Tarde briciole di consapevolezza

(Andrea Zhok) – In giovane età s’ha bisogno di certezze, saldi segnavia che ci permettano di orientarci. Perciò passiamo tutti attraverso una fase “faziosa”, in cui assumiamo che quelli del gruppo ideale X, i “nostri” abbiano sempre caratteristiche positive, argomenti validi, ottime ragioni, sensibilità adeguate, senso della realtà, mentre gli “altri”, appartenenti al gruppo ideale Y, presentano incorreggibili tratti negativi, barbarici, irragionevoli, insensibili, fondamentalmente abietti.

Abbastanza presto, con l’età adulta, alcuni fanno spazio ad un qualche grado di tolleranza, ammettendo che non tutto il male è negli “altri”, non tutto il bene è nei “nostri”. Questo livello critico è di solito il livello più avanzato cui pervengono i più spiritualmente accorti, e il suo raggiungimento ci fa ritenere di aver ottenuto in qualche modo una sorta di saggezza, di maturità, di equilibrio.

E poi, e poi, alcuni, carchi d’anni e di delusioni onusti, pervengono ad un’ulteriore, amara, Illuminazione. Lì, davanti agli occhi sta la verità, quella verità che non si avrebbe mai voluto vedere, quella verità che, forse, a saperla troppo presto ci avrebbe storpiato moralmente, e che tuttavia ora ci guarda in faccia.

E la verità è che i buoni e i cattivi, i ragionevoli e gli irragionevoli, i sensibili e gli insensibili, i cretini e gli intelligenti, i colti e gli ignoranti, i coraggiosi e i codardi, i magnanimi e i meschini sono distribuiti in maniera ASSOLUTAMENTE EQUANIME rispetto ad ogni credenza, ad ogni ideologia, ad ogni bandiera.

Tra quelli che perorano ideologie eroiche è zeppo di vigliacchi, tra quelli che proclamano l’amore per il prossimo è pieno di cinici, tra gli alfieri del pacifismo è pieno di soverchiatori prepotenti, tra i cavalieri dell’ideale ci sono secchiate di meschini, tra i veneratori della ragione ci sono legioni di dogmatici, tra i fedeli timorati di Dio brulica la hybris individualistica, ecc. E peraltro di buono c’è che anche le qualità sono distribuite in maniera inaspettatamente equanime. (Con una singola eccezione: quei liberali che rivendicano orgogliosamente di perseguire il proprio interesse e basta, perché è giusto così – fiat avaritia, pereat mundus – sono esattamente e solamente le nullità morali che sembrano essere.)

Molti sono disposti a fare un tratto di percorso in questa direzione, ammettendo che sì, forse dobbiamo aggiustare le nostre aspettative, forse dobbiamo ammettere che le spazio delle virtù e dei vizi è più variegato di quanto ci aspettavamo; ma dubito che molti siano disposti ad accettare il bruto fatto sociale che le credenze manifeste, le idee proclamate, la bandiere brandite non hanno nessuna, assolutamente nessuna capacità predittiva delle qualità umane di chi le impalma. Tutti noi continuiamo ad essere propensi ad aprire credito ad alcune bandiere e ad avere deplorevoli aspettative verso altre. Si tratta probabilmente di una reazione primitiva, di un remoto istinto del gregge, che, in un mondo dove non ci sono praticamente più appartenenze su base materiale (fisica, territoriale, biologica, ecc.) ha bisogno di aggrapparsi all’idea che comunque tra “noi” e “loro” ci debba essere una differenza in qualche modo fondamentale.

Invece no. Le differenze, qualitativamente enormi, abissali, antropologicamente incolmabili, ci sono naturalmente, ma ci sono tra alcuni di “noi” e alcuni di “loro”, tra alcuni di “noi” e altri tra “noi”, tra alcuni ed altri dei “loro”. Per chi – come i filosofi – fa del traffico delle idee il proprio commercio d’elezione, questa è un’intuizione amarissima, una delusione profonda. Eppure è qualcosa che abbiamo tutti verificato mille volte, vergognandoci di apparenti “alleati nelle idee”, la cui sola esistenza suonava come una confutazione in vivo di quelle stesse idee.

Ma il punto delle idee non può essere il loro possesso finale, non lo è mai stato, quasi fossero monete da ritirare dalla circolazione e mettere sotto il materasso una volta per tutte. Il punto del commercio delle idee è sempre stato solo il loro uso, la loro pratica, il loro esercizio: esse sono come la proverbiale scala di Wittgenstein, che una volta saliti dove l’aria è più tersa e la vista più ampia può tranquillamente essere lasciata cadere.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

Tagged as: , ,

7 replies

  1. Dipende dalla personalità di ciascuno. Io non ho mai avuto “nostri” o “eroi”: ho sempre pensato che occorresse pensarci ed andare caso per caso, persona per persona, idea per idea. E che quello che sperimentavo sulla mia pelle o ne avevo conoscenza diretta, valeva di più del “sentito dire”, dei sondaggi, delle promesse e delle rassicurazioni. Non erano “percezioni” perchè di vite ce ne è una sola ed è la volta che fa; erano, al contrario, l’ unica realtà.
    Purtroppo.

