Massimo Cacciari: “Stiamo preparandoci a un regime?”

Il filosofo ancora all’attacco dopo il no al Green Pass: «Nella Carta non ci sono le condizioni per decretarlo. Stiamo preparandoci a un regime?»

Dopo il no al Green Pass firmato insieme a Giorgio Agamben, Massimo Cacciari oggi torna su La Stampa per contestare lo Stato d’Emergenza prorogato fino al 31 dicembre 2021 dal governo Draghi per l’emergenza Coronavirus. «Qual è la “forma” del Decreto Legge che proroga lo stato di emergenza, per la quinta volta(se non conto male) dal 31 gennaio 2020? Esiste nel nostro ordinamento qualche norma che consenta in via generale di proclamare lo stato di emergenza? L’art.7 del Codice di Protezione Civile? Non sembra – poiché lì è fatto esplicito riferimento soltanto a calamità naturali, quali sismi, eventi metereologici eccezionali, ecc.», si chiede il filosofo.

Per Cacciari il ricorso alla formula dello “stato di emergenza” sembra, ben più che frutto di totale improvvisazione, l’autofondazione di una nuova norma, e cioè una, per quanto informe, innovazione di sistema: «Anche per la fondamentale ragione che nulla si dice nel DL del 23 luglio sulla possibilità di ulteriori proroghe. L’art.24 del Codice di Protezione Civile recita che lo stato di emergenza nazionale non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di ulteriori 12». E questo perché «le restrizioni coattive dovrebbero seguire la via giurisdizionale che in esso si indica. In assenza di simili garanzie, un domani per “motivi di sicurezza” si potrà procedere a limitare la libertà della persona invocando la tutela di qualsiasi altro “valore”».

Infine, il filosofo cita la disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno: “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici…o perché non hanno ancora avuto la possibilità di farlo o perché hanno scelto di non essere vaccinate”. «Parole di qualche scemo no vax? Parole che incitano al suicidio? No, parole al vento, così pare. Stiamo preparandoci a un regime, a una “intesa mondiale per la sicurezza”(diceva un grande filosofo, Deleuze, anni fa), per la gestione di una “pace” fondata sulle paure, le angosce, le frustrazioni di tutti noi, individui ansiosi di soffocare ogni dubbio, ogni interrogazione, ogni pensiero critico?».

(Massimo Cacciari – la Stampa) – Sotto la pressione della pandemia e l’ansia comprensibile per superarla al più presto viviamo un periodo di profonde trasformazioni giuridiche, istituzionali e politiche senza chiara consapevolezza, in modo informe e casuale.

Qui sta il vero pericolo. Tendenze in atto da tempo, almeno dalla grande crisi che inaugurò il millennio con le Torri Gemelle, che sono andate via via “volatilizzando” i poteri delle assemblee elettive, trasformando da noi l’attività legislativa sostanzialmente in convalida della decretazione d’urgenza, e ciò sempre, si dice, per rispondere con tempestività ed efficacia a un bisogno di sicurezza e protezione invocato dall’opinione pubblica, vanno ormai stabilizzandosi: lo stato di emergenza sta diventando la norma, ormai con la benedizione anche di ex-garantisti e ex-giustizialisti.

Che questo non interessi i virologi può starci. Che non interessi politici e giuristi forse meno. Una volta si parlava della “forma” delle leggi. Qual è la “forma” del Decreto Legge che proroga lo stato di emergenza, per la quinta volta(se non conto male) dal 31 gennaio 2020? Esiste nel nostro ordinamento qualche norma che consenta in via generale di proclamare lo stato di emergenza? L’art.7 del Codice di Protezione Civile?

Non sembra – poiché lì è fatto esplicito riferimento soltanto a calamità naturali, quali sismi, eventi metereologici eccezionali, ecc. Esiste comunque la possibilità di incardinare nella nostra Costituzione l’idea di “stato di emergenza”? Meno che meno. Come spiegava la professoressa Cartabia, nella sua veste “scientifica, i nostri Padri non vollero che si ripetessero le condizioni che portarono nella Repubblica di Weimar al continuo ricorso all’istituto (previsto in quella Costituzione) dello “stato di eccezione”, con le ben note conseguenze.

