“Conte, fondi un partito e vediamo quanti voti prende”

[…] tutto può accadere. Anche un anatema alla Fassino: “Se Conte vuol fare politica, fondi un partito e vediamo quanti voti prende”. […] Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio per Il Fatto Quotidiano sabato 26/6/2021 “AAA coglione cercasi” – Nel 1997, dopo tre anni di direzione del Giornale al posto di Indro Montanelli, Vittorio Feltri se ne va. E Berlusconi (Silvio, non Paolo, sedicente editore) offre la direzione al cofondatore del quotidiano: Enzo Bettiza. Il quale accetta per qualche minuto, finché scopre che sarà direttore per finta, perché quello vero è Maurizio Belpietro: “Una cosa mai vista né sentita, un contratto nel quale si legge: ‘È escluso che lei possa avere responsabilità di indirizzo e di intervento nell’organizzazione aziendale’. Volevano un pennacchio, un francobollo nobile. Mi proponevano una sinecura ben retribuita: io a bighellonare come un perdigiorno nei corridoi, un fondo domenicale, qualche commento. Ma poteri zero, anzi uno: quello di sciropparmi, da direttore responsabile che non può dirigere nulla all’infuori di se stesso, tutta la grana delle tantissime querele che affluiscono al Giornale feltriano. […]

26 replies

    • ILGRILLOTTOMACCHIAVELICODAMANDATO APEPPINOMAPOICIRIPENSA

      FORSE DOVEVA ANDARE COSI
      Da una analisi dinamica:
      dalla caduta del Conte 2 all’insediamento del governo Draghi, fino alle vicende delle ultime ore, inerenti il Movimento,
      scaturisce un quadro chiaro e ben delineato.

      I piani sono 2 ma la partita è la stessa.

      Grillotto e gli eletti stanno giocando la stessa partita:
      il primo per la sua vicenda familiare,
      scende a patti coi Poteri,
      “Draghi è un grillino e Cingolani manco a dirlo”,
      ma si tiene l’alibi Peppino,
      a cui da fintamente corda,
      dandogli mandato di riformare lo statuto del Movimento,
      ma quando l’opera
      è a un passo dal compimento
      interviene in modo
      Plateal-Schizofrenico.

      GLI ELETTI DI
      COMODO.
      È palese che l’obiettivo degli eletti è di tirare a campare il più a lungo,
      e magari fino alla fine e con chiunque,
      rendendosi concavi convessi, cilindrici, sferici, conici, poliedrico,
      torici e a pecorella,
      ( anche nel caso in cui Draghi dovesse prendere la strada del quirinale).

      Consapevoli di non aver futuro,
      potrebbero arrivare a votare l’inverosimile,
      in una realtà di anarchia e staticità.

      Gli eletti non hanno più nulla da perdere,
      in relazione al proprio peso specifico,
      ognuno ha fatto accordi e stretto patti,
      i più furbi hanno già transumato verso altri
      lidi più soleggiati, contrattando favori personali, dopo la decadenza del mandato,
      e per questo che hanno tirato un sospiro di sollievo.

      Allego documento:

      perché l’azione di Conte, come capo politico, era percepito come un potenziale pericolo,
      per la fine della legislatura…

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    • Gentile, in compenso pure di Beppe Grillo ne abbiamo avuto solo uno. Preferisco ricordarlo da vivo, piuttosto che il suo ectoplasma che non ne azzecca più una da tempo. Ogni volta che apre bocca si spara puntualmente suo coglioni. Speriamo in una laringite o che finisca le cartucce al più presto. Un messaggio si suoi cari (tranne CIRO) Aiutatelo. Cordialità

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  1. Che giuseppi fondi il suo partito,
    E chi se ne frega, sara il solito partito di poltronari come ne abbiamo visti tantissimi,

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  2. Se Grillo non capisce una cosa del genere vuol dire che ormai è arrivato, politicamente e umanamente. Aver tirato fuori dal cilindro un politico di razza quale Conte si è rivelato, per poi fare di tutto per farlo fuggire: un capolavoro che, indipendentemente da quale sarà il destino delle parti coinvolte, rappresenta la definitiva pietra tombale sul metodo grillesco di selezione della classe dirigente, che pur essendo essenzialmente basato sul caso (a parte la fedina penale pulita, un dettaglio comunque non di poco conto) e dunque migliorabile sotto moltissimi punti di vista, fin qui si era comunque rivelato non peggiore di quello adottato dalla totalità della concorrenza (basato esclusivamente su servilismo, ricattabilità e capacità di portare favori, e guai ad eventuali rigurgiti di onestà, anche solo intellettuale), infatti ha espresso risultati ben più che apprezzabili rispetto a quanto mediamente si sia visto all’opera nel Paese negli ultimi trent’anni.

