Decreto Zan: “La lotta contro l’omofobia è una scusa”

(Francesco Erspamer) – Purtroppo lo so che alla maggior parte della gente, inclusi parecchi dei miei contatti, ossia persone selezionate e con le quali condivido aspirazioni e valori, importa solo il breve termine, dunque non le conseguenze future e lontane (ovviamente incerte, il che però dovrebbe suggerire rigore e prudenza, non precipitosità e approssimazione) e tanto meno la lezione del passato. E questo non necessariamente per egoismo; è che, ahimè, il liberismo ha stravinto e plasma le menti e le abitudini grazie alle sue tecnologie dell’attualità (breaking news, obsolescenza programmata, soglia di attenzione di 140 caratteri o due minuti video, disinteresse per la Storia e le tradizioni): la cultura della cancellazione non è solo un’isteria imposta dai liberal americani e immediatamente importata; è il fondamento di una struttura economica, il neocapitalismo, ormai dominante anche in Italia (ringraziate Pannella, Berlusconi, Veltroni, Vendola, Prodi, Renzi, Draghi e i collaborazionisti che fanno solo finta di opporsi, primo fra tutti Salvini) e che non sopravvivrebbe senza una continua dissipazione dei beni e un consumismo sfrenato e compulsivo, di prodotti ma anche di idee e di valori. Non c’è un ideale da raggiungere, nel liberismo, non c’è un telos, un fine, un’emancipazione, una maturità: infatti la crescita (growth) non punta a un obiettivo, diventare adulti, bensì alla propria perpetuazione, a qualunque prezzo, inclusa la distruzione di quanto di bello abbiamo ereditato dalle generazioni precedenti. Tanto erano tutti trogloditi, per millenni solo trogloditi, dicono i profeti della correttezza politica, che da bravi integralisti hanno trasformato le loro convinzioni in diritti universali anzi umani e pertanto indubitabili, obbligatori e sempre esistiti. Come fin dall’inizio fecero gli americani, che nel loro documento fondativo giustificarono la loro concezione del mondo non su precedenti storici (dunque su una durata), non su un’ideologia o una fede (che comportano responsabilità) e neppure su un vasto consenso: semplicemente sulla convinzione di avere ragione. Ecco l’inizio del secondo paragrafo: “Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità”; nessuna dimostrazione, tanto sono evidenti. Pochi decenni dopo il loro imperialismo e il genocidio degli indiani d’America furono legittimati in modo simile: affermando che si trattava di un “manifest destiny”, una necessità storica se non naturale.

La medesima arroganza ha consentito al piddino Zan di inserire nel suo decreto un’aperta e pericolosissima dichiarazione di liberismo integrale, coercitivo; leggete l’articolo 1 (ho notato che ben pochi fra i pasdaran dei diritti civili privati hanno dato una pur frettolosa occhiata al decreto, di certo non Elodie, che prima che diventasse insieme a Fedez il nuovo punto di riferimento intellettuale della sinistra, non sapevo chi fosse): “Per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”. Non vi preoccupa? La lotta contro l’omofobia è una scusa: a essere affermato, e trattandosi di una legge a essere imposto, è il diritto dell’individuo di regolarsi da solo; non siamo definiti insomma dal rapporto con gli altri ma solo dalla nostra autoreferenzialità e dall’autorappresentazione che in uno specifico momento vogliamo offrire (e il momento dopo possiamo cambiarla). Un’apologia del solipsismo che sarebbe piaciuta a Margaret Thatcher: la società non esiste, esistono solo individui. Ovviamente indifesi di fronte ai ricchi, famosi e potenti, come voleva appunto Thatcher e come piace alle celebrity alla Elodie.

Per scelta o per disattenzione farete quello che volete; che nella fattispecie è quello che vogliono i miliardari americani, no, non solo quelli americani, i miliardari e basta, tutti cosmopoliti nel senso che l’estrema ricchezza non ha confini o vincoli; ben contenti che i loro avversari di classe non sventolino più minacciose bandiere rosse ma solo rassicuranti bandiere arcobaleno. A simboleggiare appunto l’obbligo e il destino manifesto della molteplicità da supermercato o da “online store”, una molteplicità identica ovunque e che per affermarsi annienta le vere diversità, sempre locali e vissute localmente; e dietro questa inutile opulenza, il mito della trasformazione necessaria e perenne, più veloce della capacità di assimilazione dei popoli. Come nel caso dei sistemi e programmi informatici che siamo costretti a rinnovare ogni mese e ad accettare a scatola chiusa (la “scatola nera” di Bruno Latour) perché neanche gli specialisti riescono a capire cosa ci sia dentro e comunque sarebbe loro vietato di provare a scoprirlo, in nome del copyright o della privacy o di qualche altro immaginario diritto made in USA — “per sé stesso evidente”, naturalmente.

A evitare inutili insulti e il degenerare della discussione in rissa, ribadisco, anche se dovrebbe essere chiaro dalle righe precedenti, che non sto affatto negando il diritto di qualsiasi minoranza di esistere e vivere come le pare, nel rispetto della legge. Sto contestando specificamente il dogma liberista della preminenza dell’individuo sulla società; sto contestando la centralità assegnata da Zan all’io e alla ricerca personale del piacere; sto contestando la sua visione di una società in cui l’unico diritto sia la libertà di “esprimersi”, di “manifestarsi”. Ancora una volta rimando a una grande intuizione di Walter Benjamin, filosofo e marxista e in quanto tale inviso ai liberal e a loro incomprensibile: per affermarsi il fascismo, e a maggior ragione la sua versione aggiornata, il liberismo, “consente alle masse di esprimersi”, ossia di affermarsi individualisticamente, rinunciando in cambio a “veder riconosciuti i propri diritti”, che sono sempre collettivi.

41 replies

  1. Erspamer me lo perdo volentieri, quello che vorrei commentare è la foto: se è profondamente ingiusto, oltreché discriminatorio, dare dei malati ai non eterosessuali, lo è altrettanto quando si fa la stessa cosa nei confronti di chi discrimina (che sarà probabilmente stupido e senz’altro ignorante, ma non si può dare a qualcuno del malato perché ci sono delle categorie che non sopporta).
    La discriminazione si combatte con la tolleranza, non con una discriminazione uguale e contraria.