Il ricorso alla formula dello “stato di emergenza” sembra perciò, ben più che frutto di totale improvvisazione, l’autofondazione di una nuova norma, e cioè una, per quanto informe, innovazione di sistema. Anche per la fondamentale ragione che nulla si dice nel DL del 23 luglio sulla possibilità di ulteriori proroghe.

L’art.24 del Codice di Protezione Civile recita che lo stato di emergenza nazionale non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di ulteriori 12. Questo art. non è richiamato nel Decreto, e pour cause, poiché in generale il Codice non poteva esserlo, non prevedendo, come si è detto, altro che calamità naturali (che è espressione tecnica, e non può venir manipolata ad libitum). Né vengono in alcun modo indicati i criteri in base ai quali lo stato di emergenza potrebbe finire.

Tutti vaccinati dagli 0 ai 100 anni? Nessun contagio più? Su quali indici, su quali dati si intenderà procedere? Si pensa esista un termine ultimo decorso il quale ogni ulteriore proroga diviene impossibile? Semplici, socratiche domande È palese che nella nostra Costituzione non può trovare radicamento l’idea di “stato di emergenza”.

Forse però qualcosa di analogo. La mia modesta competenza in materia mi suggerisce che il “caso” può risolversi soltanto attraverso la lettura combinata degli artt. 13, 16 e 32. “La libertà personale è inviolabile”(art.13) e solo in casi «indicati tassativamente dalla legge» l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori da comunicarsi entro 48 ore all’autorità giudiziaria, ecc.

È del tutto evidente che qui si tratta di reati che nulla hanno a che fare col nostro caso. L’art.16, invece, prevede la possibilità di limitazioni in via generale «per motivi di sanità e di sicurezza» al diritto di libera circolazione e soggiorno in qualsiasi parte del territorio nazionale, e l’art.32 stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

Ora è chiaro che qui dovrebbe intervenire una legge che stabilisca in modo formale quali siano questi motivi che consentono di derogare alla solenne dichiarazione d’apertura dell’art.13. E altrettanto chiaro, mi pare, che comunque tutte le restrizioni coattive dovrebbero seguire la via giurisdizionale che in esso si indica. In assenza di simili garanzie, un domani per «motivi di sicurezza» si potrà procedere a limitare la libertà della persona invocando la tutela di qualsiasi altro “valore”.

Difficile da immaginare? Niente affatto. Credo già viviamo all’interno di questa deriva: dal terrorismo alla immigrazione, oggi la pandemia, domani probabilmente sarà la “difesa dell’ambiente”. Tutte emergenze realissime, nulla di inventato. Il problema è come le si affronta, occasionalmente, senza memoria storica, incapaci di dar forma di legge agli interventi magari necessari, privi di qualsiasi strategia di riforma del sistema democratico. Alcune Autorità sovra-nazionali hanno tuttavia ben compreso, e da anni, il formidabile pericolo che questa tendenza comporta. Ma la loro voce neppure è citata dal Governo.

L’art.4 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (New York 1966), il quale, in base all’art.10 della Costituzione, prevale sulla normativa ordinaria (come ha ritenuto la stessa Corte costituzionale) così detta: «In caso di pericolo pubblico eccezionale che minacci l’esistenza della Nazione e venga proclamato con atto ufficiale, gli Stati possono prendere misure le quali deroghino,ecc.ecc.».

Sussistono forse oggi, luglio-agosto 2021, i presupposti minimi per dichiarare che l’esistenza della nostra Nazione è minacciata? Infine, lo ricordo per l’ennesima volta, la Risoluzione 2361 del Consiglio d’Europa dice: «I governi devono assicurare che i cittadini siano informati that vaccination is not mandatory e che nessuno sia politicamente, socialmente o con altri mezzi costretto ad assumere il vaccino if they do not wish to do so themselves».