    Temo che alternative non ce ne siano: o Grillo mangia questa minestra, o non resterà che leggere i titoli di coda, visto che l’implosione del M5S è già avvenuta mesi fa, e considerato che arrivare a voler dare le chiavi a qualcuno all’altezza del compito rifondatorio era già di per sè un tentativo da ultima spiaggia (oltretutto, con più speranze che reali garanzie di successo).
    Se così sarà, la decisione di Grillo di far morire i 5stelle con tutti i Filistei sarà comunque legittima, visto che la creatura è innegabilmente sua, come la faccia che, nel bene e nel male, ci ha sempre messo, dall’inizio alla fine; se davvero, come sembra, è intenzionato a lasciarla andare in malora, piuttosto che cederla a chi ne sappia fare un uso migliore, questa è una cosa che nessuno potrà impedirgli di fare, per quanto la cosa faccia incazzare (soprattutto i molti che si erano illusi riponendo in essa una fiducia a tratti incondizionata, che invece sarebbe bene concedere con più giudizio e parsimonia verso chicchessia).

    L’esperianza pentastellata volge ormai al termine; personalmente, a prescindere dall’amaro nonchè prevedibile finale, e al netto tanto degli innegabili traguardi come degli inevitabili errori, nel complesso la giudico salutare come l’aver finalmente aperto almeno una finestra in uno stanzone chiuso da decenni (le vecchie cariatidi della politica italiana fin da subito si son messe a strillare “chiudi, che c’è corrente”, e tanto hanno fatto e detto che l’hanno infine avuta vinta).
    Lo sappiamo bene tutti (o almeno, dovremmo) qual è il destino che ora ci attende a braccia aperte, perchè è un film già visto e rivisto fino alla nausea, e finirà che toccherà rimpiangere i tempi in cui ci si lamentava della gamba sana, ma quello che ci aspetta è ai limiti dell’ovvietà: il grande ritorno di finta destra, finta sinistra, e vere inculate (soprattutto per la povera gente).
    Però, potremo raccontare ai nostri nipoti che è esistito un tempo in cui sull’informazione mainstream l’Italia veniva seriamente paragonata alla Germania e financo alla Svezia (anche se col bieco secondo fine di mettere in cattiva luce chi aveva osato aprire la finestra), mentre ora si riaffaccerà la solita routine, quella in cui il paragone più frequente torna ad essere quello con Grecia e Spagna, o al massimo Francia in casi eccezionali.

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    • @jonny dio
      Lei è un teorico politico di alto livello, ma qui e’ tutta na’ scuola e tutta na’ mafia, che giunta all’implantologia moderna cioè siamo pieni fino ai denti.
      Gonfiatore sociale, ippopotami dalle enormi fauci.

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    • Sei sempre lucido nelle tue argomentazioni. La speranza che il casino si ricomponga c’è ancora.
      Nel caso peggiore però io vedo un enorme differenza rispetto al passato.: malgrado siamo una colonia degli usa a sovranità limitata con un’informazione da terzo mondo (che poi poveracci quelli del terzo mondo, non hanno uno straccio di giornale meglio dei nostri?), non dico 11 (voti m5s del 2018), ma almeno 8 milioni di elettori si dovrebbero essere accorti che col voto qualche cosina si può cambiare. Da qui come può uno degli 8 mln tornare indietro e votare , che so, il pd? Con conte, con bonafede, col dibba, dietro de masi … . dobbiamo trovare la possibilità di costruire una forza equivalente. Penso (e spero) che non possa essere la stessa situazione di 15 anni fa (centrodx e centrosx praticamente indistinguibili)

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      • Non sarà mai più lo stesso solo perchè, ora che è terminata, tutti saranno sempre costretti a fare i conti con l’esperienza pentastellata: sia chi vorrà ripetere qualcosa di analogo provando a gettare nuove basi, sia chi invece farà di tutto perchè invece una cosa simile non si possa ripetere mai più.
        Però, tolti di mezzo o ridotti ai minimi termini i 5stelle (lo stesso fato che toccherebbe anche ad un’eventuale scissione DiBattistiana), gli attori pre-2018 (o 2013, se preferisci) sono ancora tutti lì, pronti a recitare la medesima parte (sono nati per questo), c’è solo Salvini al posto di Bossi (o Maroni) e Meloni al posto di Fini, per il resto la mummia è ancora ben ancorata al suo sarcofago e Confindustria è tornata ad essere (in)degnamente rappresentata; c’è pure il cameo di Letta: mi sembra che non manchi proprio niente.

        Alternative credibili se ne potranno ricostruire, certo, soprattutto ora che il solco, sebbene in qualche maniera, è stato comunque tracciato e non è necessario ripartire da zero, ma almeno con degli spunti ideologici che sono realmente, e non solo a parole, alternativi all’atavico (e finora, 5 stelle a parte, unico) modo italiano di concepire la politica solo come mezzo clientelare al servizio di tutto tranne che della collettività. Nel frattempo però, campa cavallo.

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  3. Alessandro Cagliostro ovvero quando sul cervello si è depositata una fetta di prosciutto.Malato di bertinottismo.