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    • La legge Zan è davvero una grande puttanata! Un diversivo per distogliere l attenzione da altro. Vedi che anche la chiesa ci ha messo la sua mano longa ! Vedi mai che sta battaglia dei diritti contiene un sacco di soldi che andrebbero a non si sa chi ?dietro non ci sono diritti! Solo soldi!

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      • A parte che del ddl Zan mi importa relativamente (il mio intervento riguardava tutt’altro), mi duole informarti del fatto che soffri di allucinazioni, quando parli di “un sacco di soldi che andrebbero a non si sa chi”.

        Nella remota possibilità che tu possegga sia la voglia di informarti su questo argomento che la capacità comprendere un testo più lungo di quindici righe (temo sia la parte più dura), sotto lascio un link che dove è riassunto molto di ciò che c’è da sapere sull’argomento; dopodichè, se avrai voglia di discuterne e non solo di dare aria alla bocca, io sono qua.
        Ad ogni modo, la mia previsione è che il ddl Zan sarà un parto estremamente difficoltoso, ad alto rischio di aborto, e anche nella remotissima ipotesi che veda mai la luce, sarà osteggiato e sostanzialmente inapplicato tranne che per i casi più eclatanti; ricchi premi e cotillon per chi per primo riuscirà a renderlo inefficace, in nome della libertà di discriminare o di ogni altra scusa più o meno valida.

        https://www.ilpost.it/2021/06/23/cose-da-sapere-sulla-storia-delle-ingerenze-del-vaticano-sul-ddl-zan/

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    • ah…, behh… se prendi ilpost.it come riferimento delle tue riflessioni allora si può dire che non stai messo proprio bene… come lotta a quell’individualismo che rende sterile la possibilità di sconfiggere il naziliberismo…!

      Gli autori del Post (lo trovi in fondo alla pagina del post.it)

      Emiliano Ponzi Arianna Cavallo Alex Infascelli Giulia Balducci Giulia Siviero Andrea Fiorello Stefano Maggiolo Lorenzo Ferrari Shout #Inedito Christian Raimo Alessandro Gazoia Giacomo Papi Francesco Marinelli Arnaldo Greco Giovanni Zagni Oscar Farinetti Alberto Mingardi Ivan Carozzi Enrico Sola Davide De Luca Francesco Cataluccio Carlo Pizzati Mario Fillioley Fabrizio Re Garbagnati Emanuela Marchiafava Stefano Quintarelli Roberto Gagnor Gianluca Costantini Spot Renata Ferri David Allegranti Host Andrea Salvadore Carlo Blengino Adriano Bacconi Michele Dalai Antonio Dini Sara Magro Leonardo Tondelli Luca Molinari Riccardo Luna Lorenzo De Rita Joan as Police Woman Michele Camerota Filippo Zuliani Ilaria Bernardini Gianluca Briguglia Gianni Sinni Riccardo Arena Emanuele Menietti Emanuele S. Moszkowicz Isola Virtuale Ludovico Bessegato Flavio Parisi Alessandra Tecla Gerevini Simone Comi Giovanni Robertini Elena Favilli WikiLeaks Cesare Picco Simona Siri Makkox Giorgio Gianotto Adriano Zanni Matteo Stefanelli Francesco D’Isa Giacomo Nanni Paolo Nori Stefano Pistolini Stefano Menichini Gipi Massimo Cirri Enrico Maria Riva Roma Maurizio Codogno Luca Gattuso Ivan Scalfarotto Chiara Lino Francesco Costa Massimo Mantellini Mauro Bevacqua Stefano Nazzi Antonio Pascale Amedeo Balbi Pippo Civati Filippo Facci Debora Serracchiani Giovanni Fontana Marco Simoni Andrea Romano Flavia Perina Paolo Virzì Francesco Maggio Luca Sofri Giovanni Floris Fabrizio Ravelli Gianmaria Tammaro Vincenzo D’Aquino Stefano Tartarotti Sandrone Dazieri Roberto Plaja Riccardo Pravettoni Ludovica Lugli Roberto Tallarita Antonio Nicita Matteo Bordone Stefano Vizio Piero Trellini

      che bel campionario di filo edonisti reganiani, tacheriani…!

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      • @ Tonino B:
        Stai pur tranquillo che con quella bocca, così ben arieggiata, puoi dire tutto quello che vuoi, però un dubbio ancora mi attanaglia: come mai il campionario di filo edonisti di cui sopra (di cui peraltro ignoravo l’esistenza), nell’articolo che ho linkato, parla approfonditamente del ddl Zan, partendo da che cosa sia una nota verbale e facendo poi il punto della situazione, evidenziando quali siano le criticità rilevate dal Vaticano, analizzandole in modo da poterne valutare l’eventuale fondatezza, e riportando anche il punto di vista dello stesso Zan sull’argomento, mentre le tue considerazioni nel merito non vanno oltre la denigrazione gratuita degli autori, ma sul contenuto dell’articolo stanno a zero virgola zero? Io la risposta già me la immagino, comunque se ritieni di poter contribuire con fonti differenti, non hai che da favorirle.

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  2. Totalmente d’accordo con lei, il sistema marcio, proprio in questo momento ha un bisogno sfrenato di un “dividi, individual et impera”.

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  3. L’approccio è interessante, ma la questione dei diritti individuali contrapposti a quelli sociali secondo me va oltre l’intenzione sottesa al disegno di legge. Da un lato si vogliono inasprire le pene per chi commette atti di violenza verso certe categorie di persone, alcune delle quali fragili (gli handicappati), dall’altra però si approfitta dell’occasione per affermare principi assai discutibili, come quello citato nell’articolo: l’autodeterminazione del genere di appartenenza. L’identità percepita, anche prima di cmompletare il percorso di transizione, presuppone la “fluidità” di genere, con la possibilità di trasformazioni ripetute ( fra l’altro a spese della Sanità pubblica) .

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    • Devo dire che la tua idea di un cambio di genere ripetuto, come se fosse un qualcosa che sia possibile decidere in base all’umore o altro (che chiameremo il calzino destro), fa il paio con quella di Confindustria che non vorrebbe affatto pagare sempre di meno i lavoratori (il calzino sinistro), e da parte mia sortisce anche lo stesso effetto: mi fai spaccare in due; se lo stesso anche da parte tua, ben lieto che la qualcosa ti faccia piacere, e ancor di più quando ti vengono come le ciliegie.

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      • Carissimo, forse non hai mai sentito parlare di fluidità di genere o di adolescenti che, fatta una cura ormonale, si sono pentiti volendo ritornare alle origini… Il genere fluido è così, come la canzone di Patty Pravo: “Oggi qui, domani là” ecc.