Aggiungiamo la disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno: «È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medicio perché non hanno ancora avuto la possibilità di farlo o perché hanno scelto di non essere vaccinate». Parole di qualche scemo no-vax? Parole che incitano al suicidio? No, parole al vento, così pare. Stiamo preparandoci a un regime, a una “intesa mondiale per la sicurezza”(diceva un grande filosofo, Deleuze, anni fa), per la gestione di una “pace” fondata sulle paure, le angosce, le frustrazioni di tutti noi, individui ansiosi di soffocare ogni dubbio, ogni interrogazione, ogni pensiero critico?-

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14 replies

  1. Direi che la sperimentazione di totalitarismo è andata più che bene: arrivano i fascisti se non voti PD; morirai di Covid se non ti vaccini ( e vedrete quanti altri vaccini arriveranno, hanno già messo le mani avanti…); L’ Europa ci distruggerà se non arriverà Draghi ( questa “paura” è già la seconda volta che la usano); non ci sarà più lavoro se non si faranno le “riforme”; se non accoglieremo milioni di migranti la denatalità ci ucciderà ( detto ad un Paese prevalentemente montuoso, sovraffollato e con una disoccupazione giovanile da record) ecc… ecc…

    Direi che passiamo da una paura all’ altra. Sanno che si può fare: ogni volta ci provano, ogni volta riesce.

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  2. Massimo Cacciari: “Stiamo preparandoci a un regime?”.Massimo Cacciari correggerei il “titolo” in:Ci stanno preparando un regime autoritario”Basato sul falso vaccinale.Costringendoci a far da cavie per sperimentare una protezione che non protegge.
    Circa 45.000 israeliani over 60 o immunocompromessi hanno già ricevuto il terzo vaccino contro il coronavirus , ha annunciato lunedì il ministero della Salute.
    Israele ha lanciato una nuova campagna per somministrare un nuovo colpo alle persone la cui immunità è stata considerata in calo venerdì, in fretta e furia per impedire che la quarta ondata del paese si aggravi ulteriormente.
    Nelle ultime settimane, oltre la metà dei nuovi casi è stata registrata tra persone completamente vaccinate. Ciò ha contribuito a mantenere l’aumento della morbilità grave significativamente più limitato rispetto a quello della morbilità generale . Tuttavia, anche circa i due terzi dei pazienti in gravi condizioni – 212 a partire da lunedì mattina – sono stati completamente vaccinati, la maggior parte dei quali anziani che sono stati i primi a essere colpiti a gennaio.
    I dati hanno spinto le autorità a proseguire la nuova campagna di vaccinazione, con l’obiettivo di dare una spinta a centinaia di migliaia di israeliani entro dieci giorni.
    Domenica sono stati identificati 2.114 nuovi casi, con circa 80.000 test elaborati. Il numero è inferiore al picco dell’ondata raggiunto venerdì, con oltre 2.400 nuovi portatori di virus identificati, ma quasi 100.000 test elaborati. Tipicamente, durante il fine settimana vengono eseguiti meno test e quindi i dati di domenica sono ancora influenzati da questo fattore.
    Il numero dei malati gravi si è attestato a 212, come la notte precedente. Di questi, circa 42 erano in ventilazione. https://www.jpost.com/

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    • mi scusi, non ce l’ho con lei, in fondo lei quando dice che “il vaccino non protegge”
      è il risultato di due errori commessi da altri
      mi permetta di mostrarglieli e forse cambierà il suo modo di pensare

      il primo
      è la mancanza nei giornalisti, coloro che devono trasmettere le informazioni,
      della logica o, nel peggiore dei casi, dell’onestà.
      se i vaccini agiscono sul meccanismo che favorisce l’ingresso a livello cellulare del virus, va da se che il virus
      deve entrare prima nell’organismo altrimenti la protezione che deve inibirne la prima parte della sua
      modalità di replicazione come fa ad entrare in funzione?
      e visto che tra il momento dell’ingresso nell’organismo e l’attivazione del sistema immunitario,
      potenziato dai vaccini, esiste un lasso di tempo che non è quantificabile ma c’è
      (è legato allo stato di salute e del dna personali) è improbabile che la trasmissione del virus ospite a terzi
      non risulti possibile, ma i giornalisti parlano di immunizzazione il che fa credere che i vaccini operino come
      protezione all’ingresso del virus nel corpo, ma quello che ho scritto sopra era chiaro sin da subito,
      ovvero come, per queste famiglie di vaccini, sia impossibile sopprimere il virus all’ingresso.
      domanda legittima potrebbe essere: per quale motivo non hanno fatto un vaccino del tipo che uccide il virus
      visto che per altri virus è stato possibile?
      qui purtroppo non ho risposte, una potrebbe essere che, alle conoscenze attuali, sono solo due anni
      che provano a capirne i segreti, (l’influenza stagionale è ancora non aggredibile da vaccini,
      idem l’aids, e quanti anni sono che circolano?) è passato troppo poco tempo e, forse,
      con le conoscenze scientifiche farmacologiche attuali non è ancora fattibile.
      tolto di mezzo questo equivoco si può dire il vaccino la sua funzione la fa,
      previene gli stati gravi della malattia attivando, nel modo corretto,
      il sistema immunitario al fine di impedire che il virus entri nel sistema cellulare umano e quindi si moltiplichi
      aggredendo così svariati organi (sempre per stato di salute e dna personali)
      discorso a parte sulle mutazioni che, da quello che ho letto, non è ancora definitivo che le blocchi
      ma, sempre seguendo la logica, è probabile che succeda visto che le mutazioni avvengono durante
      la fase di replica del virus, replica che per qualche motivo avviene in modo differente, appunto mutazione,
      e che, a volte avvantaggia il virus e, a volte, avvantaggia il paziente.
      se però l’ingresso nelle cellule, e quindi la replicazione, viene inibita anche la possibilità che si generino
      mutazioni lo sono.

