Il vero punto di forza del Movimento

(Andrea Zhok) – Oggi il Corriere presenta la discussione tra Grillo e Conte sullo statuto del M5S come un “duello”, una “sfida”, in cui il movimento risultava “spaccatissimo”. In questo duello, le posizioni vengono presentate in questo modo: Conte sarebbe “governista”, mentre Grillo sarebbe “movimentista”.Le definizioni non sembrano illuminanti, e comunque non è facile capire se le cose stiano davvero così: dopo tutto questa è la versione del Corriere, che non ha perduto occasione negli ultimi anni per segare ogni albero su cui si arrampicava il movimento.

Quella che però sembra la vera posta in gioco, quella più profonda, anche se non so oramai quanto consapevole, è la seguente. Il M5S era nato come movimento che rifiutava di aderire ai blocchi politici tradizionali, quella bipartizione tra “centrodestra” e “centrosinistra” che gli elettori percepivano come stantia, sterile, come un gioco delle parti capace di tenere il paese sotto una cappa di inconcludenza per tutta l’eternità. Il “rifiuto di tutte le alleanze”, per quanto politicamente impercorribile nel lungo periodo, aveva questo significato agli occhi dell’elettorato. Il M5S, dunque, si presentava come un “terzo polo”, come un tentativo di aprire, in modo forse confuso e velleitario ma entusiasta, una terza via nello spazio politico italiano, una via che non si ritrovasse vincolata a posizionamenti automatici, a reazioni condizionate e premasticate da ideologismi di “destra” o di “sinistra”.

Questa posizione strategica nello scenario politico era il vero punto di forza del movimento, quella componente di potenziale innovazione che quantomeno prometteva l’apertura di una nuova stagione. Di quel momento sul piano legislativo rimane il “reddito di cittadinanza”, che è più o meno l’unica proposta innovativa sul piano dei diritti sociali da trent’anni a questa parte. Ma se guardiamo alla direzione in cui l’ex premier Conte vuole condurre il M5S ciò che troviamo espressa a chiare lettere è “l’adesione al campo progressista.” Ora, l’ex premier è mediatore di grandi capacità e dotato di leadership, ma non è certamente un uomo di visione. La sua naturale propensione è quella di insediarsi in una posizione stabile e prevedibile, da cui poi poter gestire la cosa pubblica. Purtroppo questo posizionamento finisce per presentare il M5S come la versione ingenua del PD, il fratello minore di un dinosauro interessato solo alla propria autoperpetuazione, qualcosa di cui nel panorama politico italiano semplicemente nessuno avverte alcun bisogno.

8 replies

  1. Paolè, vedi che oggi si è travestito da Trottolino!
    E la tua Amica?
    Questa mi costringerà a rivolgermi a
    a Chi l’ha visto

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  2. Analisi sommaria e sempliciotta. Il terzo polo non è stato praticabile per un fatto puramente di numeri, non avevi la maggioranza. E il centro destra fa così SCHIFO che non rimaneva che ripiegare sulla FECCIA piddina, cioè sul meno peggio su piazza. FINE.

    Chi scrive l’articolo dimentica di dire che la somiglianza attuale alla FECCIA piddina del m5s di ora, il fatto che il m5s sia il fratello siamese minore del piddi, è dovuto solo agli ex portavoce degli ex cittadini, al loro essersi VENDUTI al nemico perchè sono e si sentono (oggi) come il nemico, quel nemico che volevano e dovevano (ieri) combattere e abbattere (la famosa casta). L’aver completamente ABBANDONATO quelle sane barricate che facevano il m5s una cosa diversa rispetto ai dinosauri del posto fisso è stata una scelta consapevole e scellerata degli ex portavoce e solo di loro. Non certamente degli elettori, i famosi CITTADINI, ABBANDONATI E FREGATI.

    Oggi, quei poltronari, pensano solo a come riciclarsi e reinventarsi, per poter continuare a metter radici a roma. Per questo usano Conte come scusa e, in barba al programma che è diventato secondario e irrilevante, pensano esclusivamente a cambiare quelle regole dello statuto senza provare il senso del ridicolo e dell’indecenza.