        Sulla Confindustria: perché dovrebbero voler pagare sempre meno i lavoratori (già fra i meno pagati in Europa) se poi i loro prodotti finiti non hanno un mercato interno? Cioè: se le paghe sono troppo basse, la capacità di acquisto è risicata e si venderà il prodotto cinese. Cioè: i lavoratori sono anche consumatori, ma se non hanno da spendere a chi vendono i loro prodotti gli industriali?

        Ora puoi ridere.

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      • @ Adriana Rossi:

        Esatto, non ho mai avuto notizia, nemmeno per sentito dire, di persone che, una volta affrontato un percorso lungo e travagliato come quello del cambio di genere, abbiano in seguito deciso di riaffrontarlo una seconda volta per tornare infine alle origini; non dico che storicamente non sia mai successo, ma, ammesso che esistano, sono casi i cui numeri sono statisticamente irrilevanti, e comunque l’ostacolo a tutto ciò non è certamente quello normativo; in ogni caso, il ddl Zan con questo c’entra come i cavoli a merenda.
        Comunque, se intendi contribuire a sanare questa mia mancanza, basta che porti qualche fonte a sostegno della tua tesi.

        Su Confindustria, non si può certo dire che tu sia nata ieri, visto che l’ultimo capitano d’industria in grado di ragionare come te, ovvero preoccupandosi del fatto che il suo operaio fosse o meno in grado di acquistare il suo prodotto, fu Agnelli (non parlo di Gianni, ma di suo padre Edoardo, nato nell’800 e fondatore della fu Fiat).
        Notiziona dell’ultim’ora: da quando il mercato è diventato globale (anni ’90 del ‘900), il mercato interno è rimasto fondamentale solo per le PMI (non a caso tutte in sofferenza), mentre per i grandi gruppi industriali è molto più conveniente ridurre i costi come quello del lavoro, che preoccuparsi di un eventuale calo di domanda interna (interna de che, tra l’altro? Sarebbe interna se fossimo in Olanda o in Lussemburgo, dato che quelli sono i loro domicili fiscali); in ogni caso, se e quando serve, un bell’incentivo à la carte non si è mai negato a nessuno (Confindustria è sempre ben rappresentata nell’emiciclo, e sono in molti e appartenenti a diversi schieramenti quelli sempre pronti a scattare sull’attenti al minimo cenno), così si può anche drogare la domanda “interna” di un determinato bene scaricandone il costo sulla collettività.

        Pensandoci bene, c’è ben poco da ridere.

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  4. “Per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”

    Io mi sento GodZilla, posso metterlo sulla carta d’identità?

    Oppure vale solo per il gender?

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  5. La legge Zan è davvero una grande puttanata! Un diversivo per distogliere l attenzione da altro. Vedi che anche la chiesa ci ha messo la sua mano longa ! Vedi mai che sta battaglia dei diritti contiene un sacco di soldi che andrebbero a non si sa chi ?dietro non ci sono diritti! Solo soldi!

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  6. Questi diritti sono già nella costituzione! Se volete cambiarla perché alcune persone vogliono farlo , beh allora domani mattina chiederò di cambiare non solo il mio sesso ma anche il mio stato ! Voglio essere cambogiano! Di diritto perché è lì che voglio vivere ! Anzi no! Meglio seichollois .. riso e pesce non mancano mai!

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    • Puoi fare entrambi, solo che il secondo lo devi chiedere alla Cambogia.

      Consolato CAMBOGIA
      Via Guidubaldo Del Monte 61
      00197 Roma

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  7. Questi commenti sono il palese “successo” di chi vuole creare riserve indiane.
    Non so se ci siano o se ci facciano (tutto fa brodo per non far pensare al lavoro ed al controllo a cui stiamo sottomessi: anche i gay devono mangiare…), certamente questo è il modo migliorev per far crescere l’ omofobia. L’ abbiamo già visto con i femminicidi ed il razzismo.
    Evidentemente va bene così.

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  8. “Per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”. Non vi preoccupa?”.
    A me, zero.

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    • Neanche a me.

      Da domani sono un cammello. Femmina. Con orientamento omosessuale.

      Se Tar-Zan vuole la libertà, perché fermarsi al gender?

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  9. Questa volta l’articolo di Erspamer non mi è piaciuto, devia sui diritti egoistici identificandoli con un liberismo esasperato che nel caso in questione avrei bollato come ‘fuori tema’.

    Le considerazioni da farsi sono ben altre.
    Leggendo i post di tanti che si dicono cristiani, mi domando dove sia caduto il loro senso religioso, mentre più vivo lo vedo in molti che non hanno pretese di primazia, né vantano case madri fanatiche o religiose, e non si sentono superiori ad altri per vacue appartenenze che finiscono per essere ghetti dove il senso di umanità se ne muore.
    ..
    Blogger
    I poveri sperano, gli ignoranti credono, i meno ignoranti sognano, ma, scava scava, trovi solo un gran vuoto esistenziale, l’incapacità di amare o anche solo di comprendere gli altri.
    Ama il prossimo tuo come te stesso… Forse il problema è proprio che non riusciamo ad amare più nemmeno noi stessi.
    Viviamo in un mondo che confonde l’odio con l’amore, un mondo in cui si confonde l’essere con l’avere, un mondo in cui non vi è più pietà, non vi è più tenerezza. Tutto è ricondotto a un freddo “do ut des”.
    Tutto è finalizzato al potere. Magari il piccolo e ridicolo potere di sentirci più in diritto di altri, superiori per qualche motivo ad altri, protetti dalla legge o dalla Chiesa là dove altri sono abbandonati.
    Ci si sente vivi se si riesce ad imporre il proprio pensiero con la forza, con la violenza, col fanatismo. Mentre non si coltiva più l’interiorità, si legge poco, si riflette meno, l’ignoranza domina incontrastata producendo intolleranza, aridità negli affetti, sfiducia in se stessi e negli altri, fobia.
    .
    Bonini Baraldi
    «La costruzione della famiglia legittima come modello ideale, imperniata sul matrimonio fra persone di sesso diverso e orientata alla riproduzione, trae alimento da tradizioni culturali legate alla storia, e non certo da un’inafferrabile idea di natura, essa necessita quindi di essere argomentata sul piano dei principi»
    «Gli argomenti oggi proposti per sostenere il valore delle tradizioni culturali – l’unità del nucleo familiare, la perpetuazione della specie, il benessere dei minori, il vantaggio della collettività, ed altri simili – celano spesso la traduzione normativa di una determinata morale e rafforzano ancora oggi situazioni di esclusione sociale e di limitazione delle prerogative individuali»
    Detto in parole semplici, dicono delle balle quanti ritengono che esista un concetto di ‘famiglia naturale’, o che la famiglia sia data da Dio o dalla natura unicamente per la discendenza.
    Costoro si nascondono sotto credenze che non hanno alcun senso né storico, né biologico. E sotto presunti principi divini o naturali nascondono solo il desiderio di discriminare dei soggetti per il gusto di sentirsi superiori a loro e di conservare dei diritti che a quelli continuano a negare.
    E questo, scusate, non è né naturale né religioso. E’ solo infame!
    .
    .Stefano Rodotà diceva che «per continuare a discriminare gli omosessuali, si è obbligati a violare principi generali di eguaglianza, di riconoscimento dell’altro»
    In un paese civile e moderno non devono esistere forme di apartheid o siamo fuori dalla democrazia!
    E questa violazione, nel caso delle coppie di fatto, dovrebbe essere corretta, in nome di un concetto della giustizia migliore e uguale per tutti, in quanto colpisce non solo la vita ma l’immagine stessa di tanti cittadini che sono costretti a vivere fuori da un diritto moderno e rispettoso delle scelte legittime di ognuno.

