Green pass Italia: multe a chi non lo ha fino a 400 euro e chiusura dei locali per 5 giorni

(Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – Per entrare in tutti i luoghi pubblici a rischio assembramento bisognerà avere il green pass, altrimenti scatteranno le multe. Cinque giorni di chiusura per i gestori e 400 euro per i clienti sprovvisti di certificazione verde, ridotti a 260 se la contravvenzione viene pagata entro il quinto giorno. Lo prevede il decreto Covid con le nuove misure di contenimento a cui il governo sta lavorando. La prossima settimana, lunedì o martedì, si terrà la cabina di regia politica con Mario Draghi e, forse giovedì, il Consiglio dei ministri darà il via libera al provvedimento. La preoccupazione degli scienziati, del ministero della Salute e di Palazzo Chigi è alta. La maggioranza è spaccata, Matteo Salvini è contrario alla stretta sul «modello Macron» e anche i 5 Stelle sono cauti. Ma Pd e Leu, con il ministro Roberto Speranza, sono invece convinti che la nuova fase, con la variante Delta che colpisce duro anche nei Paesi con alto tasso di vaccinazioni effettuate, costringa anche l’Italia a prendere urgentemente provvedimenti. Per il responsabile della Salute l’uso «più largo possibile» del green pass eviterà di richiudere bar, ristoranti, piscine, palestre, stadi, cinema, teatri e tutti quei luoghi dove l’affollamento facilita la diffusione del virus. Vista la possibilità di una quarta ondata, il decreto conterrà anche i nuovi parametri per l’entrata nelle fasce colorate di rischio epidemiologico, in cui oltre all’incidenza di casi, conterranno anche i numeri dei ricoveri in terapia intensiva e nei reparti ospedalieri. A metà agosto, o forse già da fine luglio, scatteranno le prime zone gialle, dove torneranno le mascherine all’aperto obbligatorie e altre restrizioni.PUBBLICITÀ

Stato d’emergenza

Di sicuro verrà prolungato e se fino a qualche giorno fa si pensava di estenderlo per due o tre mesi, ora nel governo si discute dell’opportunità di rimandare la scadenza dello stato di emergenza addirittura al 31 dicembre.

Green pass

È il certificato che dimostra di essere guariti dal Covid, oppure aver fatto un tampone nelle ultime 48 ore (risultato negativo), o di essere stati vaccinati con doppia dose. Il prossimo decreto dovrebbe imporre il rilascio della carta verde solo a chi ha ricevuto anche la seconda dose. Bisognerà presentarlo quando si dovrà salire su treni, aerei e navi, entrare in un cinema, a teatro o in una sala da concerto, frequentare una palestra, una piscina, una discoteca — se e quando riapriranno — fare shopping in un centro commerciale, andare allo stadio a vedere la partita. Insomma, in tutti i luoghi dove c’è il rischio di assembramenti o si possono trovare file. La filosofia di fondo è evitare le chiusure e far pagare dazio a chi non si vaccina. Sperando che l’imposizione del green pass convinca i più restii a farsi immunizzare.

I controlli

La questione dei controlli è delicata, perché c’è il tema della privacy sollevato dal garante e quindi possono farli solo le forze dell’ordine. In ogni caso, i gestori dei locali sono tenuti a verificare se i clienti sono in possesso della certificazione verde.

Bar e ristoranti

È la questione che sta facendo discutere e litigare la maggioranza. Salvini è contrario a «terrorizzare la gente prima del tempo». Ma nel governo potrebbe prevalere l’idea di applicare il green pass obbligatorio anche per i ristoranti al chiuso. «Io in questa fase non vado al ristorante, mentre ci andrei volentieri se sapessi che tutti i clienti sono vaccinati», spiega un ministro. Ma il braccio di ferro sarà duro. Mara Carfagna, Forza Italia, è scettica sullo schema francese e ritiene «difficile da noi utilizzare il green pass per trasporti pubblici, bar e ristoranti». Favorevole invece Enrico Letta, Pd, che invita tutti a evitare «atteggiamenti irresponsabili per 3 voti in più».

Zone gialle

Le regole saranno quelle già applicate nell’ultimo periodo della zona gialla. Non scatterà il coprifuoco, ma tornerà la mascherina obbligatoria all’aperto. E nei ristoranti al chiuso rivedremo il limite di 4 persone allo stesso tavolo, a meno che non si tratti di due nuclei familiari.

Stadi

Anche stadi di calcio e palazzetti sportivi in zona gialla dovranno ridurre la capienza. Il limite massimo sarà di 1000 spettatori all’aperto e di 500 al chiuso.

Feste

Niente è ancora deciso, ma da quel che trapela in zona gialla torneranno le limitazioni alle feste, anche dopo le cerimonie religiose, come i matrimoni.