    Tutti sanno che cambiare lo statuto è cosa insensata quanto deleteria, ma se pensiamo a un esercito di mercenari VENDUTI in massa, allora la logica riporta la luce dove c’era buio e tutto torna chiaro. Così come risulta ancor più chiaro e importante quel limite di mandato, per tutelare noi elettori proprio da chi abbiamo votato e che ci ha girato le spalle, per farsi i cazzi suoi.

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    • “Il terzo polo non è stato praticabile per un fatto puramente di numeri”
      frase con poco significato

      non è che “ti inventi” un polo politico solo se hai la maggioranza
      se lo fai è per promuovere idee che portino ad azioni.
      è il risultato positivo o meno che è legato ai numeri,
      ma chi vuole fare politica si dovesse muovere solo ed unicamente essendo sicuro
      di avere la maggioranza, allora non si muoverebbe mai nessuno.

      dal mio punto di vista i 5* hanno avuto la loro occasione ma, come dire, si sono persi per strada
      per più motivi, che è un tantino dispersivo stare ad elencare, ma il risultato è
      che ora sono come un carretto trainato da tanti, che si muovono in più direzioni sui 360°
      con il risultato di apparire praticamente immobili, inefficaci e inconcludenti.
      non azzardo conniventi con lo zibaldone che il draghissimo calpesta ogni giorno
      con la complicità del non ancora emerito.

      Conte, con quei suoi modi da DC vecchia maniera
      (non che lo voglia un novello Che, sarebbe ridicolo con il basco),
      non aiuta a scegliere sul cosa fare e sul dove andare
      cerca di indorare una pillola, o meglio dire una supposta.

      con tutto il rispetto per il lavoro ingrato che ha dovuto fare

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  3. Articolo condivisibile, il movimento se restava in opposizione, mantenendo integerrimi le sue bandiere, avrebbe potuto raggiungere, nel tempo, la maggioranza assoluta che, a posteriori, gli avrebbe permesso manovre politiche, anche più compromettenti e meno decisive, senza perderci la faccia.
    Il compromesso, quasi storico, che anche in ordine individuale, si tende a riprodurre, scaturisce, forse, da un pensiero al fine fiducioso e positivo, senza pensare che arriverà il giorno della resa dei conti.
    La politica è si compromessi ma non è svendita di ogni bandiera per dire a sé stessi che almeno la cima è stata raggiunta.

    Conte sembra che abbia una visione politica
    proiettata su più equilibri, su più punti trasversali che potrebbero ricompattare sto movimento su di un centro dove diverrebbe anche plausibile il suo scioglimento fra ciò che resta dei due poli di dx e sx, e in fondo, anche se questo è un auspicio che non gli auguro, non si può fare fare una gara di salto in alto a chi è specializzato nel giavellotto.
    Purtroppo la politica degli ultimi anni si è sbiadita dei connotati umani per divenire il simulacro di questa triste economia e vita di comunità dove, se non sei un poliziotto sei comunque un delinquente, per dirlo in modo banalissimo , e ripristinare un diverso assetto sociale ci vuole del tempo, lustri, decenni e mai sarà eguale se non in una forma di benessere che accomuni più persone possibile che, anche se quest’ultimo è solo un luogo comune, nasconde processi politici e quindi sociali spariti quasi totalmente da ogni orizzonte, a meno di compartecipare al degrado collettivo che usa ogni bene per un bieco arricchimento e per una bieca posizione di privilegi.

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  4. A. Z. un po troppo ingenuo lo 6 tu,
    per un motivo già ampiamente sdipanato,
    illustraci quale altra via è più agevole o
    praticabile.
    A volte si è costretti a sembrare un po
    sprovveduti, il tempo, le circostanze,
    l’imprevisto possono aiutare, senza però, perdere di vista ​L’OBIETTIVO!