      la seconda è che
      la struttura democratica prevede che ci siano libertà che confliggono con la salute generale
      tutti i pannicelli caldi delle zone colorate, prima con i colori base poi passati alle tonalità dei Pantone,
      e messi a macchia di leopardo, ne sono la cartina tornasole
      non possono inimicarsi le masse votanti, pur comprendendo che qualcosa deve essere fatto.
      il dire che i vaccini ci proteggono dall’infezione è una esagerazione (se non proprio una bugia)
      che spero sia non voluta, che hanno trasmesso (vedi punto uno)
      per cercare di avere la moglie ubriaca e la bottiglia piena.

      per il virus, la democrazia, è territorio di caccia libera e noi siamo le prede.

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    • Nelle ultime settimane, oltre la metà dei nuovi casi è stata registrata tra persone completamente vaccinate.

      Questa frase, che chiarisco fin da subito corrisponde a verità, è l’esempio perfetto di come si manipola una notizia, nello specifico in chiave no-vax.
      Apparentemente, il fatto (ripeto, verissimo) che circa la metà dei ricoverati siano vaccinati, depone a favore della scarsa efficacia dei suddetti vaccini. Solo apparentemente però, perché se si considera che la popolazione israeliana vaccinata è vicino al 90%, le cose cambiano.
      Poniamo l’esempio di una ipotetica città di un milione di abitanti con un ospedale da mille posti letto: ebbene, se metà dei ricoverati sono vaccinati, avremo 500 ricoverati su centomila tra i non vaccinati e 500 su novecentomila tra i non vaccinati, con un ospedalizzazione che, nel secondo caso rispetto al primo, è ridotta del 90% (ricordo che, comunque, l’efficacia riconosciuta del vaccino è di circa il 90%).
      Dunque, abbiamo una notizia che, se presentata correttamente (o anche no, ma bisogna masticare almeno un po’ di matematica di base) dimostra (e quantifica) l’efficacia vaccinale, il cui significato risulta completamente ribaltato solo perché la si presenta nella maniera scorretta.

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  3. cacciari si schierò a favore del referendum costituzionale promosso dallo statista di rignano. Se fosse passato, il senato in rappresentanza delle regioni sarebbe stato in mano al pd (renzi) così come la maggioranza alla camera dei deputati il cui presidente passava a ruolo anche di seconda carica dello stato dopo il PdR (scelto da renzi).
    E bravo cacciari, lui ha naso per individuare le derive. Dipende da come si sveglia la mattina.

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  4. Coronavirus, in Corea del Sud la vita è tornata alla normalità: “Nessuno si è adattato a convivere con il virus meglio di loro”
    Al momento l’unica cosa che non si può fare è viaggiare all’estero: le chiavi del successo della Corea del Sud nel gestire la pandemia

    Autore articolo

    A cura di Beatrice Raso
    Data dell’articolo

    31 Ottobre 2020 12:55

    coronavirus corea sud
    Foto di Chung Sung-Jun / Getty Images

    La Corea del Sud ha riportato 126 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. I numeri rilasciati dall’Agenzia di Controllo e Prevenzione delle Malattie della Corea hanno portato il bilancio nazionale a 26.511 casi totali e 464 vittime. Le autorità sanitarie hanno iniziato un processo per sottoporre a tampone 130.000 dipendenti e 30.000 pazienti in ospedali, case di cura e centri di assistenza per cittadini anziani nell’area della capitale come parte degli sforzi per prevenire focolai in queste strutture.