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  10. Nei civili Stati europei la definizione di famiglia si basa sul reciproco amore e su un progetto comune, senza parlare di figli, e altre chiese come quella danese, norvegese o svedese consacrano religiosamente anche il matrimonio tra omosessuali
    Le religioni evolvono nel tempo o almeno dovrebbero farlo.
    L’art. 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dichiara:
    -Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, sesso, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
    -Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi
    -La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato
    E’ CHIARO che la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è molto più avanti della definizione di famiglia che è stata imposta dalle 3 religioni della Bibbia: islamismo, ebraismo e cristianesimo.
    I costumi evolvono e le legislazioni più moderne ne tengono conto. Ma le chiese integralista e assolutiste vorrebbero tenere legati i popoli ai loro voleri ma questo è un errore grave che finirà col distruggerle Cristo non ha regolato il matrimonio come non ha regolato molte cose. Lui stesso rispetto alla legge ebraica era fuori legge, in quanto la legge ebraica prescriveva di sposarsi presto e non vedeva di buon occhio un uomo di 30 anni ancora privo di moglie e di prole.
    La Bibbia è piena di prescrizioni che via via nel tempo la Chiesa ha modificato e contiene cose oggi assurde, come
    -Non concedere a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo
    -La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, è immonda e l’uomo che toccherà le sue cose sarà immondo
    -se tuo figlio è ribelle, devi giustiziarlo con la lapidazione
    -il sabato non devi fare nulla e se ti cade l’asino nel pozzo lasciacelo
    -se muore tuo fratello, devi sposare la sua vedova
    Ma davvero non dobbiamo considerare la Bibbia un testo storico in parte obsoleto e legato ad antivissime tradizioni e costumi che non hanno più alcun senso nella civiltù moderna?

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  11. LE DIRETTIVE EUROPEE SULLE COPPIE DI FATTO SONO STATE DISATTESE IN ITALIA- SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE
    Il 13 Marzo 2012 il Parlamento Europeo ha votato a maggioranza una risoluzione, secondo la quale gli Stati membri dell’Unione europea (fra cui ovviamente l’Italia) non devono dare al concetto di famiglia “definizioni restrittive” allo scopo di negare protezione alle coppie omosessuali e ai loro figli.
    Immediatamente dopo, il 15 Marzo 2012, e quindi senza appoggiarsi sulla Risoluzione, ma arrivando indipendentemente a conclusioni simili, la Corte di Cassazione italiana depositava una sentenza molto importante sul tema, la n. 4184/2012 verso un pieno riconoscimento della famiglia omosessuale, affermando che, in alcune specifiche situazioni, le coppie omosessuali hanno il pieno diritto di rivolgersi al giudice per far valere il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata. E che i componenti della coppia omosessuale, a prescindere dall’intervento del legislatore in materia, sono titolari del diritto alla vita familiare, del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni.
    La Corte ha inoltre precisato che la differenza di sesso non è più da considerare quale elemento naturalistico del matrimonio.
    .
    Nel settembre 2003 il Parlamento Europeo approvava una risoluzione sui diritti umani in Europa (conosciuta come Rapporto Sylla sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea) nella quale all’interno della sezione dedicata alle discriminazioni per orientam ento sessuale: “ribadisce la propria richiesta agli Stati membri di abolire qualsiasi forma di discriminazione – legislativa o de facto – di cui sono ancora vittime gli omosessuali, in particolare in materia di diritto al matrimonio e all’adozione” e “raccomanda agli Stati membri di riconoscere, in generale, i rapporti non coniugali fra persone sia di sesso diverso che dello stesso sesso, conferendo gli stessi diritti riconosciuti ai rapporti coniugali, oltretutto adottando le disposizioni necessarie per consentire alle coppie di esercitare il diritto alla libera circolazione nell’Unione”.
    Sono passati molti anni ma la risoluzione europea in Italia non è stata ancora applicata.
    ..
    Nonostante alle coppie di fatto non siano riconosciuti gli stessi diritti delle coppie sposate, esistono delle eccezioni per alcune categorie di persone:
    Giornalisti: nella coppia di fatto il partner può usufruire della Cassa mutua sanitaria in uso per la categoria professionale;
    Onorevoli: usufruiscono dello stesso diritto dei giornalisti, ma in più possono trasmettere la pensione di reversibilità al partner sopravvissuto. Insomma, saremo anche tutti uguali, ma ci sono alcuni che sono più uguali degli altri e hanno dato a se stessi quelle agevolazioni e quei diritti che negano alle coppie di fatto di comuni cittadini. Poi uno si chiede come mai i giornalisti tifano per il governo qualunque esso sia…!
    A questo punto, se vale il principio generale che la legge è uguale per tutti, dovremmo fare una scelta:
    -o ci rivolgiamo alla Corte Europea per chiedere che a questi soggetti privilegiati siano tolti questi diritti ad personam
    -o questi diritti vengono allargati a chiunque sia in condizioni simili e chieda di essere tutelato dalla legge, in materia per es. di locazione, visite ospedaliere o carcerarie, assistenza sanitaria, eredità, reversibilità di pensione o vitalizio, assistenza dei figli..
    Lo scandalo maggiore in questo Paese è che ci siano diritti che sono riconosciuti solo ad alcuni ma ad altri no, sulla base del solo potere, e che continuino ad esserci privilegiati che vivono al di sopra delle regole comuni avvantaggiandosi di ciò che negano agli altri-
    Questo non è solo egoismo e ipocrisia, è antidemocrazia e iniquità.
    E’ qualcosa che deve essere immediatamente corretto, altrimenti il vulnus che ricade sul diritto segna una sofferenza inaccettabile per tutti.
    La cosa più grottesca è che taluni, per negare ai cittadini italiani quei normali diritti civili di cui godono quasi tutti i cittadini dei moderni paesi occidentali, si appella alla religione, ad un presunto diritto naturale, ad una presunta etica, ad una pretestuale difesa della famiglia e dei figli (lo fecero anche per il referendum sul divorzio), poi però quegli stessi bei principi e valori che sono sventolati bellamente per la gente comune non valgono per chi comanda, così che le leggi che si fanno pro domo sua sono di tutt’altro tipo, come se esistessero due mondi: quello in cui negano i diritti fondamentali ai cittadini, e quello in cui essi regalano ampiamente diritti, abusi e privilegi a se stessi.
    Ma è l’ipocrisia delle dichiarazioni che lascia allibiti! E da parte di soggetti che, malgrado la vita sregolata o comunque fuori dai canoni della Chiesa, sono considerati ugualmente punti di riferimento del voto dalla Chiesa stessa per i cristiani! E parlo di persone come il pluridivorziato puttaniere Berlusconi o il divorziato e convivente Casini.
    Così all’ipocrisia della Casta si aggiunge quella della Chiesa, che sembra avere anch’essa due morali, una per l’italiano comune e una, molto diversa e lassista, per le eccellenze intoccabili!
    E i fedeli che alle regole si appellano appaiono dunque ancore più ridicoli nella loro cieca osservanza di regole che nessuno in alto osserva.
    E questa poi dovrebbe essere la democrazia!!!
    E questa dovrebbe essere la religione!!!