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  5. CHI HA ORECCHIE DA INTENDERE, INTENDA (GLI ALTRI IN CAMPER)

    Il brevissimo “regno” di Masaniello
    Giovedì 11 luglio, dopo la ratifica dei capitoli del privilegio nella Basilica del Carmine da parte di un’assemblea popolare, Masaniello cavalcò tra le acclamazioni ed i festeggiamenti dei popolani, insieme al cardinale Filomarino ed al nuovo eletto del popolo Francesco Antonio Arpaja, fino a Palazzo Reale per incontrare il viceré. Alla presenza del duca d’Arcos, a causa di un improvviso malore, perse i sensi e svenne iniziando a manifestare i primi sintomi di quell’instabilità mentale che gli avrebbe poi procurato l’accusa di pazzia. Durante l’incontro, dopo un infruttuoso tentativo di corruzione, il pescatore fu nominato Capitano generale del fedelissimo popolo napoletano. Filomarino, scrivendo a papa Innocenzo X, lo descrisse così:

    Presunto ritratto di Masaniello nelle vesti di capitano generale. Dipinto di Micco Spadaro. Collezione privata.
    «Questo Masaniello è pervenuto a segno tale di autorità, di comando, di rispetto e di ubbidienza, in questi pochi giorni, che ha fatto tremare tutta la città con li suoi ordini, li quali sono stati eseguiti da’ suoi seguaci con ogni puntualità e rigore: ha dimostrato prudenza, giudizio e moderazione; insomma era divenuto un re in questa città, e il più glorioso e trionfante che abbia avuto il mondo. Chi non l’ha veduto, non può figurarselo nell’idea; e chi l’ha veduto non può essere sufficiente a rappresentarlo perfettamente ad altri. Non vestiva altro abito che una camicia e calzoni di tela bianca ad uso di pescatore, scalzo e senza alcuna cosa in testa; né ha voluto mutar vestito, se non nella gita dal Viceré.[27]»

    Iniziò da questo momento a frequentare la corte spagnola e fu coperto di onori dai nobili e dallo stesso duca d’Arcos. I suoi abiti non erano più quelli di un pescivendolo ma quelli di un nobiluomo, e sotto la sua casa a Vico Rotto venne eretto un palco dal quale poteva legiferare a suo piacimento in nome del re di Spagna. Fu più volte ricevuto a Palazzo Reale con la moglie Bernardina, che si presentò come “viceregina delle popolane” alla duchessa d’Arcos,[28] e la sorella Grazia.

    La tradizione vuole che la presunta pazzia di Masaniello fu causata dalla reserpina, un potente allucinogeno somministratogli durante un banchetto nella reggia. Probabilmente il comportamento di Masaniello era improvvisamente mutato a causa dell’improvvisa ascesa al potere, e gli “atti di follia” che commise erano in realtà causati dall’incapacità di gestire grandi responsabilità di comando. Al culmine del potere i segni di squilibrio che manifestò furono numerosi: il lancio del coltello tra la folla; le interminabili galoppate; i tuffi notturni nel mare; e l’insistere nel progetto strampalato di trasformare piazza del Mercato in un porto, e di costruirvi un ponte per collegare Napoli alla Spagna.[29]

    Il 12 luglio iniziò inoltre ad ordinare diverse esecuzioni sommarie dei suoi oppositori, compresa quella di un bandito verso il quale Genoino gli chiese di essere clemente.[30] Ormai il vecchio prete era consapevole di aver perso ogni influenza sul capopopolo e sulla rivoluzione. La popolazione cominciò a non vedere di buon occhio il fatto che un popolano pretendesse simile obbedienza e rispetto, ed iniziò a credere alle voci sulla pazzia del suo protettore. Cominciò anche a diffondersi la voce che Masaniello fosse un pederasta, e che intrattenesse una relazione omosessuale con il sedicenne Marco Vitale, suo amico e segretario.[31]

    Il 13 luglio il viceré giurò solennemente sui capitoli del privilegio nel Duomo di Napoli: il popolo era alla fine riuscito ad imporre le proprie rivendicazioni al governo spagnolo. Questo successo, a cui Masaniello aveva contribuito più di tutti, non lo risparmiò dall’ostilità di alcuni suoi ex-compagni di lotta, tra cui Genoino che di nascosto tramava la sua eliminazione.

