M5S, nuova grana: eletti pronti a Tribunale per stop voto su neo piattaforma

(di Antonio Atte e Ileana Sciarra – adnkronos.com) – Il nuovo Movimento 5 Stelle non è ancora nato e già rischia di finire in tribunale. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, un gruppo di attivisti pentastellati – tra i quali alcuni consiglieri regionali e, si vocifera, anche parlamentari – sarebbe pronto a dare mandato al proprio legale per diffidare l’Associazione Movimento 5 Stelle dall’effettuare la votazione sullo statuto del ‘Neo-Movimento’ (redatto dal leader in pectore Giuseppe Conte) sulla nuova piattaforma: portale creato ad hoc – ma non ancora ‘svelato’ dai grillini – dopo il divorzio dall’Associazione Rousseau di Davide Casaleggio.

Gli attivisti e lo stesso Casaleggio, infatti, sostengono che la votazione debba essere celebrata su Rousseau, stando all’attuale statuto. E secondo le stesse fonti le possibili grane legali che incombono sul nuovo corso del M5S contiano sarebbero tra i temi al centro della diatriba in atto tra Conte e il garante Beppe Grillo. L”Elevato’, raccontano, sarebbe consapevole dei rischi che il Movimento corre con il via libera a una consultazione online su una piattaforma diversa da Rousseau e avrebbe chiesto a Conte di garantirgli uno ‘scudo’ legale – funzione che prima della rottura con Casaleggio spettava a Rousseau: alla no profit milanese, infatti, era affidato il compito di coprire le spese legali del capo politico e del garante dei 5 Stelle. Ambienti vicini ai vertici, però, negano che sia questo l’oggetto del contendere e fanno sapere che la tutela legale sarà inserita nel nuovo statuto.

Nel frattempo Conte piomba a Palazzo Madama per incontrare i senatori grillini. Il futuro leader M5S vede anche Maria Antonietta Ventura, candidata alla presidenza della Regione Calabria col sostegno del Movimento e del centrosinistra. Intercettato dall’Adnkronos, l’ex inquilino di Palazzo Chigi smentisce dissidi con Grillo: “Non c’è nessuna rottura, non dobbiamo ricucire perché non abbiamo mai rotto. Il dialogo c’è ed è continuo”. A chi gli domanda quando incontrerà il garante del Movimento, “spero di vederlo presto”, replica l’ex premier. Che non risparmia una battuta a chi ha scritto di un partito di Conte, alternativo al Movimento se il rilancio non dovesse andare in porto: “Ve lo do io il partito”, scherza Conte con un sorriso. Ai senatori l’ex presidente del Consiglio assicura che la sintesi verrà trovata, e che il progetto rifondativo non finirà su un binario morto.

Il giorno del chiarimento con comico potrebbe essere vicino. Il garante M5S è atteso domani nella Capitale per un faccia a faccia con gli eletti, facile dunque, se non scontato, un summit tra i due. Alle 17, nell’Auletta dei Gruppi di Montecitorio, ci sarà un’assemblea dei deputati con la partecipazione di Grillo. In queste ore si lavora per avvicinare le posizioni di Conte e dell”Elevato’, il quale è determinato a tenere il punto sulle modifiche allo statuto: il garante, viene spiegato, intenderebbe conservare le sue prerogative di ‘custode’ dei valori del Movimento e avere l’ultima parola anche per quanto riguarda le nomine nella futura squadra che affiancherà l’ex premier.

Sullo sfondo resta anche un’altra potenziale grana per Conte&Co legata all’uso dei dati degli iscritti, consegnati da Casaleggio dopo un lungo e sfibrante braccio di ferro, fino al pronunciamento del Garante per la privacy che ha messo fine alla querelle. Lo scorso 5 giugno Rousseau ha provveduto al trasferimento dei dati al M5S, come deciso dai pentastellati. Da quella data – ossia da 18 giorni – gli iscritti non possono accedere al proprio profilo utente per cancellarsi o rinnovare la propria iscrizione. “Quest’ultima”, fanno notare gli esperti contattati dagli attivisti, “è annuale e, se non rinnovata, comporta la perdita del diritto di voto”.

Stando sempre al parere degli esperti contattati dagli attivisti, l’interruzione prolungata di un servizio fondamentale come l’impossibilità di poter accedere ai propri dati da 18 giorni “è ascrivibile, ai sensi dell’articolo 33 del Gdpr, a quella che viene definita come una violazione dei dati personali” (il cosiddetto Data Breach) come indicato dalle “Linee guida in materia di notifica delle violazioni di dati personali”, dove compare, tra le casistiche di violazione dei dati personali, anche il verificarsi di una interruzione significativa del servizio abituale di un’organizzazione. Il verificarsi di un Data Breach, in considerazione della gravità attribuita a tale casistica, “prevede sanzioni pecuniarie estremamente elevate fino a diversi milioni di euro”, viene spiegato.

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3 replies

  1. A Giuseppi gli si stanno imbiancando i capelli.

    Ma si godesse la fidanzata e la gloria del martirio ad opera dei due luridi matt(e)i, chi glielo fa fare?

    E intanto Renzie ride così tanto che da FRignano sull’Arno si sente per tutto il centro Italia, anche se non a Pomigliano.

