Napoli, i provvedimenti di De Luca per la movida folli e dittatoriali

(di Anna Paola Merone – corrieredelmezzogiorno.corriere.it) – Rabbia, esasperazione e la netta sensazione di aver subito una ingiustizia, l’ennesima. I titolari dei locali della movida ne hanno abbastanza di essere trattati da pericolosi criminali. Le chat di gruppo dove gli operatori del settore si ritrovano restituiscono toni forti, considerazioni estreme nei confronti del presidente della Regione «che ha sbagliato nemico». Da Bagnoli ad Aniello Falcone, passando per Chiaia e la zona di via Bellini monta la protesta.

I «nemici»

«Siamo rimasti senza parole dinanzi all’ultima ordinanza firmata da De Luca, un provvedimento contro tutte quelle attività che dopo mesi di chiusura stanno provando a rialzarsi e a tornare a lavorare. Una limitazione di orari per l’asporto che arriva in Campania mentre il resto d’Italia riapre, una misura che ovviamente danneggerà esclusivamente le attività di questo territorio — dice Aldo Maccaroni, alla guida dell’associazione dei baretti di Chiaia e via Aniello Falcone —. Non si può continuare a giocare con la nostra pelle. Ci auguriamo che anche in Campania potremo iniziare a seguire le normative nazionali, altrimenti vorrebbe dire che ci troviamo in una vera e propria dittatura. Questa decisione ostacolerà anche il turismo. Se l’intento è davvero combattere la diffusione del virus, forse avremmo trovato più coerente scegliere di chiudere la Campania in entrata e in uscita e non consentire l’arrivo di persone da zone in cui non ci sono questi divieti. E poi siamo stufi di una ipocrisia che condanna solo noi e non ad esempio i lidi che organizzano serate. C’è poco da dire: siamo sempre e solo noi i nemici pubblici numero uno, quelli da abbattere, da spazzare via. Questo modo di fare del Governatore penalizza chi lavora nel rispetto delle regole e nel buonsenso, dando invece modo a chi è nell’illegalità di continuare ad andare avanti. Siamo stati chiusi per mesi e ora che si vedeva un poco di luce siamo di nuovo attaccati. E non si capisce per quale motivo. Questo è un provvedimento folle, che non trova giustificazione. Perché in Campania si può fare sempre in modo diverso rispetto al resto del Paese? E poi, diciamolo, sarà difficile far rispettare questa ordinanza. Noi ci atterremo alle regole, ma queste restrizioni non saranno rispettate ingenerando una delegittimazione del sistema. Come si fa a controllare? Come si fa a dire a chi esce per fumare una sigaretta da un locale di restare all’interno? Come si fa a dire ad un operatore che non ha tavolini all’esterno di non lavorare? Perché il punto è questo: qui si ignora che noi diamo lavoro. Intorno ad ogni bar ruotano almeno tre o quattro persone dietro le quali c’è una filiera che da mesi soffre in silenzio».

I controlli

Filippo Boccoli è il titolare del 66, storico locale di Chiaia, e dello Spritz. Anche lui è furioso. «Tutto quello che impone l’ordinanza — osserva — non ha alcuna possibilità di risolvere il problema di eventuali assembramenti e contagi. Gli assembramenti esulano dai locali e, mi spiace dirlo, qui manca proprio la capacità di affrontare la questione per quello che è. Si parla di movida e si spara nel mucchio. Basterebbe guardarsi intorno e, come a Berlino, mettere pattuglie appiedate nel quartiere, con la radiolina. Qui invece si preferisce la militarizzazione, facendo scempio dei soldi dei contribuenti. E facendo scempio, con iniziative del tutto poco centrate, delle nostre imprese».

Confcommercio e il turismo

Molto critica nei confronti del provvedimento di De Luca anche Confcommercio. «La Regione ha emanato ancora una volta una ordinanza che non ha nessuna incidenza reale sulla diffusione del contagio, mentre danneggia soltanto le imprese che rispettano le regole e intendono operare in maniera corretta per cercare di superare questa difficile fase — osserva il direttore generale, Pasquale Russo —-. Le mascherine obbligatorie solo in Campania, anche all’aperto, disincentivano il turismo e con questi sistemi si rischia solo di favorire abusi e irregolarità. Sarebbe auspicabile un maggiore controllo sulla pubblica via proprio per tutelare i cittadini e le stesse imprese che rischiano di essere danneggiate da assembramenti irregolari. Riteniamo incomprensibile questa ulteriore stretta immotivata che va contro le indicazioni del Governo e rappresenta una vessazione ingiusta e immotivata nei confronti delle imprese».