Se è lecito

Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 05/08/2021 dal titolo “Se è lecito” – In un Paese senza bussola, ogni tanto è il caso di mettere i puntini sulle “i”. A cominciare da quel che si dice in giro del Fatto. Noi giudichiamo tutti in base alle cose che dicono e fanno alla luce delle nostre idee. Che sono piuttosto note e non usiamo cambiarle appena gira il vento. Ai blocchi di partenza, tutti i governi sono uguali (salvo quelli guidati da delinquenti): poi sono le loro azioni a fare la differenza. Questa è l’imparzialità: applicare le proprie idee a tutti. Il governo Renzi, da quel che diceva il premier nel 2014 (molto simile a ciò che dicevamo noi), partì sotto i migliori auspici. Poi fece l’opposto: Italicum, schiforma costituzionale, Jobs act, Buona scuola, norme pro-evasori e anti-magistrati, rilancio del Ponte sullo Stretto e altre porcate di B., inerzia sui crac bancari. Tutte cose che combattemmo perché erano l’opposto delle nostre idee. Il Conte-1 fece molte cose che reclamavamo anche prima che nascesse il Fatto: spazzacorrotti, blocca-prescrizione, reato di voto di scambio, Reddito di cittadinanza, Quota 100, blocca-trivelle, dl Dignità, analisi costi-benefici sulle grandi opere, taglio dei parlamentari e dei vitalizi, politica estera meno appiattita sugli Usa e più multilaterale verso Est, economia a forte presenza pubblica: applausi. Varò pure il mini-condono fiscale, la (il)legittima difesa e i decreti sicurezza: fischi. […]

27 replies

  1. Una bussola affidabile, in un paese normale, dovrebbe essere la libera stampa. Da noi, i giornali cosiddetti “progressisti”, sono una appendice infetta della destra. Mettono in prima pagina tutto ciò che riguarda i diritti civili solo per distrarre i tordi che li comprano. Sono giornali di destra, adatti ad una utenza reazionaria, allergica a qualsiasi cambiamento dell’assetto politico, specialmente se imposto, come molto spesso accade.

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  2. L’articolo di oggi, che in un Paese normale sarebbe una raccolta di ovvietà talmente banali da rendere superflua la stesura dello stesso, nel desolante e perennemente genuflesso panorama informativo italiano assurge al ruolo di lectio magistralis di Travaglio sul significato del termine “onestà intellettuale”, che (probabilmente, ma comprensibilmente) è la cosa che l’esercito strapagato di pennivendoli funzionali al sistema gli invidia di più, e non perché non ne sarebbero capaci (almeno, non tutti), ma perchè poter dire liberamente ciò che si pensa, in quella fogna a cielo aperto che ci ostiniamo a definire “informazione”, non è certo cosa alla portata di tutti, dato che, innanzitutto, richiede di non avere un padrone (all’infuori del lettore) a cui dover rendere conto delle proprie idee (oppure dei padroni disposti a non sindacare la linea editoriale: una razza apparentemente estintasi nella seconda metà del secolo scorso).

    Però, questo vale solo per i giornalisti: le persone comuni non hanno le mani altrettanto legate, pertanto dovrebbero giudicare solo in base al proprio senso critico (almeno per chi ne fosse provvisto, anche se è un procedimento che costa fatica), invece che per partito preso, come troppo spesso avviene (e i motivi sono tanti: incapacità, pigrizia, conformismo e menefreghismo tra i principali, ma è un elenco infinito).
    Come cantava un tizio di nome Robert Nesta, “Emancipate yourselves from mental slavery, none but ourselves can free our minds”.

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    • @Jonny condivido totalmente…..Il Dalla lezione di “Giornalismo” all’ Universita’ di Torino, 12 maggio 1997….”chi di voi vorra’ fare il “Giornalista”, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore”…..Indro Montanelli…!!!

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  3. Ormai in Italia anche l’acqua calda diventa una cosa rivoluzionaria. Ci sarà un motivo per cui (senza finanziamento pubblico) i giornali sarebbero già estinti da tenpo. Tra edicole e TV unificate da decenni ci stanno raccontando una realtà virtuale spesso inesistente, a seconda degli interessi dei loro padroni malavitosi. Chi si oppone alla corte dicendo che il re è nudo è isolato o sottoposto al killeraggio sistematico dei cani da riporto.

