La politica finita nel cesso

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Passando al cesso più tempo della media – tra una foto ricordo e l’altra – a Sgarbi dev’essergli caduto dentro il cervello. Non può spiegarsi diversamente lo stupore che l’ha colto quando ieri migliaia di persone l’hanno sommerso di insulti per le volgarità gratuite che ha espresso sulla Raggi. Parole così miserabili da aver trasformato in leoni da tastiera anche i frequentatori dei social più moderati.

Una “tempesta di m…” come l’ha definita lui stesso, provando a scaricarne l’origine sulla regia occulta di Rocco Casalino, che si occupa di altro ma per buttarla in caciara è un nome sempre buono da utilizzare. Vabbè – direte – niente di imprevedibile: con la stessa prosopopea con cui assegna patenti di stupidità a chi non gli aggrada e certificati di autenticità alle croste, il critico in servizio permanente effettivo anti-Cinque Stelle sulle tv di Berlusconi ha tirato la catena su ogni tipo di fair play in campagna elettorale.

Il sasso tirato nello stagno però ha schizzato fango. Un po’ sullo stesso Sgarbi, che ha avvisato i romani su che razza di assessore si ritroveranno se voteranno a destra, e molto di più sulle donne, tutte le donne, e il disegno di far dialogare sinistra e M5S. L’assenza di solidarietà femminile (al di fuori del Movimento) verso la sindaca offesa con parole tanto orribili equivale a mettere il burqa a decenni di conquiste e di emancipazione, permettendo – senza dire una parola – persino l’evidente strumentalizzazione politica della vicenda del figlio di Grillo e di una presunta vittima di stupro.

Un silenzio che diventa ancora più assordante se si pensa alle battaglie storiche delle donne di sinistra, tra l’altro proprio nel giorno in cui Conte e Di Maio erano a Napoli per sostenere la candidatura di Gaetano Manfredi alle amministrative, in comune col Pd. D’altra parte, avvelenare i pozzi è una tattica ovvia se si immagina un ballottaggio tra un esponente di destra e chi supererà il primo turno tra la Raggi e Gualtieri. E dunque ci sta che Sgarbi intossichi l’aria con le sue nefandezze. Mentre ci sta molto meno che i dem ci caschino, e ai piani alti non sappiano spendere nemmeno una parola di fronte a personaggi che trascinano la politica sempre più in basso.

18 replies

  1. Avevamo già da un po’ di tempo sperimentato la volgarità gratuita di Sgarbi che imperversa con i suoi tsunami di saliva in tutte le TV del nano malefico dove gli danno pure spazio e una parcella per le sue rodomontate.
    Purtroppo siamo in un momento di grande decadenza della politica che si è imbarbarita fino a diventare insopportabile dal punto delle urla e delle menzogne che giornalmente confondono la gente senza un nesso logico, è un continuo affermare e smentire quelle cose dette un minuto prima, così, senza ritegno o vergogna.
    Confido nel successo di Conte che con la sua eleganza e il suo eloquio corretto cerca di riequilibrare il discorrere di politica lasciando agli altri le chiacchiere da bar e gli slogan.
    Bisognerebbe che la gente dedicasse qualche minuto al giorno ad informarsi perchè i voti dati a vanvera a chi fa fa della politica una gestione personale, producono molti danni.
    Se il pane o la benzina o le medicine aumentano, quella è politica, quello è il danno che fa una certa politica.

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  2. Caro Gaetano mi pare che la cosa sia lampante il pd vuole perdere.Sperano di trascinare dentro al loro fallimento pure i cinque così da demolirli una volta per sempre.Tanto dopo con i compagni di destra e merenda l’accordo si trova.Chissà se la genia cinque se ne è resa conto?

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  3. Potrei sembrare un tantinello ripetitivo, pero’ invece lo sono.

    E dunque: non e’ lo Sgarbozzo il problema. E’ gia’ posizionato al cesso, basterebbe tirare la catena.

    Invece la plebaglia itagliana lo Sgarbozzo lo vota.

    Per quale motivo la plebaglia vota lo Sgarbozzo? Fatevi la domanda e datevi la risposta.

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    • Potrei sembrare un tantinello ripetitivo, pero’ invece lo sono.