    Quella della Corea del Sud è stata una delle migliori risposte alla pandemia, che ha portato il Paese a bloccare la trasmissione del virus molto meglio di altri Paesi ricchi durante i primi mesi dell’emergenza. L‘efficacia della Corea del Sud nell’impedire la diffusione della malattia è doppia rispetto a quella di USA e Regno Unito, secondo un recente rapporto di una rete di ricerca collegata all’ONU. La chiave del successo del Paese sta nella combinazione di tecnologia e attività di test, controllo e comunicazione centralizzati. Tra i primi Paesi ad essere colpiti per la vicinanza alla Cina, la Corea del Sud ha uno dei rapporti di casi rispetto alla popolazione più basso del mondo (517 casi ogni milione di abitanti) e un’ottima gestione della malattia nei pazienti, come si evince dal basso numero di decessi (appena 9 ogni milione di abitanti). Oggi la vita è praticamente tornata alla normalità nel Paese, nonostante la pandemia sia ancora in atto nel mondo. Si prevede che l’economia della Corea del Sud cali solo dello 0,8% quest’anno.

    I numeri giornalieri dell’epidemia in Corea del Sud hanno raggiunto il picco alla fine di febbraio con oltre 900 casi, prima di tornare a numeri a una sola cifra nel mese di aprile. Poi a metà agosto, sono emersi centinaia di casi giornalieri, collegati a gruppi religiosi e manifestazioni politiche. Da allora il bilancio giornaliero si è nuovamente abbassato, con poche decine di casi a settembre mentre nel mese di ottobre si aggiravano intorno a quota 100. Oltre 31 milioni di sudcoreani hanno viaggiato per riunioni di famiglia e vacanza tra il 29 settembre e il 4 ottobre, ma sono stati confermate solo 44 infezioni collegate alle vacanze, secondo l’Agenzia di Controllo e Prevenzione delle Malattie della Corea.
    Foto di Chung Sung-Jun / Getty Images

    Il governo, molto apprezzato dalla popolazione per l’approccio alla trasparenza adottato nel comunicare la situazione, annuncia le misure anti-Covid da rispettare circa ogni due settimana. A seconda del numero di casi, il governo informa se è il caso di aumentare o alleggerire le misure, come il numero massimo di persone negli assembramenti, l’orario di chiusura di bar e ristoranti, ecc. Per assicurarsi che la risposta alla pandemia sia efficace e sostenibile, la Corea del Sud “minimizzerà le misure estreme”, come chiudere le attività, e rinforzerà la “prevenzione di precisione” adattata ai rischi individuali, ha affermato il Ministro della Sanità Park Neung-hoo. L’attività di test è al centro delle azioni di contrasto all’epidemia nel Paese, come si evince anche dall’ultima decisione di testare pazienti e dipendenti di ospedali e case di cura, e i risultati arrivano entro 1 o 2 giorni.
    Foto di Chung Sung-Jun / Getty Images

    Tutti indossano la mascherina in Corea del Sud. Ogni paziente che viene confermato positivo, anche coloro che hanno sintomi lievi o non hanno sintomi, viene isolato negli ospedali o nei dormitori convertiti gestiti dal governo: le cure sono gratuite. Fin dallo scoppio dalla pandemia, il Paese ha adottato la divisione dei pazienti in 4 livelli sulla base del profilo di rischio e della gravità dei sintomi: solo i casi più gravi vengono ricoverati in ospedale. Di conseguenza, la Corea del Sud non ha mai dovuto imporre un lockdown, quindi ristoranti e aziende sono rimasti aperti, attenuando gli effetti sull’economia.
    Foto di Chung Sung-Jun / Getty Images

    In questo momento, l’unica cosa che non si può fare in Corea del Sud è viaggiare all’estero, ma molte persone si spostano all’interno del Paese e vanno in vacanza. Per il resto, non ci sono grandi restrizioni: è quasi tutto aperto, la popolazione indossa le mascherine e pratica il distanziamento sociale. Si può andare al centro commerciale, al cinema, ovunque, ma bisogna indossare la mascherina. Nei ristoranti, bisogna lasciare le informazioni per essere contattati per quanto riguarda l’attività di tracciamento dei casi. Le chiese hanno ripreso le funzioni in presenza dei fedeli e gli stadi possono accogliere i tifosi. Alcune parti di questa strategia non funzionerebbero nelle società occidentali. Le autorità sanitarie hanno libero accesso ai dati mobili privati delle persone e utilizzano i siti web del governo per condividere la posizione dei casi confermati, raccolta dalla storia GPS degli smartphone. Le informazioni non includono i nomi delle persone, ma contengono dettagli come età, genere e luogo di lavoro.

