M5S, strappo a un passo. Cresce ipotesi partito Conte

(di Ileana Sciarra e Antonio Atte – adnkronos.com) -Non rientra il diverbio tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo. Tanto che, in queste ore, non solo non c’è traccia della presentazione del neo M5S -avrebbe dovuto tenersi giovedì, in una sala nel centro di Roma – ma crescono i rumors su un divorzio imminente: il garante da una parte, l’ex premier dall’altra. La presentazione del neo statuto – una trentina di pagine in tutto – a quanto apprende l’Adnkronos non dovrebbe tenersi nemmeno settimana prossima, né quella più avanti. Tutto è in stand-by, mentre non viene dato nemmeno per scontato che la crisi tra Conte e Grillo possa rientrare: lo scontro alimentato dalle diffidenze reciproche. Per questo, in queste ore, prende sempre più forma l’ipotesi di un partito di Conte. Con tutte le conseguenze del caso, dilanianti per un M5S già scosso da correnti e guerre interne.

A risolvere le cose potrebbe contribuire un faccia a faccia tra i due, visto che l’arrivo di Beppe Grillo a Roma continua a essere considerato imminente. Non si esclude anche un incontro con i parlamentari. Chi è vicino al fondatore del Movimento continua a descriverlo amareggiato e deluso: ad accendere la miccia della sua rabbia la mancata presenza dell’ex premier all’ambasciata cinese, dove Grillo è arrivato da solo. Dunque le recriminazioni sullo statuto, che continua a non convincerlo: fonti parlamentari raccontano di un garante che continua ad “alzare la posta, una richiesta dopo l’altra”, le ultime proprio nella giornata odierna. “Grillo ha sempre detto che il Movimento è biodegradabile – rimarcano le stesse fonti – se il braccio di ferro con Conte non rientra, magari è arrivato il momento…”.

Sulla rifondazione, targata Conte, inoltre, si addensano le nubi dei ricorsi legali. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, molti iscritti pentastellati, delusi per il divorzio tra il Movimento e Davide Casaleggio, sarebbero pronti alle carte bollate per chiedere che la votazione sul neo-statuto del M5S si celebri sulla piattaforma Rousseau e non sul nuovo portale telematico. Lo stesso Casaleggio, in una intervista rilasciata giorni fa al Tg4, ha ipotizzato uno scenario di questo tipo: “Il problema che vedo sulla votazione imminente – ha spiegato il patron di Rousseau – è quello della legittimità. Lo statuto del Movimento prevede che le votazioni vengano fatte e verificate da Rousseau. Quindi potrebbero esserci diversi ricorsi…”.

Altri contenziosi, evidenziano fonti pentastellate, potrebbero sorgere a causa del mancato voto per l’elezione dei membri del Comitato direttivo, l’organo collegiale voluto dagli iscritti agli Stati generali di novembre ma poi rimasto vacante, in attesa della rivoluzione contiana: “Avere i dati (consegnati da Casaleggio dopo una lunga trattativa e un esposto al Garante per la privacy) ma non votare il Comitato potrebbe essere oggetto di ricorsi…”.

Una ulteriore, potenziale ‘grana’ potrebbe scoppiare per quanto riguarda l’uso dei dati. In seguito alla rottura con Rousseau, viene evidenziato, da settimane non è più possibile iscriversi né disiscriversi dal Movimento 5 Stelle: se continuano così – osserva chi ha seguito da vicino il braccio di ferro tra M5S e Casaleggio – i pentastellati “possono incorrere in un data breach”, ossia una violazione dei dati personali, perché “non è possibile tenere ‘in ostaggio’ i dati per un periodo di tempo prolungato”. (di Ileana Sciarra e Antonio Atte)

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

20 replies

  1. E fatti ‘sto ANDATO e facciamola finita co’ ‘sta storia, DOROTEO in salsa forense che non sei altro… Manzoni, quelli come il signore della foto, li chiamava anche con un nome meno conosciuto di quello solito, ma mio avviso più acconcio: Dott. Pettola!

