Massimo Cacciari: Altro che patrimoniale, Letta ha fatto centro sulla tassa di successione

Intervista al filosofo e saggista. Altro che patrimoniale, Letta ha fatto centro sulla tassa di successione. Bene la virata a sinistra, ma al Pd manca ancora un’identità. Conte? Se non si sveglia a fare la coalizione regala tutto al centrodestra, ma il Pd si scelga altri riferimenti

(Di Francesco Bechis – formiche.net) – Non chiamatela patrimoniale. Perché “la patrimoniale non c’entra niente”. E pensare che da Massimo Cacciari ci aspettavamo un buffetto, diciamo pure un amorevole scappellotto al segretario del Pd Enrico Letta, fresco della proposta di una “tassa di successione” che ha fatto imbufalire metà maggioranza.

Invece no, tutto il contrario. “È una proposta del tutto logica, modestissima, al limite del superfluo”, dice il filosofo e saggista, già sindaco di Venezia in quota Pd. “È incredibile che sia stata accolta con tale nettezza”. Perché? “Come è possibile in una situazione del genere scandalizzarsi per una manovra per equilibrare i sacrifici che il Paese dovrà fare? E poi è una proposta che colpirebbe solo i patrimoni superiori a 5 milioni di euro, in quasi tutti i Paesi europei è più alta che da noi. Lo sa che in Giappone la tassa arriva ad assorbire fino al 60% dell’asse ereditario?”.

Sarà, ma intanto c’è maretta fra il Nazareno e Palazzo Chigi. Dopo il rimbrotto, “è il momento di dare i soldi, non prenderli”, il premier ha convocato il segretario dem a palazzo per un faccia a faccia. Ordinaria amministrazione, rassicura Cacciari. “Non vedo alcun fastidio, Draghi sa perfettamente che il Pd è il partito più di governo sulla faccia della terra”.

Di governo, e anche “di sinistra”, tra Ius Soli, accoglienza ai migranti e Ddl Zan. “Letta ha spostato il baricentro dove è necessario. Ma lasci stare questi balletti. Se il Pd vuole sopravvivere ha bisogno di una linea, di una strategia. Di uno straccetto di identità, e di smettere di atteggiarsi come partito di centro”. Insomma, un partito derenzizzato. “La derenzizzazione è nei fatti, non si ferma più. Ma poi ancora parliamo di Renzi? Ha compiuto il suo suicidio politico, amen”.

Con i Cinque Stelle, invece, si procede a singhiozzo. “Vivere deinde philosophari. Se Pd e Movimento non riescono a trovare presto l’ombra di un’intesa alle amministrative stravince il centrodestra. Conte dovrebbe almeno abbozzare una strategia, lavorare seriamente a una coalizione. E invece al momento si limitano a sopravvivere, a una convivenza obbligata”.

Ecco, Conte. È ancora il “riferimento” dei progressisti, come vaticinava un anno fa Nicola Zingaretti? “Progressisti, destra, sinistra, è un glossario morto e sepolto. Conte è un riferimento per i Cinque Stelle, costretti a trovare un’intesa. Mi auguro non divenga un riferimento per il Pd”.

Sulla battaglia aperturista, da un mese a questa parte, ci ha messo il cappello Matteo Salvini. Letta poteva farla sua? “Non ci sono battaglie su aperture o chiusure. Servirebbero solo provvedimenti razionali. Perché penalizzare le scuole? Così i ragazzi non ci vanno e si assembrano altrove. Che senso ha dire ai ristoranti di non tenere la gente dentro?”.

Capitolo Quirinale. Chi finisce sul colle più alto? “Dipende da come va il governo. Se funziona e rimane fino a fine legislatura, un bis di Mattarella potrebbe essere una soluzione. Se il piano vaccini e la ripresa economica iniziano a fare acqua da tutte le parti, allora al Quirinale potrebbe finirci Draghi. Ma perché ne parliamo ora? Qui nessuno sa cosa farà domattina, figuriamoci fra sei mesi”.

