La santificazione del nuovo SuperMario

Oggi è l’anniversario tondo: giusto 10 anni fa, a Silvio Berlusconi arrivò la letterina della Bce che mise in mora il suo governo e l’Italia, innescando l’arrivo del primo SuperMario, Monti s’intende, oggi ingiustamente dimenticato a favore di quello nuovo…

(pressreader.com) – di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano – Oggi è l’anniversario tondo: giusto 10 anni fa, a Silvio Berlusconi arrivò la letterina della Bce che mise in mora il suo governo e l’Italia, innescando l’arrivo del primo SuperMario, Monti s’intende, oggi ingiustamente dimenticato a favore di quello nuovo e guardato pure con un po’ di sospetto, perché l’austerità non si porta più. Forse per questo il nostro negli ultimi mesi è impegnato in una solitaria e ingrata battaglia per rimettere in fila certi fatti di dieci anni fa: per aiutarlo nel difficile compito abbiamo deciso di tradurre per i non addetti ai lavori il suo intervento di ieri sul CorSera, un selvaggio attacco alla santificazione del nuovo SuperMario. Torniamo allora alla lettera della Bce, che ha “profondamente influenzato la politica e l’economia” ed è oggi oggetto di molte “dimenticanze”: chi la firmò? Monti ci ricorda che furono Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, governatore uscente ed entrante della Bce. Cosa abbiamo imparato da quella vicenda? Primo: “Non rendersi dipendenti dagli aiuti altrui”, non dando più modo alla Bce di ergersi “a ‘potestà straniero’ travalicando il proprio mandato” (capito sì?), una cosa “umiliante e pericolosa” (sic) che mise nei guai anche il governo successivo, cioè quello di Monti. E in che modo? “Sotto il profilo del riequilibrio di bilancio – o dell’austerità, che per anni avrebbe reso più difficile la vita degli italiani (sic) e avvelenato il dibattito politico – la Bce peccò decisamente per eccesso”. Sia “in generale, quando a dicembre 2011 il presidente Draghi chiese il Fiscal compact” (capito sì?) e contro l’Italia in particolare perché lui e Trichet pretesero “che per il nostro Paese, e solo per esso” il pareggio di bilancio “venisse anticipato dal 2014 al 2013” (è chiaro sì?). E adesso Draghi fa pure il figo: “Anche prima della pandemia, autorevoli banchieri ed economisti – compresi alcuni che più avevano spinto a suo tempo per severe restrizioni (corsivi nostri, ndr) – hanno sostenuto, e ancor più sostengono oggi, la necessità di politiche monetarie e fiscali durevolmente espansive”.

La nostra traduzione: cioè lui m’ha costretto a incaprettarvi, ora si rimangia tutto quello che diceva prima e voi lo trattate come il salvatore della patria? Machedaverodavero? Ma allora ho ragione a pensare che siete cretini!

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4 replies

  1. Gli italiani sanno benissimo chi è “Draghuli”, i pezzenti politicanti nonché i miserabili pennivendoli alla “ove mai” sempre proni e con la lingua di fuori, non rappresentano ll’Italia e gli italiani, sono solo la parte disgustosa e peggiore dell’Italia.

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  2. “La nostra traduzione: cioè lui m’ha costretto a incaprettarvi, ora si rimangia tutto quello che diceva prima e voi lo trattate come il salvatore della patria? Machedaverodavero? Ma allora ho ragione a pensare che siete cretini!”

    Il “but what, really really?” spopola…

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  3. che cosa sarebbe?
    il corrispettivo delle Fornero lacrime 10 anni dopo?
    dal robot con il loden?
    spiace (no), ma è fuori tempo massimo e siamo pure in estate ed il loden sta nell’armadio (chi l’ha).

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