    "Mi piace"

  2. Mi ci sarei giocato entrambe le palle che Grillo avrebbe fatto saltare il tavolo.
    Vuole comandare e lo vuole fare in modo discrezionale. Punto.
    Altro che democrazia dal basso e uno vale stocazzo!
    Finalmente l’equivoco di fondo (“ma io sono solo il megafono, ma io sono solo il padre nobile e se non siete d’accordo vi caccio a calci in culo”) si è sciolto.

    E l’inizio di qualcosa di nuovo.
    Speriamo.

    Piace a 1 persona

    • unica cosa non discrezionale sono le tue STRONZATE, che non tengono conto che le regole sono state votate dagli iscritti dopo anni di discussioni in rete. Ma per te questo è secondario, buffoncello da quattro soldi. Perchè la racconti dicendo che grillo ha imposto tutto, trollonzo alla pizzarotti da un euro bucato.

      L’hai menata per mesi contro arcuri al quale imputavi tutti i mali del mondo. E ora taci su questa testa di cazzo analfabeta in tuta mimetica che nemmeno parla in italiano, perchè conosce solo il suo dialetto CIALTRONE.

      Vota Conte e smettila di romperci i coglioni con le tue SUPERCAZZOLE con scappellamento a destra.

      Chi vota 5 stelle vuole il movimento 5 stelle di sempre, quello di un anno fa per capirsi. Ci va benissimo così com’è, nonostante gli errori.

      Il tuo Draghi dal curriculum infinito sta facendo veramente benissimo. Infatti non ha fatto ancora un emerito CAZZO.

      Sempre tra parentesi, cialtroncello delle analisi alla cazzo di cane.

      NON uno vale stocazzo, tu vali sto cazzo! Insieme alle tue analisi a cappella di cazzo. E’ diverso.

      "Mi piace"

      • @Andrea

        Sicuro che non ti chiami Ciro?

        “unica cosa non discrezionale sono le tue STRONZATE, che non tengono conto che le regole sono state votate dagli iscritti dopo anni di discussioni in rete”

        Quali regole idiota?
        Sentiamo?
        La regola che prevede di accettare “donazioni esagerate” da prenditori in affari con lo Stato?
        Benetton cattivi, Onorato buono?
        La regola che decide discrezionalmente Grillo se fare o meno un governo con Draghi?
        La regola che è Grillo a scegliere il ministro della TRANSIZIONE ENERGETICA?
        La rega che il ministro della transazione energetica è un imbecille (nella migliore delle ipotesi) che parla di nucleare e di inceneritori ma Grillo non si sente nemmeno in dovere di dire mezza parola ed è stato lui a sceglierlo?
        La regola che tu non puoi decidere un cazzo e non conti un cazzo?
        La regola che la casalinga di Voghera può fare il ministro o il parlamentare perché tanto deve premere il bottone a comando?
        Alla faccia della meritocrazia?
        La regola “uno vale uno” (democrazia) annichilita per sostituirla goffamente con la regola “uno vale l’altro” (sacrificare la competenza alla fedeltà)?
        Quale regola leccaculo di Grillo.

        Di quale regole grilloidi parli?
        Quando la smetterai di leccare il culo a Grillo?

        Piace a 1 persona

      • @Andrea
        “…E ora taci su questa testa di cazzo analfabeta in tuta mimetica che nemmeno parla in italiano, perchè conosce solo il suo dialetto”.
        Anche tu ti abbeveri di qualunquismo Andrea?
        Questi i titoli di studio del generalissimo dal berretto pennuto:
        Diploma di laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Salerno.
        Diploma di laurea in Scienze Strategiche e relativo Master di 2° livello presso l’Università di Torino.
        Diploma di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Trieste.
        Te lo scrive uno che è sempre stato antimilitarista e che non ha nemmeno fatto il militare.

        "Mi piace"

  3. Casaleggio, in una intervista rilasciata giorni fa al Tg4???? al Tg4???

    non sono uno scomettitore, e non scommetto sulle persone
    ma non credo che Conte farà mai un SUO partito
    o GRILLO taglia il cordone o non se fa niente.

