Il Movimento e la forza di cambiare

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Altro che commissariare la politica. Draghi premier l’ha completamente estromessa dai grandi giochi di potere, lanciando ai partiti giusto qualche osso come i dettagli sui sostegni.

La ciccia – i soldi del Recovery e le nomine – se la cucina da solo, col partito Mef e i suggeritori di sempre, a partire da una Confindustria che pesa niente nel Paese ma a Palazzo Chigi conta più di mezzo Consiglio dei ministri. D’altra parte, dalle grandi riforme ai diritti civili il Parlamento non fa un passo, e quindi – come di regola – ogni spazio lasciato vuoto in qualche modo va rioccupato. Un grosso guaio per le forze politiche, ma anche una grande opportunità per rigenerarsi.

Un passo in tal senso l’ha fatto Enrico Letta, approfittando di questa fase per rilanciare una serie di temi identitari della Sinistra: dallo Ius Soli al voto ai sedicenni, dalla legge Zan alla tassazione delle rendite. Argomenti con appeal più o meno condivisi nell’attuale società italiana, ma che comunque restituiscono un’anima a un Pd diventato persino per i suoi elettori storici incomprensibile.

C’è però chi ha osato di più. Con le scuse pubbliche fatte dalla Raggi all’ex sindaco di Roma Marino (a cui voleva portare le arance in carcere) e da Di Maio al primo cittadino di Lodi, Uggetti, (contro cui i Cinque Stelle non risparmiarono accuse in seguito a un arresto ora risultato sbagliato), il Movimento sta facendo un percorso di maturazione senza precedenti. Chiedere giustizia, come i 5S hanno sempre fatto di fronte a una casta di politici e potenti privi di rispetto per lo Stato, non significa essere giustizialisti.

E seppure questi concetti si sono intrecciati, oggi chiarire e guardare avanti fa crescere una comunità che da espressione di dissenso diventa pienamente forza di governo. Di Maio è diventato democristiano – dirà banalmente chi dei pentastellati non ha mai capito niente – ma in realtà con le scuse di ieri a Uggetti è diventato più che mai rivoluzionario, ribaltando un cliché che fa comodo a chi sa solo strillare, ma che è barbaro. E dove passano i barbari si sa che l’erba non ha mai avuto troppa facilità a crescere.

11 replies

  1. Gli elettori pentsstellati stiamo aspettando che la vecchia casta chieda scusa ai 5S e in particolare a Virginia Raggi. Ove ciò non accadesse dovremmo dedurre che i pentsstellati più che maturati sono diventati furbetti.

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  2. @Strabiliato
    Ma quali scuse alla Raggi?
    Forse non ci siamo capiti.
    La Raggi è diventata sindaca di Roma (e il “rivoluzionario” Di Maio ministro di tutti i ministeri) sull’onda dei tanti Uggetti, di Bibbiano, del PD fatto passare per piovra mafiosa che strangola l’Italia, e adesso ci si dovrebbe scusare con lei? Ma di che?
    È lo stesso discorso paraculo delle tante facce toste (Travaglio in primis) che ancora continuano a raccontare la favoletta della nascita del Conte I: il PD non si è voluto alleare con il M5S e allora il movimento è stato costretto ad allearsi con la Lega. È come se uno ti prendesse a calci in culo, ti desse del mafioso e ladro di bambini, e poi venisse da te a chiederti: “allora? Che dici, ci mettiamo insieme a governare l’Italia?”. E se l’altro risponde di no (voi che avreste risposto? “Si, però dammi anche un paio di scudisciate?”) passa pure per quello che ha causato l’atroce alleanza del M5S con la Lega.
    Riguardo alla frase del Pedullà, quando scrive “Di Maio è diventato democristiano – dirà banalmente chi dei pentastellati non ha mai capito niente…”, io rispondo: sarò banale e non avrò capito niente dei pentastellati, ma a me sembra molto peggio di un democristiano. I democristiani non hanno mai raggiunto il potere facendosi passare per rivoluzionari.

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    • “È come se uno ti prendesse a calci in culo, ti desse del mafioso e ladro di bambini, e poi venisse da te a chiederti: “allora? Che dici, ci mettiamo insieme a governare l’Italia?”,

      intende come il PD ha fatto con il cdx ininterrotamente sin dal 2011?
      Perché magari si è distratto, ma da Monti in poi non mi pare che il succitato PD si sia fatto problemi a governare con chi aveva passato gli ultimi 17 anni a spiegare che la sinistra portava “miseria, terrore e morte ” e/o che le sue vittorie erano dei golpe.
      Quindi si risparmi il ritornello sulla impossibile alleanza con chi li aveva sempre insultati, perché i fatti dimostrano che è una scusa che non regge.

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      • @nonrosso
        Sul PD e le sue alleanze (molte imposte dalle circostanze, tipo quest’ultima) ci sarebbe da scrivere paginate. Resta però un fatto, semplice semplice: se a lei, nonrosso, un tizio qualunque la cominciasse a insultare dalla mattina alla sera, spargendo la voce in giro che ruba, violenta bambini o picchia sua moglie, e poi di punto in bianco si presentasse a casa sua proponendole di fare un viaggio insieme, lei cosa gli risponderebbe? Mi dica.

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  3. SULLA LEALTA’ ED ALTRI VALORI- Viviana Vivarelli.