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  12. Vorrei ricordare che religio viene dal latino ‘religare’ che vuol dire abbracciare insieme, raccogliere, riunire e molti commenti che ho letto con orrore presentavano vecchi pregiudizi, divisioni, separazioni. Vorrei ricordare una delle pagine più belle delle lettere degli apostoli
    Dai Corinzi:
    « Desiderate ardentemente i doni maggiori. E ora vi mostrerò una via che é la via per eccellenza.
    Quand’io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho l’amore, divento un rame risonante o uno squillante cembalo.
    E quando avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede in modo da trasportare i monti, se non ho l’amore non sono nulla.
    E quando distribuissi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri, e quando dessi il mio corpo ad essere arso, se non ho l’amore, ciò niente mi giova.
    L’amore é paziente, é benigno; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non si inasprisce, non sospetta il male, non gode della ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa »
    L’amore è al di sopra di tutto.”

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  13. Gian Elio
    Mi sto rendendo conto che siamo ancora molto lontani nel vivere in un pianeta dove la libertà, il rispetto e l’amore dovrebbero essere i cardini di una nuova e rinnovata Umanità. Tutti coloro che condannano o rifiutano direttamente o in senso lato i gay, dimostrano di non conoscere la carta dei diritti dell’UOMO che sancisce il veto di discriminazioni per chicchessia.
    Quando due individui si amano, il più bell’atto di intelligenza è incoraggiare costoro ad amarsi di più. Solo l’amore può salvare questa Umanità, ma se non ci sarà amore non avremo un futuro…
    Purtroppo finché non ci libereremo dalla polvere del primitivismo, dell’oscurantismo e dell’ignoranza che ci portiamo addosso, correremo il rischio di autodistruggerci…O sarà l’amore o sarà la fine!
    .
    Leo
    Il vero Male è far passare per immorale ciò che non lo è e rendere morale ciò che bisognerebbe condannare.
    .
    Due gay che si amano non fanno male al mondo, ma il mondo dei fanatici integralisti ha fatto molto male ai gay e all’amore del mondo.
    Cristo ha comandato l’amore ma in troppi commenti che ho letto non c’era la minima traccia di amore, c’era solo un odio sociale di cui mi sono vergognata solo al leggerlo, un razzismo sessista vergognoso e indegno di qualsiasi persona civile, che ci riportava al peggio di Hitler e di Stalin, che furono entrambi persecutori di gay. Ricordatevi che è stato grazie al fanatismo delle brave persone osservanti e ligie all’ubbidienza cieca e acritica, che la Chiesa cattolica ha fatto il peggio del peggio: la caccia a 6 milioni di donne torturate e uccise come streghe, il sostegno al nazismo che ha sterminato 6 milioni di ebrei e migliaia di omosessuali, il sostegno alle dittature fasciste di Spagna, Italia, Cile, Argentina, Brasile… l’Inquisizione, le Crociate, la distruzione di intere civiltà in nome della Croce. Non aumentate questo inferno desolato di abomini, per una fedeltà alla Chiesa peggiore, quella che calpesta i diritti umani come li ha sempre calpestati: i diritti delle donne, i diritti dei poveri, i diritti dei bambini, i diritti dei gay!
    Se volete essere credenti, siate col Cristo e nel Cristo, che ha predicato un bellissimo messaggio di amore, che nulla a che fare con l’odio che esce dalle bocche di costoro!
    Cristo ha detto: lasciate che i morti seppelliscano i morti e seguite me che sono la Via e la Vita. Siate fedeli in Cristo e lasciate che una Chiesa morta seppellisca se stessa, seguendo la via dell’amore e non quella dell’abominio!

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  14. E QUESTA SAREBBE LA CHIESA EREDE DEL CRISTO???- Viviana Vivarelli.