    "Mi piace"

    • per il BENE DI TUTTI è bene che Conte si faccia il suo partito, dove andranno gli ex 5 stelle che HANNO TRADITO il mandato popolare (notare bene: avevano giurato e firmato davanti a un notaio il vincolo di mandato e il rispetto di tutte le regole del m5s).

      Te lo dico perchè il m5s lo conosco da prima di sempre. Siamo cose DIVERSE, anche se il dialogo ci può stare. Ma siamo diversi.

      Non puoi non aver notato che gli EX portavoce dei cittadini si sono VENDUTI in massa. La parola data non è stata mantenuta e c’è chi dà la colpa a grillo che vuole semplicemente il rispetto delle regole, come lo vogliono quelli che han votato 5 stelle dalla prima ora come me. grillo dice le cose che diciamo anche noi, detto in soldoni.

      Il m5s nasce come movimento civico APERTO alla società civile, è ALTRA cosa rispetto ai partiti VERTICISTICI e chiusi, anche se quella testa di cazzo di andreaex dice che il m5s è verticistico perchè comanda grillo su tutto (FALSO come le stronzate che scrive).

      Lo ripeto, la cosa migliore è essere separati, perchè siamo diversi, e poi convergere sui punti del programma.

      "Mi piace"

      • Ma tu senti le cazzate che spari senza il minimo appiglio alla logica che i fatti evidenziano.
        Se Grillo in persona te lo chiedesse, ti faresti saltare in aria al grido di Grillo akbar!

        Ti informo che il tuo Grillo è una personcina piccola piccola. È stato un bravo comico ma un pessimo leader.

        Le regole sono state tutte infrante e tu vorresti farci credere che er Cavaliere nero che decideva tutto, nun c’entra ‘n cazzo!

        Ma ti pagano per fare queste figure di merda?

        Piace a 1 persona

  4. M5s, rivoluzione di Statuto e Codice etico: il Garante diventa elettivo, nasce l’Assemblea iscritti e apertura agli altri partiti
    Pubblicate sul blog le nuove norme: prevista l’elezione per il ruolo finora ricoperto da Grillo. Che per ora comunque non si tocca. Più spazio agli attivisti e cade il divieto di associarsi ad altre forze. Al via auto-candidature aperte a tutti: dagli esterni agli indagati, ma con filtro di qualità. Poi il capo politico può fare due mandati da 5 anni. Maxi multa da 100mila euro per gli espulsi in Parlamento e obbligo di votare la fiducia a un presidente del consiglio grillino

    di Martina Castigliani | 30 DICEMBRE 2017
    M5s, alle elezioni anche i non iscritti potranno candidarsi nei collegi uninominali. E arriva il “filtro di qualità”

    Il Movimento 5 stelle che sogna di governare, intanto fa le rivoluzioni in casa. Fino a pensare l’impensabile: l’elezione diretta del prossimo Beppe Grillo, che per ora non si tocca, ma domani chissà. Se loro preferiscono parlare di “transizione obbligatoria” perché “è finita l’epoca dell’opposizione”, di fatto in queste ore sta avvenendo un cambio, quello sì epocale, per la forza entrata in Parlamento nel 2013. Nel primo pomeriggio il blog, dopo le indiscrezioni delle scorse ore, ha pubblicato i nuovi Codice etico e Statuto e le regole per le candidature. In quelle poche decine di pagine sono contenute alcune novità che fino a pochi anni fa sarebbero state inimmaginabili. Innanzitutto c’è più spazio per gli attivisti, a tal punto che la figura del Garante, fino ad oggi indiscutibilmente nelle mani del comico, diventa elettiva. Inoltre si inserisce tra gli organi quello dell’Assemblea degli iscritti. Poi, dettaglio importante in vista delle elezioni, cade il divieto “di associarsi ad altri partiti”. Che significa, come ripete Luigi Di Maio da giorni, che il M5s la sera del voto si presenterà agli altri con i voti ottenuti e lascerà aperta la porta a chi vuole partecipare alla realizzazione del “programma grillino”. Infine, c’è anche un’importante svolta per quanto riguarda le candidature: non solo ci si apre anche agli esterni, ma si prevede un filtro di qualità con il Capo politico (Di Maio) e il Garante (Grillo) che possono intervenire fino alla consegna delle liste. Resta la grande stretta, con conseguenti polemiche, su chi viene eletto e le misure, 27 in totale, vanno dalla maxi-multa per gli espulsi all’obbligo di votare la fiducia.

