(Tommaso Merlo) – Netanyahu ha aperto il suo incontro con Trump omaggiandolo con un album fotografico con copertina in pelle umana sulle migliori performance pedofile del presidente americano tra il 1985 e il 1990. Edizione speciale con anche alcune foto che ritraggono Melania agli albori della sua folgorante carriera. Trump ha colto il messaggio ed ha subito rassicurato Bibi che continuerà a buttare via miliardi e vite americane per ogni guerra che Israele ritenga opportuna. Trump non ha però potuto esimersi dal segnalare alcune criticità. L’Iran ci sta massacrando, ha affermato, i marines nel Golfo han fatto la fine dei palestinesi, sfollati da una parte all’altra mentre piovono bombe da tutte le parti. Le difese aree vanno a farfalle e con la chiusura dello Stretto di Hormuz rischiamo la depressione del 1929 e un bel goodbye ai petrodollari. Io sto continuando a sparare cagate alla stampa per manipolare i mercati e far arricchire i miei figli scemi, ma non posso andare avanti all’infinito, la verità sta venendo a galla. Di questo passo a novembre mi voto solo io e il nuovo Congresso di comunisti mi sbatterà in gattabuia col pigiamino arancione. Bibi, sono nella merda, rischio di passare alla storia come il presidente che ha seppellito l’impero americano. Smettila di frignare cazzo e tira fuori le palle, ha sbottato Netanyahu, anche io ho le elezioni e rischio il deretano cosa credi? Donald, ti abbiamo comprato a peso d’oro e adesso devi rispettare i patti o quell’album fotografico lo mando ad Hollywood sempre che non preferisci la soluzione Charlie Kirk. Apri bene le orecchie vecchio rintronato, dai ordine a quel beone che hai messo a capo del Pentagono di bombardare a tappeto. L’Iran deve fare la fine di Gaza. Scuole, asili, ospedali, palazzi del governo, fabbriche, ponti, quartieri residenziali. Se poi non cedono allora non ci resta che la bomba atomica e noi siamo prontissimi. È a quel punto che il cervelletto di Trump si è riconnesso seppure debolmente. Bibi, sei proprio una bestia diabolica assetata di sangue. Siamo al verde e pieni di debiti, con gli arsenali vuoti e la gente imbestialita e perfino i generali mi suggeriscono di ammettere la sconfitta e levarci dai piedi. Noooo, Donald, se non li fermate sti stramaledetti islamici riconquisteranno Gerusalemme e a noi popolo eletto non resterà che tornare tra voi spregevoli goyim mentre io passerò alla storia come una epocale iattura. È a quel drammatico punto che è entrato nello Studio Ovale un commesso ricordando al presidente che Zelensky lo attendeva nella stanza a fianco. Rivedendo Volodymyr da quelle parti, Trump ha avuto come un brevissimo momento di lucidità rendendosi conto di aver incontrato quei due figuri una marea di volte eppure le rispettive crisi geopolitiche sono sempre peggio. Ma che fosse soprattutto colpa della sua abissale inettitudine, non lo ha invece neanche sfiorato. Donald e Volodymyr si sono seduti uno davanti all’altro e forse per i funerali di quel guerrafondaio psicopatico di Lindsey Graham o forse per la stanchezza, i due hanno condiviso sprazzi di sincerità invece di vomitarsi addosso la solita propaganda. L’Ucraina è in condizioni disperate, ha esordito Zelensky, mezzo paese è raso al suolo, lo stato è fallito, la società sfaldata e l’economia crollata. Hanno bloccato anche il porto di Odessa e rischiamo di perdere l’accesso al mare. Un disastro, i giovani scappano piuttosto di combattere mentre quelli russi corrono ad arruolarsi ed avanzano inesorabilmente lungo tutta la linea del fronte. E i droni? Punture di zanzare ad un leone sempre più inferocito. Servono giusto per la propaganda della Nato in modo che quei coglioni degli europei continuino a spedire armi e miliardi nonostante sono alla canna del gas e la guerra è persa da anni. E a comprare energia e armi da noi, aggiunge Trump che poi lo lascia proseguire. Vedi Donald, è un immane bagno di sangue, gli ucraini vogliono la pace e le elezioni e io sono politicamente spacciato se mollo. Troppi scandali e rimpasti e con quel Fedorov in ascesa … E allora togliti dai piedi. Lo farei ma ho paura che mi fanno fuori o i miei camerati intransigenti o i milioni di profughi ucraini in giro per il mondo. No, no problem, ti assumo io a Mar-a-Lago per gestire l’animazione oppure se preferisci posso fare qualche chiamata ad Hoollywood e trovarti una parte in qualche fiction. E poi dai, con tutti i soldi e le ville che ti sei fatto, goditi un po’ di meritato riposo. Dai su, le avete provate tutte per allargare il conflitto e tirarci in mezzo, ho sentito anche della nave iraniana …. rassegnatevi … è finita. Io sono costretto a sostenervi perché lo stato profondo mi tiene per le palle, ma se molli ti sostengo e prima lo fai meglio è per tutti. È a quel punto che è entrato un commesso per ricordare a Trump il prossimo impegno in agenda, ingozzarsi di pastiglie e correre nella sua cameretta a scrollare a raffica e postare minchiate sul suo social mentre in Asia Occidentale divampa l’escalation e l’Ucraina sta scomparendo dalle mappe per colpa di un sistema marcio che lo tiene per le palle e per la sua abissale inettitudine.