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  4. Brunetta arruola pure l’agente “Betulla”

    Renato Farina, giornalista-spia che patteggiò per Abu Omar, è “consulente giuridico”
    È tornato a Palazzo con tutti gli onori: Renato Farina, l’agente Betulla al servizio dei Servizi, è stato “assunto” al ministero della Pubblica amministrazione dall’amico Renato Brunetta. Che pende dalle sue labbra da sempre,

    “consulente giuridico”
    Manca la Fusani consulente a Lamorgese con tutti gli onori

    Roba da matti

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  5. Il piccolo a-stro-n.. veneziano renderà noti alla spia Betulla codici di accesso?
    “Il Bel Paese” e “Cicero”

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  6. Se è lecito

    di Marco Travaglio | 5 AGOSTO 2021

    In un Paese senza bussola, ogni tanto è il caso di mettere i puntini sulle “i”. A cominciare da quel che si dice in giro del Fatto. Noi giudichiamo tutti in base alle cose che dicono e fanno alla luce delle nostre idee. Che sono piuttosto note e non usiamo cambiarle appena gira il vento.

    Ai blocchi di partenza, tutti i governi sono uguali (salvo quelli guidati da delinquenti): poi sono le loro azioni a fare la differenza. Questa è l’imparzialità: applicare le proprie idee a tutti.

    Il governo Renzi, da quel che diceva il premier nel 2014 (molto simile a ciò che dicevamo noi), partì sotto i migliori auspici. Poi fece l’opposto: Italicum, schiforma costituzionale, Jobs act, Buona scuola, norme pro-evasori e anti-magistrati, rilancio del Ponte sullo Stretto e altre porcate di B., inerzia sui crac bancari. Tutte cose che combattemmo perché erano l’opposto delle nostre idee.

    Il Conte-1 fece molte cose che reclamavamo anche prima che nascesse il Fatto: spazzacorrotti, blocca-prescrizione, reato di voto di scambio, Reddito di cittadinanza, Quota 100, blocca-trivelle, dl Dignità, analisi costi-benefici sulle grandi opere, taglio dei parlamentari e dei vitalizi, politica estera meno appiattita sugli Usa e più multilaterale verso Est, economia a forte presenza pubblica: applausi.
    Varò pure il mini-condono fiscale, la (il)legittima difesa e i decreti sicurezza: fischi.

    Anche il Conte-2 fece molte cose buone, alcune riprese dalle battaglie del Fatto (e non viceversa): manette agli evasori, limiti al contante e incentivi alla moneta elettronica (cashback), fuori i Benetton da Autostrade, Green new deal; poi bloccò l’aumento dell’Iva, diede più soldi a sanità e istruzione, gestì bene pandemia e i ristori fino al miracolo del Recovery fund: applausi. Ma fece anche una Sblocca-cantieri spericolata e svuotò il reato di abuso d’ufficio: fischi.

    Ora c’è Draghi: sulla persona e sui trascorsi di banchiere europeo, nulla da dire. E sulla lotta al virus, applausi. Ma, oltre a riportare al potere B. e la sua banda più Salvini&C., ha fatto il condono fiscale, la sanatoria dei precari della scuola, una “riforma” della giustizia da far impallidire B. (anche se alla fine Conte ha evitato i danni peggiori), cancellato cashback e salario minimo, sbloccato i licenziamenti, ingaggiato i responsabili e gli ideologi dei disastri del passato (Brunetta, Gelmini, Fornero, Giavazzi e turboliberisti minori), riasservito l’Italia agli Usa, riesumato il Ponte, avviato politiche anti-ambientali, rallentato a suon di stop&go la campagna vaccinale, rimesso a tavola le lobby e ancora dorme sulla scuola. Perciò speriamo che duri il meno possibile. Non perché siamo vedovi di chi c’era prima: perché – parlando con pardòn, se è ancora lecito – non siamo d’accordo.

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    • Ma quando mai il FQ si è speso per quota 100 (della cui bontà peraltro onestamente io dubito)?
      Chi si batté per quota 100 fu Salvini.

      Ma quando mai il FQ (se si esclude qualche articolo di Fini) contestava l’appiattimento agli USA a favore di Cina e Russia? Ma quando mai? Era Salvini il Putiniano di ferro!