    Questi sarebbero i cattolici che devono amare il proprio prossimo come se stessi?!
    Nei commenti di presunti cattolici ho letto tali abomini che sarebbero stati bene solo a Dachau.
    Cito qualche passo di questi cari eredi di quel Gesù che è venuto sulla Terra per spingere gli uomini ad amarsi di più tra loro, e vediamo dove è finito il suo messaggio di amore e di pace:
    Inizia CARLO CAFFARRA,quando afferma che introdurre il PACS in Italia (patto civile di solidarietà) è come introdurre una “letale
    metastasi” nella società,in particolar modo per le coppie dello stesso sesso.
    Poi ecco il Vescovo di Aversa Mons. MARIO MILANO, che spesso nelle sue omelie definisce i gay “povere persone affette da patologie”,”portatori del disordine” che “deviano con il loro comportamento dall’ordine naturale”, e li indica come “peccatori”.
    Infine ritorna alla ribalta il discusso Vescovo di Como Mons. ALESSANDRO MAGGIOLINI, che supera tutti per le sue immagini caricaturali e grottesche, spingendosi fino all’analogia (per lui evidente) tra rapporto omosessuale privo di tenerezza e la bestialità, l’unione tra un uomo e una bestia, in questo caso il cavallo.
    Dunque, nel 2008, il Vaticano bocciò la proposta dell’Ue che all’Onu chiedeva di depenalizzare i rapporti omosessuali.
    Ci sono nazioni in cui se due gay si amano finiscono al patibolo. Era una richiesta di civiltà, di umanità e quindi profondamente evangelica.
    Averla bocciata rievoca certe pagine oscure del Medioevo. Con questo veto il Vaticano si è affiancato ai peggiori paesi del mondo, quelli in cui i gay vengono impiccati come in Iran, gli 80 paesi barbari dove se sei gay ti puniscono con il carcere, le frustate, i lavori forzati o addirittura la morte. Ma, quando l’Onu ha deciso di condannare queste pene disumane, il Vaticano si è opposto, mettendosi alla pari di Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi,Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia, Pakistan, Birmania, Guyana..i peggiori paesi della Terra.
    E’questo che i cattolici vogliono??? Essere alla pari dell’etica di paesi ancora barbari e incivili?

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  15. Carmelo di Stefano
    Chi controlla la sessualità, controlla anche le coscienze delle persone. Quindi non è un caso che in Italia i politici e i religiosi dettano le leggi su chi si può sposare e chi per loro deve essere emarginato dalla società in base ai suoi gusti sessuali.
    In molti Paesi d’Europa le coppie gay possono sposarsi e hanno gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali sposate.
    Nessuno grida allo scandalo, e la liberta di scegliere a chi dare in eredità il proprio patrimonio è considerato un fattore di alta civiltà. L’Italia, come ben sappiamo, è indietro su tante cose rispetto al resto dell’Europa. Alla casta dei politici interessano
    solamente i voti dei ceti “moderati” e “cattolici”. Ma la casta non è mai stata un esempio di moralità (vedi ad esempio lo stipendio dei deputati e la corruzione diffusa in tutti i settori dell’amministrazione pubblica o la corruzione sessuale o finanziaria in seno alla Chiesa).
    .
    PENE PER I GAY
    L’OMOSESSUALITA’ NON E’ PEDOFILIA- Viviana Vivarelli.
    La depenalizzazione dei rapporti sessuali tra gay è stata depenalizzata in Polonia (1932), Danimarca (1933), Svezia (1944) e Regno Unito (1967), ma è dopo la metà degli anni ’70 che i gay chiedono limitati diritti civili in alcune nazioni sviluppate. L’India ha tolto le pene ai gay solo nel 2009. Nel 1973, l’American Psychiatric Association dichiarò che l’omosessualità non è una malattia mentale. In seguito via via vari paesi depenalizzarono la sessualità gay.
    L’omosessualità resta illegale in molte nazioni del Medio Oriente e dell’Africa, così come in alcuni stati asiatici, caraibici e sud pacifici.
    In sei nazioni il comportamento omosessuale è punibile con l’ergastolo; in altre dieci la pena può giungere alla morte.
    Mentre l’omosessualità non è una malattia fisica o mentale, invece può essere una malattia psichica l’omofobia, presente come il razzismo negli ambienti della destra, e che può produrre, questa sì, dei comportamenti criminogeni che arrivano alla violenza fisica o all’omicidio. In Italia mancano, perché sono stati rifiutati dal Parlamento, le aggravanti penali in atti aggressivi dominati da omofobia e anche in questo si rivela il carattere primitivo, rozzo e incolto dei nostri parlamentari. Insomma in Italia un’aggressione motivata da questioni razziali o religiose è punita con un’aggravante specifica mentre se c’è odio contro un gay no. In altri paesi europei come Francia, Germania, Spagna, Inghilterra e Svezia, invece, esistono anche aggravanti di questo tipo. La legge fu bocciata perché il Pd, lo stesso Pd, che ora si fa bello proponendo l’unione dei gay, temeva di perdere il voto dei moderati e dei cattolici (Vedi il doppiogiochismo di Bersani). Questo la dice lunga sull’ipocrisia del Pd.
    Tutti gli studiosi sono unanimi nel distinguere l’omosessualità, che è una tendenza naturale, dalla pedofilia che invece è un gravissimo crimine.
    Malgrado questo, la Chiesa si permette ancora oggi si confondere artamente i due comportamenti, nel tentativo di demonizzare i gay mentre verso i preti pedofili ha avuto nel tempo atteggiamenti molto tolleranti e protettivi.
    Fatto sta che l’abusatore di bambini resta in grembo alla Chiesa, l’omosessuale no. Il che aggiunge crimine a crimine e la dice lunga sulle distorsioni della Chiesa.
    Contro i pregiudizi dei cattolici osservanti e dei faziosi ignoranti, le statistiche e gli studi dimostrano che la pedofilia si manifesta in seno all’eterosessualità e non ha alcun collegamento con l’omosessualità.

