Draghi commissaria Speranza

(Camilla Conti – La Verità) – Primo punto: «Vaccinarsi è fondamentale. La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola». Secondo: la vaccinazione «eterologa funziona, io stesso martedì sono prenotato per fare l’ eterologa: la prima dose di Astrazeneca ha» prodotto «anticorpi bassi e allora mi si consiglia di fare» il mix.

Ma «se una persona che ha meno di 60 anni e ha fatto la prima dose Astrazeneca e gli viene proposto di fare l’ eterologa ma non vuole farsi quel vaccino, questa persona è libera di fare la seconda dose di Astrazeneca purché abbia il parere del medico e il consenso informato». Terzo: «Ora la sfida principale non è vaccinare i dodicenni e i quindicenni, bisogna farlo per carità, ma è andare a cercare tutti coloro che hanno più di 50 anni e non si sono ancora vaccinati».

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è tornato in serata dalla trasferta in Spagna e ha convocato una conferenza stampa a sorpresa. Obiettivo: sbrogliare la matassa creata in questi giorni dal ministero della Salute, con il placet di Cts e Aifa, su Astrazeneca e mix di vaccini. Perché «indubbiamente c’ è stata una certa confusione negli ultimi giorni», ha sottolineato.

Con poche parole Draghi ha di fatto anche commissariato Roberto Speranza, seduto accanto a lui, sconfessando tutta la linea tenuta dal ministro nell’ ultima settimana. Compreso obbligare gli under 60 al cocktail dei richiami quando invece, come ha detto il premier, si può scegliere. Non solo. Draghi ha ridimensionato indirettamente il ruolo del Cts e si è perfettamente allineato con il commissario Francesco Paolo Figliuolo.

Perché l’ obiettivo è «cercare tutti coloro che non si sono ancora vaccinati».

Draghi ieri ha detto che non c’ è «alcun motivo» di temere «che ci sarà un rallentamento» nella campagna vaccinale, «anzi, ci sarà maggiore libertà di scelta», e ha definito il comportamento degli italiani «costante e straordinario», ma è chiaro che la posta in gioco è alta per lo stesso presidente del Consiglio, che sull’ immunizzazione degli italiani non può rischiare di perdere la partita. Soprattutto per colpa di pasticci combinati dal ministero della Salite.

In mattinata, a dare una prima stima ufficiale degli effetti del caos su Az e sul mix per i richiami è stato ieri lo stesso commissario Figliuolo, a margine della sua visita allo Spallanzani di Roma.

«Probabilmente ci sono circa 100.000 persone che hanno dei dubbi» sulla vaccinazione eterologa. Si tratterebbe di «circa il 10% dei 950.000 che hanno fatto la prima dose di Astrazeneca e aspettano per la seconda», ha detto. Il generale sa bene che il cocktail approvato da ministro della Salute con il placet dell’ Aifa sta facendo sbandare la campagna vaccinale nella sua fase cruciale.

Le conseguenze vanno gestite sul campo e si aggiungono agli ostacoli che già da tempo stanno rallentando la corsa verso quel target di almeno 550-600.000 somministrazioni al giorno, prefissato dallo stesso Figliuolo per giugno. A cominciare dai circa 2,8 milioni di ultrasessantenni che ancora mancano all’ appello. Tanto che il commissario ha scritto l’ ennesima lettera alle Regioni chiedendo di attuare «in maniera più incisiva il metodo del raggiungimento attivo» della popolazione over 60, perché l’ andamento della campagna vaccinale su questa fascia di età «mostra una flessione nelle ultime due settimane, in concomitanza con l’ estensione della vaccinazione a fasce di età più facilmente raggiungibili o agevolate dal modello vaccinale degli hub. Non è noto se il mancato coinvolgimento sia da ascrivere a limitazioni cliniche, scelta individuale ovvero difficoltà a registrarsi sulle piattaforme vaccinali», ha scritto Figliuolo.

Che dunque incalza i presidenti delle Regioni a «provvedere a prenotare gli over 60 e «comunicare alla struttura commissariale entro il 15 luglio prossimo il numero di soggetti impossibilitati ad aderire alla campagna per motivi sanitari e il numero di soggetti che hanno manifestato la volontà di non aderire alla campagna, suddiviso per classi di età».

Mercoledì sono state somministrate 541.000 dosi, giovedì 576.000, «probabilmente quando si assesterà il trend arriveremo attorno ai 600.000», ma «ora l’ obiettivo è essere costanti sui 500.000» per arrivare a fine settembre «a chiudere la campagna con l’ 80% della platea dei cittadini entro i 12 anni vaccinati», ha detto ieri Figliuolo. Che però in un’ intervista alla Stampa, lo scorso 11 maggio, giudicava ancora realistico arrivare a un milione di immunizzazioni quotidiane. Sul fronte delle forniture, non ci sono problemi: con le dosi in arrivo da qui a settembre avremo oltre 54 milioni di dosi di vaccino ad mRna impiegabili che si sommano ai 44 milioni già somministrati.

Serrare i ranghi dei governatori, rispettare la tabella di marcia del piano in vista delle vacanze estive e dopo l’ impatto psicologico sui vaccinandi del caos Astrazeneca, non è una missione semplice. Ed ecco che ieri Draghi ha deciso di intervenire, «coprendo le spalle» al generale. Ed evitando che il cocktail di dosi diventi «tossico» per il suo stesso governo.