per l’uomo. La presenza di questo parassita è evidenziata dalla caratteristica colorazione delle foglie, che, una volta attaccate, sono afflitte da una forte declorofillizzazione, tendendo poi a cadere prematuramente “.

            “ Tempo addietro – conclude Capodanno –, di fronte all’ennesimo accentuarsi del fenomeno durante il periodo estivo, furono anche interpellati esperti del settore. Dagli studi effettuati, il metodo più efficace per combattere la fastidiosa cimice sarebbe quello  naturale, utilizzando, per eliminarla, gli stessi parassiti dell’insetto da immettere, attraverso iniezioni nel tronco, sulle piante infestate. Sicché per combattere la tingide del platano occorrerebbe intervenire con terapie specifiche, già all’inizio della primavera, utilizzando trattamenti endoterapici ecocompatibili  “.

            ” Ma quando ancora  dovranno aspettare gli abitanti della collina – chiede Capodanno – perché ci si decida a risolvere definitivamente il problema delle alberature stradali infestate? Nel contempo sarebbe auspicabile che gli organi preposti alla salvaguardia del verde pubblico si attivassero, ciascuno per le proprie competenze, per valutare tutte le azioni da intraprendere per la soluzione definitiva dell’annosa vicenda “.