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    • Vitaliano b
      Il presciutto è nella tua testa e fette di mortadella ti ricoprono la faccia a culo,
      Bertinotti te lo puoi infilare nel culo visto che con il mv5 * c’incastra come il cavolo a merenda,
      Gli italioti itagliani come voi fanno la felicità dei mafiopolitici.
      Come pecore seguite il pastore che vi tosa vi munge e vi macella.
      Pecore, solo pecore.

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  4. La speranza di veder morire il mv5 * si percepisce in molti blogger,
    Legalita onesta, sono concetti difficili da digerire x tantissimi itagliani abituati da sempre alle scorciatoie, al fancazzismo e all’intrallazzo,
    Ma 11 500 000 voti sono impossibili da nascondere, impossibile ignorarli,
    La voglia di mandare in cantina i mafiopolitici e tutti i suoi sostenitori cresce ogni giorno di piu, il mv5 * non muore, anzi si rafforzera, alla faccia dei briganti e dei loro sostenitori.

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    • @Cagliostro

      Cagliosto ma che dici?
      Tra coloro che si sono allontanati dal M5S ci sono quelli che non credono più nel M5S come strumento per combattere il sistema.
      Potrei indicarti un migliaio di motivi ma te ne indico uno che da solo basta e avanza e non obbliga a citare gli altri 999 motivi:
      QUALE CAZZO DI RIVOLUZIONE VUOI FARE CON UN PARTITO PADRONALE?

      Un padrone che si è rivelato egoista, delirante e con un senso dell’etica da itagliano medio?

      Il M5S è nato soprattutto come METODO.
      Democrazia dal basso, uno vale uno, trasparenza, meritocrazia, onestà erano un METODO.
      Un metodo che avrebbero potuto incarnare nel tempo altre formazioni politiche.

      Era questa la rivoluzione che quei coglioni dei grilloidi (in genere non della prima ora) non hanno capito fingono di non capire.
      GRILLO HA TRADITO TUTTI I PRINCIPII SU CUI SI SAREBBE DOVUTO FONDARE IL M5S.

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  5. Alessandro Cagliostro detto il piccolo bertinotti.”Grillo potrebbe chiedere a Draghi e Cingolani di fare il capo del m5s visto che sono così grillini”Da Spinozza

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  6. AAA coglione cercasi- MARCO TRAVAGLIO- IFQ- 26 giugno 2021

    Nel 1997, dopo tre anni di direzione del Giornale al posto di Indro Montanelli, Vittorio Feltri se ne va. E Berlusconi (Silvio, non Paolo, sedicente editore) offre la direzione al cofondatore del quotidiano: Enzo Bettiza. Il quale accetta per qualche minuto, finché scopre che sarà direttore per finta, perché quello vero è Maurizio Belpietro: “Una cosa mai vista né sentita, un contratto nel quale si legge: ‘È escluso che lei possa avere responsabilità di indirizzo e di intervento nell’organizzazione aziendale’. Volevano un pennacchio, un francobollo nobile. Mi proponevano una sinecura ben retribuita: io a bighellonare come un perdigiorno nei corridoi, un fondo domenicale, qualche commento. Ma poteri zero, anzi uno: quello di sciropparmi, da direttore responsabile che non può dirigere nulla all’infuori di se stesso, tutta la grana delle tantissime querele che affluiscono al Giornale feltriano. Hanno tentato il vecchio metodo di issare un blasone moderato per tenere buoni i lettori liberali e conservatori. Ma in realtà vogliono conservare il feltrismo senza Feltri”.
    Inutile dire che, dopo il gran rifiuto di Bettiza, Berlusconi non trova nessuno: cioè il povero Cervi, Belpietro, Giordano, ri-Feltri, Sallusti, fino alla comica finale di Minzolini.

    La stessa mossa berlusconiana ha tentato Grillo per i 5Stelle, immaginando che Conte avrebbe accettato di fare il re travicello, il pennacchio tira-voti, il fiore o la pochette all’occhiello, mentre Beppe avrebbe seguitato a comandare con la lucidità che ultimamente gli è propria.
    Infatti ha suggerito a Conte, che si avvaleva di consiglieri come la Mazzucato, di “studiare cos’è il M5S” dopo aver consegnato la tessera onoraria a Draghi e a Cingolani, che invece cos’è il M5S lo sanno bene, infatti si circondano di liberisti e antiambientalisti.
    Ora Conte, come Bettiza, non potrà che respingere la proposta indecente. E Grillo dovrà farla a qualcun altro. Ma chi potrà accettarla? Non certo un big in grado di recuperare o almeno mantenere i voti: al massimo un coglione, un servo sciocco a caccia di medagliette-patacca. E, senza un capo politico degno di questo nome, i 5Stelle defungeranno a breve. E lasceranno orfani milioni di elettori che costringeranno Conte, volente o nolente, a dare loro una casa.
    Delle due l’una: o Grillo si accorge del disastro che ha combinato e rimedia finché è in tempo; o tutto può accadere. Anche che, nel processo di omologazione ai suoi acerrimi nemici, lanci un anatema alla Fassino: “Se Conte vuol fare politica, fondi un partito e vediamo quanti voti prende”.