    “Nessun Paese si è adattato a vivere con il virus e a contenerlo come la Corea del Sud. Non si deve o si vuole sradicare il virus, ma si modifica il proprio comportamento e si va avanti con la vita”, dice Dale Fisher, presidente della rete globale di allerta e risposta all’epidemia dell’Oms.Draghi leggi e impara…

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    • la Corea del Sud ha attivato da subito una APP per il tracciamento che, a confronto
      della nostra Immuni, è adatto ad un campo di concentramento (per i nostri libertari)
      come riporta l’articolo

      hanno una concezione dell’ordine gerarchico, ed una obbedienza ad esso,
      un tantino differente da noi, il che aiuta chi deve gestire la cosa pubblica.
      uno Sgarbi viene prima preso a calci in qulo e poi viene messo alla berlina per il pubblico ludibrio
      e questi farebbe seppuku (si lo so che è una pratica giapponese e non coreana) il giorno dopo

      in Cina in questi giorni con 150 casi (numero non corretto è un circa, a memoria) hanno chiuso un’area
      di oltre 9 milioni di persone, non entri non esci se non sei autorizzato,
      al fine di eradicare un focolaio che è nato dai pulitori degli aerei quando sono a terra.
      che pare siano stati infettati facendo il loro lavoro a bordo dei mezzi in attesa di ripartire.

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      • aggiungo che la frase che mette all’inizio
        “Nessuno si è adattato a convivere con il virus meglio di loro”
        è sbagliata alla radice
        loro si sono adattati a convivere con il virus che però sta fuori della loro nazione
        si sono fatti la loro bolla, come i cinesi

        quello che i vari filosofi italici intendono con il “convivere con il virus” è
        che ci si debba sottoporre ad esso e sperare di uscirne immunizzati naturalmente
        e per chi non ce la facesse, pazienza, ma che non ostacoli le loro libertà.

        ma è una illusione da ignoranti dato che il virus ha dimostrato d’essere capace di mutare
        e questo, sul lungo termine, è un grande problema.
        ma, attenzione, la natura non cerca la convivenza pacifica, non ne ha la volontà, essendo
        un misto di casualità e di opportunità (a meno di non averne una concezione alla Disney).
        quindi, più persone infette, più probabilità che sorgano mutazioni, mutazioni che nessuno è in grado di
        prevedere se siano del tipo che ne fanno una sorta di benevola polmonite (che può comunque portare in ospedale)
        oppure di un qualcosa di più aggressivo contro cui non ci sono rimedi a breve termine.

        chi scrivesse il contrario è un cialtrone.

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  5. Esattamente, sono prove tecniche di autoritarismo, quello che si conclamerà col governo prossimo venturo eletto dal popolo sovrano, di destra ovviamente, quello che brandirà il manganello e reprimerà il dissenso quando dovesse manifestarsi più del consentito, la stampa acquiescente farà il resto, complice e servile.

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  6. Marco_Bo:Sei bravo solo a rigirar frittate.A parte la discutibile pratica d’inoculare parte del virus per avere la reazione immunitaria a qualcosa (che non lo hai ancora preso?) Pare alquanto”bizzarra” Senza dati scientifici che confermino l’efficacia de sacro graal, poi? Ognuno la pensa a modo suo.Quello che tralasci non è di poco conto.Gli aventi “avversi”.Sempre in cassaforte?Non so in che grado la pandemia abbia di “costruzione”. Nell’eventualità di una conferma di cosa “studiata” spero che presto si mettano in funzione le forche. A futura memoria…Tutto lì.https://www.youtube.com/watch?v=zWSOmjtxo0c

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  7. Il prossimo governo non sarà di “destra”ma di “sinistra”.
    Vedendo cosa è diventata la presunta”sinistra” di questi tempi, oltre che mazziati saremo anche cornuti( e contenti).

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