    Una delle novità più grandi è prevista all’articolo 8 dello Statuto: l’elezione diretta del Garante. Stiamo parlando di Beppe Grillo, l’unico dogma mai messo in discussione fino a questo momento, colui che ha creato tutta la baracca e che se l’è ripresa in mano ad ogni sentore di crisi. Per il momento, quello che dicono all’interno sperticandosi in rassicurazioni, non è prevista alcuna sua rinuncia, ma intanto le regole per il suo addio eventuale sono state stabilite nel dettaglio. E, sorpresa, si prevede una elezione tra una rosa di candidati “non inferiore a tre” proposta dal comitato di Garanzia che sceglie tra “figure che si siano distinte per il determinante contributo alla storia e all’azione politica del Movimento 5 stelle

    Ma non solo. Il Garante rimane in carica “a tempo indeterminato”, ma può essere revocato su proposta del comitato di Garanzia “a maggioranza assoluta” e ratificato dagli iscritti in rete. Se non ratificano, il comitato decade. E ne dovrà essere eletto uno nuovo. Che detto oltre i tecnicismi è una rivoluzione mai vista per il Movimento: si sta preparando una exit strategy per qualsiasi eventualità e per far sì che il Movimento possa vivere oltre qualsiasi terremoto politico e che possa, soprattutto, essere saldamente controllato dagli iscritti.

    In realtà Di Maio l’ha detto chiaramente. “Oggi è un giorno storico”, ha scritto nel post del blog. E storico lo è soprattutto per la cosiddetta base, gli attivisti che nel Movimento ci sono nati e che forse non si sarebbero aspettati di vedere un cambio simile così in fretta. E’ questo invece il segno che Davide Casaleggio e Beppe Grillo fanno sul serio: vogliono partecipare alle elezioni e farlo per vincere, anche a patto di snaturarsi un po’. Sbagliato pensare che Gianroberto Casaleggio non avrebbe voluto tutto questo: l’evoluzione era nella sua testa da sempre e, a quanto pare, ha istruito il figlio nel dettaglio. Il risultato è frutto di un lungo lavoro di discussione interna. Chi frequenta le riunioni che contano sa ad esempio quanto è stata sofferta l’introduzione del filtro delle candidature: significa all’improvviso che “uno vale uno” non può essere vero per sempre (lo ha detto lo stesso Di Maio pochi giorni fa) e che invece bisogna cercare di armarsi per vincere e presentare nomi di spessore.

    Saranno Di Maio e Grillo direttamente a scegliere chi va in testa ai collegi uninominali ad esempio e questo in tanti, quelli che già un mandato lo hanno fatto, lo chiedevano. Ci si apre a tutti a patto che non siano degli ex espulsi dal Movimento, che non siano stati iscritti in altri partiti. Possono correre anche gli indagati, anche se c’è un potere di discrezionalità in base al peso dell’inchiesta.

