Tiro al casello

(tag43.it) – Liti, intrighi, colpi di mano. Aiscat, l’associazione che raggruppa 25 società concessionarie autostradali, è nella bufera. E la vendita di Aspi-Autostrade per l’Italia a Cdp ha complicato la situazione. Il maggior concessionario italiano pare non essersi reso conto di non appartenere più ai Benetton e che lo strapotere di Castellucci che aveva dettato legge per anni in seno all’associazione è finito nel tragico agosto del 2018 con il crollo del ponte Morandi. Dopo le dimissioni da presidente di Fabrizio Palenzona richieste da Carlo Bonomi per longevità al vertice (18 anni) – Aiscat fa parte di Confindustria – è iniziato un braccio di ferro che dopo vari passaggi polemici ha portato alla nomina del nuovo presidente nella persona di Diego Cattoni, numero uno della A22 Brennero-Modena, di cui Palenzona sarà vicepresidente operativo.

Polemiche per lo strapotere di Aspi

Una proposta che già era stata avanzata dall’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi, e bocciata dalla maggioranza dei consiglieri di Aiscat. Non contento, Tomasi l’ha ripresentata, riuscendo stavolta a farla passare. Come? Nel frattempo, usando una norma dello statuto che prevede che il direttivo, finora composto da 12 persone, possa arrivare fino a 15 membri (possa, non debba), Aspi ha fatto nominare 3 nuovi consiglieri In più si è provveduto alla sostituzione di Giovanni Castellucci, il cui posto era rimasto fin qui vacante. Chi sono i 4 nuovi consiglieri? Tutti funzionari di Aspi. Se a questi si aggiungono lo stesso Tomasi e Palenzona, e poi Gonzalo Alcalde Rodríguez (presidente di A4 Holding, società che gestisce la Brescia-Padova e la Valdastico), espressione degli spagnoli di Abertis di cui Atlantia è socia di riferimento, e Luigi Massa, ad di Tangenziale di Napoli, controllata da Aspi (è quella in cui è stato messo come presidente Paolo Cirino Pomicino), si arriva a 8 consiglieri con indosso la stessa casacca. Considerato che Cattoni si è elegantemente autovotato, si arriva ai 9 voti – contro 6 contrari – che hanno consentito all’ex ad di Ferrari Spumanti di passare.

autostrade continua a comandare in Aiscat
Fabrizio Palenzona (Getty Images).

Il rischio di una scissione in Aiscat

Peccato che senza i tre consiglieri aggiuntivi ci sarebbe stato un pareggio (6-6) e che a votare contro ci siano stati tutti gli altri concessionari: Mauro Fabris e Cesare Ramadori di Strada dei Parchi (il gruppo Toto è il terzo concessionario italiano, ma non essendo il gruppo Gavio più iscritto ad Aiscat, è il secondo in associazione), Maurizio Paniz di Autovie Venete, Maura Carta di Infrastrutture Lombarde, Sebastiano Gallina di Sitaf e pure Angelo Sticchi Damiani dell’Automobile Club. Una situazione che fa prevedere che forse già a settembre, sicuramente entro fine anno, ci sarà un’assemblea generale per rivedere la situazione. Un’occasione nella quale potrebbe esserci un doppio clamoroso colpo di scena: da un lato l’entrata in gioco di Cdp, che dovrà al più presto scegliere i nuovi vertici di Aspi, e dall’altro la possibile nascita di una Aiscat 2, con tutti dentro, Gavio compreso, lasciando Aspi nella sua solitudine.

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