Gli strappi di Beppe Grillo che non può accettare un Movimento “personale”

(di Marco Imarisio – corriere.it) – La giusta distanza stava diventando un esilio. Beppe Grillo aveva detto alle persone a lui più vicine che per l’ennesima volta era giunto il momento di osservare le vicende del suo Movimento più da lontano. Come un vero padre nobile, e non come un «Elevato» che a norma di Statuto conserva il potere intangibile di decidere cosa è bene e cosa è male per la sua creatura.

Alla fine di febbraio, dopo l’incontro a Marina di Bibbona con Giuseppe Conte, era tornato nella sua casa di Genova ben contento di rivendicare la propria stanchezza e la liberazione dalle incombenze quotidiane della politica. A sigillarlo tra le mura domestiche c’era stato poi il disastroso video con il quale difendeva il figlio Ciro dalle accuse di stupro, che oltre a rivelarsi un boomerang per le vicende giudiziarie dell’erede, aveva anche ridotto di molto la sua agibilità politica, trasformandolo per qualche tempo in una sorta di impresentabile. Sembrava scomparso, il cofondatore del M5S. Ogni tanto affiorava, ma solo a livello di retroscena, il suo malcontento per la gestione della lite di condominio sulla piattaforma Rousseau. Lui avrebbe voluto una soluzione più conveniente e dignitosa per Davide Casaleggio, che al netto delle incomprensioni personali rimane pur sempre il figlio di Gianroberto, l’altra metà della storia.

Negli ultimi quindici giorni è cambiato tutto. Prima, a sorpresa, un no secco alla deroga al secondo mandato, che ha destato molte perplessità nell’ex presidente del Consiglio, il quale con i suoi tortuosi giri di parole aveva appena detto che qualche deroga ad personam sarebbe comunque stata possibile. Neppure il tempo di catalogare l’uscita alla voce «borbottio dell’anziano leader», che Grillo annunciava la visita all’ambasciatore cinese, mettendo in difficoltà l’ala governista che sostiene Conte e al tempo stesso partecipa all’esecutivo del suo nemico Mario Draghi, in quei giorni alle prese con un G7 all’insegna di un ritrovato atlantismo.

A quel punto è apparso chiaro che la rifondazione del M5S non sarebbe stata una passeggiata. E le beghe sulle liste degli iscritti erano Disneyland in confronto allo scontro che si stava profilando all’orizzonte. Perché il bersaglio del ritrovato attivismo di Grillo è proprio Conte. La battaglia sul nuovo Statuto sarà cruenta, sono in ballo principi fondamentali, ma è solo l’inizio. Nel suo continuo andare e venire dalla politica pesano stati d’animo molto personali. A volte è inutile cercare un filo di razionalità laddove semplicemente ci sono gli umori di un leader che si considera unità di misura del Movimento che lui ha creato. Quel che va bene a lui, va bene al M5S. E il passare del tempo non ha mai scalfito questa sua intima convinzione, così forte da farlo tornare più volte sui propri passi, dopo aver annunciato «il passo di lato», «il ritorno sulle scene», «la vita da Cincinnato». Grillo «sente» il Movimento come se fosse la sua linea d’ombra, come la vita mentre gli sembra di perderla. Più si isola, nell’ultimo caso da tutto, dal dibattito pubblico, dal palcoscenico, sempre di più rinchiuso in casa, più ritorna con rinnovata irruenza.

L’ex comico ha la destabilizzazione nel proprio codice genetico. Uno vale uno, ma solo per l’Elevato. Il problema è che adesso sono in due, ed entrambi hanno scoperto la vocazione autoritaria dell’altro. L’investitura di Conte non è stata certo una decisione collegiale. Ha deciso Grillo da solo. Ma l’ex presidente del Consiglio non sembra aver capito cosa significasse quella mano calata dall’alto. Non esistono i pieni poteri, se non per una sola persona. Figurarsi quando l’Elevato ha cominciato a capire che i fini divergevano, e non di poco.