11 replies

  1. Micron ha spianato la strada, e ovviamente i “migliori” dove possono sottomettere il popolino non si fanno pregare, mi auguro in un rigurgito popolare, non nostro ovviamente (siamo senza anticorpi) , ma in quello francese.

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  2. Un racconto di autodeterminazione dissidente.
    https://ilrovescio.info/2021/07/17/in-extremis-ovvero-quando-si-arriva-al-lasciapassare/
    “Mentre è per me fonte di sincero sbalordimento che anche in ambito “antagonista” ci siano idee su salute, malattia, medicina simili a quelle che promuove un generale NATO (ma dico: non vi fa tremare i polsi questa coincidenza?), sarà il caso e il tempo di parlarsi fuori dai denti. Se già la generale indifferenza rispetto all’obbligo vaccinale per i sanitari è stato un pessimo segnale, il silenzio di fronte al lasciapassare (il passo successivo è la segregazione vera e propria dei renitenti) diventa ora a tutti gli effetti complicità: il naufragio di ogni più elementare idea di libertà, per difendere la quale non serve alcuna “competenza”.
    E’ solo profitto, Ciccio, nè a destra, nè a sinistra gliene può fregà ‘na cippa di noi, numeri percentuali da manovrare.

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  3. Peccato che a parecchia gente che ha concluso il ciclo vaccinale non sia arrivato l’authcode ed è difficile ottenerlo.

    Quindi l’idea del green pass obbligatorio fa cagare, visto che è discriminatorio a parità di condizioni.

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    • guardi, non so bene di authcode che parla
      (correzione, ho visto cosa è nella pagina linkata sotto).

      ma, a me, che ho fatto il primo giro, è arrivato il fakepass praticamente da solo
      tramite l’APP IO (quello della pubblica amministrazione, quella del cash back)
      e pure con l’ultimo aggiornamento di Immuni ho visto che ne parlano, ma
      li citano invece quello valido in ambito EU, ovvero quello che avrò tra un 14gg
      quindi intorno ad inizio Agosto ci ritornerò a guardare.

      se lei, o i suoi conoscenti, avete impedimenti di natura culturale che vi impediscono di installare un’app
      (roba che scimmie bonomo, con un minimo di training, sarebbero in grado di fare)
      non tiri in ballo chi gestisce una cosa che riguarda 50mil di persone (che già di per se non è uno scherzo)
      accusandoli di inefficienza.

      e visto che pure tramite il fascicolo sanitario lo si ha (sempre che lei abiti in una Regione differente dalla Lombardia
      che dice di aver raggiunto l’immunità di mandria tra 4/5gg perché raggiungerebbe la soglia del 70%
      di inoculazioni – e non hanno capito che, se il 70 bastasse, e probabilmente non basta perché ormai si parla
      del 90%, quel momento sarebbe dopo 15gg, ovvero quando il vaccino bidose diventa efficace) anche li
      lo si ha in automatico.

      qui altre strade
      https://www.dgc.gov.it/web/ottenere.html

      auguri

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      • devo rettificare una cosa, che mi è venuta in mente dopo che avevo scritto.

        installare l’APP Immuni è veramente banale
        ma, per quello che riguarda l’ottenere il certificato, potrebbe essere più complesso.

        il motivo è che l’APP, originariamente, era anonima e richiedeva solo la regione d’appartenenza
        e quindi, nativamente, non ha i dati necessari per collegare l’utente al suo certificato

        quindi avranno introdotto, ho scritto che non ho verificato, un meccanismo, simile a quello dell’APP IO
        immagino, per autenticare la persona e collegarla al suo certificato.

        se si fosse nell’impossibilità di avere SPID, o non avere una CIe (carta d’identità elettronica)
        ed uno smartphone con NFC (meccanismo che serve per leggerla), consiglio di passare
        per il fascicolo elettronico dove c’è ancora il metodo di autenticazione
        nomeutente-password + codice inviato via sms

        tra l’altro con il fascicolo si può (almeno in Em-Romagna) pure non passare più dal CUP
        per appuntamenti per analisi/visite specialistiche
        ed ottenere prescrizioni mediche dematerializzate, ricevendoli direttamente tramite esso
        (e quindi scaricabili-stampabili se necessario)

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  4. Macron non ha “segnato la strada” perché in Francia, per i Francesi, i tamponi di possono fare pressoché dovunque e sono gratuiti. Questo è dirimente.
    Come al solito si copia al ribasso.

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  5. Tranquilli, insorgeranno ristoratori, preti e baristi tutto si ridimensionera’. Più della metà della popolazione non ha ricevuto ancora neppure la prima dose: morirà di fame con gli alimentari dei centri commerciali chiusi?
    La montagna partorirà un topolino
    Anche in Francia.

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