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  16. LA PULSIONE AFFETTIVA O SESSUALE E’ NATURALE, IL MATRIMONIO INVECE E’ UN ISTITUTO CULTURALE-Viviana Vivarelli
    All’Università, quando studiavo filosofia, feci due esami solo sugli studi storici della sessualità di Foucault, per conoscere in particolare come la sessualità era vissuta nell’Atene classica.
    E’ immediatamente evidente a chi ha fatto studi simili, storici, filosofici, psicologici o antropologici, che la pulsione sessuale è del tutto naturale (il desiderio) ma i modi in cui essa si esplica o viene regolata sono culturali, dettati cioè dall’ambiente, dagli usi, i costumi, le tradizioni, le religioni… all’interno di un gioco di potere in cui il sesso viene utilizzato anche più di altre pulsioni (alimentare, difensiva, di attacco ecc.) per dominare l’umanità.
    I modi per vivere la sessualità variano da paese a paese, e da tempo a tempo.
    La stessa omosessualità su cui la Chiesa intende imporre un ostracismo disumano, ha goduto una stima preferenziale in tempi e luoghi ben precisi: non solo nell’Atene classica dove Socrate o Platone la praticavano sugli adolescenti secondo modalità rituali stilizzate socialmente, ma anche nella Toscana rinascimentale, a Berlino o Parigi del periodo anteguerra, o nelle culture di Polinesia, Micronesia e Malasya. Di converso ci sono stati popoli che hanno stigmatizzato gli omosessuali fino a condannarli a morte, come avvenne nell’Italia del ‘300, nel periodo della Controriforma o durante la seconda guerra mondiale (Hitler e Stalin), con l’uccisione di migliaia di persone innocenti, demonizzate e penalizzate solo per il loro essere naturale.
    C’è tutta una branca della storiografia che si occupa espressamente delle terribile storia delle persone LGBT, e non è davvero una parte edificante della storia dell’umanità, per cui tutto quello che possiamo sperare è che un nuovo mondo aperto e civile possa al più presto nascere per il bene di tutti, abbassando nel rifiuto sociale e nella vergogna, o meglio ancora nella sanzione penale, tutti i comportamento omofobi da chiunque praticati, ma soprattutto da parte di chiese oltranziste e nemiche del genere umano.
    Oggi, nei paesi civili, la maggior parte dei costumi e delle leggi permette il sesso consensuale tra maggiorenni in grado di intendere e di volere. Alcune giurisdizioni riconoscono anche gli stessi diritti, protezioni e privilegi alle coppie di fatto dello stesso sesso e permettono loro il matrimonio.

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  17. LE FALSE TESI DELLA CHIESA CATTOLICA-Viviana Vivarelli.
    La Chiesa cattolica e gli scienziati integralisti ai suoi servizi hanno tentato in ogni modo, senza riuscirci, di dimostrare che l’omosessualità è una malattia fisica o psichica, si accompagna a pedofilia o a comportamenti asociali o criminogeni, oppure porta con sé stati depressivi, senza nemmeno verificare se non sia proprio il rigetto sociale a provocare la depressione, visto che i gay devono affrontare in molti casi il rigetto famigliare, l’ostracismo sociale, la discriminazione legale, l’assorbimento di stereotipi negativi…marchi, pregiudizi e discriminazioni scaturite da atteggiamenti sociali barbari e obsoleti.
    L’accettazione dell’omosessualità come uno stato naturale si accompagna, al contrario, a buona salute mentale e buon comportamento sociale.
    Malgrado ogni evidenza sociale e scientifica, la Chiesa cattolica non desiste nemmeno oggi dai suoi atteggiamenti discriminatori e disumani, per i quali ha ricevuto una condanna dall’Onu per violazione palese dei diritti umani.
    Già nel 2008 la Francia di Sarkozy presentò all’Onu una proposta per depenalizzare l’omosessualità nel mondo, cancellando le leggi che adesso penalizzano l’amore fra persone dello stesso sesso con la galera e addirittura con la condanna a morte. Ma il primo ad opporsi è stato il Vaticano, rifiutando che venissero denunciati i 91 paesi dove contro i gay sono previste carcerazioni, torture e persino la pena di morte. L’ONU voleva porre il suo veto a simili trattamenti. In Iran gli omosessuali addirittura vengono impiccati. Ma il Vaticano si oppose!! E quelli che si oppongono oggi a una parificazione di diritti camminano sulla stessa linea infernale e disumana.
    .
    OBAMA AMMISE I GAY NELL’ESERCITO
    Il 22 dicembre 2011 il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato la storica legge che consente ai gay di entrare nell’esercito e che sostituì la politica fino allora adottata del ”Don’t Ask, Don’t Tell” (non chiedere, non dire).
    ”Noi non siamo una nazione che dice ‘Don’t Ask, Don’t Tell’. Siamo una nazione che dice ‘Out of many, we are one’ (al di la’ delle differenze, siamo un solo popolo)”, ha detto Obama nel corso di una cerimonia presso il Dipartimento degli Interni a Washington. ”Siamo una nazione che da’ il benvenuto al servizio di ogni patriota”.

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  18. L’OMOSESSUALITA’ E UNA TENDENZA NATURALE-Viviana Vivarelli
    L’omosessualità una attrazione ‘naturale’, cioè dettata dalla natura, per soggetti dello stesso sesso così come la natura l’ha voluta per soggetti di sesso diverso.
    Gli omosessuali esistono da sempre e non sono nemmeno una scarsa minoranza, si parla di una persona su 20, senza considerare che, secondo gli psicologi, in ogni maschio sono presenti valenze omosessuali, che egli le riconosca o no, mentre le femmine risolvono spesso in più facili espressioni affettive le loro valenze che risultano perciò meno deflagranti proprio perché agite con più naturalezza e non demonizzate dalla società come avviene per i maschi.
    Ovunque si sia permesso ai gay di manifestarsi senza emarginazione o punizione sociale, essi hanno dimostrato di essere una comunità molto numerosa e pacifica e spesso hanno ottenuto un riconoscimento proprio partendo dal fatto che il mercato li ha considerati come un gruppo folto di compratori.
    Gli omosessuali non possono essere negati pregiudizialmente, non possono essere considerati dei malati o dei criminali o dei diversi o dei rei, non posso esser ghettizzati, emarginati, scansati dalla legge o addirittura repressi o puniti.
    Essi esistono come una delle tante caratteristiche naturali dell’umanità, e in tutto il mondo è giusto che lottino per i loro diritti di essere alla pari di tutti gli altri. Come è giusto che chiunque odi ogni forma di apartheid e sogni un mondo di persone che godono degli stessi diritti, lotti insieme a loro.
    Purtroppo nei paesi integralisti cattolici, islamici ed ebraici, essi devono lottare per avere leggi che garantiscano loro la parità di trattamento con le persone eterosessuali, considerate da queste religioni, le sole ‘normali’. Ma la normalità non è altro che una codificazione dettata dalla cultura e la cultura può essere potentemente inficiata da un credo religioso quando questo è abbastanza potente da imporre i suoi giudizi sociali e abbastanza diffuso da uniformare la comunità ai suoi voleri.
    Più questa discriminazione si sostanzia in una funzione di potere, culturale, religiosa o politica, più le divergenze delle credenze religiose rispetto all’evoluzione storica del costume rischiano di diventare conflittuali a intollerabili.

