A che gioco gioca Berlusconi?

(Amedeo La Mattina – la Stampa) – Nei giorni scorsi Salvini aveva anticipato che anche Berlusconi era d’ accordo con la prospettiva del partito unico del centrodestra. Gettando nel panico una parte della stessa Lega più legata a posizioni sovraniste e identitarie, e quel pezzo di Forza Italia che vuole mantenere l’ autonomia e lavorare per recuperare consenso al centro tra i moderati, a cominciare dai tre ministri Gelmini, Carfagna e Brunetta. Ieri è arrivata la conferma dallo stesso leader azzurro durante una riunione via Zoom con la delegazione del partito al Parlamento europeo.

Il primo passo sarà la federazione lanciata dal capo leghista, per poi arrivare alle elezioni del 2023 con una lista unica. Tutti tranne Coraggio Italia, sul quale il Cavaliere ha messo un veto vendicativo per avergli sottratto una trentina di parlamentari. Ma il governatore ligure Toti e soprattutto il sindaco di Venezia Brugnaro non hanno alcuna intenzione di annegarsi nell’ unico contenitore guidato dal segretario della Lega. Non ci sta neanche Meloni, che dall’ opposizione sta scalando la classifica dei consensi.

Non è scontato che tutto vada liscio, e dipende dalla capacità di Salvini di ritornare almeno attorno al 25% dei consensi. Il tour estivo con la partenza della manifestazione nazionale il 19 giugno alla Bocca della Verità a Roma dovrà servire a rilanciare il partito e affermarsi nelle comunali della capitale. Il leghista un po’ frena sul partito unico, ma considera necessario stringere i bulloni parlamentari del centrodestra di governo.

Poi si vedrà se e come fare il partito unico. Nel Consiglio federale di alcuni giorni fa, ha parlato di una maggiore collaborazione tra i gruppi che sostengono Draghi: speaker unici a rotazione tra Camera e Senato, capacità di pesare di più nelle scelte del governo rispetto a Pd e M5S. Una collaborazione parlamentare e una prospettiva di partito del centrodestra che dovrebbe servire da viatico per spezzare il cordone sanitario dove la Lega è isolata a livello europeo e aprire un’ interlocuzione con il gruppo del Ppe in cui sono iscritti gli azzurri.

Dagli azzurri, viene spiegato, «c’ è una forte spinta dentro FI verso l’ ipotesi di creare un partito del centrodestra italiano che unisca le varie sigle del centrodestra sul modello dei Repubblicani francesi». Berlusconi, pronto al nuovo predellino, lancerà un manifesto politico, un appello a tutti gli alleati, anche a Meloni. «So che Giorgia avrà qualche problema ad aderire, ma io ho il dovere di fare l’ appello anche a lei». E lei sembra che si sia fatta una risata quando le hanno riferito le parole del Cavaliere.

Per la leader di FdI il progetto «non è una priorità». Giovanni Donzelli, responsabile dell’ organizzazione di Fratelli d’ Italia, dice che il partito unico «non avrebbe senso né per noi né per gli elettori».

Tutto questo mentre oggi il vertice del centrodestra dovrebbe definire le candidature a sindaco. Possibili altri ticket come a Roma. Per la Calabria si pensa all’ azzurro Roberto Occhiuto con il leghista Antonino Spirlì, attuale presidente facente funzioni.

A Milano la candidatura di un civico, Oscar di Montigny o Annarosa Racca, con Gabriele Albertini come vice. Ma potrebbe esserci un’ altra fumata nera.

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