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    • Finalmente Travaglio è tornato ad essere Travaglio.
      Molti “grilloidi del cazzo” (come quel leccaculo di Grillo che scrive qui sotto, da non confondere con gli “attivisti 5S”: i grilloidi seguono Grillo come i forzaitalioti seguivano B.) hanno conosciuto Travaglio grazie alla sua vicinanza ai 5S e lo hanno confuso per un Merlo, un Pedullà, un Erspamer qualsiasi.

      Beh, miei cari coglioni, il vero Travaglio è proprio quello senza peli sulla lingua che potete leggere in questo articolo.
      Fatevelo dire da uno che lo legge da trent’anni.

      Il limite di Travaglio sono le sue amicizie, sono soprattutto quelle a condizionarlo.
      Era capitato con Sant’oro quando si era shierato a favore della Schiforma.
      Capita ora con Grillo che si è manifestato per quello che è: il padrone del M5S (ma presto rimarrà padrone di una scatola vuota, il marchio del fu M5S). Un padrone egoista e mezzo scemo.
      Travaglio non si lascia condizionare da mazzette o prebende, nemmeno gliele offrono sapendo che ne farebbe un bell’editoriale il giorno dopo sputtanandoli. Ma è stato enormemente reticente sulle gestione padronale e opaca del M5S ad opera di Grillo.
      Quindi, se siamo arrivati a questo punto, è anche colpa del direttore del FQ.

      Io che sono un povero coglione avevo previsto tutto non da mesi ma da anni.
      Avevo previsto proprio questo epilogo perché sapevo che prima o poi le questioni di METODO (poco democratico e poco trasparente, a dispetto delle chiacchiere sull’uno vale uno e sull’importanza della trasparenza) sarebbero arrivate al pettine e avrebbero fatto vedere Grillo per quello che è sempre stato: il principale TRADITORE dei principii che lui e Casaleggio sr avevano propagandato.

      Averlo scoperto con tutto questo ritardo è colpevole.
      Spero che Travaglio in futuro si emancipi dai condizionamenti delle sue amicizie.

      A me del fu M5S non frega più un cazzo.
      Tanto meno di un M5S ancora più padronale che in passato, gestito da un uomo delirante e disperato attorniato da una schiera di leccaculo che gioiscono per ogni suo vaffanculo (anche se sono vaffanculoi alla partecipazione dal basso, alla trasparenza e a tutte le buone pratiche del M5S degli albori).

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  7. Il bar per vecchietti rincoglioniti

    travajo da un bel po’ di tempo lo seguo come seguo i pesci rossi nelle fontanette che non si trovano più.

    L’idea che Conte fondi il suo partito, liberandoci in un colpo solo di tutti quei paraculi che si sono VENDUTI ma ovviamente fanno finta di niente e hanno completamente abbandonato il programma e i suoi punti da portare avanti (il famoso FARO da seguire, seh seh), porta con sè vantaggi enormi. Se cioè m5s e Conte si presenteranno separati raccoglieranno più voti che se si presenteranno con un sol partito o contenitore. E il nuovo m5s porterebbe GENTE NUOVA dentro il parlamento dei dinosauri VENDUTI E MARCI.

    Guardate il centro destra, davvero pensate che se facessero un unico contenitore di merda, invece che presentarsi come ora con tre barattoli di merde diverse, raccoglierebbero più voti? FALSISSIMO. Infatti vanno sempre separati e faranno di tutto per avere altre frattaglie, cioè altri piccoli stronzetti (uno è il farabutto di rignano, l’altra la vecchia col turbante, poi c’è il pariolino dei marciapiedi).

    Io penso che travajo oramai è un tifoso rinco che vede SOLO quel che vuol vedere e gli piace, invece di essere distante e imparziale.

    Anche io confido in una intesa che NON è affatto vero che non si possa trovare, ma di sicuro non accetterò MAI la presa per il culo. Chi ha seguito la politica per questi ultimi anni continuamente sa che grillo ha scappellato TUTTO da inizio 2021, ma prima di allora, di danni non ne ha fatti, perchè era di lato. Non c’era proprio, non si è visto. E non ditemi che non è stato così. Il m5s nel bene o nel male ha fatto il m5s, compromessi inevitabili se volevi andare avanti, ma nel rispetto delle regole del movimento. Non ditemi proprio che prima del 2021 il m5s non era il m5s e non ha fatto il m5s nonostante gli inevitabili errori che tutti avrebbero fatto.