9 replies

  1. Le AEREOLINEE PINDARO presentano:

    La dialettica di Gurdjieff dal catafatico all’apofatico al “d’accordo, ripasso piú tardi”.
    (liberamente tratto da Tragedie in due battute, di Achille Campanile)

    PERSONAGGI

    Il Popolo della Sinistra in Italia (interpretato dagli attori e le attrici della compagnia Che Fai, Mi Guardi?)

    la Societá Italiana (interpretata dal pubblico in sala)

    ATTO I

    (Il Popolo della Sinistra in Italia entra in scena e comincia ad interrogarsi su cosa fare per migliorare il Paese, gli attori indossano tutti la stessa maschera, il palco é nudo a parte il fondale.)

    – Perché lo Stato non dichiara guerra alla Mafia?

    – Ah sí? E allora perché in Sicilia continuano ad eleggere puzzoni mafiati?

    – Solo in Sicilia?

    – É vero! Perché Giggino ‘a Purpetta é ancora a piede libero?

    – Formigoni! Ha fatto il delinquente con la benedizione divina ed adesso si fa pagare da noi la saliva per sputarci addosso!

    – Perché quando crolla un ponte i responsabili stanno a spasso e se io dimentico una rata la banca mi punisce due volte?

    – Brava! Perché io devo essere tassato a prescindere dalle mie spese?

    – Come faccio a sapere se il mio commercialista paga tutte le tasse?

    – Ah! Il tuo commercialista? Vedessi il Vescovo di Perugia…

    – Ho votato un referendum sull’acqua libera, perché nella mia regione devo pagare una tassa per ovviare ai guai combinati da chi gestiva l’impianto idrico prima?

    – Perché i cacciatori ed i tassisti non si mettono l’animo in pace e la piantano di rompere?

    – Perché i calciatori sí ed il personale scolastico no?

    – Perché gli avvocati dei delinquenti abituali siedono in Parlamento e scrivono leggi?

    – Come faccio a smaltire i rifiuti tossici se non esiste nulla per smaltirli?

    – Per mettere assieme pranzo e cena sono diventata una bestia da soma, e mia figlia quando la vedo? Quando devo allattarla?

    (ad un certo punto si ode una voce che blocca tutti)

    – Fermi tutti, ferme tutte!

    (gli attori, sorpresi, tacciono e si guardano sbalorditi, uno sibila)

    – Ma che ti prende? Siamo in scena…

    – É vero, ma abbiamo dimenticato di alzare il sipario!

    (tutti si volgono, un silenzioso terrore ammutolisce le persone in scena, una si prende a schiaffi, bisbiglia)

    – O cribbio! L’ho dimenticato, prima che entrassimo…

    – E adesso che si fa?

    – Che facciamo?

    – E che vuoi fare…

    – Sí, che?

    – E vabbé, l’importante é farlo.

    – Sí, é vero!

    – Allora lo alziamo?

    – Sí sí, alziamo il sipario e guardiamo in faccia il pubblico.

    – Dái!

    (il sipario si schiude e gli attori vedono che in sala non c’é nessuno. Nessuno. Tutti i posti sono vuoti, eccetto per uno in prima fila ove giace un’asola strappata ad un imballaggio di cartone. A caratteri cubitali si legge…)

    – CIAONE!

    ATTO II

    (cala il sipario)

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  2. Molto carino. Il problema è che però i “nostri” non si pongono neppure il problema di alzare il sipario. Del pubblico ormai non importa più ad alcuno. Tanto non si vota. E non si voterà fino a quando la loro commedia non sarà giunta in porto.
    Quindi che preoccuparsi a fare? Un paio di bicchieri di vino, il lancio di qualche ininfluente argomento “osso” su cui sbranarsi, un bel po’ di “cuore” e via così.

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  3. Ma perchè questo pseudo filosofo dellla mitteleuropa rompe ancora le scatole a noi. Aveva detto che se ne sarebbe andato in Austria.Ci lasci, faremo a meno delle sue elucubrazioni e dellla sua sagggezza !

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  4. Io ho visto ” Yesterday ” su Amazon prime. Bellino, da guardare per rasserenarsi un po’… con con belle canzoni. Altro che Maneskin.

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