L’ex comico identifica la salvaguardia del Movimento nel mantenimento di una linea antisistema, di natura ribellistica. Se il filone giustizialista si è rinsecchito causa l’alleanza del M5S con pressoché l’intero arco parlamentare, non restano che le Cinque stelle, acqua, ambiente, trasporti, connettività e sviluppo. Ma Grillo si è convinto che Conte sia più interessato a un semplice M5S governista che alla maieutica ecologista. E non può accettare un Movimento personale come era stato bi-personale quello suo e di Casaleggio padre, se svuotato di ogni antagonismo e trasformato in un piedistallo dove appoggiare quella popolarità che i sondaggi ancora consegnano all’ex premier. Alla fine, sullo Statuto si troverà un accordo, perché entrambi i contendenti, che a diverso titolo si sentono in debito con la sorte, avrebbero troppo da perdere da una rottura definitiva. Ma da due debolezze non nasce mai alcuna forza. E neppure un nuovo Movimento con basi solide.

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5 replies

  1. “Il problema è che adesso sono in due, ed entrambi hanno scoperto la vocazione autoritaria dell’altro. ”

    Sì infatti. Peppino e la sua vocazione autoritaria.

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  2. Questo pseudo articolo, scritto da un degno SCRIBACCHINO del corriere della MENZOGNA e del DEPISTAGGIO, descrive in pieno il senso di vomito della stampa para mafiosa italica.

    Gira attorno alle cose, unisce i puntini inventati e comunque parziali, sabota le strutture portanti.

    Il punto centrale è uno solo, ovviamente lo scribacchino del verminaio se ne guarda bene dallo starne più lontano possibile, per sabotare la prospettiva e parlare d’altro.

    TUTTO, proprio TUTTO nel m5s, si basa sulle regole, sul metodo votato dagli ISCRITTI e non imposto da grillo come vanno farneticando i VERMI del verminaio dentro il pozzo di letame.

    Gli iscritti hanno cioè votato quel metodo e quelle regole, hanno cioè votato il m5s perchè quel progetto è stato condiviso, INDIPENDENTEMENTE dalle persone, cioè dai signor Conti, perchè in un movimento aperto le persone entrano e escono, non possono in alcun caso entrare per non uscire più. Questo è il m5s che abbiamo votato. Se chi entra è un semplice portavoce deve semplicemente rispettare quelle regole e quel metodo e portare avanti il programma votato dai cittadini. Non deve stravolgere quelle regole votate solo pochi anni fa, anche da quelli che ora vorrebbero sabotarle per pura convenienza personale!

    Quando hai delle regole votate dagli iscritti che hanno votato m5s per QUELLE REGOLE di metodo, discusse e condivise per molto tempo, semplicemente dovresti PRIMA chiedere agli iscritti se vogliono cambire quelle regole. Oppure NO, scribacchini da quattro soldi bucati?

    Cosa cazzo c’entra grillo se vuol mantenere quelle regole per come sono state votate proprio dagli iscritti? Il padre padrone stralcerebbe quelle regole votate dagli iscritti per imporre le sue, non certo difenderle! Cosa c’entra il padre padrone se grillo vuol mantenere quelle regole come sono e non stravolgerle a suo uso e consumo, SCRIBACCHINO dei vermi del pozzo di letame???

    La meschinità degli italiani merdosi si vede nel loro marciume intellettuale, nel tentare le giravolte più spudorate per stravolgere ogni cosa, anche la più semplice, giusta e sana.

    Conte, fosse stato una persona seria, avrebbe chiesto agli iscritti TUTTI, non a grillo, se erano disposti a cambiare la struttura portante sulla quale è costruito TUTTO il m5s. Solo dopo il voto, che ovviamente non sarebbe passato, avrebbe potuto cambiare quelle regole, cioè quel metodo, come dice una nota testa di cazzo in questo blog (secondo quel coglione il metodo non c’è perchè comanda grillo su tutto, infatti quel metodo e quelle regole sono state votate da tutti gli iscritti e ora il padrone vorrebbe mantenere quelle regole difendendole invece di stravolgerle).