    Sono certo che grillo mai si sognerebbe di dire a Conte tu questa persona non la prendi perchè la scelgo io. Questa cosa NON esiste per chi conosce grillo per come è. Conte dentro il m5s può fare il cazzo che gli pare e chi conosce il m5s come me lo sa benissimo. Lo spazio di azione che Conte ha dentro il m5s non lo ha attualmente da nessuna altra parte (si pezzi di merda che votate altri partiti, dico proprio a voi, Conte dentro il vostro partito non lo volete perchè non ci potrà MAI stare, però ce lo dobbiamo rifilare noi ma solo con le condizioni dettate da voi pezzi di merda. Col cazzo pezzi di merda. Col CAZZO).

    L’alternativa da non scartare affatto è che si faccia un partito suo, cosa che mi auguro se davverso pensa di STRAVOLGERE le poche regole che ancora danno un senso al m5s: il m5s nasce come movimento, non come partito, e tale deve rimanere. Costi quel che costi. Se nasci per combattere la CASTA non puoi morire dentro una auto blu mentre ti portano a spasso per l’italia a trovare la tua famiglia a pomigliano (un posto a caso).

    NON accetterò MAI l’aut aut: o entro dentro il m5s e lo stravolgo come cazzo mi pare oppure lascio la politica, perchè altrimenti ti dico o ti fai un partito tuo e fai il cazzo che ti pare oppure TE NE VAI A FARE IN CULO. Ok, sior Conte?

    Dobbiamo tenere BOTTA. E prendere travajo e accompagnarlo dentro il prima bagno pubblico. Perchè di stagnetti con i pesciolini rossi non se ne trovano più, mentre di cessi ne abbiamo tanti. Tantissimi.

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  8. Tutto ebbe inizio con la formazione del governo giallo rosa. I miracolati con a capo il poltrona di per eccellenza, che non avevano capito una mazza dei risultati delle elezioni europee, si cacarono addosso per la paura di tornarsene a casa dopo solo un anno di mangiatoia. In ciò furono aiutati dal duo Conte-Grillo che misero in minoranza Di Battista-Casaleggio che proponevano di andare alle elezioni convinti che quella volta avrebbero ottenuto, come disse allora Di Battista, un sacco di voti. Insomma, pur di non andare a 🏠 si trasformarono in donatori di sangue per rivitalizzare il PD del quale si conosceva la cultura renziana basata sul fatto che gli eletti di quel partito erano in maggioranza accoliti di Renzi. L’ implosione è avvenuta col il si al governo Draghi. potremo accusare Di Maio, Conte o Grillo di aver ucciso il movimento quando sapremo perché Conte e Grillo si siano prodigati per convincere i falsi portavoce e falsi grillini aspiranti portavoce a dire si al governo Draghi. Le domande sono:
    a) perché Fico consigliò Draghi di contattare Grillo prima di divulgare il calendario delle consultazioni con i rappresentanti di tutti i partiti?
    b) nel discorso del tavolino Conte affermò che era stato accusato di voler sabotare la nascita del governo Draghi, ma che il sabotatore delle istituzioni andava cercato altrove. Fece quel discorso perché convinto da Grillo a farsi da parte o per convincere Grillo che era indispensabile appoggiare la nascita del governo?
    c) i miracolati decisero, come iscritti, di votare si è di convincere a votare si gli iscritti perché convinti da Conte e Grillo con la barzelletta del ministero della transizione ecologica o perché fu detto loro che un no avrebbe creato una crisi istituzionale?
    Sapremo mai la verità perché qualcuno gradirà la consegna del silenzio su quanto successo o ci racconteranno qualche barzelletta pur sapendo che il movimento scomparirà? Anzi, il movimento per il quale ho votato sarebbe comunque scomparso anche se Conte e Grillo si fossero messi o si metteranno d’accordo per un nuovo movimento contiano

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  9. Ma per quale motivo noi m5s dobbiamo scegliere tra Grillo e Conte ? Ma se siamo un movimento dove uno vale uno,una forza avveniristica che pone i cittadini al primo posto quando bisogna decidere , dei visionari senza santi da pregare o semidei da adorare, perchè adesso dovremmo dilaniarci alla ricerca di una eminente “decidi-tutto”?

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  10. Dedicato contestatori di Guseppe Conte e quelli che non hanno mai letto STATUTO M5S 2017, e contestano Conte senza
    AVERE MAI LETTO IL PIANO DI CONTE PER RIFONDARE IL M5S – 01.04.2021

    assemblea congiunta dei parlamentari Cinquestelle il piano di rinnovamento:
    “Grazie a voi riscatto per l’etica pubblica, una forza d’urto che ha contaminato gli altri partiti”.
    Tra i partecipanti anche il garante BEPPE GRILLO

    IL PIANO DI CONTE PER RIFONDARE IL
    MoVimento 5 Stelle

    “Nuova carta di principi per identità chiara. Regole contro le correnti, trasparenza su voto digitale”
    IL MOVIMENTO 5.0 – L’ex premier illustra all’assemblea congiunta dei parlamentari Cinquestelle il piano di rinnovamento: “Grazie a voi riscatto per l’etica pubblica, una forza d’urto che ha contaminato gli altri partiti”.