    "Mi piace"

  2. Non sanno di niente questi articoli di Zhok. Nemmeno da un punto di vista psicologico. Non capisco cosa li scelgono a fare.Dovrebbe essere un filosofo e accademico italiano, professore di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l’Università degli Studi, ma lascia il tempo che trova. Se proprio si volesse cercare qualcuno di parli di filosofia o di psicologia, ci sarebbe meolto di meglio dove cercare.

    Integro una mancanza:

    Ma mi faccia il piacere-MARCO TRAVAGLIO-IFQ-14 giugno 2021

    Good news/1. “Un milione cambia il vaccino. Svolta nella campagna. Gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca dovranno fare la seconda con Pfizer” (Repubblica, 11.6). È il loro modo di parlare del governo e del commissario Figliuolo quando fanno una figura di merda.
    .
    Good news/2. “Addio Afghanistan. Si torna a casa. I nostri soldati si ritirano dopo 20 anni. Persa la guerra, ma n’è valsa la pena” (Renato Farina, Libero, 9.6). Sono soddisfazioni.
    .
    E la luna Rousseau. “Casaleggio, schiaffo a Conte: ‘Governo e Figliuolo egregi’” (Giornale, 13.6). La Piattaforma Leccò.
    .
    Avanti c’è posto. “La Lega è il partito di Draghi” (Lorenzo Fontana, vicesegretario Lega, Foglio, 10.6). “Il governo Draghi è casa nostra” (Enrico Letta, segretario Pd, Messaggero, 12.6). Dev’essere in multiproprietà.
    .
    Fate la carità. “Il mio vitalizio è una vittoria del diritto, nessuno deve morire di stenti” (Roberto Formigoni, pregiudicato per corruzione, Le Iene, Italia1, 1.6). Ah sì? E chi l’ha detto?
    .
    Bei tempi. “Sì, la politica ora si ribella ai pm: ma una rivoluzione ha bisogno di leader veri…” (Fabrizio Cicchitto, Dubbio, 10.6). Tipo Licio Gelli.
    .
    Mercato ortofrutticolo. “Ecco l’ultimo post di De Vito dei 5 Stelle, arrestato oggi per corruzione. Arance…” (Maurizio Gasparri, senatore FI, Facebook, 20 marzo 2019). “Siamo lieti dell’adesione in Forza Italia di Marcello De Vito, questo ci rafforza in vista della prossima sfida elettorale a Roma. È una fase nuova della vita politica italiana” (Gasparri, 7.6). Dalle arance alle banane.
    .
    Sua Altezza. “Ho un rapporto molto forte con la mia dimensione alta” (Giorgia Meloni, leader FdI, Stasera Italia, Rete4, 8.6). Mai però quanto Brunetta.
    .
    Mulino Bianco. “Barilla: ‘Ragazzi, rinunciate ai sussidi e mettetevi in gioco’” (Stampa, 11.6). Cercatevi un padre miliardario che vi lasci in eredità l’azienda e il gioco è fatto.
    .
    Mai dire mai. “Io non ho mai fatto una campagna contro gli immigrati” (Matteo Salvini, segretario Lega, In mezz’ora in più, Rai3, 6.6). In effetti una no.
    .
    Come si cambia. “Conte non sa ancora parlare da leader politico. È dura cambiare M5S” (Emilio Carelli, deputato M5S, poi fondatore di Centro – Popolari Italiani, ora approvato a Coraggio Italia, Libero, 10.6). Lui, nell’attesa, ha cambiato tre partiti in sei mesi.
    .
    Nardelloni. “Da Forza Italia a Leu, ecco l’altra federazione” (Dario Nardella, sindaco Pd di Firenze, Foglio, 10.6). E CasaPound niente?
    .
    Vendoloni. “Penso che la guerra dei trent’anni fra potere politico e potere giudiziario abbia fatto male alla nostra democrazia, diventando l’alibi che ha di fatto impedito una seria riforma della politica e della giustizia” (Nichi Vendola, ex Rifondazione Comunista, ex Sel, ex presidente Puglia, condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi per concussione al processo Ilva di Taranto, Giornale, 12.6).
    .
    Cavaliere, è lei?
    Lucanoni. “Mimmo Lucano riabilita Berlusconi: ‘Perseguitato come me’” (Giornale, 10.6). Casomai servisse la prova decisiva della sua colpevolezza.
    .
    Cappellate. “… una omologa dell’Estetista, solo che invece di vendere creme fa l’editorialista” (Stefano Cappellini di Repubblica, riferito a Selvaggia Lucarelli, Twitter, 12.6). Parola di un editorialista talmente noto che, se vendesse creme, non le comprerebbe neanche lui.
    .
    Caput che? “Tornare Caput Mundi con competenza e visione” (Maurizio Michetti, candidato a sindaco di Roma per il centrodestra, Messaggero, 10.6). Primo caso al mondo di un candidato che invita a votare per qualcun altro.
    .
    Voce del verbo. “Vogliono mettere in cella l’uomo che ha travolto la mafia” (a proposito del generale Mario Mori, Riformista, 8.6). Primo caso al mondo di un generale che, per travolgere la mafia, trattava con la mafia.
    .
    La parola all’esperta. “Cybersecurity, fatto: un altro punto per Draghi” (Claudia Fusani, Riformista, 11.6). Questa deve aver rifatto una seduta spiritica con Pio Pompa.
    .
    La parola all’esperto. “Vacciniamo i giovani in discoteca” (Flavio Briatore, Verità, 7.6). È il famoso consenso informato.
    .I
    l titolo della settimana/1. “Il Pd e la continuità dei governi Conte. Per l’ex premier, con Salvini o con i dem è stato uguale. Imbarazzo a sinistra” (Foglio, 11.6). La sinistra è talmente imbarazzata che ora governa con Salvini, con Berlusconi e con i 5Stelle insieme.
    .
    Il titolo della settimana/2. “A Milano Sala perde anche contro mister X. Secondo Tecnè il centrodestra, ancora senza un candidato, è in vantaggio sul sindaco uscente” (Libero, 9.6). Sala riuscirebbe a perdere anche contro un paracarro. Quindi il segreto per batterlo è non candidare nessuno.
    .
    Il titolo della settimana/3. “Se passa il ddl Zan i preti finiscono in galera. Con leggi simili in Inghilterra le infermiere perdono il posto e le ragazze col ciclo sono costrette a usare i bagni dei maschi” (Libero, 1.6). Uahahahahahah.