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  2. Se Grillo non è d’accordo mi ritiro, senza fare partiti” – Il Fatto Quotidiano

    Conte non farà il prestanome. Oggi il garante a Roma. Braccio di ferro. L’ex premier vede i senatori: “Beppe mi ha chiesto di guidare e rifondare il m5s.
    Sono qui per cambiare”. Il nodo dei poteri del fondatore: resterà la possibilità di revocare il leader

    di Luca De Carolis e Paola Zanca | 24 GIUGNO 2021

    “In Senato aveva programmato da giorni un incontro con la candidata giallorosa in Calabria, Maria Antonietta Ventura. Ma Giuseppe Conte ha “colto l’occasione” per incontrare anche i senatori dei 5 Stelle, divisi per commissione, e per confrontarsi con loro sulla faticosa gestazione del nuovo Movimento, che – dopo il divorzio da Davide Casaleggio – ora sta cercando la strada della convivenza pacifica con l’ingombrante fondatore in partenza da Genova. Ha voluto giocare d’anticipo, l’ex premier aspirante capo: perché oggi, a Roma, arriverà Beppe Grillo per incontrare tutti gli eletti M5S. Ha scelto di venire di persona, non di scrivere un post sul blog. E se l’incontro “in presenza”, da una parte, garantisce di essere meno tranchant di qualunque messaggio dato in pasto alla Rete, dall’altro – per il leader in pectore – sarebbe stato un rischio troppo alto lasciare solo a lui la possibilità di “arringare” i gruppi sulle novità dello Statuto. Perché va bene che i rapporti sono “cordiali” e che “nessuna guerra è in corso” – come ha ripetuto ieri Conte ai senatori – ma è pur sempre un rapporto impari quello che vede contrapposti lui, arrivato al vertice del Movimento soltanto tre anni fa, e “Beppe” che di fatto è colui che tutti devono sempre ringraziare se stanno dove stanno.

    Il richiamo della foresta, insomma, Conte ha provato a fermarlo sul nascere, anche incontrando un ristretto gruppo di deputati, ieri sera. E ha chiarito per prima cosa a tutti che non ha intenzione di mettere in piedi liste, che non ha nessun partito nel cassetto, consapevole che la “minaccia” che era circolata nei giorni scorsi poteva finire solo per irritare gli eletti che stanno aspettando il suo arrivo. “Il mio progetto è qui – ha spiegato a Palazzo Madama – non ci penso proprio a fare altro: ma io sono venuto per cambiare e il garante deve essere convinto, altrimenti faccio un passo indietro”.
    E cambiamento significa, nello specifico, rivedere il rapporto tra capo politico e garante, ovvero tra lui e Grillo. Una convivenza “senza accavallamenti”, ha spiegato, “altrimenti non potrei accettare”. Torna a ventilare il passo indietro, l’ex premier, per chiarire a tutti qual è la posta in gioco. “È necessaria una separazione delle filiere – è il senso del suo ragionamento – Al capo politico spetta la titolarità della linea politica, il garante sarà invece il custode dei valori”. Tutti, nel Movimento, sono consapevoli che il “totem” di Grillo non si possa toccare e che sia necessario preservare “una collocazione che lo rappresenti”: “È la nostra storia – ripetono – Giuseppe deve capirlo”.

    Ma è lo stesso Conte, raccontano, ad avere ben chiaro il concetto. Al punto che, nel nuovo statuto, sarebbe mantenuto intatto il potere di revoca del capo politico che è attualmente nelle mani del garante. Ma ammette pure che “i desideri sono tanti”, che è un modo per dire che – nella trattativa –

    Grillo avrebbe alzato la posta un po’ troppo in alto, a partire dai poteri sulla comunicazione che avrebbe voluto avocare a sé.

    La mediazione, secondo Conte e i suoi fedelissimi, si troverà. Già ieri, i due si sono sentiti al telefono. Ma molto dipenderà dai toni del faccia a faccia che “Beppe” avrà con deputati e senatori oggi pomeriggio. “Se viene, ci vedremo sicuramente”, ha detto l’ex premier: vada come vada, comunque oggi qualcosa si chiude”

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  3. “È necessaria una separazione delle filiere – è il senso del suo ragionamento – Al capo politico spetta la titolarità della linea politica, il garante sarà invece il custode dei valori”.

    “Grillo avrebbe alzato la posta un po’ troppo in alto, a partire dai poteri sulla comunicazione che avrebbe voluto avocare a sé.”

    Se Grillo vuole tenere per se la titolarità della linea politica e i poteri sulla comunicazione non ha bisogno di un capo politico
    come Conte

    La furbizia di Grillo:

    Il movimento è mio e lo gestisco secondo le mie regole. Leggendo attentamente statuto del movimento del 2017
    mi sono resa conto quanto questo statuto è macchinoso ,ingannevole, pieno di “democrazia diretta dei cittadini”,
    ma l’unico detentore di questa democrazia è lui – il garante .
    Chi era favorevole e d’accordo con statuto di Grillo ha ragione di contestare Conte. Grillo non fa altro che difendere
    la sua “creatura” la “democrazia diretta” a modo suo e la comunicazione a modo suo.

    Conte non è un pivello ha colto l’inganno , lo vuole correggere , ma lui non è un grillino e quindi deve fare il burattino
    capo politico di se stesso.

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