    Tra i partecipanti anche il garante Beppe Grillo

    di Martina Castigliani | 1 APRILE 2021

    M5s, Giuseppe Conte parla all’assemblea dei parlamentari: segui la diretta tv

    Una nuova carta dei principi e dei valori “per un’identità chiara”. Un nuovo statuto “che non rinneghi i punti di forza leggera”, ma che intervenga radicalmente sull’organizzazione. La rifondazione di Giuseppe Conte sarà radicale e partirà dalla struttura:

    “Non è un’operazione di restyling o marketing politico, ma un’opera coraggiosa di rigenerazione del Movimento, senza rinnegare il passato”. Il debutto dell’ex presidente del Consiglio da leader politico del Movimento 5 stelle è stato in diretta streaming, davanti all’assemblea dei portavoce 5 stelle (parlamentari, ma anche eurodeputati e consiglieri). per raccogliere suggerimenti”

    Collegato su Zoom anche il VERO REGISTA dell’operazione: Beppe Grillo. Che l’avvocato ha ringraziato “per questa sfida complessa e affascinante”.

    Nel parlare di come vorrà forgiare il nuovo Movimento, Conte ha usato molte delle parole chiave che tanto stanno a cuore ai 5 stelle e al suo fondatore:

    etica pubblica e onestà intanto, valori che, ha detto, il M5s ha “riportato in auge nella politica italiana”;
    ma anche giustizia, lotta antimafia e naturalmente impegno per la transizione ecologica.

    Due erano poi i temi più attesi: la regola dei due mandati e i rapporti con Davide Casaleggio. Se sul primo argomento l’avvocato non ha fatto neanche un accenno, sul secondo i riferimenti più o meno diretti sono stati tanti.

    “La democrazia digitale resterà un punto fermo del neo Movimento”, ha detto. “Le nostre scelte continueranno ad essere prese attraverso una piattaforma di voto. Ma questo deve accompagnarsi alla considerazione che la democrazia rappresentativa va rafforzata e che la democrazia digitale non è neutra, dobbiamo dirlo…”. E per questo, ha detto, “serve massima trasparenza e massima chiarezza” sul processo dei dati. Nessun accenno esplicito all’associazione Rousseau, ma un approccio molto duro che testimonia il fatto che anche su questo ci si aspetterà un cambio di passo. E proprio parlando di correnti, Conte ha detto: “Avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne che inevitabilmente finiscono per cristallizzare sfere d’influenze e posizioni di potere. Non abbiamo bisogno di associazioni varie“.

    Conte e il nuovo M5s: “Rifondarlo non sarà operazione di marketing. Serve una rigenerazione senza rinnegare il passato”

    Conte e il nuovo M5s: “Rifondarlo non sarà operazione di marketing. Serve una rigenerazione senza rinnegare il passato”
    La carta dei principi e l’orizzonte delle 5 stelle “da allargare” – Come prima cosa, ha detto l’ex premier, “proporrò una carta dei principi e dei valori, in modo che chi vorrà aderire a questa nuova forza politica non abbia dubbi sulla sua identità”.
    Per farlo, Conte interverrà sulle fondamenta stesse del Movimento: “Vi proporrò una rivisitazione delle Cinquestelle, quelle della Carta di Firenze del 2009. Che non sono da rinnegare: sono 5, ma questa costellazione deve allargare il proprio orizzonte”. Il nuovo Movimento, secondo Conte, dovrà essere “accogliente” e “continuamente aperto all’esterno e alla società civile”, ma anche “intransigente” per “non allontanarci dai nostri principi”.
    E questo “non vorrà dire rinnegare i valori del passato”. Dovrà essere “continuamente ossigenato da iniziative di cittadinanza attiva.

    Quindi chiedo di lanciare il cuore avanti, di non cedere all’istinto di sopravvivenza, di non pensare di perdere la propria piccola sfera di influenza”. E soprattutto, ha detto, “dovremo liberarci di alcuni equivoci, ad esempio la regola una vale uno, che è fondamento della democrazia, ma quando si tratta di designare il rappresentante del popolo in posizione di rilievo pubblico occorrono innanzitutto persone oneste ma anche con specifiche competenze e aggiungo capaci“.

    Rifondare però, ha detto, “non vuol dire rinnegare, ma deve essere un’opera che valorizzi l’esperienza fatta che proietti il M5s in una forza capace di presentare un nuovo modello di sviluppo.
    Un modello di sviluppo che realizzi condizioni effettive di benessere equo e sostenibile, che coniughi la transizione energetica in atto per ridurre le tante diseguaglianze”. E proprio sui temi Conte vorrà incontrare i singoli parlamentari e portavoce: “In queste settimane ho elaborato delle proposte su cui ci confronteremo. Dopo la pausa pasquale programmeremo una serie di incontri per raccogliere i vostri suggerimenti, prima di condividere il progetto finale”.