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  19. L’ITALIA E’ UN PAESE LAICO E IL PARLAMENTO E’ LIBERO- Viviana Vivarelli.
    I mondiali potevano essere una occasione per difendere una causa civile come i diritti degli omosessuali agli occhi del mondo ma il capo dell’Ungheria ha vietato che lo stadio si colorasse dei colori dell’arcobaleno gay.
    La Presidente von der Leyen ha reagito immediatamente, accusando con forza Orban per le sue leggi contro gli omosessuali e 17 Paesi europei si sono uniti alla sua rampogna per dire “Vergogna!” a Orban. Ma la stessa condanna spetta alla Chiesa di Roma che non smette di condannare gli omosessuali come malati mentali o pedofili e che, anche in occasione del decreto Zan, già passato alla Camera e in discussione al Senato, non ha mancato di manifestare la sua disapprovazione, dando ad intendere che la difesa degli omosessuali lede il suo diritto di condannarli e diffamarli.
    Tanto per ricordarlo, quando anni fa, all’Onu si riaffermaromo i diritti dei diverei sessuali condannando Paesi come l’Iran dove vengono impiccati, il cardinale Maggiolini, rappresentante del Vaticano, si oppose.
    Salvini, che in un primo momento si era schierato con Orban e col Vaticano, poi, vista la mala parata e visto che Draghi, che Salvini aveva detto di servire senza se e senza ma, ha dichiarato che l’Italia è uno Stato laico e che il Parlamento è libero e non prende ordini da nessuno, si è chiuso in un prudente silenzio, da quel vigliacchetto che è.
    Diciamo che è la prima volta che ho apprezzato Draghi.
    In quanto a Salvini, è solo un opportunista di basso livello, buono solo a prostituirsi e chi crede più forte e ha fatto la solita figura da stracciarolo senza onore né pudore.
    Razzismo, xenofobia, antimeridionalismo, misoginia, omofobia, anti-islamismo, anti-ebraismo… ogni discriminazione per genere, etnia, censo, religione o qualunque altro motivo, in quanto diminuisce e offende la famiglia umana, diminuisce e offende me che ne faccio parte.
    Chi è nemico dell’altro uomo per qualche caratteristica naturale o culturale è il mio nemico.
    La bellezza del mondo consiste nella sua varietà e nella sua multiformità. Solo gli idioti e i malvagi si lasciano irretire in propaganda false e menzognere di chiese o partiti, che mettono gli uomini gli uni contro gli altri, per sfruttarne gli egoismi a proprio vantaggio eccitando istinti di odio e primazia. Solo chi si sente inferiore agli altri ha bisogno di creare motivi di finta superiorità umana per integrare le proprie mancanze e in questo odio sociale rivela la propria bassezza morale e sociale . L’uomo integro e completo in se stesso non ha bisogno di discriminare nessuno e vede gli altri come suoi fratelli.
    L’omofobia è una sottospecie del razzismo. E’ un razzismo per genere, che respinge la volontà della natura per cui esistono più generi sessuali. Ma a ben vedere, i portatori di omofobia vorrebbero solo un genere superiore, quello maschile, nel tentativo di abbassare non solo i gay ma anche le donne a genere inferiore, per privarli di diritti e di possibilità.
    Che una Chiesa maschilista si adegui a questa discriminazione è aberrante, proprio in quanto essa rivela in tale apartheid il suo essere centro di potere materiale e politico e non spirituale. Se infatti essa si rivolgesse alle anime, vedrebbe che tutte le anime sono uguali.
    Ma a guardar meglio, chi è omofobo non si accontenta di discriminare come inferiori donne e gay, allargherà le sue discriminazioni, imponendo altre presunte superiorità. L’uomo è superiore alle donne e ai gay, ma l’uomo bianco è superiore al nero, e l’uomo bianco del nord è superiore all’uomo bianco del sud, e l’uomo bianco del nord ricco è superiore all’uomo bianco del nord povero, e l’uomo occidentale è superiore all’uomo orientale, l’uomo nato in uno stato è superiore allo straniero, ma chi appartiene alla Casta di potere è superiore alle legge e a tutti gli altri, e chi ha alti poteri nella Chiesa è superiore a chi ha alti poteri nella politica…La serie delle discriminazioni è infinita e tende a disegnare una gerarchia dove tutto è vissuto sulla base di una scala di superiorità e inferiorità. E in questa scala aberrante si perde ogni significato morale, ogni valore personale, e tutto si confonde in un inferno globale dove alla fine non è riconosciuto il significato umano di nessuno e solo pochi si avvalgono delle discriminazioni di tutti, perché è più facile comandare un popolo diviso e pieno di odi reciproci che unito in una volontà comune.

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    • Viviana ti facevo più intelligente. Qui non si parla di religioni, si parla della stessa merxa iperliberista ed edonista di cui ha detto Ersparmer. Non ci vuole molto a capirlo.

      Eppure l’articolo è chiarissimo, senza i tuoi sproloqui come commento che non fanno altro che far capire quanto poco tu abbia appreso di questa situazione che si sta creando.

      I DIRITTI INDIVIDUALI COME ALTERNATIVA AI PIU’ COSTOSI DIRITTI SOCIALI.

      E non mi venire a dire che è difficile da credere.

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  20. Mi pareva di averlo detto subito che il taglio che Erspamer aveva dato all’argomento non mi interessava…
    Dovevo spiegarlo meglio?

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    • Infatti, hai scritto un sacco di fregnacce che non c’entrano un accidente con il DL ZAN, visto che attualmente non esiste alcun reato legato all’omosessualità in Italia.

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  21. Aiuto!!!

    Ho sempre pensato ( e un tempo l’ho anche sperato da parte della “sinistra”‘ invece è successo il contrario) che fosse ora di eliminare il matrimonio. Ovviamente quello civile, i religiosi potranno fare quello che pare a loro ma senza ricadute civili. Unico obbligo, ma vero obbligo, nei confronti dei figli minori.
    E smetterla di parlare dei gusti sessuali: ognuno ritrovi la propria privacy e faccia in silenzio quello che gli pare. Omo, etero, ecc… Ecc…
    Purtroppo oltre al controllo sociale e dei beni, il matrimonio ( e il divorzio) si portano dietro miliardi e un sacco di gente ci campa. Sempre di più.

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