    "Mi piace"

    • Me dica la verità Viviana.v. Lei lo fa apposta de mette’ l’esca Travaglio solo p’avè er piacere de vede’ li scarafaggi usci’ de loro buchi? 🙂

      "Mi piace"

      • @Nico
        Viviana cerca disperatamente l’occasione per dare del “fascista” e dell'”idiota” a qualcuno. A quel punto si sente bene, ritenendosi l’intelligentona del reame e può cominciare la sua giornata.

        "Mi piace"

    • @Viviana
      Eppure l’articolo, molto bello e profondo, pare scritto PER TE. Ti rappresenta perfettamente : sei rimasta alla prima fase dell’esistenza, quella adolescenziale.
      Ed è triste invecchiare così, con la certezza adamantina di avere SEMPRE ragione …

      "Mi piace"

  3. Il prospetto che appare dall'”articolo è ,si, molto amaro, ma non tanto nella consapevolezza di vedere il mondo, i gruppi umani e ogni singolo uomo/donna come una curva gaussiana che addolcisce l’amarezza di vedere un mostro in tutto ciò che è diverso da te, quanto nella consapevolezza che sotto un unico ideale, sotto un’unica bandiera è difficilissimo sottostare a meno di guardiole e perimetri inferriati.
    Se posso scoccare una freccia positiva vorrei scoccarla proprio a favore del nostro paese che fino a non molto tempo fa aveva costruito una logica lavorativa per ogni settore culturale, per ogni materia spendibile in termini economici, in modo da dare così, ampio margine attitudinale e quindi sociale, alle variegate formule umane che, se non sono pazzi o lucidi assassini, qualcosa di buono potevano fare.
    La mostruosità della politica che per risparmiare, ha iniziato a sfoltire il grande impianto culturale che ci rendeva una delle potenze economiche del mondo, in quanto, dall’ottimo impianto culturale scaturiva, abbastanza naturalmente , una fervida e proficua attività lavorativa, scandita dai doveri come dai diritti che minimizzavano i soprusi e si poteva sperare che anche gli operai potendo accedere ad una felicità conseguente l’utilizzo del denaro in connubio ad una buone salute psicofisica.
    Ad oggi chi parla di ciò?
    Dove è il nostro paese?
    Quanto è stato profondo il processo di involuzione?
    Quante verginità sono state violate, e poi, quante verginità violate sono state tradite?
    In questo nuovo caos i mostri sono tornati alla ribalta ognuno vede un mostro nell’altro che è, appunto, assenza di consapevolezza della diversità caratteriale quanto genetica oltre che di personalità e attitudinale.
    Ai nostri primi mostri andrebbe fatto un applauso eterno, come logica del contrappasso, in un inferno reale messo al posto del paradiso cantato e donato a suon di spiccioli, dove l’induzione della paura ha solo il subdolo e allucinante potere di un’arma.

    "Mi piace"