    Quindi eccoli alcuni principi di questo nuovo Movimento:
    “Rispetto della persona; ecologia integrale, secondo cui occorre affidarsi a modelli di sviluppo aperti a misurare le condizioni effettive di benessere equo e sostenibile;
    la giustizia sociale”, come “l’etica pubblica” e il “rafforzamento della democrazia diretta,

    la democrazia diretta digitale che resterà un punto fermo del neo Movimento”.

    Cambierà anche la forma: “In passato il Movimento ha fatto ricorso a a espressioni giudicate spesso aggressive, ma ogni fase ha la sua storia” e se nell’assalto al palazzo “non si poteva certo usare il fioretto” ora serve “un nuovo linguaggio”:
    “La politica non deve lasciarsi accecare dalla polemica, deve cercare profondità di pensiero e riconoscere anche la bontà delle idee altrui“.

    E, sempre a proposito di temi, Conte ha detto: ” “Riscriveremo insieme il diritto dei lavoratori il cui Statuto è fermo al 1970: ci servirà per affrontare le nuove trasformazioni del mondo del lavoro. Ma scriveremo anche la carta dei diritti degli imprenditori”.

    Il nuovo statuto per una nuova organizzazione – Se la carta dei principi aiuterà a definire “una chiara identità politica“, il secondo passaggio fondamentale del progetto sarà la nascita di “un nuovo statuto”.

    Ovvero “una proposta per dotare il Movimento di razionalità organizzativa, coinvolgendo le varie organizzazioni territoriali e della società civile in modo stabile”. E’ questo uno dei punti deboli del M5s: sono nati sui territori con gli ormai defunti Meetup e da troppo tempo ormai lamentano uno scollamento dalla base sempre più significativo.

    “Proporrò uno statuto”, ha detto Conte, “che non rinneghi i punti di forza di una organizzazione leggera” come quella del Movimento, “ma che allo stesso tempo definisca un chiaro assetto interno” con una chiara ripartizione dei ruoli: “Una struttura che ci aiuti a definire con chiarezza la linea politica”.

    Quello delineato dall’avvocato è un cambio radicale di struttura, ma cercando di mantenere la forma di un Movimento:

    “Dobbiamo evitare la forma partito tradizionale, avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne che inevitabilmente finiscono per cristallizzare sfere d’influenze e posizioni di potere”. Ecco, proprio la nascita di correnti è una delle cose che più preoccupa il nuovo leader: “Non abbiamo bisogno di associazioni varie, il nuovo impegno viviamolo interamente nel nuovo Movimento“.
    Un riferimento neanche troppo mascherato proprio all’associazione Rousseau, presieduta da Davide Casaleggio, che solo poche settimane fa ha presentato un suo manifesto autonomo dal titolo ControVento.

    Conte nella sua radicale trasformazione interna ha previsto poi la nascita di vari organi nuovi: “Ci sarà un dipartimento che si occuperà a tempo pieno dei rapporti con partiti stranieri, avremo un centro di formazione permanente“.

    “Favoriremo dei Forum permanenti, delle “piazze delle idee”, per sollecitare iniziative di cittadinanza attiva, vale a dire le pratiche di “attivismo civico” mirate a rendere effettivi i diritti esistenti o a promuovere il riconoscimento di nuovi diritti, favorendo l’inclusione sociale di tutti i cittadini. Non chiediamo tessere o iscrizioni: potranno partecipare singoli o associazioni anche senza iscriversi al neo-Movimento: ad essi garantiremo attenzione e disponibilità a far nostre le proposte anche legislative condivise all’esito del confronto”.

    “Siate orgogliosi di quello che avete fatto” – “Il M5s ha scritto pagine importanti della storia politica italiana”, ha esordito l’ex presidente del Consiglio, “se vi guardate indietro potete essere orgogliosi. Alcune ingenuità non valgono ad oscurare le vostre battaglie. Ci sono errori e ingenuità, chi non li commette, ma non oscurano le battaglie per un’Italia più vivibile, verde, equa e solidale. Il M5s è caratterizzato per esprimere una carica innovativa nel sistema politico italiano”, ha detto. “Tra i vostri meriti più grandi vi è quello di aver richiamato l’attenzione sull’etica pubblica, avete riportato in auge una tensione morale che ha costretto tutti i partiti a misurarsi con i concetti di onore e disciplina. Avete riportato in auge valori morali e onestà“.

