Ora serve una guerra diversa

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Quando si dice che la pezza è peggio del buco. Dopo aver sbagliato tutto sulla forza dei talebani e sulla debolezza del regime fantoccio lasciato a presidiare Kabul, ieri il presidente americano Biden ha spiegato che vent’anni in Afghanistan sono serviti a combattere il terrorismo e non a costruire una nazione.

Fosse anche vero, ora che i combattenti islamici hanno inferto una lezione senza precedenti a tutto l’Occidente chissà quanti si metteranno in fila per rafforzare la Jihad. Dunque poche ciance, e prendiamo atto ancora una volta che i nostri valori non si possono esportare con le bombe. E per reazione prepariamoci agli orrori tipici degli Stati teocratici.

Gli afghani che hanno collaborato con la coalizione internazionale questo lo sanno bene, e non è un caso che preferiscano attaccarsi al carrello degli ultimi aerei in partenza e precipitare in volo piuttosto che affrontare quello che verrà. Dunque il dialogo tra civiltà sarà difficile ma non impossibile.

L’Italia su questo piano può fare più di tutti i bombardieri spediti dal Pentagono, puntando su un aiuto concreto alla popolazione povera di un Paese senza alcuna forza economica e industriale. Ora più che mai serve la cooperazione, e la capacità di mostrarci generosi aprendo corridoi umanitari.

Non farlo sarebbe la prova che noi “infedeli” abbandoniamo al loro destino persino chi ci ha aiutato. Siamo su un crinale delicatissimo, insomma, e continuare a nasconderci dietro ai Rambo ormai sappiamo che non serve.

4 replies

  1. Dobbiamo riprenderci la nostra piena sovranità, finchè saremo sempre sotto imposizione di Stati Uniti, GB e Francia questo ci succederà. Loro fischiano e noi corriamo.
    Riprendiamoci il libero arbitrio di fare accordi con chicchessia, senza il loro preventivo assenso.

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  2. Quindi, rispondendo a Biden, hanno massacrato centinaia di migliaia di afgani e irakeni per NIENTE?

    Perché prima c’era solo AQ, adesso AQ + ISIS + AL NUSRA + BOKO HARAM.

    Non siamo mica americani, che loro possono sparare agli indiani.

    E pure all’ospedale di MSF di Kunduz, 2015.

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