    Con il nuovo Statuto inoltre non bisogna dimenticare che nasce una nuova associazione del Movimento 5 stelle. E precisamente la terza da quando è nato il M5s. Questa ha sede a Roma (e non più a casa di Beppe Grillo a Genova) e userà il vecchio simbolo del 2009, come da concessione del Garante. Qui arriva poi un’altra delle novità più grandi: si introduce tra gli organi del Movimento (oltre al Capo politico, al Garante, al Comitato di garanzia, al Collegio dei probiviri, al Tesoriere) l’Assemblea “formata da tutti gli iscritti con iscrizione in corso di validità al momento della convocazione”. Viene convocata in luogo fisico o online almeno una volta all’anno e, in questa sede sì, possono essere fatte delle restrizioni di partecipazione in base all’anzianità. L’assenza di una struttura collettiva di partecipazione alla vita del Movimento è stata contestata negli anni più volte a Grillo e Casaleggio, che avevano sempre risposto parlando dei Meetup e dei raduni annuali. Ora, per la prima volta si danno delle regole precise e si colma una lacuna che più volte li ha messi in difficoltà. La votazione dell’organo è valida a prescindere dal numero dei partecipanti, salvo per le modifiche dello Statuto per cui saranno necessari “la metà più uno degli iscritti”. Un occhio alla democrazia interna che sorprende dopo anni in cui si era andati in diversa direzione. Certo era una necessità dettata anche alle tante cause indette nei tribunali dagli espulsi e dissidenti, ma nel concreto restituisce una nuova immagine del Movimento. Gli utenti possono ora partecipare all’elezione di tutti gli organi dell’Associazione, un’eventualità fino adesso esclusa. Il Capo politico rimane in carica massimo dieci anni, quindi fa un mandato di 5 anni rinnovabile una sola volta. E può essere sfiduciato. Mentre il Collegio dei probiviri e il Comitato di garanzia vengono scelti tra una rosa di nomi indicata dal Garante che deve tenere conto della rappresentanza di genere e delle minoranze. Per il momento sono confermati quelli in carica: nel primo Giancarlo Cancelleri, Vito Crimi e Roberta Lombardi; nel secondo Paola Carinelli, Nunzia Catalfo e Riccardo Fraccaro.

    Grande spazio, naturalmente, viene dato anche al comportamento degli eletti. Ovvero uno dei pallini del Movimento: come assicurarsi che chi viene scelto come portavoce (anche qui si specifica che devono rinunciare alla dicitura di “onorevole”) poi rispetti la linea e non vada a rimpolpare le fila dei dissidenti. In questo senso si ripropone la tanto contestata maxi-multa per chi lascia il gruppo, si dimette o viene espulso: “Il portavoce dovrà pagare 100mila euro quale indennizzo per gli oneri affrontati”. Poi si richiede l’obbligo di votare la fiducia di un governo guidato da un presidente del Consiglio M5s, pena naturalmente l’espulsione. Come già detto, non c’è più il riferimento al divieto di associarsi con gli altri partiti, anche se non è dato sapere cosa e fino a che punto saranno possibili mediazioni in termini di alleanze. Fondamentalmente è una materia troppo nuova e troppo scivolosa, quindi l’indicazione è: improvvisare e intanto tenere dritta la barra sul “meno compromessi possibili”. Anche perché Di Maio sostiene che arriverà al voto con una squadra già pronta e a quella, chi vuole lavorare con i grillini, verrà chiesto di piegarsi. Si chiede inoltre, e naturalmente, di rinunciare a vitalizi and company, ovvero tutti i privilegi pensionistici della carica. Vietato poi assumere familiari o conviventi (vedi figuracce del passato). E si prevede un versamento da parte degli eletti di 300 euro mensili per “mantenere le piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi o dei singoli parlamentari”. Da notare anche che, chi si candida e ha ricoperto una carica in enti di vario tipo dovrà consegnare bilancio e statuti. Come a verificare che non abbia già fatto danni altrove.

    Chi oggi apre il blog trova una scritta che recita “è ora di pensare in grande”. Quasi un buffetto di rassicurazione a chi vive la transizione con gli occhi sbarrati e si chiede cosa resterà del passato. Sotto c’è un conto alla rovescia, dei giorni e dei minuti e dei secondi che separano dalla prova delle elezioni politiche. Che questa volta come non mai sentono di non poter mancare. La prima tappa saranno le auto-candidature alle Parlamentarie (aperte fino al 3 gennaio) e poi il voto online a metà gennaio. Quindi Di Maio dovrà rispettare la sua prima promessa: presentare una squadra di governo prima del voto. Ce la farà? Il candidato gira per l’Italia da settimane e in particolare, accompagnato dall’ormai fedele Stefano Buffagni, tenta innanzitutto la conquista del nord. Veglia su di lui, da non troppo lontano, Davide Casaleggio. Che oggi, in una rarissima apparizione al suo fianco, ha commentato le nuove regole con due parole di numero: “Se siamo un partito? Non penso”. Come a dire che l’etichetta, per chi ora conta solo arrivare al governo, non è più davvero un problema.