    Una svolta importante, in Italia come in Europa. “Non dimentico che avete contribuito a imprimere un’importante svolta del percorso europeo. Con i vostri voti avete permesso l’insediamento della commissione Von der Leyen, è anche per queste ragioni che oggi sono qui a confrontarmi con voi. Abbiamo convissuto fianco a fianco, abbiamo condiviso due esperienze di governo, abbiamo lavorato con costante collaborazione, abbiamo affrontato tantissime difficoltà e ci siamo fatti carico di carenze e manchevolezze strutturali. Abbiamo sempre cercato di rimanere concentrati. Abbiamo affrontato da ultimo, per oltre un anno, una gravissima emergenza. Abbiamo lavorato con grande impegno e responsabilità per proteggere la salute dei cittadini

    Il capo reggente lascia il testimone: “Siamo al lavoro per una organizzazione economica centralizzata” – Vito Crimi, capo politico reggente del M5s, ha aperto i lavori dell’assemblea, e con il suo discorso ha simbolicamente lasciato il testimone all’ex premier: “Conte ha dimostrato con la forza della sobrietà la differenza tra chi ha a cuore l’interesse del Paese e chi ha a cuore l’interesse personale”, ha detto.

    “Al termine del suo mandato come premier ha detto con chiarezza di non voler disperdere il patrimonio accumulato in questi anni e manifestato il desiderio di iniziare un percorso con il M5s di cui ha condiviso sempre i valori”.

    E mentre si avvia il percorso di rifondazione, proprio Crimi sarà al lavoro per cambiare un altro dei tasselli fondamentali: la gestione dei fondi: “In questi giorni”, ha detto, “con il nuovo tesoriere e il Comitato di garanzia stiamo cercando di realizzare l’obiettivo di una organizzazione economica centralizzata. E’ una macchina complessa che non può essere lasciata a entità esterne”.

    Quanta fatica e passione sprecata

    Alcune regole; statuto m5s 2017 :

    “Saranno Di Maio e Grillo direttamente a scegliere chi va in testa ai collegi uninominali ad esempio e questo in tanti, quelli che già un mandato lo hanno fatto, lo chiedevano. Ci si apre a tutti a patto che non siano degli ex espulsi dal Movimento, che non siano stati iscritti in altri partiti.
    Possono correre anche gli indagati, anche se c’è un potere di discrezionalità in base al peso dell’inchiesta.

    Una delle novità più grandi è prevista all’articolo 8 dello Statuto: l’elezione diretta del Garante. Stiamo parlando di Beppe Grillo, l’unico dogma mai messo in discussione fino a questo momento, colui che ha creato tutta la baracca e che se l’è ripresa in mano ad ogni sentore di crisi. Per il momento, quello che dicono all’interno sperticandosi in rassicurazioni, non è prevista alcuna sua rinuncia, ma intanto le regole per il suo addio eventuale sono state stabilite nel dettaglio. E, sorpresa, si prevede una elezione tra una rosa di candidati “non inferiore a tre” proposta dal comitato di Garanzia che sceglie tra “figure che si siano distinte per il determinante contributo alla storia e all’azione politica del Movimento 5 stelle

    E UDITE ,UDITE DURI E PURI:

    Ma non solo. Il Garante rimane in carica “a tempo indeterminato”, ma può essere revocato su proposta del comitato di Garanzia “a maggioranza assoluta” e ratificato dagli iscritti in rete. Se non ratificano, il comitato decade.

    E ne dovrà essere eletto uno nuovo. Che detto oltre i tecnicismi è una rivoluzione mai vista per il Movimento: si sta preparando una exit strategy per qualsiasi eventualità e per far sì che il Movimento possa vivere oltre qualsiasi terremoto politico e che possa, soprattutto, essere saldamente controllato dagli iscritti.

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  11. Come dice Merlo nel suo articolo che condivido, il metodo Casaleggio (Roberto ovviamente) non è ‘sta roba qua … col capo (politico), sia che sia Grillo, sia che sia Conte.

    Il metodo prevedeva che il capo fosse direttamente il popolo, cioè aspirava alla democrazia, ormai praticamente razza estinta sul pianeta terra.

    Ma il metodo rimane (e per ora anche il movimento non è ancora morto, anche se c’è chi ha già scavato la fossa e rifinito la bara), e qualcun’altro potrà avvalersene, forte dell’esperienza di questo primo prototipo, il primo nato (in Italia!) di una generazione nuova, come quei pesciolini che hanno usato le pinne per camminare e sono usciti dall’acqua, per poi evolversi e conquistare la terraferma.

    Ci vuole tempo certo, e i poteri costituiti sono forti, ma la spinta democratica è ancora più forte e in un certo senso secondo me ha già vinto, anche se il traguardo non è ancora raggiunto.

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  12. Storicamente, tutti i movimenti innovativi sono passati per periodi turbolenti,da cui o non sono sopravvissuti, o sono usciti più forti o trasformati, non di rado in peggio. È difficile in questo momento riconoscere chi può essere il catalizzatore perché si verifichi la seconda, auspicabile alternativa, per cui non resta per chi crede nel movimento che osservare se qualcuno, storico o parvenu, con carisma e onestà saprà riproporre i principi basici, che devono rimanere inalterati, accostandoli ad una realtà rinnovata e cambiante. Se salta fuori (e perché no?) se sapremo riconoscerla ed appoggiarla, tutto è possibile, anche il ritorno al marzo 2018, ed oltre, ma su basi e protagonisti di diversa levatura

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