      E dunque: perché quando sostengo che il vero problema non è la PLEBAGLIA ITAGLIANA (E NON), ma la LEGITTIMAZIONE che la DEMOCRAZIA dà alla PLEBAGLIA, nello specifico il “suffragio universale (in questo, una volta tanto d’accordissimo con la GRADASSA…)”, vengo passato per un sociopatico?

      Fatevi la domanda e datevi la risposta.

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      • Questa e’ la domanda GIUSTA. Perche’ la gente piu’ sta male e piu’ vota quelli che la faranno stare sempre peggio.

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      • Perche si tratta della stessa plebaglia facinorosamente di destra, antidemocratica ed autolesionista se non fosse che ci rimettete tutti voi, plebaglia come te e Pillon.

        La stessa gente cretina che vuole andare a “vedere i VIP”, che dice “Me ne frego” (anzi: pensano “mene”), che poi parcheggia sullo scivolo per le carrozzelle perche del trasporto pubblico, anzi della idea stessa di bene pubblico, non gliene cale una mazza.

        Quindi, tu sei. Sociopatico.

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  4. Gli insulti del servo seduto sul water è la riprova che la Sindaca Raggi merita altri 5 anni di mandato per concludere al meglio il suo buon lavoro svolto alla guida di una città difficile come Roma con disciplina onore.

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  5. Sgarbi, Sgarbi… nessuno lo rimprovera e lo aiuta ad esternare in forme più convenienti la sua rabbia, meglio furia cieca, sublimata in forme d’arte pittoresche che hanno lo scopo di denunciare il degrado . Siamo in Italia, regno del bigottismo querulo, che si attacca all’osso ma non all’ipocrisia vestita a nuovo.
    In fondo ha il coraggio di mostrarsi umano e di presentarsi così, nel parto quotidiano di un’ ingerenza ingorda, lorda quanto vomitevole e ancora In fondo, chi sono coloro che lo reputano un onorevole deplorevole ? (Tutti).
    Coloro che a buon viso cattiva sorte, sorridono, coloro che a buona sorte si sentono gli illuminati della nuova era, alcuni hanno il coraggio altri no. Ma ognuno ha il suo modo di manifestare il dissenso, peccato che non si possa suonare più nelle strade, peccato che non si possa più danzare attorno ad un altare antico, riti pagani disciolti nell’acido di ciò che conviene considerare sacro a prescindere.
    L’arte ha tantissimo da insegnare e ancora peccato che sia sempre più una disciplina marginale, risucchiata nel tempo, dal tempo computazionale , con un enorme sciacquone formato progresso.

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    • Guarda che queste sceneggiate avvengono e sono messe a punto al fine di alzare le quotazioni nel mercato delle ospitate televisive.

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  6. Dalla foto, sulle prime ho creduto potesse trattarsi di un servizio su National Geographic, dato il soggetto (uno stronzo) ritratto nel suo ambiente naturale (il cesso).

    Non che da lui fosse lecito aspettarsi qualcosa di diverso (sta solo facendo ciò che gli riesce meglio, peraltro dando seguito ai numerosissimi inviti raccolti in una vita intera), ci mancherebbe, mi domando solo dov’è finita quella pletora di flagellanti che tanto s’adombrarono, ad esempio, quando (meno di quattro mesi fa) un signor nessuno (tal Gozzini) insultò, peraltro in maniera molto meno volgare, Giorgia Meloni. Tutti a nascondersi come topi (tanto per rimanere su queste pagine, ricordo un indignatissimo Veneziani)? Le donne si difendono solo quando sono le nostre? Benissimo, ma almeno si abbia la decenza di non tirare in ballo il sessismo a sproposito, la prossima volta.
    Mi chiedo che ruolo abbia giocato, in queste reazioni doppiopesiste, il fatto che Enrico Michetti (il candidato sostenuto da Salvini e Meloni), qualora eletto, avrebbe proprio in Sgarbi il futuro assessore alla cul-tura.

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    • Siamo particolarmente in vena di spirito, oggi, JD: daje!

      PS: io purtroppo sono ancora fermo al “chiedo per un amico”, da lì non riesco a schiodarmi; me le sono pure sentite da Anail per la mia prevedibilità…

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    • L’unico ruolo che un simile personaggio, il Michetti, puo’ assumere e’ quello di chi dice le stesse cosa ad un’altra donna.

      A che serve la Destra, altrimenti?

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    • Dimentichi che nientedimeno le telefonatono Mattarella e Marione.
      Io ancora non mi sono ripresa e la mia solidarietà al prof è totale!

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