    "Mi piace"

  5. ”’Saranno Di Maio e Grillo direttamente a scegliere chi va in testa ai collegi uninominali ad esempio e questo in tanti, quelli che già un mandato lo hanno fatto, lo chiedevano. Ci si apre a tutti a patto che non siano degli ex espulsi dal Movimento, che non siano stati iscritti in altri partiti. Possono correre anche gli indagati, anche se c’è un potere di discrezionalità in base al peso dell’inchiesta.”’

    DI MAIO?!?!?!?!?

    Ma come, questo era SCAPPATO NEL GENNAIO 2020 e adesso ce lo ritroviamo ancora tra le palle?

    ma come è possibile???

    CHI ha deciso che questo fuco sia ancora lì a fare il bello e cattivo tempo?

    CHI lo vota un traditore del genere che vuole trasformare M5S in una sorta di UDEUR?

    FUORI DALLE PALLE DiMA! E solo così vi prenderò in considerazione. Maledetti trasformisti!

    "Mi piace"

    • “CHI ha deciso che questo fuco sia ancora lì a fare il bello e cattivo tempo?”

      Hai compreso che quello che hai scritto fa parte del STATUTO M5S 2017?

      Vi state accorgendo solo adesso ?

      invito anche Andrea a leggerlo attentamente, forse è ancora legato statuti precedenti

      "Mi piace"

      • No, ho letto adesso la data (2017).

        Pensavo che fosse un’altra giravolta spaziale di Grillo, invece per fortuna è il passato.

        Che come diceva O.Wilde, ha una sola buona qualità: è passato.

        "Mi piace"

  6. Quindi Grillo insieme al suo fido scudiero Di Maio decidono chi è dentro e chi è fuori.
    Non è la BASE a decidere ma è come al solito “er Cavaliere Nero” del M5S.
    Sarà l’Elevato a decidere chi gli leccherà il culo per i prossimi anni.

    Questa è una grande concessione che Conte ha fatto al despota del M55 ma al despota questo potere evidentemente non basta.

    Mi auguro che almeno Conte lo mandi affanculo e lo costringa ad avere un partito personale alla luce del sole (il M5S lo è sempre stato, a dispetto delle apparenze).

    Tolti i capri espiatori di Casaleggio jr, di Giggino ed ora anche di Conte (che prima era un fico della Madonna ed ora un doroteo da due soldi), i grilloidi non potranno più dare la colpa a nessun altro che non sia Beppe.

    Pia illusione, si comportano con Grillo come i forzaitalioti si comportavano con B., sono disposti a perdonargli tutto!
    Gli manca solo di intonare l’inno: “meno male che Beppe c’è”.
    Pensano di essere la soluzione ed invece sono il problema.

    "Mi piace"

    • x ANDREA EX

      “Questa è una grande concessione che Conte ha fatto al despota del M55 ma al despota questo potere evidentemente non basta.”

      QUESTO E’ L’ATTUALE STATUTO M5S 2017 !!!! Non è la proposta di Conte

      "Mi piace"

      • Ah ok, grazie per la precisazione.
        A Beppe non piace che il Garante faccia davvero il garante (garante non è sinonimo di padrone o capo assoluto) e che sia elettivo.

        Beppe è attaccato al M5S come fosse la sua villa in costa Smeralda. Piccolo uomo.

        "Mi piace"

  7. Il bello è leggere i commenti dei denigratori del mv5 *,
    Gentuccola che continua a sostenere mafiosi collusi truffatori mazzettari lobbysti agenti al servizio di paesi esteri mettinculo e fancazzisti, ma la colpa è di Grillo Casaleggio Di Battista, rei di combattere il malaffare, itagliani, nient’altro che itagliani.

    "Mi piace"