    La lealtà è uno dei massimi valori del comportamento sociale umano. Significa rispettare gli amici e gli alleati, seguire un codice di comportamento in base al quale si rispettano i patti e si seguono le regole etiche che ci siamo dati e che permettono relazioni costanti e ordinate in un contesto civile. Prescrive di obbedire a particolari valori di correttezza e di appoggio anche in situazioni difficili, mantenendo le promesse iniziali e comportandosi seguendo un codice prestabilito. E nel grado di lealtà che usiamo con coloro con cui entriamo in patti, misuriamo il grado di coerenza tra il nostro comportamento pratico e i nostri ideali.
    Al limite, persino un gruppo mafioso ha bisogno di un alto grado di lealtà tra i suoi membri, altrimenti si disgrega.
    Ma come si può parlare di lealtà nei confronti di un Pd, presunto alleato di coalizione, quando questi si esprime con vigliacchi traditori che pretendono che noi votiamo i loro rappresentanti quando loro non si peritano dall’attaccare a man bassa i nostri (vedi la Raggi o l’Appenino).
    Il Pd è di una slealtà che fa concorrenza a Giuda, al punto che sul territorio, per le Amministrative si segnalano già violenti dissidi tra i membri territoriali del M5S e le linee delle direzione generale, perché il Pd tenta di fare ‘l’Asso pigliatutto’ .
    La mancanza di lealtà è una delle maggiori cause di fallimento in ogni ambito della vita perché preclude la conservazione di rapporti sociali.
    La forza di una famiglia, come la forza di un’armata o di una coalizione, si basa sulla lealtà reciproca. E quanto siano leali i partiti italiani lo abbiamo ben visto in passato nei rapporti tra Bossi e Berlusconi o tra Fini e Berlusconi o tra Bertinotti e Prodi. Diciamo che la storia italiana è una storia continua di slealtà e tradimenti.
    E una coalizione oggi col Pd di Letta dà prova ogni giorno di tradimento. Quella con la Lega il tradimento di Salvini lo ha già vissuto. Per non parlare della slealtà suprema di Renzi, che è il traditore per eccellenza.
    Insomma, l’Italia è proprio l’ultimo Paese al mondo dove qualcuno possa parlare di lealtà a qualcosa.
    E’ stato forse leale Grillo a calpestare le regole del Movimento e il voto di Rousseau e degli Stati Generali, che aveva deciso per un governo collegiale mentre lui ha proposto, di proprio arbitrio, un capo unico? E’ stata leale l’espulsione fatta da Crimi per ordine di Grillo dei 50 membri che hanno votato contro Conte senza sentire, come da Statuto, il comitato per le espulsioni o gli elettori tramite la Piattaforma Rousseau?
    E’ stato leale imporre come capo politico il sia pur bravissimo Conte con un atto dittatoriale e senza la votazione dal basso?
    E’ stato leale proporre agli elettori un quesito truffaldino dove sembrava si dovesse votare Grillo e la Transizione Ecologica?
    E’ stato leale stabilire per il lavoro di Davide Casaleggio un certo prezzo e poi rifiutarsi di pagarglielo e attaccare poi proprio Davide quando si è avvalso del ricatto della lista degli iscritti per essere pagato quanto pattuito?
    E’ leale tenersi 7 milioni e mezzo di euro in cassa ma rifiutare di pagare i propri debiti?
    E’ leale verso i propri elettori tenere un partito senza capo, né unico né collegiale, per tre mesi, impedendogli di partecipare come dovrebbe all’attività politica del Governo?
    Il contrario della lealtà sono il tradimento e l’inganno. Entrambi sono basati sull’egoismo. Ma nessuno dei due poi ha mai portato fortuna a chi ne ha fatto scempio.

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  4. Gaetano immenso come sempre!!! Chi sostiene che i 5stelle stiano fermi non si rende nemmeno conto di quanta strada stiano facendo!

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  5. Lieto di essere tra coloro che non hanno capito niente della “forza di cambiare” dei 5 stelle…poi più avanti scopriremo magari che quelli che non avevano capito nulla erano altri ma fa niente…

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  6. ”’ Di Maio è diventato democristiano – dirà banalmente chi dei pentastellati non ha mai capito niente – ma in realtà con le scuse di ieri a Uggetti è diventato più che mai rivoluzionario, ribaltando un cliché che fa comodo a chi sa solo strillare, ma che è barbaro. E dove passano i barbari si sa che l’erba non ha mai avuto troppa facilità a crescere.”’

    Ah, adesso siamo al ‘saggio’ che dà le pagelle a chi si è sempre interessato di M5S e ‘non ha capito niente’ di niente e mai, eh.

    Pedullà, STAI SERENO.

    Gli elettori che seguivano i 5S hanno visto il tradimento di TUTTI i loro valori cardine senza alcuna discussione, come se la cosa non li dovesse riguardare.

    E che DiMa scelga il FOGLIO per fare le scuse, non ti dice niente?

    Ti rendi conto o no di cosa significa?

    Renzi che allegramente afferma che i 5S sono morti e che ci vuole il ‘garantismo’, lui che è indagato con mezza famiglia a processo per truffe varie!

    Magari il prossimo Natale pure DiMa andrà a trovare Verdini, chissà, o magari Formigoni. Sarà un PROGRESSO anche questo?

    Ma che cavolo vi dice la testa, a voi tifosi dei grillini?

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