    Il tradimento e la morte
    Il 16 luglio, ricorrenza della Madonna del Carmine, affacciato da una finestra di casa sua, cercò inutilmente di difendersi dalle accuse di pazzia e tradimento che provenivano dalla strada. Il capopopolo, il cui fisico era ormai debilitato dalla malattia, accusò i suoi detrattori di ingratitudine e ricordandogli le condizioni in cui versavano prima della rivolta, pronunciò la frase rimasta proverbiale: «tu ti ricordi, popolo mio, come eri ridotto?».[32][33] Sentendosi braccato cercò rifugio nella Basilica del Carmine, e qui, interrompendo la celebrazione della messa, pregò l’arcivescovo Filomarino di poter partecipare prima di morire, insieme a lui, al viceré ed alle altre autorità della città, alla tradizionale cavalcata in onore della Vergine.[34] Poi salì sul pulpito e tenne un ultimo discorso. Dopo essersi spogliato ed essere stato deriso dai presenti fu invitato a calmarsi dall’arcivescovo e fatto accompagnare in una delle celle del convento. Qui venne raggiunto da alcuni capitani delle ottine corrotti dagli spagnoli: Carlo e Salvatore Catania, Andrea Rama, Andrea Cocozza e Michelangelo Ardizzone. Sentita la voce amica di quest’ultimo, Masaniello aprì la porta della cella e fu freddato con una serie di archibugiate. Il corpo fu decapitato, trascinato per le strade del Lavinaio, e gettato in un fosso tra Porta del Carmine e Porta Nolana vicino ai rifiuti, mentre la testa fu portata al viceré come prova della sua morte.

    I capitani delle ottine coinvolti nella congiura, come rivelano alcuni documenti conservati nell’Archivo General a Simancas, furono ampiamente ricompensati dalla Corona di Spagna. Carlo Catania chiese la capitania a guerra della città di Napoli e cinquecento scudi; Salvatore Catania, la carica di Percettore di Terra di Lavoro; Andrea Cocozza, la capitania a guerra di Nicastro ed una pensione di trecento scudi per il figlio. Le loro aspirazioni furono coronate il 17 giugno 1648, quando ricevettero tutti il privilegio di nobiltà ed il compito di governare per sei anni, rispettivamente, i territori di Modugno, Cava e Catanzaro, con venticinque scudi mensili di pensione ad incarico compiuto.[35]

    Capito come si ripete la storia? https://it.wikipedia.org/wiki/Masaniello

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  6. Intere generazioni di comunisti sono passate,nella speranza del.mitico 51!100.Cge non è arrivato.Chi ha sperato o spera che il m5s arrivi alla maggioranza assoluta è un ingenuo.Oltretutto la classe dirigente m5s si è dimostrata quantomeno impreparata a affrontare i nostri della politica nella figura dei partiti tipo Lega e PD incistati profondamente nel potere.Con una differenza però fondamentale;l’elettorato leghista è estraneo ai valori del m5s delle origini,l’elettorato pd è sicuramente più sensibile e rende quindi la dirigenza pd(spurgata dei renziani)più vulnerabile a una forte pressione sulle tematiche della giustizia sociale.L’errore di chi ha scritto il post è non capire questo e rapportarsi alla politica secondo uno schema vecchio secondo il quale esistono soltanto i partiti e i loro dirigenti e non i movimenti.Conte secondo me può rappresentare il giusto equilibrio.E Grillo.deve smettere di rompere .Faccia il padre in casa sua che c’è bisogno

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  7. @ideale

    Stava l’ ideale sopra un ramo a guardare il cielo, la gente che passava lo guardava con il naso all’in su’ e alcuni passanti si fermavano per chiedergli qualcosa:
    Caro ideale, ma cosa ci fai così in alto? Scendi fra noi e aiutaci a capire come raggiungerti.
    Il povero vecchio ideale sorridendo rispondeva :
    Io sono colui che non sarà mai, infatti vivo in questo mondo di mezzo, ineffabile quanto inospitale, state nel vostro mondo in cui le vostre misure vi aiuteranno e vi serviranno.
    Così dicendo si alzava dal ramo per raggiungere la cima dell’albero e scomparire dalla vista della gente.
    Quando le acque si calmavano, piano piano riscendeva di soquatto per riposare sul suo solito ramo , la gente che passava continuava a guardarlo con il naso all’insù , ma ormai, nessuno gli chiedeva più niente in quanto, avevano compreso, che non avrebbe mai spiegato a nessuno come raggiungerlo.

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