      Il salario minimo è stato osteggiato dai Sindacati, ed il PdC conte ha abbozzato anche se era una misura gradita dal M5S. Draghi non ha fatto nulla!

      PAOLA, una domandina piccola piccola: cosa ne pensi di un partito di sinistra che non battaglia per il salario minimo nel Paese in cui ci sono contratti regolari a 3 €/ora? Cosa ne pensi di una sinistra che subisce passivamente la giustizia di classe della Cartabia? Mica stamo a parla’ de quisquilie, quando farete sentire un bel vaffanculo ai vostri cari leader?
      Se sono quello che sono è soprattutto colpa di militanti in primis ed elettori in secundis, della loro scarsa intransigenza.

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      • Il FQ si è speso molto per quota 100, purtroppo. Il FQ, tutto, e non solo FIni, era apertamente contro l’elezione di Biden: Travaglio solo pochi giorni prima che fosse eletto in TV ha detto: gli americani ne beneficeranno, noi e tutti gli altri no. Ora che mania ti è presa? Quella di delegittimare Travaglio e il suo giornale con argomenti falsi, come quel Pietro qualcosa che evidentemente legge solo l’editoriale e non il giornale?

        QUanto al salario minimo, quale sinistra non battaglia? Spero tu stia scherzando perché se ti riferisci al pd mi fai ridere, se ti riferisci a SI e Leu sono praticamente le uniche battaglie che fanno, insieme a quelle ambientali. Ti sfugge che hanno il 3%? Ma ad ogni modo, perché lo chiedi a me? perché credi che nel 2018 abbia votato M5s? Perché erano gli unici che dicessero qualcosa di sinistra, pur definendosi postideologici (mi vergogno pure a scriverla questa parola), oltre ovviamente al non voler votare pd per le note ragioni.
        SUlla riforma della giustizia mi sono già espressa varie volte: faceva schifo prima, mi fa schifo adesso. Detto questo che ti aspetti? Che devo fare? Devo diventare esaurita come il tuo ex amico, che tanto difendevi e apprezzavi, elogiandone la coerenza e poi tanto denigravi? Anche no.
        Infine, tu sei quello che sei per colpa tua, non per colpa di altre persone. Se no, ognuno può dare la colpa a un altro, ma non siamo bambini il plagio è stato espunto dal codice penale.
        Perché se no poi va a finire che povero Briatore, ha ragione a evadere le tasse e a pagarle a Montecarlo, sono così alte in Italia.

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      • Si tratta di un caso, ho visto che non era pubblicato, ma non sono affidabile come gli altri con gli orari. Per cui bisogna puntare su altri commentatori.

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      • Paola, ieri ho inviato l’articolo di Travaglio, e non vedendolo pubblicato nemmeno in moderazione ho riprovato ma ancora
        niente. Quindi ho ritenuto che non volessero pubblicarlo e ho lasciato perdere. Per curiosità era in moderazione il tuo ?

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    • Delegittimare Travaglio?
      Le critiche non sono delegittimazioni cara Paola.
      Non vorrai mica delegittimare le mie critiche 😉
      Ho scritto più in basso quello che penso di Travaglio, ti sembrano parole di disprezzo?
      Travaglio è un grande ma ha dei limiti ed i suoi elettori devono esserne consapevoli.
      Se a te queste parole ricordano le diffamazioni alla Facci e alla Sansonetti, stai fuori strada, e di brutto.

      Quanto al resto posso dirti che per me i leader di sinistra sono stati eccessivamente perdonati dal proprio elettorato.

      “Io sono chi sono per “colpa”…”
      Ora non mi aspettavo che dicessi per “merito”, ma addirittura per colpa…. dai.
      🙂

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      • Come al solito: scrivi A, io rispondo su A, ma poi cambi la domanda che diventa Z.
        Se la tua critica è falsa cosa è? Tu hai scritto che il FQ non contestava l’appiattimento agli USA: Falso! Evidentemente non leggi il FQ.
        Tu hai scritto: se sono… È colpa di… e a quello ho risposto, perché avrei dovuto parlare di merito?

        Infine, i limiti che vedi tu in Travaglio sono una tua LEGITTIMA opinione, non un fatto con cui io lettrice (immagino volessi dire lettori e non elettori) mi devo confrontare.