    Il fatto che ora Conte dica o si fa come dico io oppure lascio la politica lo trovo veramente svilente e poco qualificante, come la verginella che deve dimostrare al modo di essere più vergine di una vergine…il pavimento scricchiola signor Conte, scricchiola, anche se cammina con elegante portanza dando la sensazione di elevarsi sopra le cose sotto di lei.

    Scenda a terra con i piedi e la smetta di prenderci per il culo, con i suoi modi sopraffini ma anche troppo sbilenchi per tentare di convincerci con i fraseggi delle chiacchiere. La storia della verginella più vergigne di una vergine non funziona proprio.

    NON si entra nelle case degli altri per stravolegere le regole. Si bussa, si chiede il permesso prima. Oppure ci si fa un partito personale, dove si potrà fare il cazzo che si vuole. Che poi è quello che fanno in tutti gli altri partiti, TUTTI, dove nessuno chiede il permesso agli iscritti. Capito perchè verrebbero fare così anche dentro il m5s??? Capito??

    La smetta di prenderci per il culo con i guanti di velluto bianco, sior Conte.

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    • Andrea, un pò ti capisco, ma Grillo ha fatto troppe giravolte per rendere credibili le regole che adesso vorrebbe salvare.

      La parola conduce ma l’esempio trascina, dicono, no?

      Ora, scambiare Draghi e Cingolato per grillini non ti sembra un errore madornale? Anzi due?

      Possibile che dopo avere avallato un’alleanza del genere, Grillo adesso si ritrovi ‘duro e puro’?

      Non è credibile. Almeno non così tanto come dovrebbe per essere ancora ragionevolmente accettabile come garante dei principi M5S.

      E poi, se mi permetti, non ha detto una parola che una su Dragula e Cingolato. Perché?

      Su Di maio iper-poltronaro, mai ha aperto bocca, su Crimi non pervenuto, sui 50 espulsi perché in dissenso con l’alleanza mefitica proposta dall’Elevato, niente parole.

      Adesso, si lamenta che Giuseppi vuole un partito convenzionale?

      Mica lo so se ha ragione Beppe o Beppi, ma fino ad ora a Grillo ho visto fare tante di quelle cazzate da inizio 2021, che dei due mi pare il meno credibile, anche se con i due mandati ha sicuramente ragione. Ma perché sul resto non ha detto niente?

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      • @SM

        grillo ha fatto diverse cazzate, VERISSIMO. Cosa facciamo, mettiamo il limite di mandato INFINITO? E chi è dentro sceglie chi è fuori, facciamo così? Pieni poteri ai gigini e ai casalini che già comandano come dei capetti di corrente?

        Nello statuo non c’era scritto che non si potevano avere più incarichi contemporanemanete? Se già non rispettano le cose scritte mi dici cosa potrebbe succedere se quelle regole se le riscrivono loro?

        Mi devi dire che cazzo c’entra cambiare lo statuto e le regole sul comportamento etico che vanno benissimo come sono.

        Oppure vuoi i condannati in parlamento anche tu se la condanna va in archiviazione?

        Le regole vanno bene così, che Conte pensasse ai punti del programma e come combattere la corruzione e l’evasione, visto che la revoca ad autostrada non l’ha fatta, ma gliela abbiamo pagata noi con cassa depositi e prestiti, per tenere in piedi quel baraccone di gentaglia raccomandata e cialtrona di aspi.

        Sulle cazzate di grillo da inizio 2021 sono d’accordo con te e ora rischiamo ne faccia un’altra, dia il m5s in mano ai gigini e ai casalini, che oramai hanno già le loro correnti interne.

        Per questo vado dicendo che l’unica non cazzata di grillo è tenere il m5s come è senza farne altre, cioè non cambiare proprio niente delle regole interne.

        Devi infine considerare che tutte le cazzate da inizio 2021 vanno inquadrate dentro il discorso pandemia, questo non l’hai detto ma va detto. Quindi alcune di queste si potrebbe benissimo sottrarre.

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