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      • Tu hai risposto su A e forse potresti avere pure ragione, ma la mia critica a Travaglio riguardava soprattutto B, C, D…
        La mia critica a Travaglio non riguarda gli USA ma il suo rapporto con il M5S.
        La mia critica a Travaglio non sta nella mia replica al tuo post.
        Ho scritto un post specifico, forse non lo hai letto, ma non fa niente.

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      • No non ho letto questo tuo post con b c e d, ho risposto a quello che mi avevi scritto.
        La tua critica a Travaglio sul rapporto coi 5s non mi appassiona.

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  7. È difficile per chiunque riconoscere i propri limiti, anche per Travaglio.
    Non si contano le volte che ha taciuto sulle porcate del M5S, sulle modalità opache e verticistiche di fondatori che hanno acchiappato voti parlando di democrazia partecipata, di massima trasparenza, di uno vale uno, di sottrarre i soldi alla politica.
    Forse molti di voi non ricordano la genesi del M5S o forse non l’hanno mai capita.
    Uno vale uno all’inizio aveva a che fare con il PESO del voto di ciascuno: il voto mio vale quanto quello di Beppe di cui infatti si diceva essere SOLO IL MEGAFONO del M5S.
    Poi uno vale uno è diventato uno vale l’altro, principio che ha a che fare con la competenza degli eletti (il ministro può farlo anche la casalinga di Voghera) e non col potere della base.
    Un metodo antimeritocratico e proprio per questo truffaldino.
    Molti della base si sentono rassicurati da questo: che bello, se il ministro può farlo anche un coglione allora ho qualche chance anche io? E pensano sia questa la democrazia dal basso, mortacci loro e di chi li ha messi al mondo.
    I poveri si tutelano quando i loro interessi sono interpretati da persone capaci e non da mezze pippe.
    CIASCUN ELETTORE DIVREBBE AUSPICARE, PER PURA CONVENIENZA, CHE HA RAPPRESENTARE I SUOI BISOGNI CI SIANO PERSONE MIGLIORI DI SE STESSO.
    Ma a Grillo servivano mezze pippe disperate e quindi manipolabili.
    Molti se ne sono accorti solo recentemente che Grilo non era il megafono bensì il padrone.

    Avete mai sentito nulla da Travaglio al riguardo?
    Solo recentemente ne ha parlato, dopo il conflitto di Grillo con Conte.
    Nemmeno il video delinquenziale di Beppe Grillo (altro che inopportuno, andasse affanculo chi ne minimizza la gravità) lo ha smosso.

    E dei soldi che il M5S ha preso da uno dei peggiori prenditori italiani, di quelli pappa e ciccia con lo Stato? Avete letto editoriali di Travaglio? Non dovevamo sottrarre i soldi alla politica? Si sono imberati oltre 1 MILIONE di euro dal prenditore Onorato Casaleggio e Grillo.
    E la morbidezza con cui ha accolto le modifiche ottenute da Conte? Se questa riforma non fosse passata con l’avallo di Conte, Travaglio avrebbe sparato a palle incatenate anche solo per la non procedibilità applicabile ai reati contro la PA.

    Io penso che se il M5S è ridotto così lo è anche per colpa di Travaglio. Con la giustificazione che dall’altra parte ci sono i ladri, gli ha perdonato azioni e comportamenti che lo hanno indotto a perseguire nell’errore.
    Se non c’era Conte che ne sarebbe rimasto del M5S?
    Ma anche con Conte, cosa è rimasto di quelle idee originarie?

    Continuerò a considerare Travaglio il giornalista più obiettivo in Italia, consapevole però che ci vuole poco.
    Continuerò a considerarlo un ottimo giornalista, gli sono grato per tante prese di coscienza.
    Travaglio è incorruttibile ma comunque condizionabile dalle sue amicizie e simpatie.

    Continuerò a criticarlo nella speranza che i lettori che pungolano possano spingerlo ad essere sempre più obiettivo.
    Lettori del FQ ed elettori del M5S non coincidono.
    Per me è molti altri lettori del FQ il M5S è solo un mezzo, da buttare nel cesso nel momento stesso in cui ha esaurito la sua spinta propulsiva.
    Sono le leggi e le regole quello che conta davvero, non i simboli dei partiti.
    Se tutti i cittadini avessero questo atteggiamento, la classe politica sarebbe migliore.

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    • @ andreaex
      Condivido almeno in parte le sue considerazioni sui limiti di Travaglio che, ciononostante, resta a pieno titolo il giornalista più onesto, coraggioso e obiettivo nel panorama fetido e marcio della cosiddetta informazione del nostro paese.
      Alcune obiezioni però desidero fargliele.
      Lei parla di quota 100 come di chissà quale conquista. Quel provvedimento non rappresentò il superamento della Fornero. Fu solo una “pezza” a beneficio di un piccolo segmento di cittadini e che lasciava e lascia nelle grinfie della riforma la stragrande maggioranza di coloro che avevano maturato il diritto alla pensione. Oltre ad aver rappresentato un magnifico alibi per non andare in fondo con il Referendum abrogativo.
      Quella sarebbe stata una naturale battaglia del M5S. Una maggiore reattività e coraggio avrebbe impedito che ad intestarsela fosse la Lega a cui non interessa il destino dei pensionati se non per ragioni puramente di consenso.
      Infine un ultimo rilievo.
      La competenza e la meritocrazia.
      Al riguardo lei utilizza argomenti del tutto scontati, banali, prevedibili, perfettamente in linea con coloro che ogni giorno da quel fatidico Marzo 2018, da giornali e tv mainstream, pontificano sugli incompetenti al governo.
      MA BASTA CON LA TIRITERA DEI COMPETENTI!!! NON FACCIAMO IL LORO GIOCO!!!
      Ma poi chi sarebbero i competenti? Me lo dica. Mi faccia qualche nome. I competenti, so che sto per dire cose altrettanto scontate, banali e prevedibili, ma ho tanta voglia di gridarle, sono coloro che ci hanno portato sull’orlo del baratro. Quelli che, nessuno escluso, ci hanno governato negli ultimi 30 anni. Gli incompetenti, invece, a questo punto è un gioco da ragazzi, sono quelli che sull’onda della nausea e della protesta dei cittadini sono approdati in parlamento e al governo. Hanno imparato in fretta e hanno messo a segno una serie di vere e proprie conquiste, per un paese letteralmente mangiato dalla corruzione e dalle mafie. E senza il 51% dei consensi. Conquiste che i competenti, tornati nuovamente, purtroppo per noi, nella plancia di comando, stanno cercando in tutti i modi, ventre a terra, di affossare.

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      • Per te l’alternativa ai ladri sono gli idioti?
        Quando chiami l’idraulico ti chiedi se lavora bene e non ti fa ritrovare la casa allagata?
        Se eleggi un parlamentare te ne freghi della sua intelligenza, della sua competenza, della sua cultura?
        Ti basta che sia uno di noi?
        A me non va bene questa presa per il culo.
        Io a rappresentarmi non voglio uno come me, voglio uno molto migliore di me, il meglio che c’è sulla piazza perché verrà chiamato a svolgere incarichi delicatissimi, da cui dipenderà la qualità della vita di milioni di persone.

        Che gli altri siano dei rottinculo non devi mica dirmelo, penso il peggio di loro.
        Ma non puoi agitarmi lo spauracchio dei ladri politici per farmi digerire ministri ignoranti e incompetenti, quindi anche più facilmente manipolabili.

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  8. Il nostro paese è stato dipinto in maniera magistrale da Dino Risi in un suo film del 1971: In nome del popolo italiano, con Gassman e Tognazzi.
    Il primo impersona la destra imprenditoriale becera, tangentara e spregiudicata; il secondo la sinistra antagonista ipocrita fino alla menzogna, disposta a tradire ogni valore pur di apparire portatrice di istanze di giustizia e libertà che quindi risultano falsate. Nel finale il popolo si scatena perché la nazionale di calcio ha vinto contro l’Inghilterra.
    Visione vivamente consigliata

    (spero il link passi, ad ogni modo è su Vimeo free video)

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    • Dino Risi era davvero un grande. Recentemente ho rivisto i mostri, che capolavoro!
      Nell’ultimo episodio, “la nobile arte”, Tognazzi e Gassman autentici fenomeni della recitazione, due mostri sacri del cinema che non hanno nulla da invidiare a De Niro e Al Pacino.
      Un cinema di cui si poteva andar fieri.

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